Vesuvio Wine Forum al MANN: tutti uniti nel nome del vino

Vesuvio Wine Forum

Al MANN il convegno Vesuvio Wine Forum, per la valorizzazione del vino.

I vini, sangue del territorio vulcanico, hanno nella regione campana e particolarmente a Napoli, una storia che scava indietro nel tempo fino ai tempi gloriosi degli dei e delle dee. Traccia delle prime tradizioni enologiche antiche si hanno già con Aristotele (III-II sec. a.C.), ma le citazioni abbondano con descrizioni del “Coda di volpe” ma anche del “Piedirosso”, nominato da Plinio nella sua “Naturalis Historia”.

Vini rossi come la lava e bianchi come raggi di sole popolano la tradizione partenopea e sono parte integrante della sua cultura. Proprio da questa profonda consapevolezza è nata l’idea del “Vesuvio Wine Forum”, un programma di due giorni (3 e 4 marzo) completamente dedicato al vino e ai vitigni campani. nato dalla collaborazione tra il Consorzio tutela vini Vesuvio e Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

«Si narra che un pezzo di Paradiso precipitò nel Golfo di Napoli quando Lucifero fu scacciato. Cristo, addolorato per la perdita di colui che era stato l’angelo più buono, pianse. Là dove caddero le sua lacrime, nacquero delle viti il cui vino si chiamò per questo Lacryma Christi.»

L’evento è stato comprensivo di numerosi incontri volti a dare il giusto risalto alle diverse sfere culturali e scientifiche che ruotano intorno la creazione e la fruizione del vino. Si è posta particolare attenzione al futuro del settore enologico nel rispetto della sostenibilità e dei cambiamenti climatici che interessano i suoli vulcanici. Un interessante approccio a tutto tondo al mondo della viticultura terminato nel più incantevole dei modi, con una degustazione dei principali vini campani prodotti dalle diverse aziende – tra cui rossi, bianchi e rosè di Piedirosso, Coda di volpe e Lacryma Christi.

Vesuvio Wine Forum: il tempio della cultura ha aperto le sue porte a Bacco

Camminare tra le statue greche e romane, sorseggiare tranquillamente uno spumante tra le vene in tensione di Ercole, le stele funerarie egizie, la seria ritrattistica romana; degustare un vino rosso sotto gli occhi ilari dei fauni e del dio Bacco è stato possibile grazie alla scelta d’avanguardia del Direttore del MANN, Paolo Giulierini:

«Non poteva non avvenire qui questo convegno perché il Museo era il tempio del vino, della storia della viticultura sia sotto il profilo artistico sia sotto il profilo dei reperti “paleobotanici”, che si ritrovano in questi giorni nella mostra Res Rustica che contempla anche una sezione dedicata al vino. […] Questa prima tappa potrebbe essere anche un bello scenario per portare non solamente gli oggetti archeologici ma una bella selezione di questi prodotti […] Credo che oggi tutti qui insieme stiamo dimostrando che anche nell’analisi e nella valorizzazione dei problemi territoriali ed economici non si possa più andare per conto proprio: le università, i musei, gli istituti scientifici, i consorzi devono far parte di un’unica squadra e devono avere a monte nella programmazione degli obbiettivi condivisi.»

L’incontro del 4 marzo ha visto prendere la parola Nicola Matarazzo come Direttore Vesuvio Consorzio Tutela Vini, Antonio Di Gennaro come Agronomo Paesaggista, l’archeologo G. De Simone, Roberto Di Meo come Presidente Assoenologi Campania, Agostino Casillo come Presidente Parco Nazionale Vesuvio, i Professori universitari Luigi Frusciante e Matteo Lorito e Luigi Polizzi come Dirigente PQAI IV (Qualità certificata e tutela indicazioni geografiche prodotti agricoli, agroalimentari e vitivinicoli).

Il Vesuvio Wine Forum ha segnato strette collaborazioni tra tutti i cultori del vino, valorizzando ed elevando il frutto che questa terra vulcanica è in grado di produrre e di rendere unico per le sue intrinseche caratteristiche. Tra i vari interventi, ha voluto dire la sua anche il Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, per manifestare il suo appoggio a questo programma:

«Il riscatto di Napoli, del Vesuvio e della nostra comunità sta arrivando dalle bellezze della nostra terra ed io ne sono stato testimone in questi 8 anni, 8 anni  in cui non abbiamo goduto di nulla che venisse dall’esterno. Tutto ciò che sta producendo il riscatto dei nostri luoghi è autoctono, cioè fatto dalla cultura, dalle bellezze dal popolo, dalle professionalità, dalla passione, dall’enogastronomia, dalle cose che sapete e che conosco anche io, sono cose che dovrebbero essere normali ma che evidentemente c’è voluto del tempo per comprendere […] adesso stiamo anche comprendendo come possa distruggere il pianeta… sono “contento” che si sta prendendo una coscienza preventiva, perché molti hanno pensato che la felicità passasse attraverso il consumismo universale […] Le persone che vengono nelle nostre terre vogliono ritrovare la qualità, le caratteristiche, le peculiarità, una cosa che abbiamo solo noi perché il Vesuvio rappresenta non solo quel luogo in cui il prodotto naturale è speciale rispetto ad altri, ma anche il segreto della nostra fantasia, della nostra creatività. Credo che la peculiarità di questo popolo non sia dovuta soltanto alla grandissima storia, ma anche da un energia che noi abbiamo, questa energia è l’umanità.»

Vesuvio Wine Forum ha avuto il merito di creare un ponte tra realtà troppo spesso separate per volgere uno sguardo ad un futuro diverso, basato sulla collaborazione, sulla sana competizione e sulla valorizzazione, in modo da dare sempre più spazio alle potenzialità che il suolo partenopeo ha da esprimere.

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