Lucrezia Borgia di Hugo | Recensione

Lucrezia Borgia di Hugo | Recensione

Lucrezia Borgia di Hugo è un classico del Romanticismo francese. È un dramma romantico molto particolare, dove ognuno dei tre atti ha un titolo, e di conseguenza un’unità tematica. Così come in Il re si diverte, in Lucrezia Borgia troviamo il tema della redenzione, centrale nelle due opere di Hugo: nella prima opera, abbiamo un uomo grottesco e spaventoso dal punto di vista fisico; invece, in Lucrezia Borgia di Hugo, abbiamo una donna spaventosa dal punto di vista morale, che durante tutti i suoi anni di vita ha fatto uccidere uomini su uomini nei modi più orribili possibili. È solo attraverso l’amore paterno e materno che i due personaggi troveranno la volontà di cambiare.

Attenzione: contiene spoiler!

In Lucrezia Borgia di Hugo, la protagonista è l’omonima nobildonna del Rinascimento. Il dramma si apre a Venezia al chiaro di luna durante una festa in maschera, già da qui percepiamo l’alone di mistero che avvolge tutta la storia. Portando una maschera, Lucrezia Borgia riesce a conversare con questo uomo, Gennaro, un capitano di ventura, che non sa di essere suo figlio. La donna riesce anche a dare un bacio sulla fronte a questo ragazzo, ma viene scoperta dagli uomini di Alfonso D’Este, suo marito, che pensano che Gennaro sia il suo amante. Alla fine della scena, gli amici di Gennaro gli rivelano la vera identità di Lucrezia Borgia: lei è un’assassina che ha ucciso i loro più cari amici e familiari. Adesso non c’è più modo che Lucrezia riveli a Gennaro di essere sua madre. Preso dalla rabbia, il capitano di ventura arriva al Palazzo Borgia a Ferrara, dove fa cadere la B della targhetta, facendolo diventare “Palazzo Orgia”, questo rappresenta un doppio affronto per la protagonista. Tutto ciò accade nel primo atto di Lucrezia Borgia di Hugo.

Alfonso D’Este, per questi due motivi, vuole far uccidere Gennaro con una fiala di veleno, ma Lucrezia gli dà un antidoto e gli dice di scappare all’alba, cosa che non farà. La sera del giorno seguente, Gennaro e i suoi amici partecipano ad un banchetto al Palazzo Negroni, senza sapere che in realtà è una trappola: Lucrezia aveva avvelenato tutti i bicchieri di vino ed era pronta con delle bare. Arrivata alla festa per annunciare ai capitani di ventura la loro morte imminente, scorge nell’ombra Gennaro, che credeva partito. La famosa redenzione che troviamo in Lucrezia Borgia di Hugo è fallita: la protagonista non è riuscita a liberarsi del suo passato e a redimersi dai suoi crimini, in quanto la cattiveria è nel suo sangue, è impossibile sottrarsi alla fatalità. La donna cerca di convincere Gennaro di voler cambiare, ma le urla dei suoi amici <<Stiamo morendo, vendicaci>> gli fanno comprendere cosa fare: il ragazzo pugnala Lucrezia Borgia, che solo alla fine della pièce dirà “No… mi hai uccisa… io sono tua madre>>.

Lucrezia Borgia di Hugo, riprendendo il gusto del grottesco e del macabro, la musicalità e il trionfo del bene tipici del melodramma, propone una versione romanzata della leggenda dei Borgia che fa venire i brividi pagina dopo pagina.

Fonte immagine: wikicommons

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