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Eroica Fenice

Ti ritroverò: il nuovo romanzo di Natale Vulcano

Ti ritroverò: il nuovo romanzo di Natale Vulcano (Recensione)

Ti ritroverò è il nuovo romanzo di Natale Vulcano pubblicato da Ferrari editore. Lo abbiamo recensito! 

Ti ritroverò è un romanzo intriso di umanità, dove un amore contrastato dalla lotta di classe fa da sfondo a numerose vicende storico-politiche. La protagonista appartiene ad una classe sociale alta, e di fatto è una baronessa, al contrario lui è un popolano che vive di stenti e fatica. Dopo un fugace, ma profonda storia d’amore le loro vite continueranno su binari diversi, fino a ritrovarsi dopo una lunga separazione, dimostrando che spesso l’amore vero resiste ad ogni avversità.  

Ti ritroverò di Natale Vulcano è un romanzo avvincente e profondo, che regala una fotografia autentica del Novecento

Il romanzo di Natale Vulcano è caratterizzato da diversi ambienti, in particolare da due facce opposte. L’una ritrae l’ambiente aristocratico e sfarzoso della nobiltà, l’altro i paesaggi rurali dei campi, dei fiumi, delle spiagge e del ranch. È proprio in quest’ultimo scenario quasi western che si apre e si chiude il romanzo.

Numerosi sono gli accenni storici durante tutta la narrazione: con la precisa nomina di date, riportano alla mente del lettore situazioni storiche e momenti di crisi riconducibili ad intere generazioni. Sono chiari esempi il bombardamento del 1943 e la marcia su Roma delle squadre fasciste.

Il sentimento di oppressione, molto forte nell’intera narrazione è dovuto sia per la differenza di classi, sia per ragioni storico-politiche. Infatti molto presente è il tema del fascismo, in particolare il clima di terrore in cui le persone erano costrette a vivere, terrore che imbavagliava le bocche e le coscienze del popolo.

Molto forte in Ti ritroverò è la differenza sociale tra poveri e ricchi. Restituisce una fotografia autentica di quei tempi. Piccoli, grandi e donne, erano tutti impegnati nel lavoro agrario alle dipendenze dei ricchi. La diseguaglianza sociale diventa quasi insopportabile in alcuni passi della narrazione. Infatti Amanda, figlia del barone Respighi dapprima avvezza a trattare da pari la gente appartenente al popolo, sotto direttive di sua madre, e sotto la rigida scolarizzazione ecclesiastica, crescerà viziata ed egoista, reincarnando i peggiori cliché della nobiltà: «puzzi di terra, non sei alla mia altezza».

Solo la vicinanza con Giulio Ambrosi, ragazzo del popolo umile e coscienzioso, saprà risvegliare nella giovane le idee pure della fanciullezza, abbandonando l’impari dislivello tra ricchi e poveri che la società del tempo si era imposta.

Il ruolo della donna a quei tempi è raccontato in maniera esaustiva e a tratti quasi violenta. Le donne infatti, al di là della classe sociale di cui facessero parte, erano in qualche maniera soggetto passivo della loro stessa vita. Le donne appartenenti alle classi sociali più basse, lavoravano nei campi nella raccolta delle olive, si occupavano delle faccende di casa e nella crescita dei figli. Spesso erano vittime di soprusi sessuali da parte dei potenti, e numerose erano le gravidanze extra coniugali che erano costrette a tacere a opera dei signorotti più abbienti. Le donne appartenenti alla nobiltà, invece, erano spesso costrette a stringere matrimoni di convenienza suggeriti ardentemente dai genitori, o seguendo il naturale istinto di sopravvivenza intrinseco in ogni essere umano. In ogni caso la donna dell’epoca non era parte attiva della sua vita e lasciava scorrere davanti a sé cose fatti e persone senza poter scegliere alcunché.

Il romanzo ha da sfondo un unico grande mistero, che sarà svelato solo nelle ultime pagine. L’assassinio  di Arturo Ambrosio resterà impunito fino alla fine, e le vicende degli altri personaggi ruoteranno intorno alle scelte di questo controverso personaggio, che svia dal solito ruolo di “bravo padre di famiglia” e si avvicina ad una sorta di esempio sociale per gli altri, a riprova che anche le persone povere possono essere colte ed essere utili agli altri, spesso a discapito della propria vita, come in questo caso.

Il romanzo di Natale Vulcano è costellato da numerosi personaggi, dapprima si avvicineranno al cliché che era stato loro imposto all’inizio delle vicende, poi man mano si discosteranno sempre di più dalla loro prima facciata. Giulio Ambrosi dapprima ragazzo dei campi, coltivando tutto il tempo della sua vita la passione per la lettura e la cultura, tramandata da suo padre, si trasformerà nel brillante “imprenditore” all’estero, che a distanza di anni tornerà dove tutto era iniziato per accaparrarsi la felicità che pensava di meritare.

Interessante è l’aspetto umano che concerne Amanda e la sua crescita. Col passare del tempo e l’avvicendarsi dei sentimenti, la giovane, infatti, si troverà a riscoprire sé stessa, e ad imbattersi in una pulsione sessuale sia verso di sé, sia verso gli altri. Il tema della sessualità e della passione è snodato in termini eleganti e mai volgari. La coprotagonista femminile si spoglia dai tabù del tempo, e si avvicina ad un desiderio carnale in modo sottile e tenue.

Un altro tema importante è quello del “sogno Americano”. In quegli anni infatti, molti italiani emigravano come scelta di vita. Tema che si rifà in modo congeniale al tempo odierno, poiché l’Italia è sia culla di arrivi, che punto di partenze. In diverse parti del romanzo il sogno americano è spiegato in modo esaustivo ed emozionante. Al contempo, ad accorparsi all’euforia di un cambiamento di vita, c’è da fare i conti con un sentimento di razzismo molto forte. Infatti in America gli italiani erano spesso ricondotti all’idea di mafia, o per meglio dire  alla “mano nera”. Tema di pregiudizi e preconcetti che ci tocca da molto vicino oggi.

Il romanzo verso la fine abbandona il clima nero e restrittivo del fascismo, per approdare ad un clima più disteso e appagante, quale la democrazia.

È diviso in diverse parti, facilmente distinguibili. Le due parti non sono divise al centro, ma si avvicendano in modo discontinuo, per dare senso ai fatti sia del prima partenza e sia del dopo. Le vicende infatti racconteranno la vita di Giulio Ambrosi prima di partire, la sua vita in America, e anche il suo ritorno in Italia dopo quaranta anni di assenza.

Delicato è il modo in cui i due innamorati si troveranno a comunicare. Lo scambio epistolare molto usato nei romanzi che raccontano il “passato” è un espediente letterario che non tramonta mai.

Interessante sono gli spunti letterari e filosofici che attraverso le parole di Giulio Ambrosi riusciamo a cogliere. In particolare il concetto di “attesa” fornisce al romanzo una chiave di lettura moderna e accattivante: «Ogni essere umano aspetta. L’attesa e la speranza sono la molla della vita.»

Il linguaggio è ricercato e alto, ma non ostacola la comprensione fluida del testo.

Il romanzo di Natale Vulcano si chiude con un messaggio di speranza, cioè che a volte una storia tortuosa quasi come Romeo e Giulietta, non sempre tenderà a finire con la morte di uno, dell’altra, o di tutti e due, ma ci fa capire che la vita è una ruota che gira, e anche se fa male, prima o poi ci darà sollievo, e anche gli amori più difficili troveranno la via del ritorno, che sia anche dopo quarant’anni.

Fonte immagine: http://www.ferrarieditore.it/shop/libri/ti-ritrovero/

 

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