Tolkien in mostra a Napoli (Palazzo Reale): informazioni e orari

Tolkien in mostra a Napoli

Tolkien in mostra a Napoli, tutto quello che devi sapere

J.R.R. Tolkien, il più grande scrittore della letteratura fantasy, è tornato in Italia, a distanza di decenni dal suo viaggio ad Assisi e Venezia, che suggellò il grande amore dell’autore per il nostro Paese. Anche se l’indimenticabile autore dello Hobbit e del Signore degli Anelli è morto da oltre cinquant’anni, il suo spirito, le sue opere e il suo genio non ci hanno mai lasciati ed ora, in occasione della mostra Tolkien: abbiamo tutti l’occasione di sentire la sua voce, vedere coi nostri occhi i suoi oggetti personali e farci trasportare nel mondo fantastico che lui ha creato e che ha influenzato l’intero panorama della letteratura fantastica e non. 

Tolkien in mostra a Napoli
Tolkien in mostra a Napoli

Tolkien in mostra a Napoli 

La mostra Tolkien. Uomo, Professore, Autore, celebra i settant’anni dalla pubblicazione dei primi due volumi del Signore degli Anelli ed è stata organizzata nelle Sale Belvedere del Palazzo Reale di Napoli e sarà a disposizione del pubblico fino al 2 Luglio e siamo certi che sarà un successo enorme per gli appassionati. E’ la prima esposizione in Italia, dopo quella di Oxford nel 2018, Parigi nel 2020 e Milwaukee nel 2022 ed è la prima volta che in Italia viene allestita una mostra di così grandi dimensioni e così accurata nei particolari della vita di J.R.R. Tolkien. 

Tolkien
Tolkien in mostra a Napoli (Palazzo Reale)

Proprio come cita il titolo, infatti, la mostra è come un racconto ad occhi aperti, fatto di aneddoti personali, come la romantica storia d’amore che ebbe con sua moglie, Edith Mary Bratt, che conobbe all’età di sedici anni. Edith era orfana come lui – J.R.R. Tolkien perse i genitori molto presto – ed era più grande di lui di tre anni. La loro storia fu fortemente ostacolata, non solo perché lei avesse tre anni di più, ma anche perché lei era protestante, e lui cattolico e il suo tutore, Padre Francis Xavier Morgan dell’oratorio di Birmingham, gli proibì di scriverle fino a che non avesse compiuto ventun anni e lui obbedì.

Quando raggiunse l’età giusta e finalmente le scrisse per ribadirle il suo amore, lei si era fidanzata senza troppa convinzione, poiché temeva che l’avesse dimenticata ma non era così. Si incontrarono, scoprendo che il loro amore non si era mai affievolito e si sposarono non appena lei si fu convertita al cattolicesimo con grande sgomento dei suoi amici, anche perché J.R.R. Tolkien non sembrava avere molte prospettive professionali. Contro ogni pronostico, i due furono molto felici ed ebbero quattro figli, dimostrando, come egli stesso fece nel raccontare l’amore tra Aragorn e Arwen e tra Faramir ed Eowyn, l’importanza del vivere e lottare per colei che si ama, un concetto molto romantico presente nelle storie del Signore degli Anelli.

Tolkien
Cartolina di Natale dalla famiglia Tolkien
Tolkien in mostra a Napoli: Baule da viaggio appartenuto a Tolkien

Già dall’inizio del percorso, restiamo subito rapiti dalla foto dell’autore, che sembra accoglierci, magnificamente esposto ed esaltati dalla magnifica illuminazione. La prima parte della mostra, ci parla, come cita il titolo, dell’uomo prima di tutto. È possibile osservare oggetti personali dello scrittore, foto di famiglia, come la cartolina di Natale del 1892 raffigurante la famiglia Tolkien a Bloemfontein e inviata ai familiari di Birmingham, in Inghilterra, foto di sua moglie e dei suoi figli. Della vita personale di J.R.R. Tolkien, possiamo ammirare oggetti personali come il suo baule, lo scrittoio, i manoscritti, le lettere, le fotografie e le opere d’arte, realizzate da lui e per lui, come la scultura realizzata da sua nuora.

I ricordi della Prima Guerra Mondiale, a cui prese parte, sono raccontati attraverso le foto e le immagini di un documentario, trasmesso in loop, proprio come il video in cui si racconta nella saletta che riproduce il suo studio. La guerra minò la sua salute più delle battaglie, eppure gli lasciò dei segni indelebili che sarebbero diventati parte dei suoi racconti più famosi, come accade nel capitolo in cui Frodo Baggins e Samvise Gamgee attraversano le paludi morte seguendo Gollum. Ogni dettaglio dei racconti e delle sue storie divenute immortali nasce da un evento significativo della vita dell’autore.

Proseguendo, troviamo uno dei video più affascinanti, ovvero quello in cui Tolkien racconta com’è nata la lingua elfica, la cui origine traeva molto probabilmente da un linguaggio inventato dai suoi cugini: l’animalico. Tolkien passò in seguito a codificare una lingua di sua invenzione, più complessa. In parallelo con la sua carriera accademica ad Oxford, J.R.R. Tolkien iniziò la stesura dello Hobbit e dei primi due volumi del Signore degli Anelli. Il primo, scritto più che altro per far divertire i suoi figli, fu pubblicato nel settembre del 1941. Dieci anni dopo, gli eventi che seguirono le gesta di Bilbo Baggins videro la luce nella trilogia del Signore degli Anelli, pubblicati tra il 1954 e il 1955 e Il Silmarillion, opera postuma del 1977.

Tolkien in mostra a Napoli (Palazzo Reale): La lingua elfica

Il resto è storia e la storia è visibile nelle immense vetrine dove sono esposti a le edizioni pubblicate in ogni parte del mondo. Di grande importanza per l’autore fu l’amicizia con C.S. Lewis, autore delle Cronache di Narnia e con lui membro degli Gli Inklings, un gruppo di discussione letteraria presso l’Università di Oxford, in Inghilterra. I suoi membri, in gran parte docenti dell’Università, includevano John Ronald Reuel Tolkien, Clive Staples Lewis, Owen Barfield, Charles Williams, Hugo Dyson, Christopher Tolkien (il figlio di J.R.R. Tolkien), e Warren “Warnie” Lewis, fratello maggiore di C.S. Lewis. Si riunirono durante il periodo tra gli anni trenta e cinquanta e i loro volti sono tutti parte della meravigliosa esposizione. 

Gli Inklings

Tolkien amava l’Italia e la lingua italiana. Fece un viaggio ad Assisi e Venezia ed entrambe furono di grande ispirazione per lui che definì la città della laguna magica quanto Gondor e dava una grande importanza alla lingua italiana, ribadendo l’importanza del suo studio. Fu docente di importanti studi condotti sulla lingua inglese, dispensati in Italia e parte dell’esposizione riguarda proprio gli scambi epistolari con gli editori italiani. Lettere, accordi, contratti sono tutti visibili nelle teche che precedono una delle sezioni più accattivanti della mostra.

In fondo al percorso della Sala Belvedere, ci sono due sezioni di incredibile importanza. L’esposizione, chiamata mette in mostra disegni, dipinti, schizzi preparatori per il film di animazione del 1978, illustrazioni e stampe, tutte realizzate da grandissimi artisti, pubblicate nelle varie edizioni ed entrate a far parte della storica collezione di opere originali e riproduzioni dedicate al lavoro che ha reso J.R.R. Tolkien immortale. Buona parte delle opere è incorniciata d’oro, quasi a voler rimandare alla lucente pericolosità e al fascino dell’Unico anello.

Cuore e anima della sezione artistica è Davide Martini, curatore di Dama Collection che ci racconta come ha portato a Napoli le opere della Tolkien Art: «Abbiamo portato a Napoli una serie di 39 opere di artisti e illustratori, come lan Lee, Ted Nasmith, David Wenzel, Stephen Hickman, The Brothers Hildebrandt, Tim Kirk, Angus McBride, Donato Giancola, Chris Achilleos, Roger Garland, Ralph Bakshi, Angelo Montanini e tanti altri, che sin tra anni, 60 al 2000, hanno realizzato queste illustrazioni prima per lo Hobbit e poi per il Signore degli Anelli, dagli anni 70 in poi. Abbiamo organizzato gli spazi partendo dall’Inghilterra, fino all’America, dove dagli anni 70 sono state realizzate le grafiche per i Tolkien Calendar. Quasi nessuna di queste opere è stata realizzata per un guizzo o per diletto, infatti il 90% della collezione è stata inserita in pubblicazioni relative al mondo di Tolkien.»

Tolkien in mostra a Napoli
Tolkien in mostra a Napoli

L’ultima e non meno importante tappa del percorso di questa mostra è l’esperienza immersiva nel mondo di J.R.R. Tolkien. Entrare in questa camera significa immergersi letteralmente in un sogno che ci porta a Gran Burrone, tra le grinfie degli Uruk-hai, a guardare Gandalf il Grigio dritto negli occhi e ad ammirare la realizzazione nella prima fase del film di animazione. Schizzi di inchiostro che si allargano a macchia d’olio, dandoci un’emozione palpabile, iscrizioni in elfico e il tutto accompagnato da una colonna sonora epica e coinvolgente.

Questa sezione rappresenta senz’altro la parte più sensazionale dell’intera esposizione. Ci siamo fatti raccontare il progetto da Paolo Mencaccini: «L’idea nasce dall’intenzione di creare una esperienza immersiva all’interno dei disegni realizzati per il Signore degli Anelli e lo Hobbit, ad esempio. E’ stato creato un pavimento lucido che esalta la dinamicità dell’installazione, il cui punto di forza è la possibilità di interagire con lo sfondo in movimento facendo dei selfie e diventando così parte dell’installazione stessa!»

Tolkien in mostra a Napoli:Esperienza immersiva

Infine, la sezione dedicata all’eredità che J.R.R. Tolkien ha lasciato al mondo e come intere generazioni hanno letto, amato e reinterpretato l’universo da lui creato: dai film di Peter Jackson, con alcune scene mandate in loop e i poster originali dei film, alle tavole di Paperino. Dal flipper ai giochi per console, fino ai classici giochi da tavolo. Dal merchandising con la simpatica statua di Bilbo Baggins, alle riproduzioni delle spade usate nei film e infine ad un video in cui Pino Insegno, doppiatore di Aragorn, interpretato da Viggo Mortensen, legge alcune pagine dal Signore Degli Anelli.

Il Silmarillion, la bibbia incompleta di Tolkien

L’architetto Alessandro Baldoni ci racconta come nasce l’allestimento. «Abbiamo realizzato la mostra all’interno di uno spazio intercluso del Palazzo reale, che rendeva complicato un percorso che permettesse alle persone di girare, così abbiamo creato un set centrale dove abbiamo posto la biblioteca con i volumi di tutte le edizioni. Non potendo uscire dal fondo della mostra, per motivi di sicurezza, abbiamo creato un ritorno – attraverso la sezione eredità – verso il cortile d’onore del palazzo. Abbiamo rivalutato gli spazi, tappezzando le pareti in stoffa e realizzando un nuovo impianto di illuminazione, il tutto realizzato con gli strumenti che ci hanno fornito.»

La mostra TOLKIEN. Uomo, professore, Autore, è stata inaugurata sabato 16 marzo, alla presenza del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che ha accennato ai temi importanti delle opere di Tolkien come l’amicizia e la lealtà, aggiungendo che come in molte opere di fantasia, esiste sempre un fondo di realtà e di verità. Oronzo Cilli, curatore della mostra, afferma la volontà di organizzare la mostra per raccontare come le tre identità di J.R.R. Tolkien – Uomo, Professore e Autore, come cita il titolo, siano in realtà parti imprescindibili di un’unica persona che ha fatto la storia della letteratura fantasy.  La mostra sarà aperta al pubblico fino al 2 Luglio 2024. Per informazioni e biglietti, consultare il link TOLKIEN. Uomo, Professore, Autore. 

Tolkien in mostra a Napoli (Palazzo Reale): informazioni e orari

09.00 – 20.00 (ultimo ingresso 19.00)
Chiuso: mercoledì , 1 gennaio e 25 dicembre

Biglietti dedicati Mostra Tolkien

Intero: € 8
Ridotto: € 2
(Cittadini CE 18-25 anni non compiuti)
Gratuito minori di 18 anni

Si ringrazia per l’invito Diana Khüne, Ufficio Stampa Palazzo Reale di Napoli. Foto di Adelaide Ciancio. Foto di Copertina: Locandina ufficiale Tolkien in mostra a Napoli

 

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