Italian Psycho di Corrado De Rosa, tra follia criminale e potere politico

Italian Psycho

Italian Psycho presentato dall’autore Corrado De Rosa in occasione del festival “Ricomincio dai Libri” nella Galleria Principe di Napoli

Tra gli ospiti della giornata di sabato del festival Ricomincio dai Libri (che si è svolto nella Galleria Principe di Napoli), lo psichiatra Corrado De Rosa aveva presentato il suo ultimo libro “Italian Psycho” pubblicato dalla casa editrice Minimum Fax di Roma.

Italian Psycho: un libro di non-fiction alla scoperta del connubbio tra follia criminale e potere politico

Il nome dell’opera è una citazione al celebre romanzo “American Psycho” (1991) di Breat Easton Ellis e all’omonimo film di Mary Harron con Christian Bale e Jared Leto, come ribadito dallo stesso De Rosa durante la presentazione dell’opera al pubblico partenopeo.
“Questo è un libro di non-fiction. Non è un romanzo ma nemmeno saggio, è in qualche modo una sorta di lettura chiave che Corrado fa, […] cercando di far incrociare più ambiti: […] sono la criminologia e la letteratura […]”

Così il moderatore Angelo Petrella (nonché amico stretto dello stesso autore) ha presentato il libro di Corrado De Rosa che affronta la storia italiana anche più recente in un viaggio tra mafiosi, brigatisti, terroristi neri o foreign fighters recenti, tra il caso dell’omicidio di Aldo Moro nel 1978, l’attentato a papa Giovanni Paolo II nel 1981 oppure il patto tra Stato e Mafia.

Gli Anni di Pimbo, tra le stragi politiche e quelle mafiose

In seguito alle parole del moderatore, l’autore si è rivolto al pubblico affermando di essersi occupato dei casi più tristi e oscuri degli “Anni di Pimbo” dominati da attacchi terroristici, di natura brigatista o di terroristi neri, i vari serial killer oppure  dei “mostri” (tra cui quello di Firenze), al potere delle cosche mafiose come la Banda della Magliana fino ai casi di cronaca più recente. Un viaggio all’interno della storia ma anche del pensiero politico che ha sempre fatto uso di “menti” per i propri scopi. Il viaggio si svolge anche in parallelo con le teorie per scoprire la natura psicologica dei criminali, partendo dal celebre caso di Cesare Lombroso e i suoi studi sui briganti dopo l’Unità d’Italia dove si collegava la psicologia criminale alla caratteristiche somatiche dei “criminali” fino alle scoperte recenti delle scienze forensi. L’obiettivo è di comprendere cosa sia la pazzia e perché la società scheda determinati individui come “malati mentali e pericolosi”

D’altro canto, ulteriore scopo dell’autore è di dimostrare come il “potere politico, pur di stabilire un ordine, usasse tali individui per i propri scopi” in un panorama politico come il periodo degli “Anni di Piombo” dominati da lotte politiche e ideologiche che hanno diviso il paese per molto tempo.

“Quale episodio trattato l’ha colpita di più?” la risposta di De Rosa

Alla domanda quali dei casi descritti nel libro l’autore fosse stato colpito, l’autore ha menzionato il caso della miliziana dell’ISIS Maria Assunta (nota col nome di battaglia di Fatima) originaria di Torre del Greco che aveva deciso di combattere per il Califfato Islamico ma tra quelli che aveva studiato e analizzato, lo psichiatraha raccontato il caso di una brigatista rossa:“Tra le vicende che ho raccontato che mi aveva messo in uno stato tra timore e compassione sicuramente la vicenda di una brigatista […] all’uscita dall’interrogatorio si vedeva la devastazione di una persona.”

Fonte immagine di copertina: Foto di Salvatore Iaconis scattata per Eroica Fenice

Chi è Salvatore Iaconis

Nato nel 1999 a Napoli e iscritto al corso di laurea di Lettere Moderne all’Università Federico II di Napoli. Iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Campania dal 26 gennaio 2021. Grande amante della lettura dai classici della tradizione fino ai best-sellers più recenti, appassionato di cinema in tutte le sue forme nonché di teatro, storia, arte e filosofia.

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