Giorni felici di Brigitte Riebe | Recensione

Giorni felici di Brigitte Riebe

Giorni felici di Brigitte Riebe è un romanzo storico – edito Fazi Editore-, sequel del romanzo Una vita da ricostruire, che è il primo capitolo della nuova trilogia bestseller Le sorelle del Ku’damm.

Brigitte Riebe è nata a Monaco nel 1953. Dopo il liceo, ha studiato all’Università di Monaco, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia. Successivamente ha lavorato come educatrice museale ed in seguito come editrice per diversi editori tedeschi. Lavora come scrittrice freelance a Monaco dal 1990 e ha pubblicato vari romanzi di notevole successo, in cui affronta tematiche riguardanti le vicende dei secoli passati. I suoi romanzi sono stati tradotti in numerose lingue. Ricorrendo all’impiego dello pseudonimo Lara Stern ha inoltre scritto una serie poliziesca in più volumi. Felicitas Gruber, invece, è lo pseudonimo di cui si serve Brigitte Riebe con la storica dell’arte Gesine Hirsch. Insieme hanno scritto i romanzi gialli “Die kalte Sofie” e “Vogelfrei” ed altri.

TRAMA

Ritornano le sorelle Thalheim e il loro lussuoso negozio sul viale del Ku’damm. Con la guerra ormai alle spalle e gli affari ben avviati, le ragazze possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Ma i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo.

Berlino, primavera 1952.

«Quando passeggia lungo il Ku’damm, partendo da Bleibtreustraße e dirigendosi verso la Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche, Silvie Thalheim ha spesso l’impressione di fare un viaggio nel tempo. Se adesso può varcare la soglia dei grandi magazzini e osservare ammirata i loro eleganti interni, è merito di sua sorella Rike. Scaltra e lungimirante, ha custodito l’eredità del nonno in Svizzera, preservandola dalla svalutazione cui sarebbe andata incontro in Germania con la riforma monetaria. Solo così ha potuto finanziare la ricostruzione del grande negozio, che vanta un’offerta di abiti femminili senza eguali in tutta Berlino Ovest.»

Giorni felici di Brigitte Riebe

Il romanzo si apre con la descrizione di un’apparente pace e serenità che regna nella vita delle sorelle del Ku’damm e nei loro Grandi Magazzini, che finalmente vivono un periodo di fiorente benessere. Rike, la primogenita, dedica tutta se stessa al negozio di abiti, nonostante sia incinta e stia per sposarsi. È proprio lei che si è battuta per la ricostruzione dei Grandi magazzini Thalheim, ridotti ad un cumulo di macerie dopo i bombardamenti del 1943, investendo l’eredità del nonno Schubert nell’azienda. Silvie, d’altro canto, il cui motto è “Vivi la vita come una danza”, ripercorre i passi della propria esistenza e dopo innumerevoli delusioni, ormai quasi trentenne, ha in mente un solo obiettivo: godersi la vita al massimo. Lavora alla RIAS, una radio che ha un numero notevole di ascoltatori sia a Berlino Est che a Berlino Ovest e preferisce restare ben lontana dalle beghe di famiglia. Il fratello Oskar, dopo tre anni di guerra e quasi sette in un lager russo, tornato in famiglia, porta con sé varie ripercussioni e nonostante il padre voglia che l’unico figlio maschio diventi il leader dei Grandi Magazzini, il giovane, al contrario, conduce una vita sregolata in preda agli eccessi. Dimentica gli appuntamenti, non rispetta gli accordi e sulla sua scrivania si accumulano documenti e pratiche inevase.

La lettura è carica di nomi, personaggi, dialoghi. Il fulcro del racconto è Silvie e la sua ricerca disperata della felicità. La sorella, Rike, partorisce due gemelli, ma ne sopravvive solo uno. Silvie si innamora perdutamente dell’attore Wanja Krahl, ma la relazione ha un epilogo del tutto inaspettato, epilogo che turba ulteriormente l’esistenza di Silvie, che si sente definitivamente destinata alla solitudine, senza un marito e senza figli. Al contrario della sua vita personale, però, gli affari dei magazzini Thalheim vanno a gonfie vele a Berlino, fino al momento in cui il fratello Oskar, che dispone delle loro finanze, commette un grave errore investendo in un affare con Brahm, che porta la famiglia a correre il rischio di perdere l’azienda.

Giorni felici di Brigitte Riebe è un romanzo carico di colpi di scena, di piccoli eventi quotidiani che interrompono bruscamente la pace della narrazione. Una lunga serie di intrighi, tradimenti, lutti, amori interrotti, amori non corrisposti, dolori sovrasta l’armonia del racconto, racconto in cui Silvie, appunto, fa da protagonista indiscussa. È lei che pensa alle sorti dei Grandi Magazzini, è lei che pensa al fratello Oskar, chiedendosi ripetutamente le motivazioni per cui abbia scelto di vivere una vita dissoluta, ed è ancora lei che soffre per l’amore travolgente che prova per Wanja.

Arriveranno giorni felici per la famiglia Thalheim? Sarà felice, un giorno, la nostra Silvie? Brigitte Riebe coinvolge in maniera totalizzante il lettore in questa saga familiare che non risulta mai noiosa o monotona ma, al contrario, è preda continua di inaspettati e sconvolgenti colpi di scena che ad ogni pagina danno spunto alla curiosità del lettore al fine di voler sapere cosa succederà nella pagina successiva.

Immagine in evidenza: Fazi editore

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