Storia Segreta del Mississippi Blues è un volume uscito in Italia nel 2012 per le Edizioni Postmedia Books che racchiude la testimonianza accurata e personalissima di Roger Stolle, titolare del Cat Head Delta Blues & Folk Art, negozio del Clarksdale tanto colmo di vinili, strumenti e dipinti, da rappresentare un autentico ed affascinante museo del blues, tappa d’obbligo in un ideale itinerario tra i luoghi delle blue notes.
Dettagli dell’opera: Storia Segreta del Mississippi Blues
| Dettaglio | Informazione |
|---|---|
| Titolo | Storia Segreta del Mississippi Blues |
| Autore | Roger Stolle |
| Editore | Postmedia Books |
| Luogo chiave | Clarksdale, Mississippi |
| Tema principale | Storia, aneddoti e interviste sul Blues |
Indice dei contenuti
Lo sguardo dell’autore oltre la celebrazione postuma
L’opera presenta le fasi della Storia Segreta con lo sguardo di chi, lungi dall’essere un celebratore postumo, è piuttosto un consapevole ricercatore di tracce di sogno disseminate nel mondo reale. Roger Stolle ne racconta tutti i momenti spalancando il cuore, aperto come un taccuino di ricordi pieno di parole, immagini e soprattutto suoni, in una cronaca appassionata che, tuttavia, ha ben poco di nostalgico.
L’evoluzione del linguaggio blues e le trappole per turisti
Degno aedo del blues, senza pretese storico-filosofiche né musicologiche, l’autore ha convissuto con l’evoluzione di un linguaggio che gradualmente si è diffuso passando dai campi di cotone ai juke joint, ai dischi, alle radio e quindi alle case. Intimamente convinto dell’immortalità di quella musica, Roger Stolle ne esplora gli aspetti recuperandone autenticità e freschezza, disertando la facile mitizzazione degli episodi topici fino ad individuare, con la placidità dell’esperienza e senza alcun piglio polemico, delle vere e proprie “trappole per turisti” in vari, sparsi localacci e crocicchi che ad oggi si espongono a mo’ di vetrina edulcorata da revival.
Storie e personaggi: da W.C. Handy alle radio locali
Luoghi e personaggi risentono di questa sincera ed interessante personalizzazione: dal Mississippi, ineditamente descritto come un pancake, fino a Charles Peabody, novello Indiana Jones dei primissimi del Novecento giunto alla scoperta delle prime sonorità “diaboliche”; dal racconto di W.C. Handy che scopre il blues mentre attende in stazione un treno in ritardo da nove ore, fino alle ‘storie di piantagione’ dello scultore in legno Willie Kinard; dal rocambolesco viaggio di Charlie Patton, Willie Brown, Son House e Louise Johnson verso la Paramount e il successo, fino alla trasmissione radiofonica di Early Wright che on air assicurava ottimi ascolti e fumanti pagnotte in regalo per gli ascoltatori più affezionati.
Le interviste ai protagonisti e la demitizzazione
Non da ultime, le interviste ai protagonisti della Storia Segreta del Mississippi Blues che, nati, vissuti e tornati nel luogo-simbolo del genere, si uniscono al coro del racconto proponendo ricchi e personalissimi controcanti, attraverso i quali emergono con chiarezza, da un lato, la simbiosi tra identità del bluesman e la sua musica e, dall’altro, l’impronta prepotente del marketing che ha segnato l’immaginario della musica del diavolo, traducendo individui profondamente umani in maschere maledette, vittime e carnefici della diffusione di un nuovo, ennesimo stereotipo.
E così, nelle parole di David “Honeyboy” Edwards, Robert “Wolfman” Belfour, Sam Carr, L.C. Ulmer ed altre leggende, alcune ancora viventi al momento della pubblicazione dell’opera, il Mississippi Blues riscopre sé stesso traslando la privazione in autodeterminazione, il limite in opzione, il male ed il bene in tratti dell’esistenza.
Una musica che mette il superfluo a tacere, declinata in un incanto ipnotico che custodisce in sé la sua magia e che, nel tempo, continua a riversarla fino a catturare, senza necessità di incroci maledetti né di patti luciferini, l’anima di chiunque abbia dentro un po’ di Mississippi.

Fonte immagine in evidenza: Amazon.it
Articolo aggiornato il: 30 gennaio 2026

