Difesa delle Donne di Feijoo, il progetto ambizioso nella Spagna soffocante del 1700

La difesa delle donne di Feijoo, il progetto ambizioso in una Spagna soffocante del 1700

La Difesa delle Donne di Feijoo rappresenta il saggio più importante contenuto nel Teatro Critico Universale e aveva come obiettivo primario quello di superare i pregiudizi e le discriminazioni che le donne subivano nella sua epoca.

Benito Jerónimo Feijoo fu una delle figure intellettuali più importanti dell’Illuminismo spagnolo. Fin da giovane mostrò grande interesse per lo studio; entrò nell’ordine benedettino nel 1690 e successivamente si stabilì a Oviedo, dove ottenne la prestigiosa cattedra di Teologia all’Università, svolgendo lì gran parte della sua attività accademica. Egli viveva in una Galizia profondamente religiosa e intrisa di superstizioni, ma iniziò presto a mettere in dubbio molte false credenze popolari: quest’approccio razionale e critico caratterizzerà tutta la sua opera. Feijoo scrisse su temi molto diversi, come scienza, medicina, filosofia, educazione, superstizioni e società. Infatti, nella sua famosa opera “Cartas eruditas y curiosas”, egli stesso affermava: «io scrivo di tutto».

Scheda dell’opera: La Difesa delle Donne

Caratteristica Dettaglio
Titolo originale Defensa de las mujeres (inserito nel Teatro Crítico Universal)
Autore Benito Jerónimo Feijoo
Anno di pubblicazione Tra il 1726 e il 1740
Corrente letteraria Illuminismo spagnolo
Tema principale Confutazione dell’inferiorità intellettuale femminile e uguaglianza tra i sessi

La Difesa delle Donne di Feijoo: tutto ciò che c’è da sapere

Il saggio intitolato “La difesa delle donne” si trova all’interno della più ampia raccolta “Teatro Crítico Universal”, pubblicata tra il 1726 e il 1740 in ben otto volumi. L’obiettivo dell’autore è smascherare superstizioni, pregiudizi ed errori largamente diffusi nella società spagnola. L’opera ebbe un enorme successo e fu rapidamente tradotta in varie lingue europee. La difesa delle donne rappresenta il titolo più importante dell’intera raccolta, dove Feijoo si impegna attivamente a combattere i pregiudizi ai quali le donne erano quotidianamente sottoposte, dimostrando con la logica come questi fossero in realtà irreali e infondati.

Le donne nel XVIII secolo

Durante la storia della letteratura spagnola, in particolare dal Medioevo al Barocco, la donna veniva rappresentata sempre allo stesso modo: come inferiore all’uomo e intellettualmente debole. Quest’idea era così tanto radicata nella società che persino le stesse donne finivano per condividerla, e chi provava a contrastarla veniva puntualmente censurato dalla Chiesa. Con l’Illuminismo, però, iniziano a cambiare un po’ di cose: le commedie teatrali iniziano ad interessarsi concretamente alla formazione ed educazione delle donne, e nasce per la prima volta l’idea secondo cui tutti gli esseri umani (indipendentemente dal sesso) nascono dotati delle medesime capacità intellettuali.

Lettura di Molière in un salotto letterario del ‘700 (dipinto di Jean Francois de Troy, 1728 circa)

La presunta inferiorità femminile

Feijoo parte dall’idea comune della presunta inferiorità femminile per poi smontarla pezzo per pezzo. La sua brillante strategia retorica consiste nell’esporre innanzitutto la tesi contraria (per dimostrare di conoscerla perfettamente) e poi confutarla sistematicamente con esempi concreti e con l’uso della razionalità. Nel prologo, Feijoo spiega di essersi messo in una situazione molto difficile: in quell’epoca, difendere le donne significava quasi automaticamente offendere gli uomini, visto che la maggior parte di essi era fermamente convinta della propria superiorità.

L’autore spiega come molti antichi filosofi sostenessero che la donna fosse un vero e proprio errore della natura: la natura, secondo loro, voleva originariamente realizzare solo uomini, ma per un difetto genetico aveva realizzato la donna, rendendola di fatto un “uomo imperfetto”. Ovviamente, Feijoo confuta questa teoria bizzarra, sostenendo logicamente che se le cose stessero così, allora la natura sarebbe piena di errori sistematici, dato che di donne ce ne sono tantissime, addirittura in numero maggiore rispetto agli uomini. Tuttavia, l’autore chiarisce più volte che il suo vero scopo non è certo quello di dimostrare la superiorità della donna, ma semplicemente di rivendicare l’uguaglianza naturale tra i due sessi.

Il tema dell’intelligenza

Il tema centrale del discorso sul quale Feijoo si concentra maggiormente è proprio la questione dell’intelligenza. Quello che l’autore vuole dimostrare è, innanzitutto, che l’inferiorità intellettuale delle donne non è scientificamente dimostrabile, nemmeno dal punto di vista fisico o biologico. Inoltre, ci spiega come tutto ciò sia piuttosto frutto delle convenzioni sociali e degli uomini stessi, abituati da secoli a sottovalutare le donne.

Egli dimostra infatti che, nella maggior parte dei casi in cui si parla male del genere femminile, è sempre un uomo a farlo; la stragrande maggioranza dei libri storici che screditano le donne sono stati scritti proprio da uomini. È quindi facilmente comprensibile che le donne non siano inferiori in quanto tali, ma appaiano così semplicemente perché descritte in questo modo dagli uomini. Inoltre, molti studiosi del passato, come ad esempio Malebranche, sostenevano che le donne fossero sicuramente abili nelle mansioni concrete e pratiche, ma totalmente inadatte nelle materie astratte e filosofiche. Feijoo confuta con forza quest’idea, spiegandoci che la mancanza di educazione non significa assolutamente mancanza di capacità cerebrali. Purtroppo le donne, a differenza degli uomini, non hanno mai avuto l’opportunità storica di approcciarsi alle materie astratte e non hanno avuto accesso a strumenti, scuole e informazioni che permettessero loro di sviluppare maggiori capacità intellettuali. Al contrario, sono sempre state rilegate e costrette a dedicarsi esclusivamente ad attività quotidiane (pulire, cucinare, rammendare). Spesso, conclude l’autore, un uomo stolto sembra che sappia molte più cose di una donna intelligente, ma solo perché il primo ha goduto di privilegi sociali ed educativi che la seconda non ha mai avuto a disposizione.

Feijoo: idee avanzate o no?

Quello che sorprende positivamente di quest’opera è che Feijoo, pur vivendo in un’epoca e in una società estremamente rigide e arretrate, usi costantemente la ragione, la logica ed esempi storici concreti per combattere le false credenze e i pregiudizi di genere. Le sue idee risultavano decisamente troppo avanzate rispetto al contesto culturale in cui operava, ed è proprio per questo motivo che riceverà tantissime critiche dai suoi contemporanei.

Tuttavia, non possiamo affermare che Feijoo riesca a emancipare o difendere totalmente le donne: essendo un uomo di Chiesa, era pur sempre legato e profondamente condizionato dai rigidi limiti della dottrina cristiana del tempo. Ad esempio, quando affronta il fatto che le donne siano sottomesse ai mariti nella sfera domestica e sociale, egli non solleva alcuna obiezione radicale, poiché questa gerarchia era esplicitamente prevista e giustificata dalla fede cristiana. Nonostante questi evidenti limiti storici, in linea generale la sua preziosa opera rappresenta un grandissimo passo avanti, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento del valore e delle innate capacità intellettuali della donna nel XVIII secolo.

Fonte immagine: Wikipedia, di Juan Bernabé Palomino (1692-1777)

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