Anna. Le quattro dimensioni di una donna è un piccolo romanzo biografico scritto da Carlo Benassi, ex-Segretario della funzione pubblica della CGIL di Ferrara, venuto a mancare nel 2020, e curato dalla moglie (nonché docente di Fisica ambientale presso l’ateneo locale) Magda Beltrami, il quale è stato pubblicato col supporto dell’organizzazione sindacale precedentemente menzionata. Il libro è stato presentato al pubblico mercoledì 27 maggio all’Istituto di Storia contemporanea (ISCO) del capoluogo di provincia emiliano, in occasione dell’ultimo incontro dell’anno 2025-2026 del gruppo Caschi blu della cultura di Gianna Andrian.
| Dettaglio | Informazione |
|---|---|
| Titolo dell’opera | Anna. Le quattro dimensioni di una donna |
| Autore | Carlo Benassi |
| Curatrice | Magda Beltrami |
| Protagonisti | Nessauro e Anna Kołodziejczak |
| Sede di presentazione | Istituto di Storia contemporanea (ISCO), Ferrara |
Indice dei contenuti
Le persone comuni sono le protagoniste della storia secondo l’idea di Carlo Benassi
L’opera Anna. Le quattro dimensioni di una donna nasce da un diario personale redatto seralmente da Carlo Benassi, attraverso il quale dimostra al lettore come la Storia non debba raccontare solo la vita e le gesta di condottieri e sovrani, ma anche di tutte quelle persone comuni che hanno subito gli effetti degli eventi e delle scelte altrui. Carlo Benassi racconta la storia dell’incontro fra i suoi genitori, Nessauro e Anna Kołodziejczak, mentre l’Europa e il mondo erano sconvolti dagli orrori della Seconda Guerra Mondiale. Alla presentazione del libro hanno partecipato anche Annamaria Quarzi dell’Istituto di Storia contemporanea e Mara Guerra dei Caschi blu per la cultura.

Le quattro dimensioni di una donna: dai territori Lakota del Nord Dakota al cuore del Vecchio Continente
Questa storia incredibile, come affermato dalla stessa professoressa Beltrami, è anticipata dal sottotitolo dell’opera: Quattro dimensioni di una donna. La madre dell’autore, Anna Kołodziejczak, è costretta ad affrontare i grandi cambiamenti storici e sociali del Novecento, ma la sua vicenda ci offre spunti attualissimi sulla costruzione di una nuova identità dopo l’immigrazione. In un mondo sconvolto da guerre, povertà e migrazioni, il romanzo di Carlo Benassi offre al lettore diversi spunti di riflessione sull’attualità, pur narrando una vicenda dello scorso secolo.
Anna Kołodziejczak, la madre di Carlo Benassi, nacque nella seconda metà del XIX secolo nello stato del Nord Dakota negli USA. Quello che ci stupisce è la natura multietnica della famiglia Kołodziejczak: il padre Stanislaw era un immigrato polacco di fede cattolica; invece, la madre Theodosia era una nativa americana appartenente ai Lakota, la tribù del celebre condottiero Tashunka Uitko, noto col soprannome di Cavallo Pazzo. Negli anni Trenta del XX secolo la famiglia di Anna tornò in madrepatria, dal momento che dalle ceneri dei territori prussiani, russi e austroungarici del primo dopoguerra era sorta la Polonia. Nonostante una tranquillità apparente, gli eventi della storia sconvolsero la vita della madre di Carlo Benassi.
Dopo il Patto Molotov-Ribbentrop dell’agosto del 1939, attraverso il quale la Germania di Adolf Hitler e l’Unione Sovietica di Iosif Stalin si spartirono la Polonia, l’Inghilterra e la Francia dichiararono guerra al Terzo Reich. La vita di Anna cambiò all’improvviso fino a ritrovarsi in un campo di lavoro a Danzica, in quanto, essendo per metà statunitense, era considerata una nemica del Reich. Qui la giovane donna incontrerà Nessauro, un soldato italiano originario del comune ferrarese di Bondeno, che era stato catturato dai soldati tedeschi. Costui è uno dei tanti IMI, ovvero gli internati militari italiani, quei soldati del Belpaese che dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 furono fatti prigionieri dalle truppe tedesche, con le quali combattevano fianco a fianco pochi mesi prima nei Balcani, in Grecia e in Africa. I due si innamorarono e, dopo essere sopravvissuti agli ultimi anni del Reich, riuscirono a mettersi in viaggio e a giungere a Bondeno attraversando l’Europa centrale.

Carlo Benassi ci presenta un’opera ricca di attualità pur raccontandoci una vicenda dello scorso secolo
Tutta l’opera, come ha affermato la curatrice del volumetto, è introdotta da citazioni che servono come tasselli per costruire un percorso. La prima è un canto dei Navajo, al quale segue una citazione del fisico e filosofo tedesco-statunitense Albert Einstein, una frase anonima scritta nel Campo di concentramento di Mauthausen e un’altra della scrittrice francese Marguerite Yourcenar. Sono tutte frasi accomunate dal tema dell’immigrazione e della costruzione di una propria individualità.
Oltre agli aforismi, nel corso della presentazione il pubblico è stato rapito anche dagli inserti musicali usati come sottofondo: La cura di Franco Battiato e la sua eredità musicale e La storia non si deve ripetere di Fiorella Mannoia e i suoi brani iconici. È proprio quest’ultima canzone a condividere la medesima missione del libro: continuare a ribadire, magari urlando ad altissima voce, a tutti gli esseri umani di non commettere gli stessi errori del passato.

Ti potrebbe interessare: selezione dei migliori romanzi storici da leggere
Fonte immagine di copertina: fotografia di Salvatore Iaconis per Eroica Fenice

