Luce Oltre Mare (Rossini editore) | Recensione

Luce Oltre Mare

Luce Oltre Mare è un prosimetro, con pagine dedicate anche all’arte e alla fotografia, di Francesca Scotto di Carlo e Duilia Giada Guarino per la prosa, Nadia Regina per la poesia, Giorgia D’Emilio per le foto ed Elisabetta Biondi per i dipinti. Il libro è edito da Rossini editore, in uscita a dicembre 2021.

«Una feritoia nello spazio vuoto»

Luce Oltre Mare è un lavoro tutto al femminile: cinque donne unite in un progetto che accoglie l’arte tout court, dalla prosa, alla poesia, ai dipinti, alle foto. È un libro che parla di coraggio, quello di sentirsi liberi di spogliarsi ed immergersi in mare fin sopra ai capelli, respirando a pieni polmoni quel profumo di salsedine così familiare. È un’immersione totale in una distesa blu intenso di dolore, che ognuna delle cinque artiste ha affrontato col proprio scettro: la prosa di Francesca, scattante, coinvolgente, che cuce i frammenti con un filo dorato e si ricongiunge con se stessa ad ogni strappo riparato; i suoi sembrano versi ma scritti per esteso, non lasciano alcuno spazio vuoto e si uniscono per abbracciare la tempesta, dopo la quale è liberatorio esclamare con fierezza «Sono ancora qui.

Gli spazi bianchi, invece, li lascia Nadia con i suoi versi, ma sono spazi pieni di «luce di consapevolezza» che «disillude ma illumina, anche se poco, anche se male». La sua poesia frammenta la realtà per agevolare il contatto con essa, la colora di toni cangianti e di momenti singoli che la rendono preziosa; è uno spazio introspettivo, come quando si spiana una strada al buio e nel cuore della notte ci si sente folli, innamorati pazzamente della linfa vitale che scorre dentro di sé.

La penna di Duilia, che è un modo «per spingersi “oltre” la sponda su cui ci areniamo quotidianamente per tornare a guardare il mare, per tornare a credere nella luce» traccia carezze piene di calore che scaldano l’anima, come se fuori ci fosse il temporale e dentro si stesse al riparo davanti ad un camino ad ascoltare vecchie storie di una giovinezza passata. Duilia con la sua scrittura si rivolge all’autenticità di ciò che era, facendone un amo per togliere la cenere delle macerie affinché ai posteri resti la speranza.

I disegni di Elisabetta, fatti di scomposizioni, accostamenti non convenzionali o di distese di colori assoluti in cui perdersi sono tele che sembrano in costante movimento, sembra che abbiano vita propria nel loro frammentarsi e riunirsi in forme nuove, non smettendo mai di scoprire le molteplici sfaccettature del reale. L’obiettivo con cui Giorgia scatta foto di donne e di «chiunque si senta di appartenere a questo genere» sono foto attraverso cui l’artista si riconnette a sé stessa, dei veri e propri ritratti di corpi che con ogni singola parte dialogano con ciò che è oltre. Le sue istantanee parlano, raccontano storie di sguardi intensi, vissuti, di cose toccate con mano, di profumi e sapori che fanno ricordare e, pertanto, permettono di ritrovare ciò che si è al momento.

Luce Oltre Mare: un faro nella tempesta

È un libro che si presenta così, come un campo inseminato sul quale germogliano immense distese di colori e di profumi che baciano i sensi. La sua lettura è proprio un viaggio sensoriale, che rende tangibile la realtà nella sua interezza, ma più sopportabile. Luce Oltre Mare è una catarsi, è l’immensità che affoga e poi illumina, facendo risalire a galla pieni di vita, di voglia di combattere, di amore innanzitutto verso se stessi e, quindi, verso ciò che è oltre.

Fonte immagini: Facebook

A proposito di Francesca Hasson

Francesca Hasson nasce il 26 Marzo 1998 a Napoli. Nel 2017 consegue il diploma di maturità presso il liceo classico statale Adolfo Pansini (NA) e nel 2021 si laurea alla facoltà di Lettere Moderne presso la Federico II (NA). Specializzanda alla facoltà di "Discipline della musica e dello spettacolo. Storia e teoria" sempre presso l'università Federico II a Napoli, nutre una forte passione per l'arte in ogni sua forma, soprattutto per il teatro ed il cinema. Infatti, studia per otto anni alla "Palestra dell'attore" del Teatro Diana e successivamente si diletta in varie esperienze teatrali e comparse su alcuni set importanti. Fin da piccola carta e penna sono i suoi strumenti preferiti per potere parlare al mondo ed osservarlo. L'importanza della cultura è da sempre il suo focus principale: sostiene che la cultura sia ciò che ci salva e che soprattutto l'arte ci ricorda che siamo essere umani.

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