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Eroica Fenice

Mariarosaria Conte

Io, te e la dislessia: un libro di Mariarosaria Conte sull’amore materno

Daniela è un’insegnante romana, che conduce una vita apparentemente tranquilla con la sua famiglia, il marito Antonio e i suoi tre figli, tra i quali la primogenita, Veronica, una bambina brillante e da un’intelligenza più acuta rispetto ai suoi coetanei; ma Veronica possiede un’altra particolarità che la rende diversa dagli altri, la dislessia. Io, te e la dislessia è una storia vera, seppur romanzata, scritta da Mariarosaria Conte, pubblicata dalla 13Lab Editore.

Cos’è la dislessia?

I DSA, ossia disturbi specifici dell’apprendimento, sono problematiche neuropsicologiche che vengono alla luce nell’individuo a partire dai primi anni di scolarizzazione, resi evidenti da difficoltà nella lettura, scrittura e calcolo. In realtà nella maggior parte dei casi, tali disturbi non sono facilmente percepibili dalla società, e vengono ricondotti molto spesso ad una semplicistica visione di un bambino svogliato ed “apatico”, come viene spesso definita Veronica nel romanzo, minimizzandone la diagnosi e l’importanza che ha nella vita effettiva.

Il libro di Mariarosaria Conte attraversa tutte le fasi di questa presa di coscienza, sia da parte della bambina, ma soprattutto della protagonista, mettendo al corrente il lettore del percorso scolastico che entrambe sono costrette, con coraggio, ad affrontare. L’una da figlia affetta da dislessia e tutti i disagi sociali che ne comporta; l’altra da madre, che soffre e vive ogni mortificazione e delusione della piccola allo stesso modo. È proprio questo sentimento ad emergere, pienamente e senza filtri: l’amore di una madre, forse molte volte eccessivo, la quale deve combattere non solo contro tutte le conseguenze interiori che nascono a seguito della scoperta del disturbo di Veronica, ma anche contro le istituzioni, la scuola e la medicina, che in Italia non comprendono, ancora oggi, fino in fondo quanto sia fondamentale individuare il più presto possibile i DSA in un bambino, per permettergli di convivere per sempre con la diversità.

Mariarosaria Conte racconta il disagio di essere dislessici

Il libro Io, te e la dislessia vuole anche essere un campanello d’allarme per chi deve lottare tutti i giorni non tanto contro questa diversità, ma contro la società e ciò che c’è intorno, che nella superficialità degli intenti isola ed etichetta il diverso. È rivolto infatti soprattutto alla famiglia di un dislessico, che ha il compito di accompagnarlo ed amarlo probabilmente molto più di quanto ci si aspetti, come fa la protagonista e tutta la famiglia di Veronica.

Daniela si presenta come una donna fragile, una brava persona che ha vissuto sempre sapendo di non dover prevaricare sugli altri, dimostrando al prossimo rispetto ed educazione. Così ha cresciuto Veronica, Valerio ed Irene, e così, ingenuamente, si aspetta dagli altri, in special modo dalle maestre della figlia e dall’ambiente scolastico, il primo vero ostacolo al benessere sociale dei bambini se non vissuto serenamente; ma durante il percorso di conoscenza del disturbo, Daniela imparerà ad essere più forte, per se stessa e la sua famiglia.

Io, te e la dislessia di Mariarosaria Conte è quindi, nella sua semplice esposizione, un testo che può essere letto come un manuale, sia per chi voglia saperne di più su un argomento così delicato ed ancora sconosciuto, sia per chi ha vissuto e vive la stessa condizione di questa famiglia. Il messaggio è di rivalsa, di vittoria. Perché la diversità è essere speciali, e per questo va amata e custodita. È il messaggio è anche un messaggio negativo e di denuncia rivolto alla scuola italiana e alla medicina, e in parte alla psichiatria, troppo spesso incapaci di fronte a queste realtà.

Ilaria Casertano