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Eroica Fenice

Mille splendidi soli

Mille splendidi soli di Khaled Hosseini

Mille splendidi soli è il secondo romanzo, edito da Edizioni Piemme, dello scrittore statunitense di origine afghana Khaled Hosseini divenuto famoso grazie al suo best-seller Il cacciatore di aquiloni.

MariamLaila, le due protagoniste, sono due donne completamente diversa l’una dall’altra nella personalità e nel carattere quanto nelle esperienze vissute prima di incontrarsi. La prima però è una figlia illeggittima nata dalla relazione della madre Nana, una serva, con Jalil un uomo ricco e influente che si vergogna della sua “bastarda”. Dopo il suicidio della madre, Mariam andrà a vivere dal padre, il quale la darà in sposa a Rashid che è molto più vecchio di lei e che da Herat la porterà a Kabul. È qui che vive Laila, una ragazza molto bella e nel pieno della giovinezza, amica e innamorata del suo compagno d’infanzia Tariq.

Le vite di Mariam e Laila si intrecceranno e proseguiranno con un susseguirsi di avvenimenti significativi, non soltanto dolorosi ma anche lieti, che le renderanno più unite e determinate a sopravvivere all’inferno di violenza che regna dentro e fuori le mura domestiche.

Un romanzo sull’amicizia e sull’amore: Mille splendidi soli

Mille splendidi soli è un romanzo dai toni forti e allo stesso tempo delicati come Mariam e Laila, come tutte le donne dell’Afghanistan alle quali l’autore ha dedicato la sua opera. Sono state le donne, infatti, a essere state maggiormente sacrificate e mortificate dal regime talebano perché, come la madre di Mariam dice alla figlia:

«Come l’ago della bussola segna il nord, così il dito accusatore dell’uomo trova sempre una donna a cui dare la colpa. Sempre.»

Il perché una donna debba sottostare all’uomo, che sia suo padre, suo fratello, suo marito non ha importanza. Ribellarsi è un atto di grande coraggio le cui conseguenze, però, portano all’essere ripudiate, picchiate o, addirittura, uccise.

«Distesa sul divano, con le mani tra le ginocchia, Mariam fissava i mulinelli di neve che turbinavano fuori dalla finestra. Una volta Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri che si elevavano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente. ‘A ricordo di come soffrono le donne come noi’ aveva detto. ‘Di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso.’»

Un silenzio che esplode in un grido di libertà, affermazione ed emancipazione da una condizione disumana e non più sostenibile del quale si fanno portatrici le voci di Mariam e Laila portatrici di una realtà tristemente attuale. 

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