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Eroica Fenice

Orchestra Tipica Madero di Alessandro Sbrogiò – Recensione

Orchestra Tipica Madero di Alessandro Sbrogiò – Recensione

Tra svolazzi di coriandoli e stelle filanti, un vecchio violinista, Valerio, raccoglie pochi spicci con la sua musica d’altri tempi, ignaro che alle sue spalle sta per aizzarsi un vento lontano, proveniente da un passato che sta per abbattersi su di lui, sul suo presente, deciso a presentargli il conto.

Questo il clima d’esordio del nuovo romanzo di Alessandro Sbrogiò “Orchestra Tipica Madero – Tango noir” pubblicato di recente presso Diastema editrice. L’autore, musicista e compositore, tesse nella trama del suo romanzo le note e le sinfonie ipnotiche tipiche del tango, che da mero sottofondo diviene protagonista assente dell’intera vicenda, attraverso l’apparizione di manifesti che annunciano il grande ritorno dell’Orchestra Tipica Madero, scomparsa da decenni dalla scena mondiale.

La misteriosa ricomparsa avviene proprio in concomitanza con un assassinio, quello di Valerio, il violinista della prima scena. Principale indiziata è la figlia Nina, cantante jazz al seguito dell’agenzia di Rodolfo Fanelli, agente di spettacolo dal gusto retrò, con vestiti antiteticamente di alta qualità e di seconda mano, comprati a prezzi oltremodo convenienti e dal linguaggio obsoleto; elementi che ne dipingono il ritratto esatto.

Al seguito dell’agente vedremo accalcarsi atipici talenti che non possono che esibirsi in locali e ambienti di “seconda mano”: un mago che deve dar prova delle proprie doti e intrattenere un gruppo di disillusi nonché sordi anziani di un ospizio; Nina, che dovrà esibirsi davanti a una platea di ginecologi, proprio lei che in passato si chiamava… Antonino.

Proprio come coi suoi abiti di seconda mano, Rodolfo riesce a vedere in questi artisti rinnegati da tutti, la luce che sono capaci di emanare anche nel loro stato di diamante grezzo, così come avviene per un pianista del suo gruppo quasi completamente sordo, ma abilissimo nella sua arte. Come negli abiti, Rodolfo riconosce negli artisti “la traccia dell’esistenza”, lo stile che li contraddistingue e li rende unici, riesce a discernere a naso il talento nascosto dietro una scorza usurata o apparentemente guasta.

Nina non è ancora del tutto integrata nella società, specchio del suo conflitto primordiale col padre, che non l’ha mai accettata per quello che lei sente di essere. Viene accompagnata nelle sue esibizioni da Claudia, una talentuosa pianista attirata anch’ella dall’altisonante agenzia di Rodolfo.

I rapporti tra i tre protagonisti saranno sempre più intricati e le lezioni di tango, a cui Rodolfo decide di partecipare, diventano la freccia di cupido in grado di rendere palese l’attrazione che Claudia suscita su di lui. Il tango è il filo che sbroglia e riavvolge continuamente la trama di tutta la storia, nonché le relazioni tra i protagonisti. Le indagini sull’assassinio si infittiscono e Nina che nel frattempo è scappata, è ricercata dalla polizia.

Al contempo Rodolfo e Claudia, convinti della sua innocenza, allestiscono un’indagine parallela. Rodolfo sarà inoltre incaricato di trovare l’Orchestra ricomparsa improvvisamente dal direttore del teatro nel quale dovrebbe esibirsi. Pian piano tutti i piani della vicenda tendono ad intersecarsi e, proprio quando il caso sembra essere risolto, la vicenda assume una piega inaspettata.

Pian piano ogni tassello torna al proprio posto grazie anche alla persona più vicina a Rodolfo e Nina, Claudia, che sembra essere l’unica a conoscere a memoria la melodia dei Madero, “Princesa”. I ricordi dell’Argentina dei desparecidos irrompono sulla scena, rimescolando le carte e conducendo l’indagine verso la sua risoluzione, imprevista, o forse segretamente sospetta sin dall’inizio?

Orchestra Tipica Madero, la sensuale danza dei generi della narrazione

Proprio come in un tango che avvicina e allontana ritmicamente i corpi coinvolti nella danza, i generi del romanzo di Alessandro Sbrogiò si alternano tra noir e giallo, tenendo sempre al centro della vicenda la commedia dei sentimenti.

Le passioni e le caratterizzazioni dei personaggi sono sempre centrali, il delitto non viene quasi descritto, passando talvolta in secondo piano. L’indagine è sempre presente ma talvolta a prevalere è lo scavo nei sentimenti dei protagonisti, nelle loro azioni quotidiane, nel loro sguardo sulla realtà volto a far emergere le passioni interiori e segrete.

Non tutti i personaggi però passano sotto la lente attenta dello scrittore. Alcuni sono volutamente lasciati in sospeso per una maggiore libera interpretazione o perché l’ambiguità è la chiave interpretativa del personaggio stesso, come nel caso di Nina, della quale si avverte fortemente il conflitto interiore. 

La musica all’interno del romanzo non è un semplice sottofondo che sostituisce il linguaggio, ma tende a prendere il sopravvento sulle azioni e a divenire vero e proprio decodificatore della realtà. Inoltre, la volontà e il lavoro dello scrittore Alessandro Sbrogiò, volto ad ottenere il giusto riconoscimento nonché i diritti di coloro i quali sono impegnati nelle attività culturali e di spettacolo, è evidenziato dalle enigmatiche e variegate personalità proposte all’interno del romanzo, volto a mettere in risalto la ricchezza di talenti che compone il panorama artistico contemporaneo, in continua evoluzione.

Fonte immagine: https://www.diastemastudiericerche.org/

 

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