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Eroica Fenice

Il Bello o il Vero

«Il Bello o il Vero»: l’Ottocento napoletano in high-tech

Passeggiando tra le suggestive stradine del centro storico partenopeo, liberate i vostri sguardi tra gli ambienti del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, che ospitano le 9 sezioni tematiche della brillante mostra «Il Bello o il Vero. La Scultura napoletana del secondo Ottocento e del primo Novecento». Inaugurata il 30 ottobre 2014, la rassegna, curata per conto del Forum Universale delle Culture di Napoli e della Campania da Isabella Valente, approfondisce con taglio fortemente innovativo un periodo dell’arte napoletana rimasto adombrato a lungo, caratterizzandosi per un percorso espositivo unico che coniuga fruizione artistica e divulgazione tecnologizzata della conoscenza.

La mostra segue un’impostazione metodologica finalizzata a documentare un periodo artistico complesso, segnato da una forte connotazione territoriale: dopo l’esaurimento dei temi del Romanticismo, Napoli, non più solo «l’incantevole sirena» e meta esotica del Grand Tour, assunse una prospettiva sfaccettata, percorsa dai pesanti interventi urbanistici del Risanamento e della crescita postunitaria; divenne un contesto di grande vivacità creativa, da parte di artisti, scuole e movimenti fin de siècle, che svilupparono un forte impulso verso il tratto realistico del soggetto, a scapito dell’idealizzazione di ascendenza classica. «Il Bello o il Vero», illuminando tale fondamentale periodo, intende promuovere il recupero dell’eredità storica, quale presupposto indispensabile per una lucida riappropriazione dell’identità culturale e sociale del territorio.

Con l’ausilio di specifici supporti tecnologici e didattici, sviluppati da DatabencDistretto ad Alta Tecnologia dei Beni Culturali –, il visitatore può muoversi attraverso un itinerario fruitivo dinamico ed interattivo. L’evento espositivo vuole essere la prima verifica delle attività di ricerca sviluppate dal Distretto: si persegue un modello esperienziale che valorizzi la complessità del patrimonio culturale, attivando un canale comunicativo aperto e diretto, tra visitatore e oggetto artistico. Attraverso Mobile Apps, sviluppate per dispositivi smart e ricostruzioni in 3D su schermi ad alta definizione, è possibile dialogare con le opere ed interagire attivamente con le informazioni e i contenuti, mediante modalità di tipo touch-less; avvicinandosi a un display, il visitatore può impartire comandi gestuali per ruotare la scultura, spostarla nello spazio tridimensionale e scoprirne ogni dettaglio. Un’ulteriore opportunità di fruizione consapevole e personalizzata è quella di stabilire riferimenti tra opere afferenti ad uno stesso autore, ma site in luoghi diversi: in questo modo, prende forma un percorso espositivo più ampio. Durante la mostra, inoltre, è stato presentato il prototipo di MUSE@Home, un progetto che mira a sviluppare percorsi virtuali in realtà aumentata e semi-immersiva, disponibili direttamente a casa dell’utente.

Inoltre, dal 7 febbraio al 31 maggio 2015, la città di Napoli presenterà questa preziosa offerta culturale e turistica all’EXPO 2015 di Milano, con nuove mostre innestate in quella esistente, convegni di studi nazionali ed internazionali sulla scultura dell’Ottocento e restauri live su sculture in esposizione: tra di essi, la ricostruzione delle mani della statua di Opimia, un’opera presentata all’Esposizione Nazionale napoletana del 1877 e divenuta famosa sui giornali dell’epoca per la posizione pensosa e l’apertura della sua mano, oggi deturpata dall’incuria del tempo e dalla brutalità degli uomini che ne hanno spezzate le dita. 

«Il Bello o il Vero»: l’Ottocento napoletano in high-tech

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