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Eroica Fenice

the Passenger - Islanda, il primo volume

The Passenger – Islanda, il primo volume del nuovo progetto Iperborea (Recensione)

A metà tra una guida di viaggi e una raccolta di report che testimoniano le bellezze e le curiosità di un paese: The Passenger, il nuovo progetto editoriale della Iperborea, in realtà è molto di più. È un percorso, originale e sui generis, alla scoperta di una cultura che non è la nostra. Ecco perché viene definito dalla casa editrice un “libro-magazine”, in cui letteratura e inchiesta si fondono, arricchiti da reportage fotografici (in collaborazione con l’Agenzia Prospekt), infografiche (progetto grafico a cura dello studio milanese TomoTomo e da Pietro Buffa), consigli utili, curiosità e speciali illustrazioni (di Edoardo Massa).

The Passenger, la guida letteraria per gli “esploratori del mondo”

Il primo volume di The Passenger, accompagnato dalle foto  realizzate da Elena Chernyshova, fotoreporter siberiana, è dedicato all’Islanda. Letteralmente, il nome deriva dal norreno e significa “terra ghiacciata”, come viene spesso identificato il paese, il meno popolato al mondo. Appena sotto il circolo polare artico, in cui alba e tramonto hanno uno scenario tutto particolare in cui manifestarsi (d’estate il sole tramonta a mezzanotte per risorgere solo dopo poche ore). Proprio per questo, anni fa l’Islanda venne statisticamente considerata uno dei paesi con il più alto tasso di suicidi al mondo, un dato che fu valutato come un paradosso, quando prima della crisi economica era chiaramente anche un paese con un alto tasso di benessere.

Terra dominata per la maggior parte della sua vita da stranieri. Terra dei vichinghi, delle divina germaniche, una forte tradizione ancora tramandata, e di Odino, delle leggende sugli elfi e i miti nordici, la terra desolata dell’aurora boreale, che per gli islandesi non desta così tanto scalpore come per un turista incuriosito ed invadente. Proprio con questa immagine irriverente si apre la rivista, con il saggio dello scrittore Hallgrìmur Helgason: “com’è è possibile che gente che viene da Hong Kong, dal Giappone, dalla Russia, dalla Francia o dagli Stati Uniti sia disposta a svegliarsi alle sette per assistere alla cosa più tetra del mondo: una squallida mattina di inverno a Reykjavík?”.

The Passenger – Islanda: il turismo, l’emergenza ambientale e la politica “punk”

Oggi il turismo costituisce per l’Islanda un fattore importante per l’economia nazionale; il boom degli inizi Duemila è stato fondamentale soprattutto per avere risanato parte del territorio dopo la crisi, quando in città si viveva prettamente grazie ad attività commerciali e bancarie. Nonostante sia un paese “pazzo e vulcanico”, è proprio il paesaggio bianco dalle forme spigolose che affascina lo straniero, pronto ad affrontare le temperature glaciali verso l’esplorazione, muniti di smartphone, soprattutto se c’è qualche luogo da visitare che ha fatto da set a “Games of Thrones” o dove si può facilmente assaporare la vera tradizione islandese e vivere nelle tradizionali abitazioni, visto che adesso quasi tutte sono adibite ad affittacamere su Airbnb, e la città si è andata a “spersonalizzare” per essere più vicino all’ideale del turista.

Addentrandosi negli originali reportage, è chiaro come The Passenger sia piuttosto un’esplorazione all’interno di aspetti poco conosciuti al di fuori del paese protagonista: un’esplorazione quindi nei meandri più curiosi ed interessanti, com’è sicuramente la storia raccontata dal giornalista svizzero Costantin Seibt su Jón Gnarr, il primo sindaco “punk” di Reykjavík che fu eletto sorprendentemente nel 2010. La candidatura di Gnarr ha dell’inverosimile: diventato comico e cabarettista dopo una disgraziata infanzia, decise per scherzo di creare una nuova forma politica, quella degli anarcosurrealisti e del cosiddetto “Partito migliore”. Con lo stesso temperamento, si candidò alle elezioni con un particolare programma, che tra le tante cialtronerie prometteva ad esempio “una Disneyland con un ingresso gratis a settimana per tutti i disoccupati”. In realtà, la proposta di Gnarr, anche se nata assolutamente per gioco, partì dalla concreta apatia della scena politica durante il crollo economico e bancario che stava ancora vivendo la capitale: che altro c’era da perdere allora? Così, tra battute ed umorismo e promesse senza senso, Gnarr con alcuni sui colleghi amministrò la città fino al 2014, dando effettivamente e con sorpresa una vera mano alla società, verso il miglioramento di Reykjavík.

Accanto al turismo, è il commercio ittico e la pesca (dall’Islanda arriva l’1% del pescato mondiale) ad essere assoluta fonte economica. Edward Posnett però ci immerge in un’ennesima curiosa realtà islandese: quella del commercio delle piume di edredone. Grasso uccello marino simile ad un’anatra che vive in solitaria, l’edredone ha da sempre convissuto con gli islandesi, in cerca di protezione umana al momento della nidificazione, e il commercio delle sue piume è davvero prezioso e di lusso: ma anche uno dei pochi che non avviene con la spennatura. Anche attraverso questo curioso spaccato degli usi e costumi dell’Islanda che The Passenger riflette nella profondità l’animo del paese.

Ampie e così tanto attuali, sono le inchieste dedicate alla salvaguardia dell’ambiente – da leggere senza dubbio l’articolo di Halldór Laxness, considerato il più grande autore islandese del Novecento e premio Nobel nel 1955, riportato e tradotto per intero in The Passenger. Quanto può essere contraddittorio un paese che tiene alla autenticità tanto quando al capitale? Cosa hanno provocato le industrie di alluminio e cosa ci si aspetta ancora di buono da quelle geotermiche? Proteggere le mele… mentre si abbattono gli alberi di Andri Snær Magnason prova brillantemente a rispondere a queste domande, con il timore e la preoccupazione che è propria dell’uomo: che futuro si prospetta per il mio paese?

E ancora insieme alla traduttrice e filologa Silvia Cosimini, The Passenger si addentra nella millenaria ed affascinante lingua islandese: “in barba a chi la vuole morta da secoli, la lingua islandese è un mostro di resilienza”.

Da Björk all’ÍslendingaApp: curiosità sull’Islanda in The Passenger

Per fare un quadro completo dell’Islanda, non è possibile tralasciare la realtà contemporanea, né non mettere in luce alcuni fattori che rispetto ad altri hanno veramente reso famoso il paese anche al di fuori della patria; le pagine di Atli Bollason, musicista e critico, sono dedicate al fenomeno musicale islandese, e all’evoluzione di una realtà che è finalmente diventata di appartenenza e riconoscibile, grazie a Björk o agli Sugarbabes, il cui successo “ha dimostrato agli islandesi, per la prima volta, che il riconoscimento internazionale per un gruppo pop era possibile”. Che dire dello sport? Il calcio, anche qui primo sport nazionale, è oggi fortemente sentito in patria (basti pensare al successo e all’interesse mai ottenuto prima dalla nazionale islandese durante i Mondiali in Russia).

Curious fact: se volete conoscere tutta la storia, reale e non romanzata e raccontata da una islandese, della ÍslendingaApp, l’applicazione “Salvaincesto” che si dice permetta agli islandesi di evitare di andare a letto con un cugino di terzo o quinto grado, troverete sicuramente interessante il racconto della giornalista Egill Bjarnason, che prova con sagacia a rispondere alla domanda: “è lecito presumere che una nazione abitata da 330mila persone abbia problemi di incroci tra consanguinei?”.

Un viaggio nell’anima dell’Islanda, come dovrebbe essere una guida, ma abbiamo già detto che The Passenger non è solo questo: è un viaggio letterario e davvero curioso, proprio ciò che i sognatori e i viaggiatori anche nello spirito e di fantasia stavano aspettando.

Ilaria Casertano

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