“Macumba” di Mattia Iacono, la vita per ciò che è

macumba di Mattia Iacono

Dopo il lavoro svolto insieme per il debutto dell’artista romano con “Demone Dentro” (qui la nostra recensione), il fumettista Mattia Iacono e Tunué Edizioni continuano a collaborare, producendo, per la collana Prospero’s Books, una nuova opera grafica: Macumba.

Macumba del fumettista Mattia Iacono, solo quel che è

“La morte non è | nel non poter comunicare | ma nel non poter più essere compresi”
Pier Paolo Pasolini

Abituati, durante l’esistenza, a pensare al trapasso come qualcosa di assolutamente terribile, concediamo ad esso un posto soltanto nel più remoto dei nostri pensieri.
Così come si conservano e rimandano, certi compiti ingrati, ad un infinito domani.

Eppure, che ci piaccia o meno, esso arriva per tutti, prima o dopo.
Spesso, fin troppo spesso, non al termine di un lungo percorso, bensì in maniera improvvisata e brutale, senza alcun segnale o anticipazione. Non c’è, nella vita di molti, un punto alla fine di un lungo periodo, ma una semplice riga che si distorce all’improvviso, una frase il cui fine resta ignoto sulla pagina bianca del tempo.

Opta, Mattia Iacono in Macumba, per una visione sulla fine come qualcosa di quotidiano, senza grossi fronzoli o platealità, concede al lettore solo un piccolo abbozzo sull’esistenza del suo protagonista, solo un lampo, solo un giorno per lasciar comprendere ad esso e a noi quanto sta accadendo e sta per accadere. Decide di ripetere la realtà dei fatti per ciò che è.

Si aiuta, e non poco, con uno stile di disegno che sa far risaltare le sue capacità di colorista, aprendo grossi solchi dentro la pagina, non optando per un disegno iper-dettagliato o realistico. Lasciando tutto il viaggio su quei toni onirici e concentrando l’attenzione sui personaggi e la loro deriva. Segue il loro percorso la sua matita come una camera percorre il cammino dell’attore principale senza mai perderlo.

Nessun lungo flashback riassuntivo, nessun monologo esistenziale o esistenzialista o qualche disamina totale della propria vita, né del protagonista e né di chi lo accompagna.
C’è su queste tavole, con sapienza colorate e gestite per creare lì attesa e lì curiosità, solo una realtà abbozzata, un morso di vita, una possibilità e, perciò, la semplice e pura realtà. Che si può ripetere ovunque, in qualsiasi momento e trovare, in essa, almeno una particina di quel che siamo noi.
Poche ore, solo poche ore tratteggiate su un foglio bianco per mettere in mostra quel che è, solo quel che è e nulla più.

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A proposito di Gennaro Esposito

Iscritto a Lettere Moderne, decide di abbandonare gli studi umanistici per l’ Università della Strada. Segue da qualche tempo i corsi di Marketing della Nocciolina Zuccherata. Alcune voci lo vogliono a La Repubblica, altre, invece, parlano di una sua assunzione a Il Fatto Quotidiano. Lui assicura di star seguendo una terapia psicofarmacologica per farle smettere del tutto.

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