Nato nel 1968 a Jambol, in Bulgaria, Georgi Gospodinov è fra le voci più interessanti della letteratura bulgara e internazionale. Vincitore di numerosi riconoscimenti per la sua produzione letteraria come il Premio Strega Europeo 2021 o l’International Booker Prize 2023, le sue opere sono tradotte in più di venti lingue. In Italia, è pubblicato da Voland e tradotto da Giuseppe Dell’Agata.
Le opere e le caratteristiche ricorrenti di Georgi Gospodinov
La caratteristica principale di Gospodinov risiede soprattutto nel trattare temi come la nostalgia e la malinconia in riflessioni sul passato e sulla memoria attraverso una struttura frammentaria, quasi mai lineare.
I suoi testi possono essere divisi in romanzi e raccolte di racconti/poesie.
Di seguito i titoli dei romanzi in ordine cronologico:
- Romanzo naturale (2007) è il primo romanzo di Gospodinov composto da frammenti, annotazioni, digressioni. Tutto inizia con la separazione di un uomo e una donna (incinta di un altro) e il misero tentativo del primo di riprendersi dal fallimento scrivendo un libro.
- Fisica della malinconia (2013) è un labirinto narrativo in cui il protagonista si identifica con il Minotauro e possiede la strana capacità di entrare nei ricordi degli altri. È una profonda indagine su cosa significhi ricordare.
- Il giardiniere e la morte (2025) è la più recente tra le sue pubblicazioni. Il protagonista è un giardiniere che affronta una devastante malattia. Il figlio lo osserva lavorare nel giardino, curando piante e fiori, in un atto di resistenza contro il decadimento. È un’attenta osservazione sulla morte e sul modo in cui accettiamo che l’esistenza sia destinata a finire.

Di seguito, invece, le raccolte di racconti sempre in ordine cronolgico:
- …e altre storie (2008) è una raccolta di storie in cui Gospodinov sperimenta toni e situazioni, con elementi grotteschi e fiabeschi, spesso con una forte componente di umorismo nero e una nostalgia per la vita rurale.
- E tutto divenne luna (2018) contiene testi estremamente brevi in cui l’autore esplora il mondo attraverso frammenti di vita, sogni e osservazioni fulminanti.
- Tutti i nostri corpi. Storie superbrevi (2020) è un esercizio di minimalismo narrativo in cui troviamo intere emozioni o idee filosofiche in uno spazio minimo. Non c’è una trama unica, ma una serie di spunti che toccano temi universali. Il titolo stesso allude all’idea che siamo tutti composti dalle nostre storie che portano il peso del tempo e dell’esistenza.
- Lettere a Gaustìn e altre poesie (2022) è letteralmente una raccolta di lettere a Gaustìn, il co-protagonista di Cronorifugio e l’ideatore della clinica del passato. Ancora una volta, ritroviamo riflessioni sulla memoria e la nostalgia.
Cronorifugio: La clinica del passato
Cronorifugio (Voland, 2021) è probabilmente il romanzo più famoso dello scrittore Georgi Gospodinov, con il quale ha vinto il prestigioso International Booker Prize nel 2023.
L’idea alla base è quella di una “clinica del passato”: un progetto sperimentale gestito dal misterioso Gaustìn, destinato ai malati di Alzheimer che, vivendo in un ambiente ricreato fedelmente a un decennio specifico (es. gli anni ’60, ’70 o ’80), riescono a rallentare la perdita della memoria.
L’idea, tuttavia, si espande: non sono più solo i malati a cercare rifugio nel passato, ma anche le persone “sane”, stanche del presente. Così, ogni piano della clinica viene allestito per un decennio diverso, curato nei minimi dettagli, dai mobili alle musiche fino ai prodotti alimentari.

Il romanzo si trasforma rapidamente in un’allegoria sociale: se in un primo momento il passato era una “cura”, in realtà diventa ben presto una malattia, la nostalgia.
Qui risiede la critica di Georgi Gospodinov: il rifiuto del presente e la fuga verso un passato idealizzato, anche se fittizio, porta a una forma di dittatura che annulla la possibilità di un futuro.
Fonte immagine: Wikipedia

