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Album di Nayt: 3 da ascoltare

Album di Nayt: 3 da ascoltare

Gli album di Nayt evidenziano un passato oscuro dell’artista, rapper il cui vero nome è William Mezzanotte. Nasce ad Isernia il 9 novembre 1994 e, nella sua scrittura, troviamo molto della sua infanzia e adolescenza, segnate da avvenimenti spiacevoli che lo accompagnano ancora oggi.

Sintesi della trilogia discografica di Nayt

Album Anno Tema principale
Mood 2020 Stato d’animo, critica sociale e razzismo.
Doom 2021 Esistenzialismo, ansia e condanna alla vita.
Habitat 2023 Ricerca dell’identità e sensibilità personale.

Cresciuto facendo i conti con l’abbandono del padre, è invece molto legato alla figura materna con cui ha trascorso, per alcuni anni, del tempo nella periferia romana in condizioni non molto piacevoli. William racconta, infatti, di come entrambi abbiano vissuto insieme ad altre persone, in una casa che disponeva di pochi spazi personali, fonte di grande sofferenza. Il rapporto con il denaro, oltre a quello familiare, è un altro tema ricorrente nella vita dell’artista, che è cresciuto con il timore di usare in modo futile il poco denaro necessario, invece, alla sopravvivenza con il genitore. Le sue paure vengono fuori, come lui racconta, specialmente in qualsiasi occasioni lui abbia mai avuto di lasciare la madre da sola; il pericolo che potesse succederle qualcosa era sempre dietro l’angolo. Per via di tutto ciò, Nayt parla anche di terapia, considerandola importantissima per lavorare su sé stessi e migliorarsi.

L’esordio musicale e il sodalizio con 3D

Trasferitosi a Roma già da ragazzino, inizia a scrivere i primi pezzi; pubblica No Story nel 2011 sotto l’etichetta 40 Ladroni Records e un anno dopo il suo primo album, Nayt One. Oggi conta vari featuring importanti, tra cui Ballon D’Or con Gemitaiz. Il suo produttore di fiducia è 3D (Davide D’Onofrio), che compare in tutti i suoi lavori. Nel 2026 partecipa al Festival di Sanremo con il brano Prima che. Per conoscere i suoi pezzi più famosi, leggi la nostra selezione delle canzoni di Nayt più belle.

Analisi degli album Mood e Doom

1. Mood

Uscito nel 2020, contiene 13 tracce ed è stato prodotto da 3D sotto le etichette Jive Records, Sony Music e VNT1 Records. Il titolo significa: stato d’animo, filo conduttore del disco. Tra i temi che scorrono nelle parole di Nayt ci sono razzismo, maschilismo e body shaming, problemi (purtroppo) facilmente riscontrabili nella nostra società.

Qui seguono due brani consigliati:

  • Il blocco dello scrittore: Nayt supera la sua crisi artistica e personale con questo brano scritto in un pomeriggio. Il ritornello è una dichiarazione d’amore verso la musica: «Preferisco non avere niente che avere tutto quando tu non ci sei».
  • Tutto il resto è noi: «E non so noi dove siamo stati \ Persi, mezzi ubriachi ci siamo scottati io e te», frase tratta dal brano che ha come sfondo una relazione e descrive la difficoltà di provare sentimenti.

2. Doom

L’anno dopo l’uscita di Mood, Nayt prosegue con il suo album complementare Doom, prodotto da 3D sotto le etichette Columbia e Sony Music. È un album autobiografico che contiene temi come l’esistenzialismo, l’ansia e i dubbi sulla vita. Parla inoltre di condanna alla vita, considerata fuori dal nostro controllo. Infatti, i due album complementari sono intitolati uno il contrario dell’altro. La copertina dell’album è ispirata al quadro La sepoltura della sardina di Goya.

Qui seguono due brani consigliati:

  • Sorpresa: «Io e te due cose diverse, che non può durare per sempre o mai», brano che racconta di un rapporto destinato a non durare per via delle differenze dei protagonisti.
  • La mia noia: la strofa «Più ti amo forte, più mi odio, non so che farci» rimanda ad un senso di odio verso sé stesso. È un testo autoriflessivo sulla pressione sociale.

3. Habitat: la dimensione identitaria di Nayt

L’ultimo album di Nayt è Habitat, uscito nel 2023, che chiude la trilogia iniziata con Mood. In questo disco l’artista sembra aver trovato la sua dimensione e identità, caratterizzate da sensibilità e creatività nell’arte della scrittura. Nei suoi brani vediamo sogni e ambizioni del rapper, un percorso che prosegue con l’ultimo progetto Lettera Q.

Qui seguono due brani consigliati:

  • Se ne va: brano molto popolare sui social, parla dell’abbandono che si ripresenta se non curato. Nayt conosce bene questo sentimento per via del padre; considera questo uno dei suoi brani preferiti.
  • Cosa conta davvero: con la strofa «Cosa conta davvero? \ Per salvare la faccia a volte non ripari il busto», il rapper si interroga su cosa sia più importante “salvare”, se stessi o l’apparenza.

Per una biografia completa e ufficiale, puoi consultare la voce dedicata a Nayt su Wikipedia.

Fonte immagine: Spotify

Articolo aggiornato il: 1 Marzo 2026

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A proposito di Maria Toscano

Sono una studentessa dell'Orientale, ho 22 anni, sono appassionata di musica e sono costantemente in cerca di concerti a cui andare. Viaggiare è un'altra grande passione così come i libri.

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