Blu, il nuovo romanzo di Giorgia Tribuiani

Blu

Blu è il nuovo romanzo dell’autrice Giorgia Tribuiani, edito da Fazi Editore.

Trama

“Blu è in realtà Ginevra, una diciottenne intrappolata in un circolo vizioso fatto di scaramanzie e rituali ossessivi.
La ragazza è fidanzata, ma in realtà proprio quell’amore lei non riesce a sopportarlo e, divorata dai sensi di colpa, non lascia quella persona.
L’unico suo vero amore è nei confronti dell’arte, con e attraverso la quale riesce ad esprimersi pienamente, senza nascondersi, oscurando qualsiasi mania o gesto ripetitivo”.

Blu è blu, ma in realtà non lo è. Ha diciassette anni ma in realtà ne potrebbe avere anche otto. È una giovane donna, ma anche una bambina.
“Questo” o “quello” non esistono: convivono, in un romanzo estremamente interessante e scattante.

Piano piano il lettore imparerà a conoscere Blu, personaggio fuori dal comune, non semplice da capire, raccontato in seconda persona da qualcuno di cui non si conosce l’identità.
Il libro può essere definito un vero e proprio “romanzo di formazione”, magari di difficile comprensione, almeno nei primi capitoli.

Blu: un romanzo il cui filo psicologico è simile alla narrativa di Italo Svevo

Sicuramente occorre una buona dose di concentrazione nella lettura, forte attenzione ad ogni minimo dettaglio, descrizione, frammento; solo così si riuscirà a progredire insieme alla protagonista del romanzo.

Ricordiamo che uno dei dogmi su cui pone le basi il “romanzo di formazione” è quello della crescita personale di uno o più personaggi, attraverso il superamento di varie prove.
Possiamo sicuramente dire che per il lettore accade una cosa simile: inizialmente Blu sembrerà un libro un po’ fuori dagli schemi, inusuale. Però la narrazione, pagina dopo pagina, troverà un proprio senso, insieme alla protagonista principale che vivacizza il tessuto narrativo.
Leggendo Blu, viene fuori un vero e proprio universo artistico, quasi pittorico, all’interno del quale la protagonista, seppur con manie e fisime, si muove con leggiadria. Al contempo questo elemento si mescola alla visione femminile, o meglio, verso uno stile poetico femminile.

È come se l’autrice si sdoppiasse per raccontare i disturbi di Blu, che magari alla fine del romanzo sarà chiamata in un altro modo, o assumerà un’altra dimensione personale.
Un anelito di mistero e suggestione, abbraccia le parole del fitto romanzo, grazie alla bravura dell’autrice Giorgia Tribuiani.

Raccontare i problemi di una ragazza la cui mente è piena zeppa di ossessioni, non è semplice. Comprenderli ancora meno.
Potrebbe però accadere che proprio una narrazione, così ricca e vivace e così contrastante e a tratti dilaniante, risulti utile a chi soffre di una patologia simile, fungendo da supporto o conforto.

Alla maniera di Italo Svevo, potremmo dire, l’autrice ripercorre cosa si nasconde dietro a quei gesti ossessivi, ripetitivi, ostinatamente perfetti.

Così come ne La Coscienza di Zeno, in Blu si evidenzia una condizione psicologica che non ha una propria dimensione, strana, ma al tempo stesso affascinante, che si pone al limite tra passato, presente e un futuro incerto.

Blu è tutto ciò: l’identità di una ragazzina appassionata d’arte, ripetutamente sbilanciata, afflitta da un disturbo di cui è consapevole e che le condiziona inevitabilmente la quotidianità.
Evidente, in questa prospettiva, il preponderante dualismo, una sorta di rapporto/confronto tra le due personalità, Ginevra e Blu, che è tanto sottile quanto contorto.

Tanti i temi secondari ma non per questo meno importanti, innumerevoli sensazioni come brividi lungo la schiena, colori, dissapori, pensieri, tutto confluirà in un finale da scoprire.

 

Immagine in evidenza: www.fazieditore.it

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