Amleto di Shakespeare: il principe di Danimarca | Analisi

Amleto di Shakespeare: il principe di Danimarca | Analisi

L’Amleto di William Shakespeare è un capolavoro della letteratura teatrale, che continua a incantare e intrigare il pubblico da oltre quattro secoli. Scritta tra il 1599 e il 1601, l’opera è una tragedia avvincente che indaga temi universali come la vendetta, la follia, il tradimento e la corruzione. William Shakespeare, nato nel 1564, come attestato da fonti autorevoli quali l’Enciclopedia Treccani, è considerato uno dei più grandi drammaturghi della letteratura mondiale. La sua abilità nel penetrare la psicologia umana e nel creare personaggi indimenticabili lo ha reso un maestro della drammaturgia. Tra le sue opere immortali, oltre all’Amleto, si annoverano Romeo e Giulietta, Sogno di una notte di mezza estate, Otello, Macbeth e The Tempest.

Tema universale Manifestazione nell’opera
Vendetta e dubbio Il motore della trama è il dovere della vendetta, ma Amleto è paralizzato dall’incertezza e dalla riflessione morale.
Apparenza vs. realtà Nessuno è ciò che sembra: Amleto finge la follia, Claudio nasconde il suo crimine dietro un sorriso, Rosencrantz e Guildenstern tradiscono l’amicizia.
Follia Esplorata sia come finzione strategica (Amleto) sia come tragica conseguenza del dolore (Ofelia).
Mortalità e corruzione La riflessione sulla morte permea l’intera opera, dal teschio di Yorick alla corruzione morale della corte danese.

I personaggi principali di Amleto

  • Amleto: il principe di Danimarca, protagonista dell’opera. Un giovane tormentato dal dubbio e dalla lotta con la sua coscienza, indeciso tra l’azione e l’immobilità.
  • Claudio: il fratello del defunto re e nuovo re di Danimarca. È l’antagonista, colpevole dell’omicidio di suo fratello per ottenere il trono.
  • Gertrude: la madre di Amleto, ora regina attraverso il matrimonio con Claudio. Una figura complessa coinvolta negli intrighi della corte.
  • Ofelia: figlia di Polonio, consigliere del re. Una giovane donna innamorata di Amleto, la cui vita prende una tragica piega.
  • Laerte: figlio di Polonio e fratello di Ofelia. Un personaggio impulsivo e avventuroso, anch’egli coinvolto nella tragedia.

La trama dell’opera

La storia raccontata nell’Amleto di Shakespeare si apre nel castello di Elsinore, in Danimarca, dove il re è misteriosamente morto. Suo fratello Claudio ha sposato la vedova Gertrude, diventando il nuovo sovrano. Il giovane principe Amleto, figlio del defunto re, è profondamente colpito dalla morte del padre e dal matrimonio frettoloso della madre. La situazione si complica quando al castello appare un fantasma che rivela di essere l’anima del defunto re, accusando Claudio di averlo avvelenato. Amleto, sconvolto, giura vendetta.

Per mascherare le sue intenzioni, Amleto finge la follia, un comportamento che lo allontana dalla sua amata Ofelia. Per ottenere prove concrete contro Claudio, organizza uno spettacolo teatrale che mette in scena un regicidio simile a quello descritto dal fantasma. La reazione di Claudio durante la rappresentazione ne conferma la colpa e scatena una serie di eventi tragici. Le vicende di Ofelia e di suo fratello Laerte si intrecciano con la trama principale. Ofelia, respinta da Amleto e sconvolta dalla morte del padre Polonio (ucciso per errore da Amleto), impazzisce e muore annegata. La tragedia culmina in uno scontro fatale: Amleto uccide Claudio, ma non prima che un complotto ordito da Laerte e dal re porti alla morte di Gertrude, Laerte e dello stesso Amleto. La pièce si conclude con l’arrivo di Fortebraccio, principe di Norvegia, che prende il controllo del regno in rovina.

Analisi dei temi: il dubbio e la condizione umana

L’Amleto è un’opera di straordinaria profondità psicologica, come approfondito da istituzioni accademiche quali la British Library. Il tema centrale è il dubbio, che paralizza il protagonista e lo porta a interrogarsi sulla natura della giustizia, sulla moralità della vendetta e sul significato della vita stessa. La sua finta follia diventa una lente attraverso cui smascherare l’ipocrisia della corte, dove l’apparenza conta più della realtà.

Il monologo “essere o non essere”

Il celebre monologo “Essere o non essere” rappresenta il culmine della riflessione filosofica di Amleto. Non è solo un lamento sulla sua condizione, ma un’indagine universale sulla sofferenza umana e sulla morte. Amleto si chiede se sia più nobile sopportare i dolori della vita o porvi fine con la morte. Ciò che lo frena non è la paura della morte in sé, ma l’incertezza su ciò che viene dopo, “il paese inesplorato dalla cui frontiera nessun viaggiatore fa ritorno”. Questa paura dell’ignoto ci rende codardi e ci costringe a sopportare i mali che conosciamo piuttosto che affrontarne di sconosciuti.

Le trasposizioni cinematografiche

L’influenza dell’Amleto di Shakespeare si estende anche al cinema. Il film Hamlet di Kenneth Branagh del 1996 è noto per la sua fedeltà al testo originale, mentre registi come Franco Zeffirelli (1990) e Michael Almereyda (2000) hanno offerto interpretazioni che hanno riadattato la storia a contesti diversi, dimostrando la perenne attualità dell’opera.

Fonte immagine in evidenza: Editore Rizzoli

Articolo aggiornato il: 23/09/2025

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