Libri di Sofi Oksanen: 3 da leggere

In questo articolo consigliamo la lettura di tre libri di Sofi Oksanen, la famosa scrittrice e drammaturga finlandese, affermatasi sul piano letterario internazionale a seguito del suo romanzo d’esordio, Le vacche di Stalin, che le è valso la prima nomina per il premio Runeberg.

Quali sono i libri più famosi di Sofi Oksanen?

Titolo Tema principale
Le vacche di Stalin Disturbi alimentari e immigrazione
La purga Dramma familiare e occupazione sovietica
Quando i colombi scomparvero Resistenza e collaborazionismo

Chi è Sofi Oksanen?

Sofi-Elina Oksanen nasce il 7 gennaio 1977 a Jyväskylä. La scrittrice ha ottenuto diversi riconoscimenti a livello internazionale grazie alle sue opere premiate che trattano molteplici argomenti controversi come i disturbi alimentari, l’immigrazione e la sessualità; non a caso il suo romanzo d’esordio Le vacche di Stalin esamina le radici del disturbo alimentare del quale l’autrice stessa soffre.

Altri libri di Sofi Oksanen sono invece stati premiati e adattati per il cinema, come La purga (Puhdistus). La capacità dell’autrice è quella di riuscire ad affrontare degli argomenti complicati ma allo stesso tempo attuali che le permettono di ottenere un ruolo di prestigio nella letteratura mondiale.

Detto ciò, possiamo finalmente parlare di tre libri di Sofi Oksanen assolutamente da leggere!

I migliori libri di Sofi Oksanen da leggere

Le vacche di Stalin

Il primo romanzo di Sofi Oksanen collega abilmente le storie di tre donne appartenenti a tempi e luoghi diversi, facendo nascere così un racconto avvincente che si svolge in parte dell’Estonia comunista e in parte nella Finlandia capitalista.

Inoltre, il libro approfondisce molti argomenti significativi come il senso di vergogna, le sfide alla quale queste donne, protagoniste dell’opera, vengono sottoposte, oltre ad essere analizzato anche il divario tra Oriente e Occidente.

La purga

La storia del romanzo in questione è ambientata nel 1992 e inizia con Aliide, una donna che vive da sola nella sua fattoria situata nell’Estonia occidentale. Il clima che aleggia in questo villaggio è molto cupo e malinconico poiché la maggior parte delle persone stanno fuggendo lasciando solo anziani, persone ubriache e teppisti.

Nel mentre Aliide incontra Zara, una donna straniera caratterizzata da una storia molto complicata. Tra di loro emerge un dramma familiare legato alla storia dell’Unione Sovietica. L’autrice, quindi, racconta contemporaneamente le storie di queste due donne che decidono di mettersi a nudo, rivelando il proprio passato e i propri segreti, svelando le umiliazioni e le violenze subite.

Quando i colombi scomparvero

Le vicende di questo romanzo, come per molti altri libri di Sofi Oksanen, avvengono nel 1941 durante il regime comunista in Estonia. La narrazione si apre con due uomini, Roland e Edgar, che cercano di scappare e, per ribellarsi all’occupazione russa, si uniscono alle brigate partigiane.

La situazione prende però una piega completamente diversa nel momento in cui arrivano i nazisti: Roland finisce in prigione mentre Edgar decide di collaborare con i tedeschi. Successivamente si assiste ad un salto temporale che trasporta il lettore nell’anno 1963, in cui l’Estonia si trova nuovamente sotto il controllo sovietico. In questa situazione un partigiano ha il compito di documentare l’occupazione nazista scoprendo un diario appartenente a Roland.

In questo diario emergono diverse narrazioni che ricoprono i temi fondamentali dell’opera e che fanno riferimento all’occupazione, alla resistenza, alla collaborazione in Estonia e all’invasione sovietica e nazista.

Fonte immagine: Amazon

Articolo aggiornato il: 18/12/2025

 

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