Tiempo de Silencio, Luis Martín Santos | Recensione

Tiempo de Silencio, Luis Martín Santos| Recensione

Tiempo de Silencio, di Luis Martín Santos, è un romanzo del 1962 che fa da spartiacque all’interno della letteratura spagnola per innumerevoli motivi, tra cui: l’aderenza al romanzo sperimentale, ma anche a quello esistenzialista; una critica pungente e acuta che agisce in sordina, a causa della censura dittatoriale; uno stile raffinato, complesso e articolato e la satira.

L’ambientazione di Tiempo de Silencio è anteriore alla pubblicazione: Tiempo de Silencio si svolge a Madrid nel 1949, quando in Spagna era da poco terminata la Guerra Civile, vinta dai nazionalisti con al comando Francisco Frano. In quel momento storico, Madrid era una città che si trovava completamente disorientata, distrutta dalla guerra, in cambiamento, era una città che soffriva l’oscurità di un destino incerto, la fame, la miseria, a causa di una guerra distruttiva.

Il protagonista di Tiempo de Silencio è un giovane medico, Pedro, dedito allo studio del cancro e, precisamente, la sua ricerca si basa sull’utilizzo di alcuni topi da laboratorio come cavie per rintracciare una cura ai tumori. Proprio queste cavie saranno il motore d’azione di Tiempo de Silencio. Infatti, un giorno, Pedro resta senza cavie e un suo collaboratore, Amador, gli presenta un personaggio piuttosto ambiguo e misterioso, “el Muecas”, suo cugino, un uomo che vive in una baracca con la sua famiglia, ed è migrante arrivato a Madrid in cerca di un lavoro più o meno facile (infatti, i topi che lui fornirà al dottore sono stati rubati dallo stesso laboratorio in cui lui lavora).

Le storie dei personaggi si intrecciano in modo più o meno casuale, fin quando el Muecas non accorre alla pensione in cui alloggia Pedro per chiedergli di salvare la figlia, Florita, che aveva avuto un’emorragia a causa di un tentato aborto. Nonostante Pedro cerchi di salvare disperatamente la giovane donna, non ci riuscirà. Quando muore la giovane Florita, è sua sorella a dire la verità a Pedro rispetto all’accaduto: Florita era stata abusata sessualmente dal padre, el Muecas, che ha cercato di provocarle un aborto nel momento in cui l’ha saputo, causandole prima un’emorragia, e poi la morte. Seguono altre vicende, che portano il dottor Pedro ad abbandonare Madrid, e ad abbandonare definitivamente tutti i suoi sogni, le sue ambizioni, le sue speranze.

Tiempo de Silencio è un romanzo in cui si coniuga l’elemento della satira a quello di una mordace critica, rivelando l’ipocrisia, la falsità, la menzogna in cui le persone si vedono costrette a vivere, la mancanza di risoluzione, i difetti della società contemporanea, ma anche i suoi vizi, le sue bugie, i suoi sotterfugi, la sua corruzione, la sua immoralità ed il suo degrado.

Luis Martín Santos in Tiempo de Silencio attua una denuncia velata, ma anche efficace e destabilizzante, contro il materialismo, il capitalismo, contro la borghesia paralizzata e il sottoproletariato delinquente e malfamato. Tiempo de Silencio, grazie anche alla sua struttura narrativa, permette, infatti, una analisi ironica e satirica della realtà descritta, ma anche la mancanza di identificazione che lascia il lettore sbalordito, disgustato, ma anche lucido nel giudizio e nella critica. Tiempo de Silencio presenta un filtro che consente di realizzare l’essenza disumanizzante della società, e tutto il male che può creare a partire da una situazione di caos e squilibrio.

Fonte immagine: Wikipedia

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