Bad Bunny al SuperBowl 2026: perchè la sua performance è fondamentale

Bad Bunny al SuperBowl 2026: perchè la sua performance è fondamentale

Benito Antonio Martínez Ocasio (Vega Baja, 1994), è un rapper, cantautore e produttore discografico portoricano. Egli inizia a scrivere canzoni a 14 anni, e, qualche anno dopo, mentre lavorava in un supermercato come cassiere, inizia piano piano a pubblicare le sue canzoni su Soundcloud, fino a quando la sua canzone Diles, sotto nome artistico di Bad Bunny, ha attirato l’attenzione del DJ Luian che lo ha firmato con la sua etichetta discografica, Hear this Music. È da qui che il cantante ha iniziato ad acquisire notorietà, ma la fama vera e propria è venuta con la pubblicazione, nel 2025, dell’album Debí tirar más fotos, che gli ha permesso di vincere un Grammy come miglior album dell’anno, e soprattutto, la partecipazione di Bad Bunny al SuperBowl 2026.

Bad Bunny: eventi chiave 2026

Evento Dettaglio Significato
Grammy Awards 2026 Vittoria Miglior Album (Debí tirar más fotos) Discorso contro l’ICE e per i diritti umani
SuperBowl Halftime Show Performance con Lady Gaga e Ricky Martin Celebrazione della cultura latina e critica all’imperialismo
Messaggio chiave “Together, we are America” Inclusione e ridefinizione del concetto di America

La vincita ai Grammy

Bad Bunny vince ai Grammy Awards del 2026, il premio presentato dal cantante Harry Styles per miglior album dell’anno. Come dice il Corriere della Sera, Debí tirar más fotos (scopri qui altri album di Bad Bunny da ascoltare) è una lettera d’amore alla sua Porto Rico che parla di emigrati, di nostalgia per la casa e gli affetti che si devono lasciare, poichè l’unico modo per inseguire i propri desideri è partire. Durante il suo discorso di premiazione ha detto: «Prima di ringraziare Dio, dirò una cosa: fuori l’ICE. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani». Con questo discorso, si afferma come un artista politico, esprimendo il suo pensiero riguardo gli Stati Uniti come sempre meno aperti e accoglienti. Infatti, quando ha annunciato il suo tour – che ha registrato il sold out, con oltre 2,6 milioni di biglietti venduti – ha spiegato di aver scelto di non esibirsi negli Stati Uniti per il timore che l’ICE potesse arrestare, durante i suoi concerti, i suoi tanti fan latini.

Bad Bunny al SuperBowl 2026: la sua performance

Bad Bunny è stato il cantante che quest’anno ha svolto la performance a metà del SuperBowl americano, portando in scena un’esibizione mozzafiato, acclamata da tutti, e cantando le sue canzoni più conosciute, tra le quali Tití Me Preguntó, Yo Perreo Sola, Monaco, NUEVAYol, Baile Inolvidable, Debí tirar más fotos, e tante altre. Lo show si apre con il cantante che si insinua danzando tra i campi di canna da zucchero in cui vi sono delle persone che stanno lavorando, poi afferra una piragua (un dessert di ghiaccio tritato portoricano), e affianca un gruppo di abuelos intenti a giocare a domino, fino a sbucare in una fiesta pulsante e febbrile, in cui viene mostrata una coppia intenta a celebrare un matrimonio. Durante l’esibizione vi è stata anche la partecipazione di altri due artisti, Lady Gaga, che ha cantato la canzone Die with a smile e Ricky Martin, che ha cantato Lo Que Le Pasó a Hawaii, canzone di Bad Bunny. La parte più importante di questa performance, però, alla fine, in cui l’artista, procedendo ad indicare tutti i paesi facenti parte del continente americano, mostra una frase su un pallone da Football, “Together, we are America” (Insieme, siamo l’America), e compare anche la scritta “The only thing more powerful than hate is love” (L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore).

La performance di Bad Bunny al SuperBowl: il vero significato

L’esibizione di Bad Bunny al SuperBowl e il discorso che ha tenuto per la vincita del Grammy sono fondamentali per il periodo storico in cui ci troviamo, caratterizzato da un clima di tensione e discriminazione, soprattutto negli USA. Vi sono due cose sono centrali in entrambi i casi:

  • La scelta dell’artista di non parlare mai in inglese: Bad Bunny in entrambe le occasioni non dice mai una parola in inglese, se non ‘Thank you’, oppure le frasi mostrate a finitura dello show.
  • Il duplice messaggio che egli vuole mandare: attraverso l’elenco di tutti i paesi americani e il mostrare le due scritte alla fine, egli vuole criticare l’Imperialismo americano onnipresente all’interno della società, a partire dal fatto che gli americani si riferiscono al loro paese come ‘America’, dimenticandosi che essa è in realtà un continente che ha al suo interno tantissimi paesi, tra cui quelli Latino Americani che vengono quotidianamente marginalizzati ed esclusi. Facendo così, Bad Bunny non solo mette al centro, finalmente, i paesi dell’America Latina, ma fa un vero e proprio inno alla pace e all’amore, elencando tutti i paesi e dicendo che alla fine dei conti, tutti insieme costituiscono l’America. Quindi, tutto ciò è allo stesso tempo una critica, ma anche un inno di pace.

Inoltre, tutta l’esibizione è ovviamente un richiamo alla storia e alla cultura portoricana e latina in generale, come il fatto che ad esempio all’inizio egli cammina fra i campi di canna da zucchero, sottolineando il duro lavoro dei Latinos all’interno di essi, oppure, si vede ad un certo punto un bambino che si addormenta su una sedia, facendo riferimento alla comunità latina che cresce andando alle feste e, molte volte, capita che le persone ci si addormentino. Vi è anche Toñita, la proprietaria di un social club a Williamsburg, in Porto Rico, che ha fatto una piccola apparizione durante lo show.

La cosa importante di questa performance è la rappresentazione: per la prima volta, e, soprattutto in questo periodo storico carico di tensioni, le persone latino americane si sono sentita rappresentate, incluse, messe al primo posto, in uno show che perlopiù è statunitense. È un messaggio e una rappresentazione fortissima, carica di significati, e che ha fatto commuovere milioni di persone da tutto il mondo, arrivando quindi a coinvolgere e far sentire rappresentati non solo i paesi dell’America Latina, ma tutti i paesi del Sud globale — incluse le regioni del Meridione italiano — che ogni giorno si sentono esclusi e discriminati.

 

Fonte immagine in evidenza: Depositphotos

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