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Eroica Fenice

Napol e Dintorni

Napoli muore dal ridere con Innamorato perso di Enrico Brignano

Dopo aver già fatto tappa in altre città d’Italia collezionando successi su successi, l’ultimo spettacolo di Enrico Brignano arriva anche a Napoli. “Innamorato perso” è una dichiarazione d’amore alla vita ed un ringraziamento sincero e spontaneo al pubblico, che lo ha supportato in questi suoi quasi 30 anni di carriera. Brignano sale sul palco del Teatro Palapartenope di Napoli un po’ timoroso – lo scopriremo solo a fine spettacolo, perché tanta bravura e tanti anni di esperienza non lo fanno minimamente notare – ma bastano le prime battute per farsi accogliere dal cuore dei napoletani. Uno spettacolo onesto, che per questo 2019 ha scelto l’amore come tematica centrale. In tempi dominati dall’odio, dalla prevaricazione, dall’indifferenza al dolore degli altri e del Pianeta stesso, Brignano vuole riportare tutti ai tempi puri dell’infanzia, quando a dominare erano i sentimenti e la bontà d’animo, l’amore, appunto. Comincia così, tra una dichiarazione d’amore paterno a sua figlia Martina e una strizzatina d’occhio alla compagna, a riportare alla mente i primi amori tra i banchi di scuole, le prime illusioni e delusioni. Brignano coinvolge, cattura, conquista Lo spettacolo procede per due ore senza mai perdere l’attenzione del pubblico e cavalcando l’onda quando si verificano inaspettati malfunzionamenti e imprevisti, riuscendo ad utilizzarli per sommare soltanto altro brio all’esibizione. Due ore di risate a pancia piena e lacrime agli occhi in cui è riuscito tramite la risata anche ad accarezzare tematiche attuali ed urgenti. Dall’inquinamento della plastica che uccide i mari, la Brexit e l’atteggiamento anglosassone in generale nei confronti dell’Europa, all’inquinamento che sporca e inorridisce la nostra capitale, Roma, e molto altro. Accompagnato da un formidabile e scattante corpo di ballo, è riuscito dove spesso i comici italiani falliscono: regalare al pubblico una comicità pulita ed elegante senza scadere nel volgare, nel mimo esasperato e nel qualunquismo satirico. Le luci hanno accompagnato i vari momenti dell’esibizione con sfondi molto colorati e luminosi, immagini moderne con un pizzico di vintage ed effetti molto delicati, che non distoglievano mai l’attenzione dallo spettacolo in atto. Le tematiche sono state tante e i complimenti si sprecano per i tempi comici, le pause riflessive al momento giusto e dalla durata perfetta, l’alternanza studiata ed armonica tra momenti di “ripresa”, di sorriso e di risata esplosiva. Uno show che è proseguito perfetto dal primo all’ultimo momento. Oltre la varietà delle battute, le intramontabili personificazioni della donna di turno tra madre e compagna, i dialetti sempre complici e rispettosi, Brignano omaggia Napoli, inserendo ogni volta possibile riferimenti ai cittadini partenopei, che apprezzano la premura. Lo show-man è davvero innamorato perso, ha trasmesso il suo amore per la vita a tutti i presenti in sala e ha chiuso lo spettacolo con un saluto speciale all’amico Fabrizio Frizzi, in occasione dell’anniversario della sua dipartita, mandandogli una risata e un caldo pensiero.   Fonte immagine: https://i0.wp.com/www.toscanaeventinews.it/wp-content/uploads/2019/01/brignano_foto-2019-pic-e1548753167223.jpg?resize=730%2C548&ssl=1

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Cinema e Serie tv

Intervista a Diego Macario. Il coraggio di guardare avanti è un inno alla speranza

È stato presentato al Plaza di Napoli, in anteprima nazionale, il cortometraggio “Il coraggio di guardare avanti”, scritto, diretto e interpretato dall’attore e regista Diego Macario. Il progetto è nato in collaborazione con l’associazione “Angeli della Finanza“, con cui Macario condivide l’attenzione ad un tema molto sensibile di questi ultimi tempi: la crisi imprenditoriale. Realizzato con la partecipazione di Marilù Armani, Carmine Imbimbo, Nino de Santis e Paolo Perrotta, contiene le musiche originali di Luigi Scialdone – premio Donatello per le musiche di Gatta Cenerentola -. Nel corto si parla della crisi e di come si possa tradurre nel tentato suicidio da parte di chi viene repentinamente travolto dalla vergogna di perdere il proprio lavoro. Una storia verosimile che racconta il dramma personale di un uomo e del suo percorso per uscirne, intessendo un forte legame tra arte-cultura ed imprenditoria. Diego Macario con la sua produzione cerca di mandare un messaggio di speranza e di analizzare una crisi di cui i media parlano ancora poco. Lo abbiamo intervistato, per saperne di più. Intervista a Diego Macario Lei ha scritto, diretto e interpretato il cortometraggio “Il coraggio di guardare avanti”. Ci può raccontare di cosa parla? È un cortometraggio che descrive i momenti drammatici vissuti da un imprenditore, durante il peggiore periodo della crisi economica, che fu costretto a chiudere la propria attività, ritrovandosi poi soffocato dalle mancate commissioni, dai debiti e dall’aumento delle tasse. Il protagonista si trova al balcone e racconta ad uno suo fantomatico vicino di casa, ma più in generale al pubblico, la sua storia che finirà a lieto fine. La scena prende spunto dalla famosa scena del “caffè” tratta dall’opera “Non ti pago” di Eduardo De Filippo, al quale ho voluto rendere omaggio. Nel corto ci saranno delle similitudini anche con il clima attuale che cambia d’improvviso, così come può cambiare la vita inaspettatamente. Viene dato risalto alla realtà vissuta da molte piccole e medie aziende costrette dalla crisi economica a cessare la propria attività. Come è nata l’idea di trattare questo tema in particolare? Anni fa anche io avevo un’attività autonoma e proprio in quel periodo storico, mi sono ritrovato a “chiudere i battenti”. Da quel momento ho scelto di “rinnovare” la mia vita lavorativa attraverso l’arte ed il teatro ed oggi è il mio unico lavoro. A distanza di anni, ho avuto modo di incontrare l’associazione Angeli della Finanza, che si occupa di sostegno alle famiglie e agli imprenditori in difficoltà, con la quale, vedendo numeri spaventosi circa i tanti suicidi avvenuti (e che avvengono ancora oggi), ho proposto il mio progetto artistico, allo scopo di creare uno spunto di riflessione per dare utili informazioni a coloro che ne hanno bisogno. Nel suo percorso artistico ha spesso prediletto ruoli comici. La comicità è uno strumento da sempre usato per affrontare e dare risalto a tematiche sociali. Come mai in questo corto ha prediletto un approccio più “drammatico” e “realistico”, abbandonando il linguaggio comico? La comicità è il genere di teatro che preferisco e mi appartiene […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Vesuvio Wine Forum al MANN: tutti uniti nel nome del vino

Al MANN il convegno Vesuvio Wine Forum, per la valorizzazione del vino. I vini, sangue del territorio vulcanico, hanno nella regione campana e particolarmente a Napoli, una storia che scava indietro nel tempo fino ai tempi gloriosi degli dei e delle dee. Traccia delle prime tradizioni enologiche antiche si hanno già con Aristotele (III-II sec. a.C.), ma le citazioni abbondano con descrizioni del “Coda di volpe” ma anche del “Piedirosso”, nominato da Plinio nella sua “Naturalis Historia”. Vini rossi come la lava e bianchi come raggi di sole popolano la tradizione partenopea e sono parte integrante della sua cultura. Proprio da questa profonda consapevolezza è nata l’idea del “Vesuvio Wine Forum”, un programma di due giorni (3 e 4 marzo) completamente dedicato al vino e ai vitigni campani. nato dalla collaborazione tra il Consorzio tutela vini Vesuvio e Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. «Si narra che un pezzo di Paradiso precipitò nel Golfo di Napoli quando Lucifero fu scacciato. Cristo, addolorato per la perdita di colui che era stato l’angelo più buono, pianse. Là dove caddero le sua lacrime, nacquero delle viti il cui vino si chiamò per questo Lacryma Christi.» L’evento è stato comprensivo di numerosi incontri volti a dare il giusto risalto alle diverse sfere culturali e scientifiche che ruotano intorno la creazione e la fruizione del vino. Si è posta particolare attenzione al futuro del settore enologico nel rispetto della sostenibilità e dei cambiamenti climatici che interessano i suoli vulcanici. Un interessante approccio a tutto tondo al mondo della viticultura terminato nel più incantevole dei modi, con una degustazione dei principali vini campani prodotti dalle diverse aziende – tra cui rossi, bianchi e rosè di Piedirosso, Coda di volpe e Lacryma Christi. Vesuvio Wine Forum: il tempio della cultura ha aperto le sue porte a Bacco Camminare tra le statue greche e romane, sorseggiare tranquillamente uno spumante tra le vene in tensione di Ercole, le stele funerarie egizie, la seria ritrattistica romana; degustare un vino rosso sotto gli occhi ilari dei fauni e del dio Bacco è stato possibile grazie alla scelta d’avanguardia del Direttore del MANN, Paolo Giulierini: «Non poteva non avvenire qui questo convegno perché il Museo era il tempio del vino, della storia della viticultura sia sotto il profilo artistico sia sotto il profilo dei reperti “paleobotanici”, che si ritrovano in questi giorni nella mostra Res Rustica che contempla anche una sezione dedicata al vino. […] Questa prima tappa potrebbe essere anche un bello scenario per portare non solamente gli oggetti archeologici ma una bella selezione di questi prodotti […] Credo che oggi tutti qui insieme stiamo dimostrando che anche nell’analisi e nella valorizzazione dei problemi territoriali ed economici non si possa più andare per conto proprio: le università, i musei, gli istituti scientifici, i consorzi devono far parte di un’unica squadra e devono avere a monte nella programmazione degli obbiettivi condivisi.» L’incontro del 4 marzo ha visto prendere la parola Nicola Matarazzo come Direttore Vesuvio Consorzio Tutela Vini, Antonio Di Gennaro come […]

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Culturalmente

WeWorld Onlus, una organizzazione italiana per la difesa dei più deboli

Il mondo è un posto meraviglioso. Potrebbe esserlo se le persone guardassero con empatia e agissero con bontà. Sostenere un bambino a distanza significa diventare il vento invisibile che gonfia la vela, la mano amica e il sorriso rassicurante. Con WeWorld Onlus (www.weworld.it ) Bastano 25 euro al mese per fare la differenza. Con il sostegno a distanza una bambina cambierà la sua vita: potrà andare a scuola con i suoi amici, essere curata se si ammala e crescere sotto un’invisibile ala protettrice, la tua! L’istruzione le consentirà di costruirsi un futuro, di conoscere i suoi diritti, di riconoscere tentativi di abusi e ingiustizie. Spesso una bambina nata in condizioni di povertà viene vista come un peso ulteriore da sfamare. Le famiglie così, per riuscire a sostenersi e per cercare di assicurare un futuro alla figlia, la danno in sposa ad un uomo molto più grande di lei. Ha inizio un vero ciclo di dolore: il matrimonio porta ad abusi domestici e a gravidanze precoci. Il corpicino di una ragazzina di 15 anni non sempre è in grado di sostenere il parto, questo insieme alla mancanza di servizi igienici e sanitari di base portano spesso alla morte della mamma e del nascituro. Quando persistono problemi economici, le ragazze sono costrette a prostituirsi rischiando ogni giorno di contrarre HIV. Attraverso il sostegno a distanza si può fermare tutto questo! La vita di una bambina può davvero cambiare. Con il tuo aiuto le garantirai pasti sano, visite mediche periodiche e la possibilità di studiare. La scuola è un posto sicuro nel mondo, dove trovare aiuto, risposte e dove costruirsi il proprio futuro. Al suo interno viene anche fornito supporto psicologico e legale alle ragazzine vittime di abusi e vengono individuati i casi di futuri matrimoni forzati. Il sostegno a distanza è una carezza mandata da lontano, il sorriso gentile di chi aiuta una bambina a condurre la sua vita, ad avere possibilità e opportunità di crescita fornendo gli strumenti per vivere serenamente. Il sostegno a distanza rende libera una bambina di costruirsi il proprio domani!  

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Food

La 1a edizione del calendario “Un anno da chef” debutta a Pompei

Quest’anno per gli amanti del food ha inizio una nuova tradizione da non perdere. Il calendario Un anno da chef ripropone per ogni mese 12 chef selezionati per esseri distinti nella loro bravura dietro i fornelli. L’idea nasce dal fotografo Gianni Cesariello e dalla dott.ssa Allegra Ammirati e mira a riproporre l’immagine dello chef diversa da quella proposta dai tanti spettacoli televisivi incentrati sulla cucina oppure dall’idea predominante serie e rigida. Sì, perché una delle principali qualità che bisogna possedere per creare dei piatti splendidi è la creatività, il genio culinario e la capacità di saper restare nei canoni per poterli poi rompere con un’idea innovativa. La prima edizione di Un anno da chef debutta nel ristorante Il Principe a Pompei La serata, che ha avuto come cornice il magnifico ristorante Il Principe a Pompei, è stata inaugurata da un’ospite d’eccezione, lo chef Alfonso Iaccarino, Ambasciatore della Dieta Mediterranea, presente anche nel calendario in copertina. Dopo tanti anni di attività nel settore gastronomico, si è lasciato andare in un racconto sulla propria vita, i traguardi e i sogni realizzati e da realizzare ancora, fondendo vita e padelle in un’esperienza, come la sua, che riscopre la vita e la sua essenza proprio in cucina, dietro le quinte. «Per noi la grande cucina si fa nel campo, come i grandi vini in vigna. Il cibo è frutto di cose semplici: amore, passione, onestà, cultura, antropologia, storia. È vita dei popoli. Tanti sono i messaggi e le emozioni che il cibo e la cucina sono in grado di esprimere e di trasmettere. Ho sempre sentito forte dentro di me una grande responsabilità ed è per questa ragione che, mia moglie ed io, nel 1985 cominciammo a seguire la filosofia del biologico, tramite la nostra azienda agricola biologica Le Peracciole.» L’amore in cucina come base per il successo Con questo calendario nel 2019 gli chef fotografati entreranno con ironia nelle case degli italiani, portando con sé il fondamentale monito a divertirsi in cucina, perché le emozioni in un modo misterioso trapelano dai piatti e se non si sorride tra un fornello e un piatto, non serve a nulla cimentarsi nell’impresa. Dodici sono i professionisti fotografati distintisi per la loro bravura nel settore. Lo chef Aniello Abagnale è un “Personal Chef”, entrato a soli 14 anni per la prima volta in una cucina professionale, ha capito pian piano che questo era il suo sogno per poi immergersi in quest’avventura collezionando esperienze in rinomati ristoranti locali ed esteri. La sua passione lo ha portato a partecipare a vari Saloni ed Esposizioni Culinarie per l’Europa, ma anche ai mondiali in Germania, Austria e Svizzera collezionando medaglie dal bronzo all’argento. Lo chef Angelo Borghese, anche lui “Personal Chef”, vanta un lungo curriculum che lo attesta anche in Francia e Svizzera. Le sue creazioni si basano sempre sul rispetto degli ingredienti, prediligendo i prodotti stagionali e locali da reinterpretare ricercando sempre nuove evoluzioni all’interno della propria cucina. Il calendario prosegue mostrando lo chef Ciro Campanile, ” Executive Chef dell’ Elisabetta-Luxury Events”. Conosciuto per aver […]

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Comunicati stampa

Il “Premio Massimo Troisi” porta il sorriso a San Giorgio a Cremano

Il “Premio Massimo Troisi” porta il sorriso a San Giorgio a Cremano. La sua XVIII edizione si svolgerà durante tutto il mese di dicembre con tante novità e con una kermesse che strizza l’occhio alla comicità nazionale senza mai dimenticare le proprie origini e radici. I diversi luoghi che hanno accompagnato nella sua crescita Massimo Troisi ospitano oggi i numerosi spettacoli gratuiti e aperti al pubblico. Un’edizione che abbraccia il mondo del sorriso a 360° con l’indizione di diversi concorsi, i cui bandi resteranno aperti fino al 14 dicembre. Le competizioni nella categorie Attore Comico, Scrittura Comica e Corto Comico non saranno le uniche occasioni per esibire il proprio talento, infatti al Cremano Talent potranno dar prova della propria bravura tutti i giovani artisti sul territorio senza restrizioni di età o categoria. “Premio Massimo Troisi”, la presentazione del programma L’evento è stato presentato in una conferenza stampa durante la quale hanno preso la parola i responsabili della sua organizzazione, cogliendo l’occasione per illustrare il ricco programma previsto per la manifestazione di quest’anno. Il Sindaco Giorgio Zinno e il Direttore Artistico Paolo Caiazzo hanno inaugurato il dibattito, poi la parola è passata al regista Stefano Veneruso e la sceneggiatrice Anna Pavignano, con l’artista Lello Esposito, per entrare nel dettaglio delle novità che caratterizzano la XVIII edizione. “Quest’anno il Premio è diventato maggiorenne. Alla XVIII edizione vi saranno conferme e novità – ha dichiarato il Sindaco Zinno – Il “raggio Troisi” si è allargato con ospiti nazionali senza mai dimenticare lo spirito originario della kermesse che si basa sulla ricerca e valorizzazione dei talenti comici. Grazie alla Regione Campania che ha dimostrato di credere nel nostro Premio investendo sulla nostra città”. “Spettacoli, mostre, eventi, ospiti, concorsi: un grande evento contenitore culturale nel nome e nel ricordo di Massimo: questo è il Premio Troisi che mi pregio di dirigere per il secondo anno come Direttore Artistico – ha detto Caiazzo al margine della conferenza – accanto a me ho voluto per questa edizione le persone che hanno Massimo nel cuore e che hanno trascorso con lui momenti importanti di vita: è il caso di Enzo Decaro, Stefano Veneruso, Anna Pavignano come anche Gianni Minà. Il cuore quindi è al centro di questa edizione per il campus medico cardiologico, per il nuovo trofeo il “Minollo d’oro” di Lello Esposito e tante attività organizzata da uno staff che, nel nome di Massimo Troisi, ci sta mettendo… il cuore. E poi ci sono i giovani, che saranno i veri protagonisti della kermesse dedicata al talento e alla comicità”. Gli spettacoli  Venerdì 14 Dicembre ore 21,00 – FONDERIA RIGHETTI Spettacolo del LABORATORIO TEATRALE Massimo Troisi diretto da Eduardo Tartaglia realizzato durante l’edizione precedente del Festival. Sabato 15 Dicembre ore 21,00– FONDERIA RIGHETTI Come Alice Nel Paese Delle Meraviglie – spettacolo a cura dell’associazione teatrale “Uno spazio per il teatro” di Vincenzo Borrelli ed operante nel Centro Teatro Spazio. Domenica 16 Dicembre ore 19,30 – VILLA PIGNATELLI DI MONTECALVO Rosalia Porcaro : spettacolo – monologo Venerdì 21 Dicembre ore […]

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Teatro

Il musical Musicanti incanta omaggiando Pino Daniele e Napoli

Il vento soffia e porta al Teatro Palapartenope le melodie di Pino Daniele e una storia che si svolge tra i vicoli della sua amata città. “Musicanti”,in scena dal 7 dicembre, è un musical che racconta la storia di Antonio, un giovane fiorentino che per un lascito testamentario è costretto ad andare a Napoli. Scoprirà poi che il padre, mai conosciuto, gli ha lasciato tutto in eredità, compreso un locale storico del porto dove si esibiscono molti musicisti e artisti. Lo spettacolo si svolge sulle note musicali di Pino che si intrecciano perfettamente alla trama e si fanno portavoce dell’anima dei personaggi. Bravissimi gli attori che non hanno deluso nella recitazione ma neanche nelle performance canore. Il rischio di un flop era innegabile, già precedenti concerti dedicati al beniamino partenopeo aveva suscitato molte critiche, ma “Musicanti” fa eccezione. Accolto con estremo entusiasmo, è riuscito ad omaggiare non soltanto l’artista e le sue musiche, ma soprattutto la Napoli vista con gli occhi di Pino Daniele. Una città superstiziosa dalla pratica saggezza popolare, un piccolo mondo dove il caso e la fortuna hanno un ruolo di primo piano. L’anima della Napoli raccontata nelle canzoni e dal musical è come il vento che va e viene, porta novità e misteri, mescola le carte e spinge via, separa e unisce. Ed è così che Antonio giungerà a Napoli, un sussurro lo farà innamorare di Annarella e della città, un capriccio del destino gli farà riscoprire le proprie origini e riabbracciare in cuor suo il padre defunto. Le sonorità sono fortemente ispirate al jazz di Pino e ai suoni della città e hanno avvolto gli spettatori mantenendo sempre alta l’attenzione del pubblico. Il progetto è nato da un lavoro lungo tre anni e, finalmente, prodotto da Sergio De Angelis per Ingenius Srl e con la direzione artistica di Fabio Massimo Colastanti. La delicatezza e la verve comica dei testi si devono ad Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, mentre la regia è opera di Bruno Oliviero. Il musical Musicanti è un omaggio a Pino Daniele e la sua Napoli «Simmo lazzari felici  gente ca nun trova cchiù pace  quanno canta se dispiace  è sempe pronta a se vuttà’  pe nun perdere l’addore  Simmo lazzari felici  male ‘e rine ma nun se dice musicant senza permesso ‘e ce guardà’  e cu ‘e spalle sotto ‘e casce.» Le canzoni del musical Musicanti sono tratte dai primi tre album dell’artista partenopeo ma di tanto in tanto compaiono anche altri grandi successi posteriori. Da “Na tazzulella ‘e cafe” a “Napule è”, da “Yes I know my way” a “Anima”, tutti i brani sono stati interpretati magistralmente dagli attori a cui va i merito di non aver tentato di scimmiottare Pino Daniele nel timbro o nello stile, ma di aver adattato i testi all’essenza dei personaggi interpretati, pur sempre nel rispetto delle canzoni originali. Un cast di tutto rispetto e molto ampio, le performance musicali sono state esibizioni dei “vecchi” musicisti di Pino Daniele: Hossam Ramzy, percussioni; Alfredo Golino, batteria; Fabio Massimo Colasanti, chitarra; Elisabetta Serio, tastiere; Roberto d’Aquino, basso; Simone Salza, […]

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Eventi/Mostre/Convegni

World Press Photo 2018: l’imperdibile mostra fotografica al PAN di Napoli

World Press Photo 2018, una mostra da non perdere “World Press Photo” torna a Napoli con un imperdibile appuntamento al PAN – Palazzo delle Arti Napoli. Dal 24 novembre al 16 dicembre sarà infatti possibile ammirare la mostra di fotogiornalismo più importante al mondo. Èil terzo anno che l’esposizione presente in oltre 100 città e 45 paesi, giunge su suolo partenopeo grazie al lavoro congiunto di CIME e dell’ Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli. La mostra si snoda in diverse sale e comprende 135 foto scattate da 42 fotografi provenienti da tutto il mondo – Australia, Bangladesh, Belgio, Canada, Cina, Colombia, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Norvegia, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Svezia, PaesiBassi, RegnoUnito, USA e Venezuela -. La foto tra le fiamme di Ronaldo Shemidt vincitrice del World Press Photo 2018 Si tratta di opere appositamente selezionate da una giuria internazionale che per tre settimane si è impegnata cercando di selezionare solo alcune delle 73.044 fotografie candidate da 4.548 fotografi. Un lavoro tutt’altro che facile trattandosi di una delle principali mostre nel settore e condotto egregiamente da Magdalena Herrera, direttrice della fotografia Geo France, France Thomas Borberg, capo photo-editor di Politiken, Marcelo Brodsky, visual artist, Jérôme Huffer, capo del dipartimento fotografico di Paris Match, Whitney C. Johnson, vice direttrice della fotografia al National Geographic, BulentKiliç, responsabile fotografico di AFP in Turchia, Eman Mohammed, fotogiornalista. L’inaugurazione del World Press Photo 2018 ha visto la partecipazione non solo del sindaco di Napoli Luigi de Magistris e dell’Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele, ma soprattutto di un’ospite d’eccezione, il fotoreporter pluripremiato iraniano Manoocher Deghati, lieto di prendere la parola in occasione di “World WordPress Photo”. L’omonima Fondazione da ormai sei decadi rappresenta una delle maggiori organizzazioni indipendenti e no-profit che si batte e si impegna per tutelare la libertà di informazione, inchiesta ed espressione. La mostra promuove il fotogiornalismo di qualità e consente di apprendere e rivivere con un solo sguardo gli avvenimenti più rilevanti dei nostri tempi in ogni parte del mondo. Il vincitore di questa edizione è il fotografo venezuelano Ronaldo Shemidt. La foto è di grande impatto, non a caso ha vinto anche il primo posto nella categoria Spot News, immagini singole. Raffigura un ragazzo avvolto dalle fiamme che corre cercando di salvarsi, l’incendio era dovuto all’esplosione di una motocicletta durante una manifestazione di protesta il 3 maggio 2017 contro il presidente Nicolàs Maduro a Caracas. Fortunatamente poi il ragazzo, Josè Victor Salazar Balzaed, è sopravvissuto, riportando ustioni di primo e secondo grado.

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Food

“Cenando sotto un Cielo diverso”, cibo e solidarietà

Si avvicina dicembre e con il clima natalizio torna anche “Cenando sotto un Cielo diverso on the road” nella sua edizione invernale. Uno degli appuntamenti ormai più noti in Campania per gli amanti della gastronomia, un’occasione per trascorrere una piacevole serata di beneficenza da trascorrere con gli amici tra vini di qualità e piatti di prim’ordine. La manifestazione benefica è volta a sostenere i bambini ricoverati nell’ospedale Santobono Pausilipo di Napoli e quest’anno si svolgerà in due serate. Domenica 2 dicembre il ristorante “Tiberius” di Pompei aprirà le porte all’evento, dando il suo contributo alla causa, e inaugurerà la sua edizione invernale con gli chef stellati Michele De Leo e Danilo Di Vuolo e con l’attore Francesco Albanese. La seconda data da ricordare è il 7 dicembre, giorno in cui avverrà la vera e propria serata di gala a Capua presso “Tenuta San Domenico” con le performance gastronomiche di diversi chef stellati. “Cenando sotto un Cielo diverso” on the road: oltre 100 tra produttori e chef “Cenando sotto un Cielo diverso” rappresenta anche una buona occasione per scoprire le bellezze naturali oltre che gastronomiche che il territorio campano ha da offrire. Grazie alla sua versione “on the road” si svolge di volta in volta in location diverse promuovendo in questo modo la valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti. Non è un caso se questa manifestazione raduna sotto la stella della beneficenza oltre 100 persone tra cuochi, pasticceri, produttori del territorio, aziende e personaggi del mondo dello spettacolo che sostengono la causa. Ma non solo, è un evento a cui prendono parte anche migliaia di persone che supportano l’iniziativa scegliendo di trascorrere non solo una serata all’insegna del buon cibo, ma anche di entrare a far parte in questo modo di un progetto benefico. “Cenando sotto un Cielo diverso” è nato con la sua prima edizione nel 2014 presso il Castello Medioevale di Lettere ottenendo già ai suoi inizi una buona risposta dal territorio campano, ma negli anni ha registrato un consenso sempre maggiore fino a rappresentare uno degli eventi gastronomici legati alla beneficenza più noto nel sud Italia. Tutto ebbe inizio con un’idea della dott.ssa Alfonsina Longobardi, che volle coniugare le sue competenze legato al mondo del food con le attività svolte dall’Associazione “Tra cielo e mare“ da lei fondata nel 2013 per sostenere persone con disagi psichici.

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Musica

Edoardo Bennato gira l’Italia con “Pinocchio & Company Tour 2018”

Il 20 novembre il “Pinocchio & Company Tour 2018” di Edoardo Bennato ha fatto tappa al Teatro Palapartenope di Napoli. Non serve raccontare dell’entusiasmo con cui il cantante napoletano originario dei Campi Flegrei è stato accolto dai suoi concittadini ai piedi del palco. “Pinocchio & Company Tour 2018” con gli arrangiamenti del “Quartetto Flegreo” Un concerto che ha racchiuso tutta una carriera ma con una marcia in più grazie alle collaborazioni degli altri musicisti che lo hanno accompagnato. Le prime musiche sono state magistralmente eseguite dal “Quartetto Flegreo“, due uomini e due donne che muniti di viola, violini e violoncello si sono esibiti adattando alla musica classica il primo repertorio cantato da Bennato. Un connubio interessante e sorprendentemente funzionante che ha non ha escluso la riproduzione di brani più rock grazie alla bravura, alla carica espressiva e alla grinta dei musicisti. Lo show si è aperto con un assaggio delle ultime canzoni e qualcuna storica prima di immergersi completamente nell’approfondimento dell’ultimo album. La platea mista. Sono giunte persone di tutte le età ad ascoltare il concerto. I più grandi d’età, i fedelissimi, non potevano mancare, lo hanno seguito quando erano alle prime armi con la vita e lo sostengono ancora tornando a cantare i successoni del tempo e accompagnandolo con lo spirito eternamente giovane che caratterizza il cantante. I più giovani erano giunti spinti da tanti condizionamenti, chi ascolta solo musica di una generazione passata, chi nella crescita si è lasciato influenzare dai gusti musicali dei genitori, ma anche chi ha riscoperto Edoardo Bennato e gli è piaciuto, perché la musica non ha età e i messaggi sono sempre validi. Ha sorpreso molto anche la presenza dei giovanissimi, adolescenti con un tifo da stadio che hanno supportato il cantante e si sono lasciati andare sulle note delle sue canzoni. Edoardo Bennato, dalle canzoni di Collodi ai testi attuali di “Pronti a salpare” Lo show è proseguito con l’esecuzione dell’album “Burattino senza fili 2017” che comprende una seconda registrazione dei successi legati al racconto di Collodi con l’aggiunta di qualche brano legato ad altri personaggio, come “Mastro Geppetto”, “Lucignolo” e “Che comico il Grillo Parlante”. Un viaggio nella vita e nella musica di Edoardo Bennato dagli intramontabili ai nuovi successi come “Pronti a salpare”; dalle leggere ed ironiche “canzonette” all’analisi del comportamento umano, dalle denunce sociali agli omaggi alla terra napoletana. Sul palco ad accompagnarlo Giuseppe Scarpato (chitarre), Raffaele Lopez (tastiere), Gennaro Porcelli (chitarre), Roberto Perrone (batteria) e Arduino Lopez (basso). Tra le diverse esecuzioni è stato lasciato spazio ai musicisti, che si sono esibiti in sorprendenti assoli di chitarra, basso e percussioni mandano in visibilio la platea. Le canzoni, i racconti, le spiegazioni dei brani e le esecuzioni musicali si sono alternati intrattenendo piacevolmente il pubblico per tutta la durata del concerto fino all’arrivo di “Pronti a salpare”. Questa canzone ha ricevuto molti riconoscimenti e in particolare il Premio Lunezia 2016 e il Premio Amnesty International Italia 2016. “Pronti a salpare” non si rivolge, come si potrebbe pensare, a chi fugge dalle guerre, dalla fame e […]

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Musica

Bennato torna a Napoli con “Pinocchio & Company Tour”

Edoardo Bennato dedica il mese di novembre e i primi di dicembre al suo tour “Pinocchio & Company Tour 2018”, tra le tappe ne è prevista anche una a Napoli al Teatro Palapartenope. A partire dal nuovo singolo “Mastro Geppetto”, si esibirà attraversando i brani storici e rocker che ne hanno segnato la carriera. Sul palco con lui i soliti compagni e colleghi di una vita con le chitarre di Giuseppe Scarpato e Gennaro Porcelli, le tastiere di Raffaele Lopez, la batteria di Roberto Perrone e il basso di Arduino Lopez. A curare la produzione artistica del tour, New Step, in collaborazione con Dimensione Eenti e Ventidieci. “Mastro Geppetto”, il singolo di Edoardo Bennato che apre il tour “Pinocchio & Company” «Sono un mastro falegname andato in pensione qualche anno fa. Sono un semplice artigiano ma con esperienza e professionalità. Un giorno mi hanno regalato un pezzo di legno assai pregiato e ho dato sfogo alla creatività…» Sono trascorsi tanti anni dai suoi esordi, ma Bennato resta sempre fedele a se stesso e viaggia, chitarra in spalla, di città in città con l’anima da ragazzino, il piglio ribelle contro i potenti e un’umana e calda fede nel popolo e nella forza dell’amore. Una vita intera che ha tratto linfa dalla musica, mezzo per vivere e per esprimersi, necessaria come l’aria. Una biografia immensa e una carriera che sarebbe impossibile condensare in poche righe e che trova uno dei momenti più significativi nella pubblicazione di “Pronti A Salpare” (2015). Il progetto discografico di quell’anno conteneva 14 brani che scandagliavano ed analizzavano con attenzione ed ironia la società italiana in ogni suo aspetto, temi come la politica, la famiglia, i figli e il futuro, l’amore e la menzogna. «Edoardo Bennato è un artista splendidamente atipico. Sempre lo è stato e sempre lo sarà. L’unico in Italia, con Ivan Graziani, a saper coniugare ad alti livelli – sul serio – rock e cantautorato. E uno dei pochi, anzi pochissimi, a dire cose forti usando l’ironia. Bennato ama ricordare come il suo amico Fabrizio De André gli consigliasse di scrivere canzoni solo quando avvertiva l’urgenza autentica di dire qualcosa: in caso contrario era meglio, molto meglio stare zitti. Per questo, probabilmente, ha aspettato più di cinque anni per incidere un nuovo disco di inediti. In questo “Pronti a salpare” c’è tutto Bennato, battitore così libero da scontrarsi sistematicamente con quelli che chiama anche qui “padrini e padroni dell’industria del disco”» – Andrea Scanzi commentando il disco. La vista e la musica di Bennato ha attraversato tutti i momenti di grandi trasformazioni degli ultimi decenni. Uomini miseri e dal destino avverso che si sono lanciati in viaggi impossibili scappando da guerre e fame alla ricerca della salvezza nel mondo occidentale. E salpano, «ma tutti quanti noi» – sosteneva Bennato –«dovremmo essere pronti a salpare. Il mondo cambia e dovremo entrare in una altro ordine di idee, guardare le cose da un altro punto di vista». “Pronti A Salpare”, il singolo del Premio Amnesty International Italia e […]

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Musica

“Musicanti” porta Pino Daniele al Teatro Palapartenope

“Musicanti” porta Pino Daniele a teatro. Il 7 dicembre debutterà al Teatro Palapartenope di Napoli il musical costruito sulle musiche della voce napoletana per eccellenza, Pino Daniele. Un progetto dalla lunga gestazione durata quasi tre anni e che ora vede la luce grazie alla produzione di Sergio De Angelis per Ingenius Srl e alla direzione artistica di Fabio Massimo Colastanti. cantautore napoletano per eccellenza, ma non solo, infatti si propone anche di far incontrare la sua musica con un linguaggio differente come quello di un’opera teatrale. La narrazione parte da un filo conduttore per districarsi tra le canzoni ed è garantita da un folto cast di artisti – 

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Food

L’OFF – Ottaviano Food Festival torna al Castello Mediceo

Dopo la fortuna delle edizioni precedenti, domenica 30 settembre alle 19.00 torna per il terzo anno l’OFF – Ottaviano Food Festival, il festival del gusto patrocinato dal Comune di Ottaviano e dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Una manifestazione che nasce dalla volontà di promuovere e valorizzare un territorio che ha molto da offrire. Non a caso la location scelta per quest’anno, solo una delle tante novità previste, è il Castello Mediceo di Ottaviano, che non rappresenta solo la bellezza del patrimonio culturale e paesaggistico del territorio, ma si fa anche simbolo della legalità. Confiscato alla camorra, è dal 1995 un bene gestito dal Comune di Ottaviano e sede dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, e sarà anche l’elegante cornice dell’OFF per popolare le sue sale di eccellenze enogastronomiche e di splendore. La manifestazione, curata dall’executive chef Alfonso Crisci – patron di Taverna Vesuviana – e dall’Associazione Culturale Arcobaleno Vesuviano, ospiterà oltre 70 chef tra stellati ed emergenti. Un’occasione unica per poter essere condotti in un vero e proprio percorso del gusto per un ticket d’ingresso di soli 20 euro. Tante le pietanze da assaggiare e i vini da degustare, ma non solo, infatti l’Ottaviano Food Festival vuole anche mostrare ai visitatori cosa succede dietro le quinte, come i grandi chef preparano le loro prelibatezze, grazie ad apposite aree allestite per gli showcooking. L’OFF – Ottaviano Food Festival regala una serata indimenticabile tra food e beverage I due livelli del Castello ospiteranno chef e visitatori, in un’unica condivisione dettata dall’amore per la cucina, per il bel mangiare ed il buon bere. Tra i tanti invitati, sono stati già confermati Fausto Arrighi – ex direttore della guida Michelin – con Annamaria Farina, i bistellati Sandro e Maurizio Serva, l’eclettico Don Pasta e lo chef Alfonso Crisci, moderati dal giornalista Marco Lombardi. La serata proseguirà all’insegna del gusto, piatti belli da vedere e buoni da mangiare, beverage perfettamente abbinato alle più svariate pietanze, dimostrazioni dell’arte culinaria da parte di chef stellati, ma anche tante e inaspettate incursioni sul palcoscenico. Tante le novità di quest’anno rispetto ai precedenti, a cominciare dall’apertura al pubblico anche di un secondo libello del Castello, chiusa fino allo scorso dicembre. Non resta che inondare gli occhi e il palato con tante prelibatezze di alta qualità. Ottaviano Food Festival, ci siamo quasi! Ottaviano Food Festival, edizione 2017

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Culturalmente

De Amicitia di Cicerone, consigli e riflessioni sull’amicizia

De Amicitia, le riflessioni sull’amicizia di Cicerone L’amicizia è un tema su cui si dibatte sin dall’antichità, sia dai tempi dei latini e dei greci. È uno dei primi affetti, dopo quello verso i propri genitori che prova l’infante, e nel corso della sua vita continua a procedere nel suo cammino intrecciando rapporti con i propri coetanei per condividere avventure e nuove esperienze. Ci si confida, si chiede un consiglio, aiuto e conforto, laddove lo sguardo del genitore deve essere assente. Nello svelare la parte più sensibile di se stessi ci si confronta in un rapporto sincero e onesto basato sulla fiducia. Eppure nel corso della crescita sono molti gli amici che si perdono e spesso la morte di ogni legame è causata dalle più svariate forme di tradimento della fiducia. Un cuore ferito non riesce più ad accettare quella persona nella propria vita, ma il rammarico e i bei ricordi condivisi faranno sempre parte di entrambi. È questo che spesso succede ed accadeva già nel passato. Autori come Cicerone, ma non solo, si sono interrogati sul significato dell’”amicizia”, ne hanno indagato i presupposti e le modalità per cercare delle leggi fondamentali da rispettare ed evitare così di sbagliare in un rapporto simile. Il De Amicitia è una sorta di codice dell’amicizia a servizio di tutti, che anche oggi può essere interessante leggere. Il trattato è stato dedicato all’amico Attico ed è proposto in forma dialogica. Lelio, rispondendo all’invito di Scevola e Fannio, espone il suo personale concetto ponendosi come modello di amicus e sapientia dopo la morte del suo fedelissimo amico Scipione. «E voi, io vi esorto ad attribuire alla virtù, senza la quale non può esservi amicizia, un valore così grande, da ritenere che, al di fuori di quella, niente vi sia meglio dell’amicizia […]L’amicizia migliora la felicità e abbatte l’infelicità, col raddoppiare della nostra gioia e col dividere il nostro dolore.» De Amicitia, Cicerone tra morale, etica e riflessioni sull’amicizia Un legame forte e duraturo, quando onesto, può alleviare i dolori e le sofferenze della vita, potendo sempre contare sulla comprensione di una persona fidata, sul suo abbraccio e reale interessamento. Condividere le belle notizie o i traguardi raggiunti permette di vivere a pieno la felicità che ne deriva, anzi la moltiplica, mentre il dolore, quando non ci si sente soli e isolati, sembra più sopportabile. Chiaro sembrava già ad Aristotele prima e a Cicerone poi, che non può esistere un’amicizia basata sull’utile o sulla convenienza e che per essere vera deve basarsi sulla virtù: «L’amicizia […] sembra piuttosto sorta dalla natura che dalla indigenza, più per l’inclinazione dell’anima con un ceto suo senso d’amore, che per riflessione sulla utilità che essa avrebbe poi avuto» Un altra riflessione sull’amicizia è che non è consentito agire contro morale, ferire l’altro volontariamente o danneggiarlo in qualche modo. «Si sancisca dunque nell’amicizia questa legge: che né chiediamo noi cose turpi, né richiesti, le facciamo» I concetti che vengono analizzati nel De Amicitia si basano sempre sull’ideale di perfezione, ma lo stesso Cicerone era ben consapevole di quanto sia raro e difficile […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Ernesto Bazan, intervista al fotografo di “Trilogie Cubane”

Ernesto Bazan, fotografo originario della Sicilia ma cittadino del mondo, giunge a Napoli con le sue “Trilogie Cubane”. La raccolta fotografica sarà in mostra dal 13 settembre al 13 ottobre 2018 presso il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli. L’esposizione gode dell’appoggio da parte del Comune di Napoli, dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, nonché dell’aiuto di BazanPhotos. La carriera e la storia dell’attività fotografica di Ernesto Bazan coincidono con la sua vita personale: sin da quel giorno in cui decise di partire dalle tanto amate coste sicule per immergersi nel mondo, con anima e corpo. Approdato a Cuba, la terra caraibica diventa subito la sua seconda casa e nella sua memoria si fonde in un continuo gioco di sovrapposizioni e rimandi con la sua terra madre – ha dichiarato alla presentazione ufficiale della mostra al Pan tenutasi il 13 settembre -. Quest’amore confluisce nella macchina fotografica e porta alla realizzazione “Trilogie Cubane”, un progetto lungo 14 anni e diviso in tre raccolte: “Bazan Cuba”, “Al Campo” e “Isla”. In “Bazan Cuba” lo sguardo è rivolto all’essenza della vita, si intrufola nelle case, guarda dallo spioncino della porta le tracce di una vita semplice ma fortemente legata alla cultura locale e alle tradizioni. In “Al Campo” irrompe il colore, le immagine sono vivide, raccontano la vita dei contadini e la campagna dalle mille sfumature. Con “Isla” il punto di vista cambia, tornano il bianco e nero e l’obiettivo si allontana dalle realtà individuali per aprirsi sugli ampi paesaggi offerti dall’isola. Una vita condotta da giramondo, con i piedi saldi a terra e l’anima che già vola altrove nel vento. La “Trilogia Cubana” è uno dei progetti fotografici di Ernesto Bazan che meglio riflette la sua smania di conoscere e scoprire. È stato molto interessante approfondire, con questa intervista, la conoscenza del fotografo italo-cubano Ernesto Bazan e del suo lavoro in mostra al PAN di Napoli. Intervista al fotografo Ernesto Bazan Ernesto Bazan nasce in Sicilia. Un giorno, zaino in spalla e sguardo al futuro, parte per inseguire il sogno della fotografia. Come ha scoperto questa sua grande passione e quando ha capito di voler fotografare per vivere? Dopo un sogno in cui ascoltai una voce che mi disse laconicamente: “Devi fare il fotografo.” Ci può parlare del suo percorso di crescita e di apprendimento dell’arte fotografica? Andai a studiare fotografia a New York alla “School of Visual Arts” e poi cominciai a viaggiare per le riviste come fotografo freelance. Aver fatto parte di Magnum Photo è stato importante per il suo lavoro? È stata un’esperienza durata due anni. Poi si sono aperte altre strade. Cosa cerca in una foto e cosa rappresenta per lei da un punto di visto emotivo? Cerco l’essenza della vita, momenti di quotidianità intrisi di poesia che possano provocare un’esperienza più intima con il soggetto fotografato. Nella fotografia chi sono i suoi modelli di riferimento? E per questo lavoro si è ispirato a qualcuno in particolare? Il mio mentore è Robert Frank grande […]

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Recensioni

“Eracle” al Pompeii Theatrum Mundi nel segno dell’impotenza

È stato messo in scena il 19 sera lo spettacolo teatrale “Eracle”, uno dei molti che rientrano nella programmazione estiva del teatro Stabile di Napoli e rappresentato al Pompeii Theatrum Mundii. Le antiche rovine dell’anfiteatro romano si popolano dei tanti personaggi che danno vita allo spettacolo. Ponendosi in controtendenza, “Eracle” sceglie di non puntare su una scenografia scarna e pochi ma intensi attori, ma preferisce colpire lo spettatore in tutti i suoi cinque sensi. Il battere dei tamburi, le musiche dal retrogusto moderno per essere forse meglio comprese da una platea variegata, danze che prendono tutto lo spazio respirabile in scena, costumi molto articolati e dai forti colori, fumi di incenso che si diffondono dell’aria… tutto travolge completamente chi assiste allo spettacolo. La sonorità è un elemento preponderante e si esprime anche con i frequenti rintocchi che gli eroi fanno sulla propria armatura, con le frequenti grida urlate per dolore, per paura, per il senso di impotenza, che assurge a protagonista della tragedia. Sinossi di “Eracle” La storia è quella di Eracle. Partito per superare tutte le sue fatiche, lascia a Tebe sua moglie Megara, suo padre e i suoi tre figli, sicuro della loro sicurezza sotto lo sguardo benevolo del re Creonte. Ciò che l’eroe ignora, è che nel corso degli anni il ruolo di re di Tebe è stato strappato violentemente dal corpo esanime di Creonte e che a commettere l’omicidio altri non è che Lico, originario dell’Eubea, dall’indole tirannica e folle. Desideroso di essere trattato con onori e rispetto, invidia l’affetto che l’intera città tebana custodisce per il suo eroe e pensa di poter ottenere anche questo, come il potere, con la forza. Una personalità codarda, meschina, incapace di un’attenta analisi del suo ruolo e dei comportamenti umani, ma tesa ad afferrare tutto con prepotenza ed arroganza. Quindi, mosso dalla paura di una futura vendetta da parte dei figli di Eracle e dall’invidia verso quest’ultimo, pianifica l’assassinio della donna e dei pargoli. Ma ecco il ritorno dell’eroe salvifico, che uccide il tiranno e salva il nucleo familiare, eppure la tragedia è ancora ben lungi dal dirsi conclusa. Seguendo il modello dell’”Eracle” di Euripide, giungono le Furie, mandate dalla vendicativa Era, per rubare il senno dell’eroe e condurlo ad ucciderlo moglie e figli. Rinsavito, medita il suicidio, ma viene salvato dall’arrivo dell’amico Teseo, che gli offre una seconda possibilità per continuare a vivere. Lutto e comicità convivono sullo stesso palco L’intento della regista Emma Dante è quello di analizzare i meccanismi che si celano dietro al potere e le sue degenerazioni, ma soprattutto di dare risalto alla figura femminile, portatrice di una sensibilità diversa, nella tragedia antica. Così tutti i personaggi, tradizionalmente maschili, vengono recitati da donne dalle lunghe chiome e il ruolo da protagonista di Eracle viene messo da parte, per far spazio ai soggetti inermi, indifesi e in balia degli eventi: Megara e i suoi figli. Sono loro che in scena non possono far altro se non assistere ad una trama che si snoda avanti ai loro […]

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Food

Masseria Guida ad Ercolano ospita “Territori da Gustare”, un galà di gusto e beneficenza

Torna con successo la seconda edizione di “Territori da Gustare” presso la Masseria Guida di Ercolano. L’evento, organizzato dall’“Associazione Radici”, ha goduto della collaborazione di Laura Gambacorta e Fabio Oppo per raccogliere fondi destinati alla Fondazione Istituto Antoniano di Ercolano. I destinatari saranno i bambini autistici desiderosi di imparare l’arte della panificazione, infatti l’Istituto metterà a loro disposizione un corso gratuito tenuto dal maestro Domenico Filosa di San Sebastiano al Vesuvio, mentre il ricavato della serata sarà usato per coprire i costi delle assistenti dei piccoli. Una seconda edizione gestita con eleganza e senza inutili sfarzi, volta alla qualità delle pietanze e delle bevande proposte. Per l’occasione sono giunti da tutta l’Italia ben 60 artigiani del food and wine che hanno portato ciascuno un pezzo della terra d’origine nelle proprie ricette. Una serata trascorsa in armonia, colorata da volti sereni e sorridenti, entusiasti di prendere parte ad un’iniziativa solidale e al contempo di godere delle tante squisitezze enogastronomiche che gli chef con generosità hanno presentato al pubblico. Una passeggiata alla Masseria Guida tra piatti colorati, profumi e vini di qualità Durante l’evento che si è svolto alla Masseria Guida il 25 giugno, è stata lunga e piacevole la passeggiata tra le varie pietanze, un trionfo di colori e aromi che avvolgevano i presenti, attirandoli ai piatti con la stessa curiosità che spinse Ulisse dalle Sirene. Ma stavolta la scoperta non ha deluso ed è stata all’altezza delle aspettative. Tanti i piatti presenti ed oltre i classici abilmente rivisitati come i tranci di pizza e la pizza fritta di Francesco Gallifuoco, la salsiccia piccante cotta alla brace, i latticini del Caseificio Chirico e i tartufi di TartufLanghe, anche pietanze più elaborate. Tra i tanti chef, ha preso parte con la sua arte culinaria all’evento benefico anche la chef Fabiana Scarica. Miglior chef emergente Sud Italia 2013 e miglior giovane chef del 2016 con il premio ‘Vent’anni”, ha presentato la “Giardiniera di sgombro”.  La ricetta prevede lo sgombro in giardiniera,  chiamato così perché lo sgombro viene cotto come fosse in giardiniera, quindi la parte acida viene rappresentata dallo sgombro, mentre le verdure, che di solito sono in giardiniera, vengono qui scottate o fatte in crema ed accompagnate da miele al peperoncino e da polvere di olio di sesamo. Altri piatti che hanno attirato l’attenzione sono state due rivisitazioni di piatti classici. La “caponata siciliana”, resa con acqua di pomodoro, crostini e alici sotto sale, e la reinterpretazione della “panzarella”. Questo piatto tipico della regione toscana, una sorta di caponata fatta a base di zucchine, melanzane, peperoni e pomodori, che è stata trasformata in un gelato con alla base un biscotto al pepe, quindi una sorta di frolla speziata, e un’alice in carpione, ossia fritta e poi marinata. Un piatto che gioca sulle temperature e le consistenze. Anche per le bevande c’era un’ampia scelta, a partire dalla possibilità di dissetarsi con la birra o di degustare vini bianchi e rossi. Tra i vari, il birrificio artigianale DonJon e quello Menabrea di “Il Torchio” si sono presi cura degli amanti […]

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