Canzoni dei Cryptopsy: 4 da ascoltare

Canzoni dei Cryptopsy: 4 da ascoltare

I Cryptopsy sono una band canadese famosa per il brutal/technical death metal estremamente virtuoso, attiva dal 1988; le canzoni dei Cryptopsy vengono descritte spesso come uno dei punti più alti mai raggiunti nel death metal, grazie alla loro capacità di dare un ordine armonioso a quelli che vengono percepiti come dei cluster musicali, tanto da spesso essere definiti come una delle band che riescono a mettere alla prova anche i musicisti jazz più talentuosi del mondo.

Brani fondamentali dei Cryptopsy a confronto

Canzone Album di riferimento Caratteristica tecnica
Graves of the Fathers None So Vile (1996) Alternanza riff chitarra/basso e virtuosità
Defenestration Blasphemy Made Flesh (1994) Tecniche slap e pop su basso
Two Pound Torch The Unspoken King (2008) Stile moderno e nuova voce di Matt McGachy
Phobophile None So Vile (1996) Intro pianistico e stile simil-barocco

Storia e curiosità sulla band Cryptopsy

Uno dei motivi principali per cui la band è diventata nota è il vocalist originale Dan Greening, conosciuto con il nickname di Lord Worm, spesso ricordato come uno dei vocalist death metal più strani e unici a livello di stile; nonostante fosse una delle figure più rappresentative dei Cryptopsy, Lord Worm ha lasciato la band dopo il tour dedicato al loro più iconico album None So Vile a causa di problemi di salute e finanziari.

Data la natura nuova dello stile di musica prodotto dai Cryptopsy, la band ha cambiato tanti membri nel corso della sua carriera, ad eccezione di uno se non il più importante per la band, ovvero Flo Mounier: Flo viene spesso considerato tra i batteristi più veloci e tecnici del metal, e ha anche rilasciato un CD chiamato Extreme Metal Drumming 101 nel quale insegna e spiega molte delle tecniche professionali e contorte da lui usate.

La tecnicità dei Cryptopsy ha portato in tavola una delle più grandi innovazioni a livello musicale per l’intero genere metal.

Le 4 canzoni dei Cryptopsy più rappresentative

Ecco 4 canzoni che esplorano la loro diversità tecnica a pieno:

Graves of the Fathers, tra le canzoni dei Cryptopsy più famose e acclamate

Traccia più importante di None So Vile (1996), Graves of The Fathers è caratterizzata da una heavyness sporadica che non dà tempo all’ascoltatore di poter assimilare cosa stia succedendo; l’iconica intro che alterna un riff di chitarra e poi di basso innescano poi l’incredibile virtuosità della canzone, che presenta moltissimi cambi di tema e tempi musicali, il tutto accompagnato da uno stile vocalico a dir poco raccapricciante. Nonostante la caoticità della canzone, una delle più grandi capacità dei Cryptopsy è quella di riuscire a dare la stessa importanza a tutti gli strumenti, senza lasciarne nessuno in secondo piano.

Defenestration, la complessità musicale già presente nel debutto

Parte dell’album Blasphemy Made Flesh (1994), Defenestration è una perfetta traccia introduttiva per conoscere i Cryptopsy; tutti gli strumenti sembrano essere vivi e in perfetta armonia l’uno con l’altro, e in questa traccia in particolare l’utilizzo di insolito di tecniche per basso quale lo slap e il pop (più comuni nel funk, nel soul e nel R&B) ha subito messo la traccia sotto i riflettori al momento della sua uscita.

Two Pound Torch, un suono più moderno dei Cryptopsy

Two Pound Torch, diversamente dalle ultime tracce, mostra come il continuo cambio di membri ha altamente influenzato lo stile dei Cryptopsy nel tempo, infatti come primo grande cambiamento della formazione abbiamo Matt McGachy, vocalist dal 2007 e tuttora membro stabile della band. Nonostante la traccia sia molto diversa a livello di distorsione e equalizzazione, la tecnicalità e la nuova voce di McGachy sono entrate subito in sintonia, offrendo così una traccia molto solida per la discografia (nonostante molti fan sfegatati ritengono che i veri Cryptopsy sono finiti con l’uscita di Lord Worm dalla band).

Phobophile, una delle canzoni dei Cryptopsy più iconiche

Sempre parte di None So Vile (1996), Phobophile sembra esser stata concepita quasi come un’opera classica: la canzone inizia con un pianoforte che molti fan riconoscono immediatamente, seguito da un basso melodico che apre poi la strada al resto degli altri strumenti. L’intera della melodia della canzone può ricordare per certi versi uno stile simile a Bach, quindi, di stampo barocco, grazie ad uno dei primi riff principali che utilizza le stesse 3 note in altezze diverse, ed è proprio questo riff ad aver reso iconica questa canzone.

L’incredibile talento musicale dei Cryptopsy ha portato nella scena metal una complessità ma allo stesso tempo pesantezza musicale mai sentita e concepita prima, e ancora oggi i loro album (in particolare Blasphemy Made Flesh e None So Vile) vengono ricordati come tra i migliori album di tutto il metal degli anni ’90 per la loro sperimentazione e tecnicalità.

Fonte Immagine: Wikipedia (foto di S. Bollmann).

Articolo aggiornato il: 11/01/2026

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