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Videogiochi Light Gun: un genere in via di estinzione

Giochi Light Gun

I videogiochi Light Gun, anche chiamati comunemente “sparatutto con pistola”, sono videogiochi il cui scopo degli sviluppatori è quella di riprodurre un poligono di tiro, dando al videogiocatore un controller a forma di pistola con cui mirare lo schermo e sparare ai vari bersagli e nemici. La maggior parte di questi giochi hanno un movimento automatico su rotaie, in cui il personaggio avanza in automatico e il giocatore deve semplicemente sparare ai nemici sullo schermo. Il termine light gun deriva dal tipo di tecnologia con cui le pistole/controller funzionano, ovvero tramite sensori di luce.

Il padre dei giochi Light Gun

Uno dei videogiochi Light Gun più famosi è Duck-Hunt, rilasciato nel 1984 da Nintendo, in cui il giocatore veste i panni di un cacciatore che deve sparare a delle anatre, aiutato dal suo fido cane. Duck-Hunt veniva rilasciato comunemente in bundle con le console Nintendo Entertainment System, in una cartuccia che includeva anche il leggendario Super Mario Bros. È un gioco in 2D in cui il giocatore, con il suo “NES Zapper” puntava allo schermo (rigorosamente televisori CRT a tubo catodico, altrimenti la periferica di gioco non funzionava) e sparava ai bersagli.

Alcune perle del genere

Gli anni 90 sono gli anni in cui c’è la diffusione e lo spopolamento dei videogiochi Light Gun in 3D e su rotaie, guidati da SEGA con le sue due serie di successo: Virtua Cop e The House of the Dead, che hanno negli anni rilasciato tanti capitoli. Nel primo, si impersonano degli ufficiali di polizia che devono sventare i piani di un’organizzazione criminale che traffica  armi; nel secondo si impersonano degli investigatori che devono farsi strada tra le armate di zombie del Dr. Curien, che vuole spazzare via tutti gli esseri umani dal mondo. Entrambi i videogiochi Light Gun sono nati per cabinati arcade destinati alle sale giochi, anche dette arcades, ma sono stati rilasciati anche per le console casalinghe di SEGA, come il SEGA Saturn e il Dreamcast, che all’epoca erano in competizione con i più fortunati Nintendo 64 e Gamecube di Nintendo. Un’altra grande serie di successo è Time Crisis di Namco, oggi Bandai Namco. Time Crisis era “il videogiocoLight Gun per PlayStation, tant’è che insieme alla versione PS1 di Time Crisis, venivano rilasciati dei controller a forma di pistola appositi per la console di Sony.

La lenta scomparsa del genere

Le Light Gun, come detto in precedenza, sono state pensate per schermi con tecnologia a tubo catodico e non sono quindi compatibili con i pannelli moderni. Gli sviluppatori si sono adattati ai tempi e hanno sviluppato sistemi molto simili a quelli dei videogiochi Light Gun, come i controller Wii Mote della Wii, oppure i PlayStation Move. Sfortunatamente, con la più comune sparizione delle sale giochi, anche in Giappone, dove erano popolari fino a tempi recenti, anche lo sviluppo dei giochi sparatutto su rotaie sta scomparendo. Gli ultimi episodi di The House of the Dead e Time Crisis non sono nemmeno stati rilasciati in Europa, in quanto le sale giochi arcade sono ormai rarissime. Se si vuole provare il brivido dei videogiochi Light Gun, come The House of the Dead, è ancora possibile trovare dei cabinati arcade in giro per l’Italia, in locali appositi per i nostalgici degli anni 90 e dei primi anni del 2000.

Fonte immagine in evidenza: depositphotos.com

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A proposito di Claudio Facenna

Appassionato di videogames, film e cultura giapponese. Studia lingue e culture orientali e africane all'Università degli Studi di Napoli L'Orientale,

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