Le 5 canzoni più belle dei Bastille: guida all’ascolto<

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I Bastille sono una band indie pop britannica formatasi nel 2010, composta da Dan Smith (voce e frontman), Chris Wood (batteria), Kyle Simmons (tastiere) e Will Farquarson (basso e chitarra). Il loro nome è un omaggio alla presa della Bastiglia, l’evento storico del 14 luglio, giorno del compleanno di Smith. Fin dagli esordi, le canzoni dei Bastille hanno conquistato il pubblico mondiale grazie a un sound cinematografico e a testi che attingono a metafore storiche, mitologiche e letterarie per raccontare emozioni universali.

La storia e lo stile dei Bastille

Il progetto Bastille nasce come avventura solista di Dan Smith, evolvendosi poi in una band completa. Il loro album di debutto, Bad Blood (2013), li ha catapultati al successo internazionale, trainato dalla hit planetaria “Pompeii”. Il loro stile unisce l’indie pop a elementi synth-pop e alternative rock, creando paesaggi sonori epici e coinvolgenti. Gli album successivi, come Wild World (2016) e Doom Days (2019), hanno esplorato temi più complessi come l’ansia sociale e la politica, mantenendo sempre la loro cifra stilistica inconfondibile.

Le canzoni dei Bastille da ascoltare assolutamente

Ecco una selezione di brani che rappresentano l’essenza della band, mostrando la loro abilità nel combinare melodie contagiose e testi profondi.

Canzone Tema principale o ispirazione
Pompeii Un dialogo immaginario tra due vittime dell’eruzione di Pompei
Happier La fine di una relazione per il bene dell’altra persona
Icarus Il mito greco di Icaro come metafora dell’ambizione sfrenata
Things we lost in the fire La perdita e il rimpianto dopo la fine di un amore
Good grief Le fasi surreali e a volte comiche dell’elaborazione del lutto

1. Pompeii

“Pompeii” è un dialogo immaginario tra due vittime dell’eruzione del Vesuvio, bloccate per sempre nella cenere. Probabilmente la canzone più conosciuta della band, trae ispirazione dalle potenti immagini dei calchi di Pompei. Dan Smith ha immaginato la conversazione tra due persone pietrificate, che riflettono sulla distruzione e sull’immobilità della loro condizione tragica. Il celebre coro “Eh-eho, eh-eho” crea un contrasto quasi gioioso con la drammaticità del tema, rendendo il brano un inno catartico sull’accettazione e la resilienza.

2. Happier (con Marshmello)

“Happier” è una collaborazione con il DJ e producer Marshmello che esplora il dolore di lasciare qualcuno che si ama per il suo bene. Il testo racconta di una relazione giunta al termine, dove il protagonista sa che l’unico modo per rendere il partner “più felice” è andarsene. Il brano ha avuto un enorme successo commerciale, raggiungendo le vette delle classifiche globali, inclusa la posizione numero 2 della Billboard Hot 100. Il toccante video musicale, che usa la metafora del rapporto tra una ragazza e il suo cane, ha amplificato ulteriormente il messaggio emotivo della canzone.

3. Icarus

Questa canzone si ispira direttamente al mito greco di Icaro, l’eroe che volò troppo vicino al sole. Nel brano, Icaro diventa una metafora per chiunque si spinga troppo oltre nella ricerca dei propri obiettivi, ignorando i pericoli. Il testo funziona come un avvertimento: sottolinea come l’ambizione possa accecare, portando a una caduta rovinosa. È un esempio perfetto di come i Bastille utilizzino narrazioni classiche per commentare la condizione umana moderna.

4. Things we lost in the fire

Tratta dall’album “Bad Blood”, questa canzone è una riflessione sulla fine di una relazione. Il “fuoco” del titolo è una metafora della passione distruttiva o di un evento traumatico che ha consumato un legame amoroso. Il testo dipinge un quadro intenso di perdita e rimpianto, esplorando i sentimenti contrastanti di chi, guardando indietro, fa i conti con i ricordi e con ciò che è andato irrimediabilmente perduto. È un brano profondamente emotivo e catartico.

5. Good grief

“Good Grief” affronta il tema del lutto in un modo sorprendentemente energico e quasi allegro. La canzone, primo singolo dell’album Wild World, descrive le fasi confuse e spesso surreali che seguono una perdita. Il titolo stesso è un gioco di parole (l’espressione “Good grief!” in inglese indica sorpresa o sgomento). Il brano cattura perfettamente il mix di tristezza, nostalgia e momenti quasi comici che caratterizzano l’elaborazione del dolore, il tutto su una base musicale pop irresistibile.


Articolo aggiornato il: 30/09/2025

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