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Paola Cortellesi incontra Caserta | Intervista

Paola Cortellesi incontra Caserta | Intervista

Paola Cortellesi, premiata attrice, comica e sceneggiatrice italiana, ha chiuso il ciclo di appuntamenti che, a partire da ottobre 2018, si è tenuto presso l’affascinante cornice della Reggia di Caserta. Scopri come è andata e leggi la nostra intervista!

Si è tenuto mercoledì 13 febbraio, presso la Cappella Palatina della Reggia di Caserta, l’ultimo appuntamento di “Maestri alla Reggia“, rassegna dell’università Vanvitelli dedicata alle grandi figure del cinema italiano. Ospite d’eccezione è stata l’attrice, comica e imitatrice romana Paola Cortellesi, recentemente al cinema con il campione di incassi La Befana vien di notte di Michele Soavi.

L’attrice – premiata nel 2018 con un Nastro d’argento come miglior attrice di Come un gatto in tangenziale – si è raccontata al numeroso pubblico accorso e alla direttrice di Ciak Magazine Piera Detassis ripercorrendo le prime esperienze personali, dall’amore per la musica a quello nei confronti del cinema.

«A tredici anni – ha raccontato Cortellesi – non pensavo di diventare l’attrice. Volevo, piuttosto, diventare una cantante. Durante gli anni universitari, ad esempio, mi divertivo a cantare nei locali, interpretando generi musicali differenti. Proprio l’interesse verso cose tanto diverse fra loro mi ha indicato la strada che ho poi scelto, quella dell’attrice. È un mestiere, questo, che mi consentiva e mi consente di cimentarmi, di volta in volta, in cose diverse».

Cortellesi ha poi raccontato di quando, sempre verso i tredici anni d’età, ha prestato la sua voce per la famosissima Cacao meravigliao, sponsor immaginario della trasmissione televisiva Indietro tutta!. E ancora, dei primi successi televisivi, come Macao e Mai dire Gol, e del difficile ruolo della comica.

«Essere definita una comica è una grande responsabilità, perché non sempre si riesce a fare ridere. C’è la credenza che chi svolge il lavoro di comico sia simpatico a prescindere, ma non è assolutamente così».

Dopo la proiezione di alcune scene dei film più apprezzati, c’è stato spazio anche per una riflessione sul tema della discriminazione di genere, verso i quali la stessa Cortellesi si dimostra, da sempre, assai sensibile.

«La questione – dice l’attrice – è apertissima in tutti i mestieri, non soltanto in ambito cinematografico. Spesso, noi donne diamo per scontato e assecondiamo alcuni cliché in cui da secoli siamo imprigionate. Penso al fatto che, a parità di competenza e di esperienza, veniamo pagate meno rispetto agli uomini».

Le domande di Eroica Fenice a Paola Cortellesi

Durante l’evento, abbiamo avuto la possibilità di porgere alcune domande alla poliedrica attrice, che ringraziamo per la disponibilità mostrata.

Quanto c’è di autobiografico nei personaggi che interpreta e nelle scene che si trova a recitare?

Prevale l’invenzione. Al tempo stesso, però, c’è sempre la volontà di raccontare ciò che si conosce e che si ritiene importante.

Mi faccia qualche esempio.

Essendo nata e cresciuta in una borgata, mi viene in mente il personaggio di “Come un gatto in tangenziale”. Il fatto di conoscere certi comportamenti e cliché ha reso, certamente, più semplice l’interpretazione. Nel film “Scusate se esisto”, che ho scritto con lo stesso gruppo di “Come un gatto in tangenziale”, ho trattato della discriminazione di genere, argomento che mi sta particolarmente a cuore. Ancora, in “Gli ultimi saranno ultimi”, commedia diretta da Massimiliano Bruno, ho raccontato una storia di cronaca, di una donna che conosco e che ha subito, purtroppo, lo stesso trattamento di Luciana (la protagonista, n.d.r.).

A un anno dal monologo sulla discriminazione delle donne tenuto al David di Donatello, a quale donna si sente più vicina? Chi l’ha ispirata?

Nella quotidianità, certamente mia madre. Ma ho conosciuto tante altre donne splendide, che mi hanno sostenuta, incoraggiata e verso le quali non posso che nutrire una sincera riconoscenza. Nel mondo del cinema, invece, attrici come Anna Magnani, Monica Vitti o Mariangela Melato mi hanno sicuramente arricchito moltissimo.

L'arte, le mostre e i grandi festival continuano a ridisegnare la vita di questa città ogni giorno. Rimani aggiornato sui grandi appuntamenti, sui musei e sulle installazioni temporanee leggendo la nostra guida dedicata a eventi e mostre a Napoli.

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A proposito di Davide Traglia

Davide Traglia. Nato a Formia il 18 maggio 1998, laureato in Lettere Moderne, studente di Filologia Moderna presso l'Università 'Federico II' di Napoli. Scrivo per Eroica Fenice dal 2018. Collaboro/Ho collaborato con testate come Tpi, The Vision, Linkiesta, Youmanist, La Stampa Tuttogreen. TPI, Eroica Fenice e The Vision.

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