Bertolt Brecht è stato un artista poliedrico: poeta, scrittore, regista di teatro e drammaturgo la cui influenza ha cambiato le storti del teatro europeo e internazionale. Autore dai molteplici volti, la sua cifra è riconoscibile anche in ambito poetico, queste sono le poesie di Brecht che dovresti assolutamente leggere.
Indice dei contenuti
| Opera / Raccolta | Anno | Tematica o Tipologia |
|---|---|---|
| Il Libro di lettura per abitanti delle città | 1926-1927 | Raccolta poetica |
| Libri di devozioni di domestiche | 1927 | Raccolta poetica |
| Poesie di Svendborg | 1926-1938 | Raccolta (periodo dell’esilio) |
| Elegie di Buckow | 1953 | Raccolta poetica |
| Domande di un lettore operaio | – | Poesia (critica alla storia ufficiale) |
Le poesie di Bertolt Brecht come critica sociale
Bertolt Brecht è un poeta anacronistico rispetto a coloro che provengono da una formazione della lirica tradizionale. Ciò che lo contraddistingue, infatti, è l’impiego di un linguaggio semplice, diretto e privo di un apparato retorico artificioso, nella scrittura delle sue poesie. Inoltre, la sua impronta è rintracciabile nel carattere razionale e nella riflessione a cui queste ultime conducono, con un messaggio da comunicare in modo chiaro. Per Brecht, la poesia diventa un mezzo per denunciare le ingiustizie della società, per squarciare lo spesso velo che nasconde i giochi dei potenti e che si ripercuotono sulle classi sociali meno abbienti. La maggior parte della sua produzione poetica fu redatta durante gli anni dell’esilio e del periodo nazista. Le sue poesie guidano il lettore verso la formulazione di alcune domande, tra le quali, vi fu la famosa Domande di un lettore operaio, nella quale, il poeta mette in discussione la storia “ufficiale” che tutti conosciamo del mondo. Tra gli altri elementi peculiari, si riscontrano: l’ironia, il paradosso e lo straniamento, tipica tecnica applicata nel suo laboratorio teatrale e che, prevede un distacco critico dalla realtà contingente. Le raccolte di Brecht che si ricordano sono: Il Libro di lettura per abitanti delle città (1926-1927), Libri di devozioni di domestiche (1927), Poesie di Svendborg (1926-1938) ed Elegie di Buckow (1953).
Da leggere il mattino e la sera
Quello che amo
mi ha detto
che ha bisogno di me.
Per questo
ho cura di me stesso
guardo dove cammino e
temo che ogni goccia di pioggia
mi possa uccidere.
Appartiene alla raccolta Poesie di Svendborg ed è stata concepita dalla penna del poeta durante gli anni dell’esilio in Danimarca. Il significato della poesia si può riassumere in poche e semplici parole: l’io poetico dice che colui o colei che lo ama (la persona), ha bisogno di lui e, proprio per questa necessità dell’altro, è lui, prima di tutto che deve prendersi cura di sé stesso. Potrebbe apparire paradossale questo messaggio, eppure disvela una verità profonda che riguarda la responsabilità e il valore che dobbiamo a noi stessi, attraverso la cura nei confronti del prossimo. La responsabilità dell’io non riguarda una promessa d’amore romantico, ma la messa in pratica di un comportamento concreto, che realizzi l’amore. Il linguaggio impiegato è quotidiano, con versi brevi e un’assenza di figure retoriche elaborate.
La guerra che verrà: la guerra nelle poesie di Brecht
Non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell’ultima
c’erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame.
Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente egualmente.
Anche questo componimento poetico fa parte della raccolta Poesie di Svendborg e, esattamente come la prima, è introdotta da una semplice affermazione che vuole imbastire la consapevolezza del lettore: la guerra futura non sarà la prima, poiché già ce ne sono state molte in passato. La conclusione è cruciale, poiché mette in luce un dolore condiviso dalle parti lese nel conflitto bellico e coloro che vincono: provano tutti un’enorme sofferenza, allo stesso modo. Brecht critica la guerra, evento in costante ripetizione e che, all’atto pratico, non ha alcuna utilità. La vittoria non determina una migliore qualità della vita, pertanto, vi è una sofferenza e una fame che accumuna tutti gli uomini, universalmente.
Luci e ombre
Gli uni stanno nell’ombra
Gli altri nella luce
E si vedono coloro che stanno nella luce
E coloro che stanno nell’ombra
Non si vedono
Si tratta di una poesia non riconducibile a una raccolta poetica precisa, si può dire che faccia parte della produzione generale di Brecht, collocandosi tra le antologie e le poesie politiche. Si basa su una contrapposizione semplice: c’è chi si trova nella luce e chi, nell’ombra, ma solo chi giace nel chiarore della luce, è visibile. Coloro che si trovano “nella luce” sono personalità di spicco, riconosciuti per qualche premio, o classe sociale elevata, mentre, al buio ci sono solo gli ignorati e gli esclusi. Ancora una volta, la poesia di Brecht si configura come una critica sociale nei confronti delle disuguaglianze sociali tra i detentori del potere e gli assoggettati: i più deboli, schiacciati, inesistenti.
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Fonte immagine: Wikipedia (Bundesarchiv, Bild 183-W0409-300 / Kolbe, Jörg / CC-BY-SA 3.0)

