Personaggi di Peaky Blinders: i 3 più iconici

I personaggi di Peaky Blinders: i 3 più iconici

Peaky Blinders, un nome, ormai un marchio diventato iconico nel mondo televisivo. Pronunciarlo significa appartenere, identificarsi in una famiglia: quella degli Shelby. Peaky Blinders è una serie televisiva britannica ideata da Steven Knight ambientata nella fumosa e dimessa Birmingham, dilaniata dalla povertà, delinquenza e dagli orrori della Prima guerra mondiale. La serie giunge sui teleschermi nell’ottobre del 2013. La storia segue le orme della banda criminale dei Peaky Blinders, capeggiata da Thomas Shelby. Questa banda, seppur romanzata, trae ispirazione da un’omonima gang realmente esistita, attiva tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. I personaggi di Peaky Blinders, diventando nel tempo veri e propri archetipi, riconoscibili attraverso caratteristiche e peculiarità. Il più amato, da giovani e non solo, è sicuramente Thomas Shelby, reduce decorato di guerra. Insieme al fratello maggiore Arthur Shelby combattono la Prima guerra mondiale. Tutte le vicende sono ambientate a Small Heath. Gli Shelby possiedono ricchezze grazie ad alcuni affari sporchi. In particolare, il loro ritrovo è il Garrison pub da cui partono tutte le attività illegali della famiglia: dalle corse di cavalli ai regolamenti di conti, dal trasporto di armi al pagamento di pizzo. Tra i vari personaggi di Peaky Blinders ci sono Tommy, Arthur Shelby, Grace (moglie di Tommy), Chester Campbell, Freddie Thorne, Ada Thorne (sorella di Tommy, ma sposata con Freddie), Jeremiah Jesus, Billy Kimber, Alfie Solomons e tanti altri. Un cast magnetico e una narrazione molto intensa hanno tenuto incollati allo schermo, puntata dopo puntata, milioni di spettatori in tutto il mondo, rendendo la serie un vero fenomeno culturale.

Personaggio Principale Ruolo e Caratteristiche Attore Interprete
Thomas (Tommy) Shelby Capo dei Peaky Blinders, ex sergente maggiore, affetto da DSPT Cillian Murphy
Arthur Shelby Fratello maggiore, braccio armato della famiglia, impulsivo Paul Anderson
Alfie Solomons Capo criminale ebreo di Camden Town, alleato/rivale instabile Tom Hardy

Personaggi memorabili di Peaky Blinders

Tommy Shelby: il gangster di Birmingham

Thomas Shelby è il personaggio più emblematico e rappresentativo del panorama televisivo degli ultimi quindici anni. L’attore, Cillian Murphy, si cala con naturalezza nell’interpretare magistralmente il ruolo del gangster britannico. Tommy è un personaggio molto controverso, talvolta problematico, con scatti di ira e con dissidi interiori. Le sue esperienze come sergente maggiore nella Grande Guerra lo portano a soffrire di DSPT (disturbo da stress post-traumatico). Nelle prime stagioni si afferma come un uomo dal carattere forte, con un grande fiuto per gli affari e dal fascino irresistibile: vestito sempre elegante, orologio da taschino, cappello da strillone e una calma che cela un’irrequietudine costante. Non dimostra mai i suoi veri sentimenti, se non in rare occasioni. Incontra Grace Brugess, la donna che sposerà e che gli ruberà il cuore. La morte di Grace avvenuta nella terza stagione, ad opera di un sicario di Luca Changretta, segna profondamente Tommy. Da questo momento, la donna si trasforma in un’allucinazione costante, in una vera ossessione e il gangster cade in un baratro profondo da cui faticherà a riemergere. Col passare delle stagioni cerca di legittimare gli affari sporchi della stirpe, ma il suo atteggiamento muta: diventa nevrotico, ossessivo, sempre più distante dalla famiglia e con una crescente perdita di lucidità. Si scontra con i fascisti, agisce in modo discutibile per proteggere la sua famiglia cercando di scalare le gerarchie sociali. Sebbene entri in politica, i suoi avversari continuano a vederlo come uno zingaro dedito alle corse di cavalli e agli affari illeciti. Un marchio che, nonostante tutto, non riuscirà mai a cancellare. Il primo episodio della terza stagione riflette la leadership e il carisma di Tommy. Deve sposare con Grace e convoca Arthur, John, Charlie e gli altri membri del clan mettendoli in guardia dal commettere qualsiasi errore. Una citazione? «Meglio farsi il sangue amaro, che spargerne sui miei tappeti» poiché gli invitati della sposa sono uomini che collaborano con la giustizia e serve mantenere un profilo basso ed impeccabile. Tutti hanno paura di lui e il nome di Tommy Shelby rimbomba con forza nella città di Birmingham. Con il film Peaky Blinders: The Immortal Man, le gerarchie cambiano e Small Heath non sarà più la stessa. Tra i personaggi di Peaky Blinders, Tommy è di sicuro il perno centrale, l’anima oscura e strategica di tutta la narrazione.  

Arthur Shelby: il braccio armato e non solo

Arthur è il maggiore della famiglia Shelby. Anch’egli è un reduce di guerra con un carattere, però, molto diverso dal fratello Tommy. Arthur è aggressivo, impulsivo, privo di pazienza. Risolve i conflitti con la forza, spesso senza mediazioni. È una polveriera pronta ad esplodere, il braccio armato di Tommy. Tutti i lavori sporchi, parliamoci chiaro, sono destinati a lui. Eppure, proprio per questo motivo è il personaggio meno compreso. Tra i personaggi di Peaky Blinders è quello a cui si sarebbero potuti dedicare maggiori molti approfondimenti. Perché è così violento? Perché nessuno ha cercato di capirlo e farlo parlare? Arthur rappresenta il grande rimpianto di ciò che poteva essere e non è stato. La sua violenza affonda le radici nel trauma della Prima guerra mondiale e, proprio come il fratello, soffre da stress post-traumatico vivendo le situazioni con esuberanza e costantemente all’ombra di Tommy. Si rifugia, attraverso sua moglie Linda, nella religione ma neanche la fede riesce a far redimere quest’uomo. È un uomo che si sente costantemente intrappolato, soffocato dalle circostanze della vita e, non di rado, si lascia andare al pianto. Cerca continuamente aiuto, in modo disperato, e nel corso della serie emergono i suoi momenti di fragilità. Dei pregi? Ne ha tanti. È leale fino alla morte, protegge la sua famiglia a qualsiasi costo. Il suo cuore è stato spezzato più e più volte, ma continua a lottare. Un personaggio che, paradossalmente, risulta ancora più enigmatico del fratello Tommy del quale abbiamo potuto conoscere i suoi demoni. Quelli di Arthur, invece, restano celati ed inespressi. Nel film Peaky Blinders: The Immortal Man, il suo destino assume contorni tragici, portando a conseguenze devastanti per Tommy. Durante la proiezione Thomas è un uomo distrutto, dilaniato dal dolore che visita la tomba del fratello. Un gesto carico di rimorso, una ferita che non potrà mai rimarginarsi.

Alfie Solomons: l’ebreo di Camden Town

Alfie Solomons, interpretato da Tom Hardy è uno degli antagonisti più affascinanti e complessi della serie Peaky Blinders. Alfie è un veterano della Prima guerra mondiale, ebreo, capo della Banda criminale di Camden Town, a Londra. Un personaggio eloquente, fortemente sarcastico, violento e imprevedibile, ma al contempo intelligente e calcolatore. Si destreggia con grande abilità nell’universo criminale inglese degli anni ’20, portando avanti i suoi affari illeciti nell’ombra. Come ogni gangster dell’epoca ambisce al potere assoluto. All’apparenza è calmo, quasi riflessivo, ma non si fa scrupoli di fronte a nulla, consapevole che il fine giustifica i mezzi. Il personaggio cammina, barcollando, sul sottile confine tra pazzia e lucidità. Queste caratteristiche spingono Tommy ad entrare in contatto con lui. Egli subentra nel mondo dei Peaky Blinders un passo alla volta, ma con un impatto decisivo. Sfrutta le situazioni a proprio vantaggio, proprio per questo motivo non ci può fidare di nessuno: tutti usano tutti. Proprio il suo essere pericoloso lo rendono un personaggio affascinante e intrigante allo stesso tempo. Alfie, citando Luigi Pirandello è Uno, Nessuno e Centomila: è morto agli occhi delle autorità, ma in realtà è vivo. È un amico, ma anche un nemico. Un socio in affari, ma anche un traditore. È astuto e calcolatore, ma sa anche improvvisare. Un uomo indecifrabile, che sfugge a qualsiasi definizione univoca e che proprio per questo resta uno dei personaggi più memorabili della serie.

Molto più di meri personaggi

Peaky Blinders non è soltanto una serie televisiva di successo, ma un racconto molto profondo che va ben oltre il semplice intrattenimento. La narrazione costruisce, attraverso figure come Tommy, Alfie ed altri un universo in cui il confine tra bene e male si fa sempre più sottile. Dietro l’eleganza dei completi, il fumo delle sigarette e il suono delle scommesse, si celano ferite mai rimarginate, traumi di guerra e un’incessante ricerca di riscatto. I personaggi degli Shelby non conquistano il pubblico solo per il loro carisma o per la loro spietatezza, ma perché incarnano contraddizioni universali come il desiderio di potere e il bisogno di appartenenza, la freddezza delle scelte e il peso delle emozioni, la solitudine del comando e l’attaccamento viscerale alla famiglia. Questo intreccio rende la serie così attuale e coinvolgente, capace di parlare a generazioni diverse. Non resta soltanto la storia di una gang, ma il ritratto di uomini segnati dal loro tempo e costretti a convivere con i propri demoni. Proprio in questa lotta, mai davvero risolta, si cela il vero messaggio della serie. Non esistono eroi senza ombre, né tantomeno imperi senza crepe. Esiste solo la complessità dell’essere umano, che nella serie trova una delle sue rappresentazioni più affascinanti e, al tempo stesso, più autentiche.

Fonte immagine copertina: Wikimedia

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