L’album Libellula nasce nell’afa di agosto 2024, nel Basso Canavese, dall’incontro tra Alberto Ventrella (Kina, Frontiera) e Gigio Bonizio (C.O.V., Totò Zingaro, Arturo). Un incontro leggero e spontaneo tra due storie diverse ma profondamente legate dal punk come comune denominatore, più attitudinale che sonoro. L’immaginario dell’album si muove tra strutture scarne e malinconiche e questo è confermato proprio nei testi: essi non presentano una linearità narrativa, ma una struttura che procede per immagini ricorrenti, a metà tra immagini grandi, cosmiche e immagini del quotidiano. Alberto Ventrella e Gigio Bonizio hanno costruito insieme l’ossatura del progetto partendo da idee e piccole composizioni, senza sovrastrutture.
Tracklist dell’album Libellula
Il disco, uscito a fine novembre 2025, è caratterizzato da otto brani:
- Satellite
- Libellula
- Fototessera
- ‘68
- Polso della situazione
- Letto di chiodi
- Miraggio
- Il senso
Libellula: un’analisi dell’album
Come già anticipato precedente, l’album si muove tra strutture scarne e malinconiche e un immaginario che va dal cosmico al quotidiano, come nel brano di apertura dell’album, la canzone “Satellite”, dove quest’ultimo smuove le maree e promette trasformazioni (“trasforma queste ceneri in gloria”), senza però regalare un finale consolatorio: la spinta a scoprire le Americhe (“E scoprirò le Americhe per ritrovare la tempesta”) qui non è un luogo ma un gesto mentale e cioè andare lontano per ritrovare quello che si è perso, la propria tempesta, il proprio disordine.
Il cuore dell’intero album sta però, come abbiamo già anticipato, nella scrittura. Una scrittura che non è lineare né narrativa, ma fatta di immagini che ritornano e anche variazioni. Ed è proprio così che la canzone Libellula – che oltre ad essere il titolo di un brano, dà anche il nome all’intero album – procede. Le ali di libellula nel testo che indicano la leggerezza si contrappongono qui ai desideri che fanno da gabbia, ai minuti che ancheggiano e scivolano via e una libertà che viene sempre evocata ma mai totalmente raggiunta. Esso è un brano che vale assolutamente la pena di ascoltare:
Altra tematica importante e delicata è quella del tempo, come è possibile notare in “Fototessera”, dove il suo scorrere è reso visibile da un oggetto semplice e banale come una fototessera, dove la foto sopra il documento rimane lì senza cambiare mai, mentre noi e tutto quello che ci sta intorno subisce gli effetti del tempo.
O ancora, il riferimento al piano affettivo, nella canzone “’’68” che con la frase “sei stata tu il mio ‘68” porta le immagini legate alla rivoluzione sul piano affettivo e dove ritorna ancora inesorabilmente l’idea del tempo che passa, a cui si oppone il gesto intimo dell’abbraccio.
Insomma, Libellula è un album che convince proprio perché richiede tempo, ascolto e attenzione, con delle immagini che colpiscono nel profondo e non ti lasciano più.
Formato e distribuzione dell’album
“Libellula” è disponibile solo in vinile (o via digitale su bandcamp), reperibile:
– Ai concerti
– Via posta: scrivendo a stella*nera: [email protected]
– Su eBay (Rubber Soul Dischi)
– a Torino da Rubber Soul (via Carrera) e Materiale Resistente (via Po)
– Ad Aosta da Cartacanta (piazza Plouves)
Fonte dell’immagine in evidenza: Punkadeka

