Canzoni dei Bauhaus: storia e 4 brani cult del gothic rock

Canzoni dei Bauhaus: 4 per conoscerli

I Bauhaus sono stati una band gothic rock considerata spesso come tra i pionieri del genere; le canzoni dei Bauhaus prendono ispirazioni da molti generi all’apparenza poco correlati, come ad esempio (affermato dal batterista Haskins) il post-punk ma anche il reggae, ed è interessante percepire come nonostante le influenze siano molto più dal tono “positivo” la loro musica ha un’oscurità molto innovativa per la musica degli anni 70/80.

Sebbene i Bauhaus siano stati un grande punto di riferimento per la musica dark, la loro carriera musicale è stata relativamente burrascosa, caratterizzata da diversi iati e interruzioni che hanno portato alla produzione di soli 5 album studio e diverse compilation e album dal vivo.

Guida rapida ai brani dei Bauhaus

Titolo Canzone Album / Anno Tematica Chiave
Bela Lugosi’s Dead Singolo (1979) Nascita del Goth / Cinema vampiresco
Dark Entries In the Flat Field (1980) Narcisismo / Dorian Gray
Stigmata Martyr The Sky’s Gone Out (1982) Pericolosità della devozione
Silent Hedges The Sky’s Gone Out Disperazione e ritorno alla realtà

Curiosità sulla band

Abbastanza autoesplicativa, l’origine del nome della band proviene dalla scuola artistica tedesca attiva tra il 1919 e il 1933; per di più, il nome iniziale della band avrebbe dovuto essere Bauhaus 1919, omaggiando ancor di più l’approccio non convenzionale della corrente artistica nella loro musica.

Il loro singolo di debutto Bela Lugosi’s Dead rappresenta una delle primissime se non la prima istanza di goth rock, ed è stata scritta e registrata appena 6 settimane da quando la band è nata; un’altra curiosità sul singolo è che è stata registrata in una singola ripresa, e rappresenta uno dei singoli di debutto più importanti di sempre.

Una figura interessante a cui i Bauhaus sono particolarmente legati è il ballerino Nižinskij, considerato come uno dei ballerini del XX secolo più particolari e virtuosi di sempre; nella canzone Dancing (la quale celebra il ballo nella sua forma più pura), i Bauhaus lo citano direttamente nel verso <dancing nyjinsky style>, affermando così come lo stile di ballo di Nižinskij fosse estremamente unico nel suo genere da essere definito con il suo nome.

Per conoscere al meglio la nascita di una delle subculture più famose di sempre, ecco 4 canzoni da non perdere assolutamente:

1. Bela Lugosi’s Dead, una le canzoni dei Bauhaus più importanti

Singolo di debutto del 1979, Bela Lugosi’s Dead definisce la nascita della subcultura goth, diventando così uno dei manifesti più importanti per una delle subculture attualmente più diffuse e rinomate; la canzone, dalla durata di 9 minuti, è un inno in onore della morte dell’attore di Dracula (1931), e celebra l’estetica vampiresca del film. È divertente come il testo della canzone segna la fine di un periodo data dalla morte dell’attore ma allo stesso tempo sarà proprio essa a crearne una nuova, come se l’anima di Bela Lugosi non abbia mai effettivamente lasciato la terra.

2. Dark Entries, l’inizio del post-punk

Uscito prima come singolo e poi parte dell’album In the Flat Field (1980), Dark Entries riprende in maniera più chiara delle caratteristiche rock per poi mischiarle ad una tematica e ad uno stile goth; nonostante ciò, l’influenza punk di certo non manca, ma rappresenta una delle prime grandi tracce del movimento post-punk. Il testo della canzone riprende il decadentismo del Ritratto di Dorian Gray, focalizzandosi sul narcisismo e sul confronto con sé stessi da un punto di vista estetico; data la natura del testo, alcune radio hanno deciso di non riprodurre la traccia, e proprio grazie a questa piccola controversia la canzone è diventata in poco tempo una delle più apprezzate della discografia.

3. Stigmata Martyr, un suono più definito dei Bauhaus

Direttamente dal terzo album The Sky’s Gone Out (1982), Stigmata Martyr presenta uno stile di strumentazione e di vocal già molto più definito e che rimanda subito ai Bauhaus: come suggerisce il titolo, Stigmata si riferisce alle stimmate, ovvero delle ferite che non sono state causate da fattori esterni (spesso ci si riferisce alle ferite dei santi) e di un martire che fa da portatore di questi valori rappresentato dalle ferite. La canzone critica non la religione in maniera diretta, piuttosto la pericolosità della devozione e dei possibili effetti collaterali da un punto di vista psicologico.

4. Silent Hedges, tra le canzoni dei Bauhaus più particolari

Silent Hedges esplora la delusione che si prova dopo un momento di grande euforia, la quale viene enfatizzata particolarmente dal verso <going to hell again> ripetuto più volte, il quale simboleggia proprio il ritorno alla dura realtà. Nonostante la voce quasi angelica e la chitarra acustica pizzicata, la linea di basso che inizia verso metà canzone trasmette perfettamente il senso di disperazione avvertita nel percorso di ritorno verso la vita normale e monotona.

I Bauhaus sono innegabilmente tra i gruppi musicali degli anni 80 più influenti di sempre, grazie al quale anche le subculture più piccole sono riuscite a trovare una voce con la quale esprimersi nella loro arte. La band si è riunita un ultima volta nel 2022, rilasciando la loro ultima canzone e sciogliendosi definitivamente nel 2023, lasciando così a fan una delle legacy più significative per la musica alternativa.

Fonte immagine: Wikipedia (foto di Pedro Figueidero)

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