Il pensiero magico è il titolo della nuova raccolta di Antonio Perrone, uscita il 1 aprile 2026 per Edizioni Libreria Dante & Descartes, leggi l’articolo per saperne di più!
Indice dei contenuti
| Caratteristiche dell’opera | Dettagli |
|---|---|
| Titolo | Il pensiero magico |
| Autore | Antonio Perrone |
| Data di pubblicazione | 1 aprile 2026 |
| Editore | Edizioni Libreria Dante & Descartes |
| Struttura editoriale | Unico poemetto in 14 sezioni |
Il pensiero magico di Antonio Perrone
La raccolta si articola in un unico poemetto in 14 sezioni in cui spicca da subito la scelta stilistica dell’assenza di punteggiatura convenzionale, che conferisce alla raccolta un ritmo serrato di lettura, in grado di far immergere completamente il lettore nell’atmosfera onirica del flusso di coscienza. Le 14 sezioni sono caratterizzate da un ripiegamento ciclico su sé stesse, in cui il susseguirsi ricorrente degli stessi flash e schemi funge da incipit per la ramificazione di pensieri e contemporaneamente come punto di arrivo degli stessi, costruendo un vera e propria struttura labirintica che durante “l’esplorazione” ritorna in tappe già superate, tuttavia, con elementi diversi.
Il Pensiero magico di Antonio Perrone è un sentiero che scende a picco nell’inconscio, ma non un inconscio decodificato, autoesplicativo, già analizzato e messo a nudo dei suoi meccanismi archetipici, ma al contrario, è un enigma senza alcuna istruzione che deve essere risolto -o magari non necessariamente- durante la lettura.
‘’[…] il ragazzo che è triste con gli occhi bellissimi viene applaudito e ha dieci anni ha perduto qualcosa e non sa più come trovarlo […]’’
Nella costellazione dei temi più frequenti emersi dalla raccolta, oltre la ciclicità, troviamo la perdita, che compare dalle primissime righe, eppure l’oggetto perso resta nel piano del non detto come se non dovesse, o potesse, essere palesato dai meccanismi dell’inconscio.
Recensione del libro
Quando si approccia a Il pensiero magico, la prima sensazione è un senso di smarrimento, come se il testo andasse alla velocità e frequenza dei pensieri, abbandonando l’universo degli schemi della logica razionale quotidiana usati solitamente sul posto di lavoro o dinanzi un problema da risolvere meccanicamente, per entrare nell’universo del pensiero magico fatto di emotività, immagini vivide, associazioni libere e un pizzico di follia, in cui la commistione tra realtà, fantasia e ricordo è il cuore dell’esperienza.
Una volta cercate di abbandonare, non con pochi sforzi e mai del tutto, le strutture del pensiero razionale, ci si ritrova in un mondo sospeso nello spazio e nel tempo, indefinito, in un flusso ininterrotto in cui scorrono parole, sequenze rapidissime di immagini e un marasma di sensazioni, che nello strabordare, porta all’attenzione non poche domande: chi è il bambino con gli occhi tristissimi? Cosa ha perso? E ancora più frequentemente, nella mente di chi mi trovo? Come funziona?
Domande, queste ed altre, che restano aperte, diventando ad ogni lettura una chiave diversa per l’interpretazione e la decodifica di un universo caotico ma allo stesso tempo ciclico e schematico che è Il pensiero magico, un testo che non va esclusivamente letto, ma esplorato, in ogni sua ramificazione e vicolo.

