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Eroica Fenice

Pierre Lemaitre: L’abito da sposo, un noir psicologico | Recensione

Pierre Lemaitre: L’abito da sposo, un noir psicologico | Recensione

L’abito da sposo è il libro vincitore del premio Goncourt 2013, scritto da Pierre Lemaitre, edito da Fazi Editore per la collana Darkside.

La trama

Chi è veramente Sophie? Sappiamo che ha trent’anni ed è la babysitter di Lèo, il figlio di una coppia di ricchi parigini. La giovane donna sembra non avere una vita privata, si dedica totalmente al bambino, il resto è un mistero. Ma sappiamo che è ossessionata da una doppia identità, dimentica cosa ha fatto poche ore prima e vive in un costante stato di oblio. Una sera la mamma di Leo rientra tardi e trova Sophie addormentata davanti alla tv, le propone di restare a dormire e lei accetta. Il mattino dopo la ragazza si risveglia sola in casa e fa una terribile scoperta: Lèo è stato strangolato nel sonno, proprio accanto a lei. Lo sconcerto è profondo e la soluzione che le si prospetta è una sola: una fuga senza meta, via da Parigi, lontano da tutto, per provare a ricostruirsi una vita.

Il libro parte con un ritmo incalzante, permettendo al lettore di trovarsi nel bel mezzo di eventi adrenalinici che si susseguono di continuo.

La protagonista è Sophie, una giovane trentenne la cui vita sembra scandita dalla solitudine e dal vuoto esistenziale. Il suo impiego principale è quello di badare al piccolo Lèo, figlio della Parigi bene. La giovane, se dapprima sembrerà avere un ottimo rapporto col minore che assiste, in un secondo momento, anche a causa delle sue continue perdite di memoria, non tarderà nell’avere momenti di tensione e incompatibilità.

Lèo è un bambino socievole, sveglio ed attivo, la cui unica colpa, sembrerà essere quella di appartenere a due genitori troppo dediti al lavoro. La prima parte del libro, riguarda gli eventi funesti intorno alla sua piccola figura. Lèo, infatti, sarà assassinato da una persona misteriosa, che dapprima sembrerà essere Sophie, per poi lasciare spazio a diversi dubbi.

Il macabro inizio, riguardo la morte del bambino, fornisce al romanzo un gusto ampiamente noir, senza dimenticare l’intrico psicologico che predomina l’intera narrazione. In seguito all’assassinio e alla sfilza di dettagli cruenti, segue la tipica fuga “dei colpevoli”. Sophie si troverà combattuta tra il costituirsi e il combattere per la propria presunta innocenza. Non mancheranno momenti di sottomissione per raggiungere obiettivi pragmatici di libertà.

Il romanzo prosegue con una serie di omicidi che alla base sembrano essere riconducibili ad un solo colpevole. Interessante anche le attività volte per “rifarsi una vita”, le fughe lontano da casa, le bugie e gli escamotage tattici con una Parigi di sfondo che aumenta la fascinazione delle cose.

Sophie diventerà Marianne LeBlanc, e con la nuova identità ricorreranno le infinite possibilità di una nuova vita. La donna, infatti, per assicurarsi l’agio della tranquillità si rivolgerà ad un’agenzia matrimoniale, una delle poche soluzioni per trovare un uomo “normale”. Scelta, quella dell’agenzia, che darà scacco matto allo sviluppo della storia, che di lì a poco diventerà ancora più intricata.

Il romanzo è suddiviso in tre parti principali: Sophie, Frantz e Frantz e Sophie.

Nella prima parte sarà ben chiara l’intricata vita della giovane, con i tumulti, i lutti, i dolori e i vuoti di memoria. Nella seconda parte, invece, ci si imbatterà in un secondo personaggio principale, che fino a quel momento era rimasto ai margini della storia. Frantz nelle prime vicende sembrerà incarnare l’idea dell’uomo ‘normale’ di Sophie, ma col tempo, l’uomo svelerà le sue molteplici facce, punti d’ombra, quindi, che si riveleranno essere di reale importanza.

Nell’ultima parte, infatti, quella che prende il nome dei due protagonisti, si verrà a scoprire che in realtà i due “amanti” altro non sono che antagonisti latenti. Frantz è uno stalker alla ricerca di vendetta. Vendetta che finirà in un bagno di sangue. L’uomo, infatti, sarà il burattinaio malvagio di tutte le brutte vicende che accadranno, compresi i grandi vuoti di memoria della giovane.

Il romanzo si chiude con il caso Sarah Berg. I documenti ritrovati, innescheranno una serie di verità importanti per lo sviluppo della vicenda stessa, sia giudiziaria che narrativa.

In un susseguirsi di immagini evocative, documenti psichiatrici e inchieste, l’opera di Lemaitre si piazza tra i noir psicologici più interessanti di sempre.

In una serie di colpi di scena che solo alla fine sveleranno il volto della verità.

Immagine: Ufficio stampa

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