8784, il libro d’esordio di Chiara Primavera | Recensione

8784

Chiara Primavera debutta con il suo romanzo 8784.

Non esiste amore a Napoli… o sì? Si chiede la scrittrice Chiara Primavera nel suo romanzo d’esordio, 8784, edito da Narratori Rogiosi Editore, che quasi non sembra essere il suo primo approccio ufficiale alla scrittura per la maturità dei contenuti e dello stile. 8784 è una storia d’amore, ma non di quelle sdolcinate di cui subito dalle prime pagine si prevede il finale, anzi, fino alla fine tiene con il fiato sospeso e l’attenzione sempre al massimo.

Questo perché non racconta l’amore nella sua semplice evidenza, ma 8784 è anche una storia fatta di attese, di incontri, di lontananze e dei vuoti lasciati da chi manca profondamente. Lui, fragilmente in bilico tra la possibilità di abbracciare la luce e quella opposta di frangersi nell’assordante vuoto, lui che non si presenta ma si racconta senza troppi preamboli, con una sincerità talvolta cruda; lei, invece, si chiama Sara e con sé porta una freschezza a volte ingenua, un’aria pulita di vita e di speranza. Tra di loro 8784 battiti di distanza, 8784 “se” e 8784 passi che li separano ma che possono sempre essere ripercorsi per rincontrarsi e recuperarsi. Sullo sfondo, una città che accoglie le loro fragilità e vi si immedesima, ferendo e curando contemporaneamente, fragile anch’ella ma dannatamente poetica.

8784 recensione

Se potrà esserci mai un lieto fine, l’autrice non lo dichiara in modo risolutivo, ma lascia il lettore in una sorta di limbo dove appare chiaro ciò che non è stato, ciò che avrebbe potuto essere e ciò che potrà ancora essere nonostante tutto.

Palla al centro, tocca alla propria coscienza scegliere quale strada prendere e, soprattutto, cosa farne di sé stessi. Questo sembra dire Chiara Primavera nel suo romanzo senza troppe scuse attraverso la storia di una coppia in cui entrambi i protagonisti sono l’uno l’esatto opposto dell’altra: lui che decide di restare al buio, ancorato al dolore e lei che tra le speranze negate decide di volere sciogliere quel nodo dentro di lei per asciugarsi finalmente le lacrime. Ed in questo punto nevralgico, in questo magma di, la penna dell’autrice scava solchi riempiti da una complessità straordinariamente umana.

8784 è un romanzo sincero, uno di quelli che dà spazio ad una verità nitida e scritta da una penna lucida che si mette completamente a nudo. Chiara Primavera nel suo romanzo parla senza alcun tipo di convenevoli, ma diretta centra il punto. Ed in quel punto fatto di emozioni e tante domande 8784 cerca delle risposte, non con la presunzione di trovare delle massime universali bensì con il coraggio di mettersi in discussione per poi metterci un punto ed andare avanti.

Con uno stile dinamico, tanto spietato quanto vero e rinvigorito da una certa ironia, l’autrice non sfiora ma si immerge in temi come la morte, la depressione e allo stesso tempo il potere di una carezza.

8784 è un romanzo che sa guardare dritto negli occhi ad un coacervo di sentimenti e riesce a districarli con un’anima sensibile ed una mente che sorprende per la sua limpidezza.

Fonte immagine di copertina: Rogiosi Editore

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A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson è giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2023. Appassionata di cultura in tutte le sue declinazioni, unisce alla formazione umanistica una visione critica e sensibile della realtà artistica contemporanea. Dopo avere intrapreso gli studi in Letteratura Classica, avvia un percorso accademico presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e consegue innanzitutto il titolo di laurea triennale in Lettere Moderne, con una tesi compilativa sull’Antigone in Letterature Comparate. Scelta simbolica di una disciplina con cui manifesta un’attenzione peculiare per l’arte, in particolare per il teatro, indagato nelle sue molteplici forme espressive. Prosegue gli studi con la laurea magistrale in Discipline della Musica e dello Spettacolo, discutendo una tesi di ricerca in Storia del Teatro dedicata a Salvatore De Muto, attore tra le ultime defunte testimonianze fondamentali della maschera di Pulcinella nel panorama teatrale partenopeo del Novecento. Durante questi anni di scrittura e di università, riscopre una passione viva per la ricerca e la critica, strumenti che considera non di giudizio definitivo ma di dialogo aperto. Collabora con il giornale online Eroica Fenice e con Quarta Parete, entrambi realtà che le servono da palestra e conoscenza. Inoltre, partecipa alla rivista Drammaturgia per l’Archivio Multimediale AMAtI dell’Università degli studi di Firenze, un progetto per il quale inserisce voci di testimonianze su attori storici e pubblica la propria tesi magistrale di ricerca. Carta e penna in mano, crede fortemente nel valore di questo tramite di smuovere confronti capaci di generare dubbi, stimolare riflessioni e innescare processi di consapevolezza. Un tipo di approccio che alimenta la sua scrittura e il suo sguardo sul mondo e che la orienta in una dimensione catartica di riconoscimento, di identità e di comprensione.

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