Rock and Roll e Brit music: quando il volto della musica cambiò definitivamente

Rock and Roll e Brit

Rock and Roll e Brit music hanno un rapporto ancestrale: probabilmente oggi non avremmo la musica di cui usufruiamo se questi due generi non si fossero incontrati e non si fossero mescolati in quell’esatto momento storico circoscritto tra la metà degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60. Fu infatti nel corso di quel periodo che alcune nascenti band inglesi rivolsero la loro attenzione e si lasciarono ispirare dalle produzioni musicali statunitensi, riuscendo ad elaborare un nuovo genere di musica in una maniera totalmente nuova e accattivante, tanto da (quasi) spazzare via quel Rock and Roll che stava iniziando ad andare stretto alle istituzioni e alla società americana di quel periodo.

Rock and Roll e Brit music: passaggio del testimone

Alla fine degli anni ‘50 negli Stati Uniti il Rock and Roll era diventato un’istituzione: oltre ad essere il genere prediletto ad essere passato per le radio o suonato ai balli scolastici, aveva toccato diversi livelli nel suo impatto sociale, come la moda e il ballo. La fusione con la black music si era compiuta e questo nuovo genere aveva visto stelle irripetibili nella storia che infiammavano gli spiriti degli adolescenti anche in maniera, da alcuni punti di vista, discutibili. Certo è che per le istituzioni americane, che spingevano in maniera pressante verso un’immagine del proprio paese consono alla propaganda perbenista che veniva propinata nelle altre parti del mondo dopo la fine della seconda guerra mondiale, è facile intuire che questa musica iniziasse ad andare stretta. Certo è anche che i più grandi performer del periodo non remarono proprio a favore di questa immagine immacolata: Chuck Berry nel dicembre 1959 fu improvvisamente arrestato per avere avuto rapporti sessuali con una ragazzina quattordicenne; nel 1958 il matrimonio di Jerry Lee Lewis con Myra Gale Brown (figlia di suo cugino) di 13 anni, fu scoperto dalla stampa inglese causando uno scandalo che distruggerà la sua carriera; Little Richard abbandonerà improvvisamente la musica per intreprendere la carriera di predicatore; Elvis Presley nel 1958 venne arruolato tra le file dei militari statunitensi di stanza a Friedberg, nelle truppe di occupazione che stazionarono nel territorio tedesco per più di un ventennio dopo la fine della seconda guerra mondiale, come carrista. Questi sono alcuni tra i casi più eclatanti che coinvolgeranno i protagonisti del Rock and Roll. 

The day that music died

Il passaggio del testimone però dal Rock and Roll alla Brit music è segnato da un evento tragico: la notte del 3 Febbraio del 1959 Ritchie Valens, Buddy Holly e J.P. “The Big Bopper” Richardson, tre icone del rock and roll, morirono in un incidente aereo alla fine di un concerto che era una delle tappe di un tour di 24 date. Questo evento è ricordato come “il giorno in cui la musica morì”. Ritchie Valens era un’artista di origini messicane di soli 17 anni che, precursore dei suoi tempi e in maniera coraggiosa, pubblicò un singolo, La Bamba, cantata in spagnolo, oltre ad altri grandi successi come Donna e Com’on let’s go; Buddy Holly di anni ne aveva 22 e già vantava vari successi, ma dopo il matrimonio decise di partecipare a quel tour per riuscire a far quadrare i conti per la sua nuova famiglia; The Big Bopper aveva 28 anni ed era famoso per il modo assolutamente stravagante ed innovativo di cantare il rock. La scena musicale quell’anno subì una battuta di arresto dal quale non si riprese mai; certo quel tipo di Rock and Roll non scomparve all’improvviso, ma gli anni delle grandi icone erano finiti e iniziò a farsi spazio un genere tutto nuovo che arrivava da oltreoceano.

La Brit music ruba la scena al Rock and Roll

Quando la musica de The Beatles iniziò a farsi strada nelle stazioni radio statunitensi, l’accoglienza del pubblico fu sensazionale: oltre ad un innato fascino per i cugini inglesi, i giovani statunitensi (appoggiati dal benestare delle istituzioni) accolsero con fragoroso entusiasmo i quattro ragazzi di Liverpool. Infatti non c’era niente da obiettare ai giovani musicisti: graziosi, coordinati nel look, visi puliti, sorridenti e simpatici, rappresentavano tutto il contrario di quei musicisti scandalosi che avevano calcato i palchi statunitensi. La musica che proponevano era a portata di tutti, le canzoni avevano i testi giusti e le loro performance erano certo straordinarie, ma entro dei limiti più che tollerabili. La prima British Invasion aveva avuto inizio. I protagonisti non furono solo The Beatles, ma anche The Rolling Stones, The Animals, The Kinks per citarne alcuni. 

Rock and Roll e Brit music: un rapporto reciproco

Quello che i britannici riuscirono a fare con incredibile inventiva e passione fu prendere tutto ciò che di melodioso potesse venire dal blues, dal doo wop e dal gospel, prendere i riff di chitarra più accattivanti, graffiare la voce al servizio del testo e creare un genere che avesse varie identità ma senza estremizzarlo, rendendolo così alla portata di tutti. Nella musica de The Beatles le tracce della loro ispirazione sono vivissime nella produzione soprattutto del primo periodo; stesso vale anche per The Rolling Stones dove ad esempio l’impronta del blues è molto più forte e vivace.

La storia continua

Quello che nasce con The Beatles sarà un fenomeno che si ripeterà negli anni, in forme diverse e sempre sperimentali, sempre fondate da un rapporto intercambiabile tra generi musicali e artisti. L’esempio più recente si può individuare nel caso dei One Direction che, per matrici diverse, ha scatenato lo stesso fenomeno di isteria di massa negli Stati Uniti e non solo. Per fortuna degli amanti della musica si potrà sempre contare sul desiderio degli artisti di curiosare in altri generi offrendo quindi continuamente qualcosa di interessante da ascoltare.    

 

Fonte immagine: pixabay.com 

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