Pandora dei Tristema: intervista alla band simbolo del Cilento

Tristema

I Tristema: una band cilentana che si  è distinta sempre di più nel corso degli anni

Se dovessimo scegliere una band cilentana che si è distinta sempre di più nel corso degli anni sceglieremmo senza esitazioni proprio i Tristema. Parlare di loro in terza persona significherebbe non farvi conoscere pienamente il loro universo, accontentarsi di tinte sbiadite, non rendere loro giustizia: è molto più efficace dare direttamente ai Tristema la parola, cogliere tutta l’esperienza dalla loro viva voce.
Il loro nuovo album, “Pandora” è appena uscito, e questa è l’intervista ai Tristema, simbolo del Cilento che produce musica di qualità, originale e innovativa: una bandiera dei talenti nostrani.

Buongiorno, grazie per aver accettato di rilasciare questa intervista. Iniziamo con la domanda più semplice, o forse la più difficile. Chi sono i Tristema e come si presenterebbero a chi non li conosce?

Ciao Monica, grazie a te per questo spazio. I Tristema sono quattro ragazzi provenienti da diversi paesi del Cilento, accumunati dalla sconfinata passione verso la musica, soprattutto per quella Rock.
Abbiamo deciso di mettere su questo progetto intorno al 2005, e fin da subito ci siamo catapultati nella creazioni di brani inediti, arrivando ad oggi con il terzo album tra le mani.

Perché avete scelto la figura mitologica come ispirazione per il concept del vostro nuovo album? Come potete declinarla al periodo storico che stiamo vivendo?

Un disco, se ci pensi, è come un contenitore, una sorta di “vaso” che al suo interno contiene infinite sensazioni, emozioni, storie, mesi di lavoro e di sacrifici.
In “Pandora” si affrontano diverse tematiche che abbiamo deciso di associare alla storia mitologica greca, ma soprattutto, è un richiamo costante a quello che stiamo vivendo anche in questo periodo storico. Sembra quasi che tutti i mali di questo vaso siano usciti allo sbaraglio e abbiano invaso la nostra terra; ma fortunatamente, all’interno di questo vaso, c’è anche la Speranza.
Non a caso il nostro primo singolo è “Pillole di felicità”, un vero e proprio inno all’ottimismo.

La copertina del vostro album è molto particolare: cosa simboleggia?

Il nostro intero Artwork è stato realizzato dall’artista Elisa Anfuso. Ognuno di noi può immergersi in questa dimensione surreale, abbracciando le sensazioni che queste opere trasmettono; sicuramente ascoltando l’album e ammirando il lavoro di Elisa, si percepisce fin da subito che si tratta di un viaggio onirico.

Cosa ne pensate della situazione musicale in Cilento e che consigli dareste a un giovane che vuole intraprendere questa strada?

Il Cilento, così come gran parte del sud Italia, è stracolmo di persone piene di talento con una forte voglia di esprimersi e di confrontarsi.
Dovremmo forse stare tutti un po’ più attenti nel ricercare e supportare queste realtà che purtroppo, a causa delle poche opportunità che il nostro territorio offre, sono destinate a scomparire.
L’unico consiglio che ci sentiamo di dare, sarà forse un po’ scontato, ma quando si decide di intraprendere la via della musica, bisogna avere determinazione, con la consapevolezza che bisogna investire molto tempo, soldi e tanta tanta tanta pazienza.

Quali sono state le soddisfazioni più grandi del vostro percorso? E i momenti peggiori, che però vi hanno dato forza?

Una delle cose più importanti è stato sicuramente l’apertura del concerto di Vasco e la collaborazione con Daniel Gildenlöw della band “Pain of Salvation” , ma anche aver avuto la fortuna di aver girato tutta l’Italia in un periodo storico in cui la musica Rock ITALIANA veniva apprezzata e seguita; oggi a causa delle “mode musicali” si è quasi completamente persa.

Momenti peggiori?

In realtà in un progetto come il nostro, che adesso ha comunque una certa esperienza e la consapevolezza di tante cose, non vediamo nel nostro passato nessun momento “critico”, ma sentiamo comunque sempre la difficoltà di far conoscere la nostra musica sui vari canali, che ormai sono invasi da tanti progetti desiderosi, come noi d’altronde, di fare ascoltare le proprie idee.

Chiudiamo con i progetti futuri.

Adesso ci godiamo l’uscita di “Pandora”. Cercheremo di promuoverlo al meglio, facendovi ascoltare più singoli possibili, e poi ci auguriamo che presto si potrà tornare sui palchi di tutta Italia con un nuovo Show.
Grazie mille, Monica.

Grazie a voi, Tristema!

Fonte immagine: https://www.grandipalledifuoco.com/2020/12/tristema-pandora-e-il-nuovo-album.html

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A proposito di Monica Acito

Monica Acito nasce il 3 giugno del 1993 in provincia di Salerno e inizia a scrivere sin dalle elementari per sopravvivere ad un Cilento selvatico e contraddittorio. Si diploma al liceo classico “Parmenide” di Vallo della Lucania e inizia a pubblicare in varie antologie di racconti e a collaborare con giornali cartacei ed online. Si laurea in Lettere Moderne alla Federico II di Napoli e si iscrive alla magistrale in Filologia Moderna. Malata di letteratura in tutte le sue forme e ossessionata da Gabriel Garcia Marquez , ama vagabondare in giro per il mondo alla ricerca di quel racconto che non è ancora stato scritto.

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