Io non ho paura, di Niccolò Ammaniti | Recensione

io non ho paura di niccolò Ammaniti | Recensione

Il romanzo Io non ho paura dello scrittore italiano Niccolò Ammaniti viene pubblicato nel 2001, e nello stesso anno vince il premio Viareggio per la narrativa. Viene apprezzato anche al giorno d’oggi, soprattutto dalle nuove generazioni.

Niccolò Ammaniti è uno scrittore e sceneggiatore italiano, vincitore del premio Strega per il suo romanzo Come Dio comanda. Ma è proprio con il romanzo Io non ho paura che egli giunge alla notorietà nazionale, fino a portare parte della letteratura italiana in varie opere cinematografiche: prima con il suo romanzo Io e te, e successivamente con la serie televisiva Anna ed infine lo stesso Io non ho paura.

Trama: Io non ho paura di Niccolò Ammaniti

Michele Amitrano, un bambino che abita nella città del sud Italia di Acque Traverse, trascorre l’estate con i suoi amici a giocare tra i campi sterrati prossimi alla cittadina. Dato il caldo che si avvertiva in quella estate, Michele assieme ai suoi amici potevano giocare indisturbati, poiché era impossibile agli altri cittadini uscire per strada.
Un giorno, a causa di un gioco, Michele si ritrova a dover esplorare una casa abbandonata ed è proprio lì, in un fosso, che trova un suo coetaneo tenuto in ostaggio. Con un percorso piuttosto lungo il ragazzo ci stringe amicizia, lo accudisce e spesso si ritrova a portargli del cibo che riesce a recuperare durante la giornata.
Quindi è possibile vedere come Michele per la durata del romanzo si fa carico di responsabilità molto più grandi della sua età, mantiene il segreto e successivamente scopre che una delle persone più prossime a lui è l’artefice di questo rapimento. Oltre a domandarsi il perché di questa scelta e cosa ha mai fatto un bambino per finire in una situazione complicata, Michele conduce la sua vita in modo ordinario fino a trovarsi costretto a confessare la sua scoperta.

Niccolò Ammaniti, in Io non ho paura, utilizza un linguaggio semplice e conciso, descrive con poche parole i personaggi le loro abitudini e ciò che più amano fare. Allo stesso tempo, nella descrizione di alcuni scenari, è come strappare un cerotto, sotto il quale si nasconde la cruda realtà.

Io non ho paura è la scoperta di sé stessi attraverso il rischio, la dualità che Michele rappresenta, tra la semplice quotidianità in cui incontra i suoi amici e il modo in cui allo stesso tempo deve riporre i giochi e la sua età effettiva per una questione così grande. Il romanzo è una raccolta di tematiche sensibili alle quali Ammaniti riesce ad affiancare la vita divertente di un bambino di nove anni, che gioca con le squadre di Subbuteo del suo amichetto ma allo stesso tempo ne baratta una per un segreto talmente grande. Ammaniti  registra tutti i quesiti morali dai quali il lettore stesso si domanda perplesso durante la lettura del romanzo.

Fonte immagine: Feltrinelli.it

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