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Eroica Fenice

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The Irishman, la mafia americana raccontata da Charles Brandt

In vista dell’uscita dell’adattamento cinematografico nelle sale italiane a novembre, e il 27 novembre su Netflix per la regia di Martin Scorsese, con Robert De Niro e Al Pacino, da oggi è in libreria The Irishman di Charles Brandt per la Fazi editore, una nuova edizione del libro inchiesta che ha rivelato molti e inediti retroscena della mafia di “Cosa Nostra” negli Stati Uniti.

Charles Brandt, noto ex procuratore generale del Delaware e avvocato di successo famoso per la sua bravura nelle tecniche di interrogatorio, oggi investigatore privato ed insegnante, decise, negli anni 70, di aggiungere un altro pilastro alla bibliografia sulla mafia americana quando Frank Sheeran, criminale irlandese di Philadelphia, scelse lui come portavoce delle sue vecchie e tormentate confessioni. Così, per decenni, Brandt ha intervistato uno dei più importanti malavitosi di Cosa Nostra negli anni più ferventi, anni in cui finalmente l’esistenza della mafia divenne di dominio pubblico: ma soprattutto l’Irlandese fu uno degli artefici di un caso eclatante che nel luglio del 1975 interessò tutta la stampa e la giustizia americana, l’assassinio del famoso leader sindacale Jimmy Hoffa.

The Irishman è un libro inchiesta che alterna momenti di confessione di Frank, e molti pezzi autobiografici, a quelli in prima persona dello stesso Brandt che racconta con precisione legale tutti i retroscena giudiziari della criminalità organizzata più o meno dagli anni Sessanta al 2000, in special modo avvenuti tra lo stato della Pennsylvania e New York.

Frank Sheeran, vita e criminalità del The Irishman

Frank Sheeran fu uno dei pochi mafiosi ad essere riuscito a salire quasi in cima alla piramide dei criminali più potenti degli Stati Uniti nonostante non fosse di origini italiane. Un uomo mastodontico, pratico, leale alla sua famiglia mafiosa, un sicario esperto, veterano della Seconda guerra mondiale, vittima delle conseguenze della Grande Depressione. Tornato in patria dopo tanti anni in battaglia dove non era dettata nessuna regola sociale se non quella di fare il proprio lavoro di soldato, ossia uccidere e svolgere i compiti assegnati dai superiori, Sheeran sarà per sempre inseguito da quei tremendi fantasmi; povero e in cerca della propria strada, la voglia di fare e non pensare a qualunque costo inizia a farsi spazio nella sua morale, fin quando comprende di non sapere più cosa è bene e cosa è male. La voglia di successo, l’esigenza fisica di dare potenza ulteriore al proprio corpo atletico e da killer, lo spingono piano piano, dopo mille e anche poco onesti lavori, ad entrare a far parte di Cosa Nostra, sotto l’ala protettiva del boss Russell “McGee” Bufalino. Nella grande citta di Philly, Filadelfia, inizia a frequentare i locali più malfamati e sede d’incontri dei malavitosi del territorio, a ognuno dei quali fa capo un boss, così come nelle vicine e città gemelle di Chicago e New York, tra traditori e clan affiliati.

Uno dei momenti storici che viene ricordato negli annali della mafia italo-americana e di cui Brandt ci racconta in The Irishman è sicuramente la Conferenza di Apalachin, un incontro al vertice  tra le 27 famiglie più potenti della malavita che fu organizzato nel 1957 dallo stesso Bufalino nella casa del mafioso Joseph Barbara. Tra i boss che vi parteciparono, e che nel libro vengono più volte menzionati, Sam Giancana, Santo Trafficante e Vito Genovese della Famiglia Genovese, una delle cinque famiglie che contribuì a far crescere fin dalle radici la mafia americana. Quel meeting fu famoso anche perché fu uno dei primi casi eclatanti in cui tutti i criminali arrestati dai federali furono rilasciati senza la ben che minima accusa: uno scenario più che tipico anche durante la vita criminale di Sheeran.

Tra i racconti più intimi dell’Irlandese, in cui nelle diverse interviste, anche video, confessa di avere fatto parte della mafia di quegli anni, emerge il rapporto che si andò a creare con lo stesso Brandt, il quale grazie al suo lavoro permise all’FBI di dare una spiegazione a numerosi casi irrisolti, tra i quali proprio la scomparsa di Jimmy Hoffa. Fu uno dei leader più energici, e corrotti, dei Teamsters, un importante sindacato statunitense, tuttora all’attivo, i cui maggiori membri furono appunto componenti della mafia americana. Tra questi emerse negli anni Cinquanta/Sessanta proprio Hoffa, che permise a Sheeran di farne parte a lungo tempo fino a diventare capo di una sezione. A causa di imponenti sfruttamenti dei piani pensionistici del sindacato e dei suoi movimenti, Hoffa fu tra i principali accusati dal Dipartimento della Giustizia in quegli anni.

Brandt e Sheeran lo descrivono come un uomo sprezzante del pericolo, consapevole del proprio potere e per questo mai riluttante nel dire la verità, sia contro i politici che contro gli stessi malavitosi di cui faceva parte. Uno dei suoi nemici più accaniti fu proprio Robert F. Kennedy, fratello del futuro presidente Usa e allora procuratore generale, che dedicò tantissimi anni della sua carriera ad incastrare Hoffa.

Probabilmente uno dei risvolti più importanti del libro è che grazie alla testimonianza di Frank Sheeran in The Irishman, è emersa una nuova teoria sull’assassinio di J. F. Kennedy, che avvenne a Dallas nel 1963: molti oggi pensano che fu un atto di cospirazione a cui partecipò la malavita di quegli anni, e lo stesso Irlandese.

Tra processi, testimonianze, e racconti ravvicinati della malavita organizzata, The Irishman è un entusiasmante libro inchiesta che ci permette di toccare con mano quello che fu davvero un periodo buio per gli Stati Uniti, ma un periodo in cui finalmente lo Stato così come l’opinione pubblica americana e mondiale iniziò a dare un volto a una bella fetta marcia della società. Una narrazione chiara, limpida e spesso minuziosa, di denuncia se vogliamo, a cui Charles Brandt ha dedicato gran parte della sua carriera, e che finalmente sta per essere conosciuto anche sul grande schermo di tutto in mondo in un gangster movie che si preannuncia straordinario.

Ilaria Casertano

Fonte immagine: fazieditore.it

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