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Eroica Fenice

Napoli e Dintorni

Non solo sole, nail bar. Intervista a Federico Fashion Style

Il mese di ottobre porta a Napoli una ventata di glamour con l’apertura di “Non solo sole”, un esclusivo nail bar in via San Gennaro ad Antignano. Il 5 ottobre è stata inaugurata la seconda sede di quest’attività, frutto del piglio imprenditoriale di Roberta Totaro e del suo compagno Nicola, i primi a proporre su suolo partenopeo una simile iniziativa. «Avevo 15 anni e per questioni economiche ho iniziato a lavorare – spiega Roberta Totaro – Mi sento tuttavia fortunata per due motivi: perché il mio lavoro è per me pura passione e perché all’età di 16 anni ho conosciuto Nicola, il mio attuale compagno, che, nonostante fosse un semplice operaio, mi ha aiutato ad avviare un finanziamento che mi ha consentito, all’età di 18 anni, di diventare titolare del centro dove lavoravo. Dopo quattro anni, anche grazie all’incitamento delle mie clienti, abbiamo aperto il nail bar… Siamo stati i primi a Napoli!» Non solo sole: la nuova sorpresa del mondo beauty napoletano Un connubio avanguardistico e che fa tendenza quello tra il bar e il mondo del fashion. L’innovazione sta nel potersi prendere cura della propria immagine sorseggiando elegantemente un cocktail a scelta. Abbiamo parlato con i giovanissimi titolari che confidano i tanti sacrifici che hanno dovuto fare per poter realizzare il loro sogno. Trattandosi di un’attività, è stato d’obbligo chiedere un finanziamento (con tutti i rischi che ciò comporta), fare un salto nel buio e rischiare, puntando tutto su questo progetto. La difficoltà è aumentata anche tenendo in considerazione la loro giovane età, la mancanza delle “giuste conoscenze” e le umili origini. Ma la clientela li ha sostenuti durante l’intero processo, incoraggiandoli ad aprire anche una seconda sede. “Non solo sole” è un luogo di ristoro, dove potersi abbandonare alle coccole e ritagliarsi del tempo per amarsi un po’ e risvegliare il lato sensuale che ogni donna ha dentro sé. Proprio per accogliere e cullare il cliente, la scelta di abbinare vini e cocktail a trattamenti di bellezza personalizzati è stata vincente. Sono messi a disposizione trattamenti come make-up, depilazione, massaggi, solarium, ma anche strade più innovative e specialistiche come microblanding, ossigenoterapia, radiofrequenza bipolare e il BBglow. Il progetto di Roberta e Nicola è stato positivamente accolto dall’intero mondo del beauty e del fashion. All’inaugurazione è intervenuto anche Federico Fashion Style, noto hair stylist che ha molto apprezzato l’innovativo connubio nail-bar e che è stato indirizzato al “Non solo sole” proprio da alcuni dei suoi clienti più famosi. L’occasione del nail-bar è coincisa con il suo trentesimo compleanno che ha festeggiato subito dopo al “White Pearl” di Casoria con un party a tema “Grande Gatsby”. Abbiamo avuto così modo di rivolgergli qualche domanda. Intervista a Federico Fashion Style Come ha scoperto questa sua passione e quando ha deciso di trasformala in lavoro? L’ho scoperta fin da subito perché diventare parrucchiere è stato uno dei sogni che volevo realizzare, quindi si può dire che ci sono nato con questo sogno. Cosa pensa di questo connubio nail-bar? Il connubio nail-bar […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Suggestioni all’imbrunire torna a Napoli con l’XI edizione

Con la sua undicesima edizione torna a colorare il panorama artistico partenopeo il format Pausilypon. Suggestioni all’imbrunire. Un evento che annualmente si concentra in poche serate per dare tutto il meglio di sè e diffondere l’arte con grazia ed eleganza. Il Palazzo Reale di Napoli ha ospitato all’interno delle sue stanze la conferenza stampa dedicata a questo appuntamento che i napoletani hanno imparato ad amare ed aspettare. La manifestazione si svolge grazie al Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus insieme alla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli. Dal 14 settembre al 6 ottobre saranno 4 gli appuntamenti da non perdere, ognuno comprensivo di un percorso attraverso la Grotta di Seiano, godendo del panorama che regala la posizione elevata dell’area e dei vini offerti dall’Associazione Ager Campanus. Gli spettatori verranno accompagnati fino all’area dei teatri dove si svolgeranno di volta in volta le performance. Il programma di Suggestioni all’imbrunire La rassegna si apre il 14 settembre con un ospite d’eccezione, Michele Placido, che insieme a Gianluigi Esposito ed Antonio Saturno condurranno i presenti in un viaggio poetico sulle note delle più belle canzoni napoletane. Serata d’onore è un recital in forma di dialogo con gli spettatori. Dalle opere dei grandi poeti nazionali a estratti di scrittori napoletani, si fa omaggio alla cultura italiana senza dimenticare le singole identità. L’appuntamento successivo si svolgerà il 22 settembre e sarà all’insegna dell’empatia e della passione. Storie di tango con la voce di Lello Giulivo, la fisarmonica di Rocco Zaccagnino e il contrabbasso di Aldo Vigorito darà vita ad un concerto-spettacolo che fa rivivere le atmosfere di Buenos Aires. Il tango argentino la farà da padrone attraverso le performance dei ballerini e la scelta musicale basata sui brani di Carlos Gardel e di altri famosi testi letterari inerenti al tango. Si prosegue con il 28 settembre che saluta il mese insieme ad Emanuele Giannini, Giovanni Di Giandomenico e Lihla. Paesaggi sonori coinvolge diversi artisti e cela inevitabilmente momenti di improvvisazione come filo conduttore tra le diverse discipline. Dal gong al violoncello, dal piano alla danza, ogni espressione troverà il suo spazio e la sua forma d’essere. Infine Suggestioni all’imbrunire saluta gli spettatori anche per quest’anno con l’ultimo appuntamento previsto il 6 ottobre con Prenda del alma. Si tratta del concerto di Luciano Biondini e Mauro De Leonardo, rispettivamente fisarmonicista e chitarrista. Il nome della serata riprende quello del loro ultimo disco, ma svela anche il fulcro della loro musica facendo riferimento ad una vecchia serenata messicana. Tra sonorità provenienti dal Sud America e omaggi ad Antonio Carlos Jobim, proseguirà il concerto che ingloberà al suo interno anche brani di autori jazz contemporanei. Suggestioni all’imbrunire tutti gli anni celebra insieme all’arte anche la bellezza, svolgendosi nel suggestivo Parco del Pausilypon. Un modo per tornare a contatto con i propri antenati romani ma anche con se stessi. Fonte immagine: suggestioniallimbrunire.org

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Libri

L’adolescenza e la lettura per comprenderla

L’adolescenza è un momento cruciale nella formazione dell’individuo. Si esplora la propria interiorità cercando una consapevolezza che non derivi da indottrinamenti esterni e che non può (ancora) nascere dall’esperienza. Ci si immerge appena nel mondo degli adulti svelandone le contraddizioni. Si scoprono nuovi comportamenti e nuove regole sociali che rendono gli amici di sempre un po’ meno “familiari” e i nuovi conoscenti dei rebus da decifrare. In tutto questo folle processo conoscitivo, l’adolescente è fragile come ferita viva a tutte le sollecitazioni emotive del mondo esterno. Ed è proprio in questa fase di vita che la lettura assume un ruolo fondamentale:, diventando una guida alla comprensione dell’universo umano e delle regole sociali, morali, interiori ed emotive che lo regolano. Un modo per stimolare la critica e la riflessione, pur lasciando intatta la libertà di pensiero individuale. Il libro aiuta, assiste, supporta e in alcuni casi fa sentire più forte l’appartenenza al genere umano e meno il senso di solitudine che lo attraversa. Ma quali sono i libri da consigliare durante l’adolescenza? Testi che spaziano da tematiche più profonde a letture più leggere, da spunti e picchi di riflessione a una sana lettura di svago. Ecco quelli pensati per voi. Letture per l’adolescenza “La Meccanica del cuore” di Mathias Malzieu racconta il sentimento amoroso nella sua complessità. In cima alla collina più alta di Edimburgo, una fredda notte nasce un bimbo col cuore di ghiaccio. La levatrice riuscirà a farlo sopravvivere applicando un orologio a cucù al suo cuoricino per farlo battere. Eppure il meccanismo è molto fragile e sentimenti impetuosi come l’amore potrebbero distruggerlo. Ma all’amore non c’è anima che sfugge e il giorno del suo decimo compleanno il giovane si innamora di una piccola cantante andalusa dalla voce ammaliante. Il romanzo segue le vicissitudini del giovane che lascerà tutto per trovare il suo amore. “Io sono nessuno” di Jenny Valentine è stato selezionato per il Premio Andersen 2016. Si segue la vita di Chap, un giovane che ha perso la famiglia in seguito ad un incidente. Il ragazzo, desideroso di entrare finalmente a far parte di una vera famiglia, si approfitterà di due sposi che lo hanno scambiato per il figlio scomparso anni prima. Chap finge di essere Cassiel ma la storia di infittisce quando scopre il mistero che si cela dietro la sparizione di Cassiel. “Parole Fuori”, casa editrice “Il Castoro”, è un libro – evento che vuole diventare un punto di riferimento per gli adolescenti. Riunisce dodici storie di diversi autori che si concentrano su un’ampia gamma di sentimenti attraverso le trame più disparate ricche di parole e immagini. Viene data voce alle emozioni e indagata la loro natura. Gli autori sono Pierdomenico Baccalario, Paola Zannoner, Silvana Gandolfi, Sara Colaone, Beatrice Masini, Lodovica Cima, Guido Sgardoli, Alessandro Baronciani, Antonio Ferrara, Luisa Mattia, Fabrizio Silei, Antonella Ossorio. “Sette minuti dopo la mezzanotte” di Patrick Ness è invece stato selezionato per il Premio Andersen 2012. Racconta la storia di Conor e di un mostro, che ogni notte gli fa visita in un […]

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Notizie curiose

Il misterioso mondo felino. Le razze di gatti più comuni

L’amicizia tra i felini e l’uomo affonda le sue radici nell’alba dei tempi. Un rapporto in continua evoluzione che ha visto il gatto vivere nei pressi del focolaio domestico sin dai primi insediamenti agricoli e villaggi. Al contrario di molti altri animali, questo sinuoso amico dal pelo morbido non ha mai mutato il proprio carattere né “corrotto” la propria identità in funzione dell’umano di turno, ciò ha portato a diversi fraintendimenti sul piano comunicativo considerando che invece molte altre specie animali hanno trovato il modo di farsi comprendere adottato atteggiamenti specifici. Si può considerare uno degli animali con le migliori tecniche di sopravvivenza (di cui la proverbiale diffidenza) tanto che non ha mai rasentato l’estinzione e capace di provvedere completamento a se stesso. Probabilmente è proprio qui la chiave della sua indipendenza e della sua identità: non avendo bisogno dell’umano per sopravvivere, non sente il dovere di adattarsi e di farsi accettare, piuttosto lo sceglie come compagnia alla pari. Il felino è l’animale per eccellenza della fierezza e dell’eleganza, il mondo della letteratura ne è da sempre ipnotizzato cercando di cogliere l’anima nelle lame luminose dei suoi occhi e soffrendo, spesso, per l’apparente indifferenza all’amore e all’odio da parte degli umani. Invece chi ha avuto modo di condividere il proprio percorso con un felino per abbastanza tempo, sa cogliere il suo amore discreto, le sottili dolcezze e le tenerezze vestite di capricci. I gatti ormai popolano l’intero pianeta, infinite sono le razze pure e ancora di più quelle nate da incroci, tanto che si potrebbe dire che con grande probabilità esiste qualche razza non ancora catalogata! Le razze di gatti più comuni Elencare tutte le razze esistenti sarebbe, quindi, impossibile ma abbiamo selezionato le otto più diffuse. L’Angora Turco è originario della Turchia, presenta una struttura fisica slanciata dal pelo lungo e bianco, anche se oggi se ne trovano con varianti di colore nero, grigio, rosso e marrone. Invece gli occhi sono spesso arancione, ma talvolta anche blu e in rari casi sono di colore impari. Il Certosino è un gatto di razza antica dal pelo corto e grigio e dagli occhi gialli. Sembra sia giunto in Francia grazie ai Cavalieri Templari di ritorno dall’Oriente. Il carattere di questo felino è molto affettuoso. il Devon Rex ha il pelo corto e la struttura slanciata che termina con due orecchie molto grandi. È originario dell’Inghilterra. Il gatto Europeo si riconosce, invece, per il pelo corto e la cosa lunga e sottile. Con questo nome viene identificato il classico randagio ma è considerato un gatto di razza, proprio come gli altri. Il Maine Coon è una delle razze più antiche e originarie del Nord America. Ha il pelo lungo e denso, con una bella coda soffice e il corpo grande; esteticamente è davvero molto bello e può avere diversi colori di pelo. Il gatto Persiano è una delle razze più diffuse e conosciute di felini. Molto bello e tranquillo, è scelto di solito per gli ambienti domestici. Dal lungo pelo, necessita di continue spazzolate per rimuovere quello in eccesso e […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Premio Eccellenze del Sud: torna con l’ottava edizione

Si è svolta l’ottava edizione del Premio Eccellenze del Sud ad Ercolano, nella suggestiva cornice di Villa Signorini dal fascino antico. La premiazione è un’occasione per festeggiare insieme i doni che il territorio offre sia in campo gastronomico che umano. Sono state infatti numerose le persone omaggiate per l’impegno mostrato nel valorizzare il Sud, molte delle quali col tempo sono riuscite a diventare anche simbolo stesso di questa nuova attenzione volta ad un territorio ricordato troppo spesso per le sue negatività e sempre troppo poco per la voglia di riscatto e per la lotta verso il riconoscimento del bello che porta con sé. “Premio Eccellenze del Sud” è ormai un appuntamento fisso nel panorama campano che riunisce i cittadini in un unico gesto d’amore verso la propria terra. Quest’anno per l’ottava edizione l’evento è stato affidato alla cantautrice Shara e al Maestro pizzaiolo Salvatore Di Matteo della napoletana Pizzeria dei tribunali, mentre la conduzione si è svolta egregiamente grazie al noto Luca Abete e alla giornalista Lorenza Licenziati. “Premio Eccellenze del Sud” una festa per tutti La serata si è svolta tra assaggi di pizza e fritture in un angolo appositamente allestito. Salvatore Di Matteo ha avuto modo di presentare agli ospiti una nuova frittatina di pasta in versione “total gourmet”, mentre il Maestro pizzaiolo Luciano Sorbillo ha colto l’occasione per proporre una nuova pizza dedicata al padre Rodolfo e per allietare gli ospiti a fine cena con una pizza dessert. L’elegante cena, invece, si è svolta grazie al lavoro dietro le quinte di Salvatore Di Matteo e del Resident Chef di Villa Signorini Vincenzo Borriello che, in linea con l’anima dell’evento, ha scelto un menù improntato ai sapori della cucina mediterranea. Mentre il dolce di fine pasto è stata una chicca del Maestro pasticciere Mario Di Costanzo con le sue mini-porzioni colorate. Un evento che si delinea come una vera e propria festa per tutto il Sud e come tale è stata gestita alternando le numerose premiazioni a momenti di svago e divertimento. Uno degli spazi dedicati alla musica è stato lasciato al giovane cantautore Patrizio Santo, che ha voluto in questo modo offrire il suo contributo alla campagna sociale “Non ci ferma nessuno” sensibile alla positività da trasmettere ai giovani. In tutta la sua potenza di voce si è esibita anche Shara con i suoi brani inediti grazie anche all’accompagnamento del pianista Enrico Sforza, del chitarrista Simone Picella, del bassista Luigi Castiello, del batterista Mauro D’Ambrosio, della violinista Stella Manfredi e del sassofonista Alessio Castaldi. Il culmine dell’intrattenimento si è verificato con la salita sul palco del comico Paolo Caiazzo che con il suo comic show si è guadagnato le risate del pubblico e il premio per la categoria “Personaggio tv”. La stilista Susi Sposito, invece, ha ritagliato uno spazio dedicato alla sfilata e alla moda con il fashion project “Il coraggio di essere Frida” lungo due anni che in autunno terminerà con una mostra di pezzi unici. Le premiazioni e i premiati “Premio Eccellenze del Sud” ha […]

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Food

Steven Raichlen a Napoli, il divo del bbq presenta Grills Italy

Steven Raichlen, il divo della griglia, è approdato su suolo partenopeo per presentare il suo nuovo libro “Grills Italy”. Una vita condotta dietro la griglia e viaggiando per il mondo con suo sguardo vispo da eterno giovane, è stata raccontata dallo chef in occasione dell’incontro avvenuto il 26 giugno a Napoli. L’amore per la griglia di Steven Raichlen nasce da un senso di appartenenza alla specie umana e dalla volontà di superare le barriere e gli ostacoli tra le diverse terre e culture. La griglia è una realtà gastronomica comune a tutte le culture culinarie del mondo! Questo gli ha permesso di viaggiare, di venire a contatto con chef e cuochi che hanno arricchito il suo bagaglio, ma anche di scoprire sapori nuovi e odori lontani da quelli prettamente americani. Un linguaggio comune, dunque, quello della griglia, che ha unito i cuori nel sapore prelibato di  carni cotte a puntino con le tecniche e i segreti del mestiere che lo hanno resto il re del barbeque americano. Dall’America lo chef ha portato uno sguardo attento, pronto ad assorbire novità e insegnamenti che il mondo gli ha riservato, e una lunga tradizione nel campo della griglia, vanto del Paese a stelle e strisce. “Grills Italy” di Steven Raichlen, un regalo d’amore all’Italia “Grills Italy” rappresenta un regalo che Steven Raichlen vuole farsi e vuole fare a tutti i suoi fan italiani. Si tratta infatti di un compendio di quanto appreso durante le riperse della serie “Steve Raichlen grills Italy”. Un viaggio lungo tutto lo Stivale che gli ha permesso per la prima volta non solo di visitare le splendide città italiane pregne di storia e cultura, ma anche di confrontarsi col lavoro dei nostri rinomati chef. Da Venezia al Delta del Po, da Firenze alla Carnia, Steven Raichlen ha avuto modo di scoprire i prodotti locali, le tradizionali tecniche di cottura, ma anche il lavoro che si cela dietro le quinte, interagendo direttamente con pescatori e produttori.  L’avventura di “Steven Raichlen grills Italy” può dirsi terminata, quindi, con il libro che lo chef si è presentato a firmare dopo la presentazione. “Grills Italy”, pagina dopo pagina, contiene una summa di 30 ricette che spaziano dai piatti più tradizionali a rivisitazioni moderne, affiancate alle bellissime foto di Paolo Della Corte. Per l’occasione è stato scelto il Rooftop di Giappo Academy, che ha regalato una bella vista sul mare di Napoli, sovrastato sempre all’orizzonte dall’iconico Vesuvio. Un Aperi-Divo glamour che ha spogliato lo chef dell’alone da divo e lo ha fatto conoscere in tutta la sua gentilezza e umiltà di uomo legato ai piaceri semplici della vita. La serata si è svolta sulle note del jazz di un’esibizione live e tra degustazioni di vini e birre, rispettivamente dell’Antica Masseria Frattasi e dell’azienda Theresianer. Squisite carni, cotte al momento, hanno accompagnato le bevande e Steven Raichlen ha avuto modo di mostrare dal vivo le sue doti dietro la griglia, affiancando il maestro macellaio griller Sabatino Cillo di Airola. Così lo chef con “Grills Italy” […]

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Food

Cenando sotto un Cielo Diverso 2019, fra cucina e solidarietà

Torna l’evento più atteso della stagione, un’occasione di incontro per tutti gli appassionati di gastronomia e gli addetti ai lavori che nel corso degli ultimi dieci anni ha esteso la sua fama a macchia d’olio sul territorio campano. Si tratta di “Cenando sotto un Cielo Diverso” e della sua decima edizione, che coniuga ancora una volta il gusto e la solidarietà. Un buon gusto che non si esprime soltanto nelle squisite pietanze messe a disposizione degli ospiti, ma anche nella scelta della location con l’elegante Castello di Lettere. “Cenando sotto un Cielo Diverso” sposa l’amore per la gastronomia con la solidarietà Il format è frutto dell’idea di Alfonsina Longobardi e nasce dalla volontà di far fronte comune per accogliere la diversità partendo dal proprio piccolo e sperando che questo possa cambiare il futuro della nostra società. “Cenando sotto un Cielo Diverso” invita 115 chef che, uniti dalla passione della cucina e a braccetto con aiutati diversamente abili, daranno vita a piccole prelibatezze alla portata di tutti. Un evento che coglie l’occasione per valorizzare non solo i prodotti, ma anche le bellezze paesaggistiche di un territorio fertile, che mai come in questo periodo storico sta lottando per ricevere il giusto e meritato apprezzamento. Così il format si svolge in due diverse location nella stagione invernale ed estiva: il 30 giugno sarà la volta del Castello di Lettere pronto ad ospitare in tutta la sua storia questa kermesse all’insegna della solidarietà. Il progetto ha le sue radici anche nell’Associazione “Tra cielo e mare” che sostiene tutte le persone affette da disagi fisici e psichici, cercando di superare le barriere che le dividono dalle persone “normali”. Il rispetto della diversità passa attraverso il buon gusto, come cita il messaggio di questa edizione di “Cenando sotto un Cielo Diverso”, ed è proprio con tale spirito e motivazione che Alfonsina Longobardi – psicologa, sommelier ed esperta di food & beverage – ha mosso i suoi passi nell’Associazione e nella kermesse alle porte. Un evento solidale all’insegna del buon cibo rispettando la migliore delle tradizioni campane, quella culinaria. Davanti un buon pasto saporito si appianano da sempre tutte le divergenze e dietro ai fornelli si crea un’alchimia che non conosce barriere o ostacoli, ma solo passione e dedizione. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza Per questa decima edizione “Cenando sotto un Cielo Diverso” si propone ancora una volta di devolvere il ricavato ad azioni benefiche, nella fattispecie per la costruzione di un laboratorio ludico didattico per persone affette da sindromi schizofreniche. Per raccogliere i fondi necessari, la serata sarà allietata non soltanto da cibo di qualità ma anche da spettacoli accattivanti. Sul piccolo palco appositamente adibito per l’occasione, introdurrà gli ospiti Ida Piccolo con la partecipazione del mentalist Luca Volpe – tutor del programma Rai “Detto Fatto” -, del modello e attore Nicola Coletta e del cantautore Luigi Libra. Con il patrocinio del Comune di Lettere, Slow Food, FIS e Parco Archeologico del Castello di Lettere, il 30 giugno la serata si svolgerà all’insegna della cucina […]

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Musica

Il rock esplode con il tour dei Negrita al teatro Augusteo

Sono approdati al teatro Augusteo di Napoli i Negrita per i 25 anni di carriera. La band, più in forma che mai, si è esibita in tutti i più grandi successi che ne hanno decretato la notorietà. 25 anni di rock’n’roll che con il 25th Anniversary Tour vengono celebrati per tutto l’anno nei teatri d’Italia, cambiando volto in ogni stagione e regalando scalette e performance sempre nuove e diverse. I Negrita con la profonda voce di Pau (Paolo Bruni), le chitarre di Drigo (Enrico Salvi) e Mac (Cesare Petricich) insieme a Giacomo Rossetti, Guglielmo Gagliano e Cristiano Dalla Pellegrina hanno sostenuto uno show al meglio delle loro possibilità coinvolgendo il pubblico fino a capovolgere i ruoli: la platea a cantare e la band a tenere il ritmo! Negrita – La teatrale: il tour dei più grandi successi I Negrita hanno portato il rock italiano sul palco di un teatro tradizionale, tra le ordinate poltroncine sistemate e il solenne silenzio dell’ambiente. È bastato poco per rompere il ghiaccio, perdere la compostezza richiesta dalla location e irrompere con tutta l’energia dei loro brani, trascinando spontaneamente il pubblico sotto al palco per cantare, ridere e ballare insieme a questi eterni ribelli anni 90. Le canzoni proseguivano come un’onda tra i tanti successi della band. Si navigava da “Rotolando verso sud” a “Gioia infinita”, si ballava e saltava sulle note di “Radio Conga” come di “Mama Maé”, si cantava d’amore con “Greta” e “Magnolia”. Canzoni più riflessive, seppur sempre dalle riconoscibilissime sonorità del gruppo, con “Che rumore fa la felicità” e “Dannato vivere”, la splendida “Ho imparato a sognare” ed “Hemingway”, “Il giorno delle verità” e “La tua canzone”. Una selezione musicale che ha incontrato il favore del pubblico con una prima metà più emotiva e nostalgica ed una seconda parte dello show più esplosiva. Dal palco l’immancabile Drigo ha come sempre scherzato con il suo pubblico in un gioco di ammiccamenti e provocazioni, mentre Pau metteva l’anima nella sua voce e si mescolava nella commozione generale. Un tour che non è solo una summa degli anni passati, ma anche un grande e sentito abbraccio che i Negrita danno al loro pubblico così vasto ed eterogeneo. Un’occasione per ritrovarsi e celebrare la vita, perché in fondo è questo lo spirito che da sempre ha animato la band: un sorriso sempre luminoso, una consapevolezza che non sfocia mai in angustia, una libertà d’animo e di pensiero e un invito sempre a vivere con coraggio, preservando la propria diversità ed identità. “Non sappiamo bene perché, ma più divertiamo grandi e meno abbiamo voglia di stare a casa. Vogliamo festeggiare tutto l’anno insieme a voi, quindi mettete in valigia abiti adatti a tutte le stagioni. Per l’autunno vogliamo tenervi ancora un po’ sulle spine, ma fidatevi: sarà un party senza fine!”

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Teatro

Il teatro Sannazaro presenta una stagione ricca e variegata

Il teatro Sannazaro di Napoli è riconosciuto dai cittadini partenopei come il teatro della tradizione, dove trovano giusta collocazione le prose più classiche. Con al sua elegante struttura, i decori dorati e i rivestimenti di pregio, mantiene un forte legame con le sue radici, rispettando e salutando anche il pubblico della contemporaneità. Ma quest’anno, la stagione teatrale 2019-2020 fa un salto definitivo nella scelta degli spettacoli offerti. Seppure la propensione a restare attento e vigile nei confronti delle proposte più moderne si era già fatta notare negli ultimi anni, il nuovo programma porta definitivamente a compimento questa visione. Un cartellone ricco di offerte, che spazia dai modelli dei grandi classici ad innovative proposte contemporanee con la regia e le performance di artisti noti e giovanissimi talenti. Stagione teatrale 2019-2020 tra tradizione e modernità La nuova stagione stringe, forte la mano al teatro più tradizionale con spettacoli che vedono il coinvolgimento di artisti del calibro di Peppe Barra con I fantasmi del Monsignore. A seguire Eduardo Traglia con Quanto spazio tra di noi che lo vedrà protagonista con Veronica Mazza; Enzo de Caro in Non è vero ma ci credo di Peppino de Filippo per la regia di Leo Muscato. Il nuovo Cafè Chantant di Lara Sansone un vero classico del teatro Sannazaro, Masaniello di Armando Pugliese ed Elvio Porta, con un cast numerosissimo e con la partecipazione di Leopoldo Mastelloni. Una Tragedia Reale di Giuseppe Patroni Griffi per la regia di Francesco Saponaro con Andrea Renzi, Lara Sansone, Luciano Saltarelli, Ingrid Sansone. Il nuovo lavoro di Benedetto Casillo,  I papà nascono negli armadi ed ancora Casa di frontiera scritto e diretto da Gianfelice Imparato con Francesco Procopio. Non mancano, come anticipato, le incursioni dedicate al teatro contemporaneo sotto l’ala degli eterni modelli Platonov di Anton Cechov con Michele Sinisi, ma anche Tutta casa letto e chiesa di Dario Fo e Franca Rame con Valentina Lodovini. Un borghese piccolo piccolo di Vincenzo Cerami con Massimo Dapporto. Pochos uno spettacolo di Benedetto Sicca; Molière/Il Misantropo diretto ed interpretato da Valter Malosti, Non Farmi perdere tempo con Lunetta Savino per la regia di Massimo Andrei. Cassandra con Elisabetta Pozzi, Trascendi e Sali con Alessandro Bergonzoni. L’opera olofonica di Luca Cedrola, Offelia, con Graziano Piazza e Viola Graziosi che si avvale delle musiche di Arturo Annecchino. Modo Minore con Enzo Moscato. Ettore Bassi nel Sindaco Pescatore, tratto da Dario Vassallo testi di Edoardo Erba per la regia di Enrico Maria Lamanna. E Scende giù per Toledo di Giuseppe Patroni Griffi, con Arturo Cirillo. Il cartellone prosegue nella presentazione degli spettacoli di riconosciutissime identità artistiche che andranno in scena le Prime di Settimana, aprendo le porte del teatro Sannazaro anche nei giorni non classicamente dedicati al teatro. Si tratta di Tornò al nido di Titina de Filippo diretto ed interpretato da Antonella Stefanucci con Carmine Borrino, Luciana de Falco, Gino Curcione, Adele Pandolfi, Eva Sabelli  ed ancora Moby Dick, la bestia dentro regia di Davide Sacco con Stefano Sabelli e Gianmarco Saurino. Nummere spettacolo sull’antica arte della tombola napoletana di e con Gino Curcione; Io […]

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Food

Al So Zen di Pompei l’Oriente incontra l’Occidente

 So Zen, il piccolo gioiello del Tiberius | Riflessioni A Pompei, proprio vicino ai suoi scavi rinomati in tutto il mondo, sorge il Tiberius e la sua terrazza So Zen, dalle atmosfere e dai colori orientali. Pasquale Nina e Karine Compain, proprietari e manager del Tiberius, si sono lanciati in questa nuova ed originale idea: ricreare sulla terrazza del complesso un giardino marocchino in cui ospitare i propri ospiti alle ultime luci del tramonto. Un lounge bar che si presta a molte cose diverse a seconda dei giorni della settimana in cui ci si vuole recare. Serate dedicate al mondo arabo con spettacoli di danza del ventre, tatuaggi henné e narghilè analcolico, ma anche notti moderne accompagnate dalla musica del dj set. Drink e cucina gourmet per l’inaugurazione della terrazza So Zen In occasione dell’inaugurazione del So Zen, sono stati proposti diversi assaggi provenienti dalla drink list e dal menù del locale. La serata si è svolta tra cuscini piatti e piccoli tavolini etnici, luci soffuse e leggeri gazebi, che hanno fatto viaggiare i presenti nel lontano Marocco. Un piccolo banchetto di dolci del pastry chef Graziano Notarnicola ha accolto i presenti tra i più disparati colori e sapori; creme con estratti di frutti e i più classici bignè sono stati accompagnati da un leggero spumante in apertura della degustazione. Piccoli assaggi di cucina ad opera dello chef Francesco Lombardo e del suo staff hanno deliziato i palati. Innovative le combinazioni di carne e pistacchio, ma anche le rielaborazioni di creazioni generalmente ascrivibili alla cucina giapponese e qui rivisitate secondo i gusti e i prodotti della cucina mediterranea. Il menù del So Zen mette a disposizione del cliente una vasta scelta di cocktails. Il bartender manager Marco Carrara si è esibito nella preparazione di diversi cocktail di benvenuto il cui minimo comune denominatore era la presenza di elementi legati all’alimentazione mediterranea ma trasposti in drink. Un esempio ne è la sua nuova invenzione ispirata alla classica pizza napoletana: il Ciliegino, ottenuto con gin maré, sciroppo di pomodorino e lime, il tutto guarnito da profumate foglie di basilico. Con tecniche di aromatizzazione e gustose spume, i diversi drink hanno sorpreso e conquistato; tra tutti si ricorda il Dolce So Zen dalla leggera spuma di champagne in contrasto con i sapori un po’ più aspri del cocktail stesso. Al So Zen è possibile bere quanto mangiare, infatti la terrazza all’aperto è provvista anche di un piccolo forno per cucinare le classiche pizze napoletane. Proprio con una fumante Margherita si è conclusa l’inaugurazione, offrendo soltanto uno sguardo sull’ampia scelta del menù, che unisce i piatti della cucina mediterranea e alcune pietanze arabe (prime fra tutte le tajine e l’hummus). La terrazza del Tiberius si presta davvero a diversi tipi di serata grazie allo sguardo dei proprietari che hanno saputo unire gli aspetti migliori della cultura araba e di quella mediterranea. Sono state sapientemente ricostruite le suggestive atmosfere arabe e proposti alcuni dei sapori marocchini ma stemperati dai classici prodotti mediterranei e dalla tradizione […]

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Napoli e Dintorni

Napoli muore dal ridere con Innamorato perso di Enrico Brignano

Dopo aver già fatto tappa in altre città d’Italia collezionando successi su successi, l’ultimo spettacolo di Enrico Brignano arriva anche a Napoli. “Innamorato perso” è una dichiarazione d’amore alla vita ed un ringraziamento sincero e spontaneo al pubblico, che lo ha supportato in questi suoi quasi 30 anni di carriera. Brignano sale sul palco del Teatro Palapartenope di Napoli un po’ timoroso – lo scopriremo solo a fine spettacolo, perché tanta bravura e tanti anni di esperienza non lo fanno minimamente notare – ma bastano le prime battute per farsi accogliere dal cuore dei napoletani. Uno spettacolo onesto, che per questo 2019 ha scelto l’amore come tematica centrale. In tempi dominati dall’odio, dalla prevaricazione, dall’indifferenza al dolore degli altri e del Pianeta stesso, Brignano vuole riportare tutti ai tempi puri dell’infanzia, quando a dominare erano i sentimenti e la bontà d’animo, l’amore, appunto. Comincia così, tra una dichiarazione d’amore paterno a sua figlia Martina e una strizzatina d’occhio alla compagna, a riportare alla mente i primi amori tra i banchi di scuole, le prime illusioni e delusioni. Brignano coinvolge, cattura, conquista Lo spettacolo procede per due ore senza mai perdere l’attenzione del pubblico e cavalcando l’onda quando si verificano inaspettati malfunzionamenti e imprevisti, riuscendo ad utilizzarli per sommare soltanto altro brio all’esibizione. Due ore di risate a pancia piena e lacrime agli occhi in cui è riuscito tramite la risata anche ad accarezzare tematiche attuali ed urgenti. Dall’inquinamento della plastica che uccide i mari, la Brexit e l’atteggiamento anglosassone in generale nei confronti dell’Europa, all’inquinamento che sporca e inorridisce la nostra capitale, Roma, e molto altro. Accompagnato da un formidabile e scattante corpo di ballo, è riuscito dove spesso i comici italiani falliscono: regalare al pubblico una comicità pulita ed elegante senza scadere nel volgare, nel mimo esasperato e nel qualunquismo satirico. Le luci hanno accompagnato i vari momenti dell’esibizione con sfondi molto colorati e luminosi, immagini moderne con un pizzico di vintage ed effetti molto delicati, che non distoglievano mai l’attenzione dallo spettacolo in atto. Le tematiche sono state tante e i complimenti si sprecano per i tempi comici, le pause riflessive al momento giusto e dalla durata perfetta, l’alternanza studiata ed armonica tra momenti di “ripresa”, di sorriso e di risata esplosiva. Uno show che è proseguito perfetto dal primo all’ultimo momento. Oltre la varietà delle battute, le intramontabili personificazioni della donna di turno tra madre e compagna, i dialetti sempre complici e rispettosi, Brignano omaggia Napoli, inserendo ogni volta possibile riferimenti ai cittadini partenopei, che apprezzano la premura. Lo show-man è davvero innamorato perso, ha trasmesso il suo amore per la vita a tutti i presenti in sala e ha chiuso lo spettacolo con un saluto speciale all’amico Fabrizio Frizzi, in occasione dell’anniversario della sua dipartita, mandandogli una risata e un caldo pensiero.   Fonte immagine: https://i0.wp.com/www.toscanaeventinews.it/wp-content/uploads/2019/01/brignano_foto-2019-pic-e1548753167223.jpg?resize=730%2C548&ssl=1

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Cinema e Serie tv

Intervista a Diego Macario. Il coraggio di guardare avanti è un inno alla speranza

È stato presentato al Plaza di Napoli, in anteprima nazionale, il cortometraggio “Il coraggio di guardare avanti”, scritto, diretto e interpretato dall’attore e regista Diego Macario. Il progetto è nato in collaborazione con l’associazione “Angeli della Finanza“, con cui Macario condivide l’attenzione ad un tema molto sensibile di questi ultimi tempi: la crisi imprenditoriale. Realizzato con la partecipazione di Marilù Armani, Carmine Imbimbo, Nino de Santis e Paolo Perrotta, contiene le musiche originali di Luigi Scialdone – premio Donatello per le musiche di Gatta Cenerentola -. Nel corto si parla della crisi e di come si possa tradurre nel tentato suicidio da parte di chi viene repentinamente travolto dalla vergogna di perdere il proprio lavoro. Una storia verosimile che racconta il dramma personale di un uomo e del suo percorso per uscirne, intessendo un forte legame tra arte-cultura ed imprenditoria. Diego Macario con la sua produzione cerca di mandare un messaggio di speranza e di analizzare una crisi di cui i media parlano ancora poco. Lo abbiamo intervistato, per saperne di più. Intervista a Diego Macario Lei ha scritto, diretto e interpretato il cortometraggio “Il coraggio di guardare avanti”. Ci può raccontare di cosa parla? È un cortometraggio che descrive i momenti drammatici vissuti da un imprenditore, durante il peggiore periodo della crisi economica, che fu costretto a chiudere la propria attività, ritrovandosi poi soffocato dalle mancate commissioni, dai debiti e dall’aumento delle tasse. Il protagonista si trova al balcone e racconta ad uno suo fantomatico vicino di casa, ma più in generale al pubblico, la sua storia che finirà a lieto fine. La scena prende spunto dalla famosa scena del “caffè” tratta dall’opera “Non ti pago” di Eduardo De Filippo, al quale ho voluto rendere omaggio. Nel corto ci saranno delle similitudini anche con il clima attuale che cambia d’improvviso, così come può cambiare la vita inaspettatamente. Viene dato risalto alla realtà vissuta da molte piccole e medie aziende costrette dalla crisi economica a cessare la propria attività. Come è nata l’idea di trattare questo tema in particolare? Anni fa anche io avevo un’attività autonoma e proprio in quel periodo storico, mi sono ritrovato a “chiudere i battenti”. Da quel momento ho scelto di “rinnovare” la mia vita lavorativa attraverso l’arte ed il teatro ed oggi è il mio unico lavoro. A distanza di anni, ho avuto modo di incontrare l’associazione Angeli della Finanza, che si occupa di sostegno alle famiglie e agli imprenditori in difficoltà, con la quale, vedendo numeri spaventosi circa i tanti suicidi avvenuti (e che avvengono ancora oggi), ho proposto il mio progetto artistico, allo scopo di creare uno spunto di riflessione per dare utili informazioni a coloro che ne hanno bisogno. Nel suo percorso artistico ha spesso prediletto ruoli comici. La comicità è uno strumento da sempre usato per affrontare e dare risalto a tematiche sociali. Come mai in questo corto ha prediletto un approccio più “drammatico” e “realistico”, abbandonando il linguaggio comico? La comicità è il genere di teatro che preferisco e mi appartiene […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Vesuvio Wine Forum al MANN: tutti uniti nel nome del vino

Al MANN il convegno Vesuvio Wine Forum, per la valorizzazione del vino. I vini, sangue del territorio vulcanico, hanno nella regione campana e particolarmente a Napoli, una storia che scava indietro nel tempo fino ai tempi gloriosi degli dei e delle dee. Traccia delle prime tradizioni enologiche antiche si hanno già con Aristotele (III-II sec. a.C.), ma le citazioni abbondano con descrizioni del “Coda di volpe” ma anche del “Piedirosso”, nominato da Plinio nella sua “Naturalis Historia”. Vini rossi come la lava e bianchi come raggi di sole popolano la tradizione partenopea e sono parte integrante della sua cultura. Proprio da questa profonda consapevolezza è nata l’idea del “Vesuvio Wine Forum”, un programma di due giorni (3 e 4 marzo) completamente dedicato al vino e ai vitigni campani. nato dalla collaborazione tra il Consorzio tutela vini Vesuvio e Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. «Si narra che un pezzo di Paradiso precipitò nel Golfo di Napoli quando Lucifero fu scacciato. Cristo, addolorato per la perdita di colui che era stato l’angelo più buono, pianse. Là dove caddero le sua lacrime, nacquero delle viti il cui vino si chiamò per questo Lacryma Christi.» L’evento è stato comprensivo di numerosi incontri volti a dare il giusto risalto alle diverse sfere culturali e scientifiche che ruotano intorno la creazione e la fruizione del vino. Si è posta particolare attenzione al futuro del settore enologico nel rispetto della sostenibilità e dei cambiamenti climatici che interessano i suoli vulcanici. Un interessante approccio a tutto tondo al mondo della viticultura terminato nel più incantevole dei modi, con una degustazione dei principali vini campani prodotti dalle diverse aziende – tra cui rossi, bianchi e rosè di Piedirosso, Coda di volpe e Lacryma Christi. Vesuvio Wine Forum: il tempio della cultura ha aperto le sue porte a Bacco Camminare tra le statue greche e romane, sorseggiare tranquillamente uno spumante tra le vene in tensione di Ercole, le stele funerarie egizie, la seria ritrattistica romana; degustare un vino rosso sotto gli occhi ilari dei fauni e del dio Bacco è stato possibile grazie alla scelta d’avanguardia del Direttore del MANN, Paolo Giulierini: «Non poteva non avvenire qui questo convegno perché il Museo era il tempio del vino, della storia della viticultura sia sotto il profilo artistico sia sotto il profilo dei reperti “paleobotanici”, che si ritrovano in questi giorni nella mostra Res Rustica che contempla anche una sezione dedicata al vino. […] Questa prima tappa potrebbe essere anche un bello scenario per portare non solamente gli oggetti archeologici ma una bella selezione di questi prodotti […] Credo che oggi tutti qui insieme stiamo dimostrando che anche nell’analisi e nella valorizzazione dei problemi territoriali ed economici non si possa più andare per conto proprio: le università, i musei, gli istituti scientifici, i consorzi devono far parte di un’unica squadra e devono avere a monte nella programmazione degli obbiettivi condivisi.» L’incontro del 4 marzo ha visto prendere la parola Nicola Matarazzo come Direttore Vesuvio Consorzio Tutela Vini, Antonio Di Gennaro come […]

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Culturalmente

WeWorld Onlus, una organizzazione italiana per la difesa dei più deboli

Il mondo è un posto meraviglioso. Potrebbe esserlo se le persone guardassero con empatia e agissero con bontà. Sostenere un bambino a distanza significa diventare il vento invisibile che gonfia la vela, la mano amica e il sorriso rassicurante. Con WeWorld Onlus (www.weworld.it ) Bastano 25 euro al mese per fare la differenza. Con il sostegno a distanza una bambina cambierà la sua vita: potrà andare a scuola con i suoi amici, essere curata se si ammala e crescere sotto un’invisibile ala protettrice, la tua! L’istruzione le consentirà di costruirsi un futuro, di conoscere i suoi diritti, di riconoscere tentativi di abusi e ingiustizie. Spesso una bambina nata in condizioni di povertà viene vista come un peso ulteriore da sfamare. Le famiglie così, per riuscire a sostenersi e per cercare di assicurare un futuro alla figlia, la danno in sposa ad un uomo molto più grande di lei. Ha inizio un vero ciclo di dolore: il matrimonio porta ad abusi domestici e a gravidanze precoci. Il corpicino di una ragazzina di 15 anni non sempre è in grado di sostenere il parto, questo insieme alla mancanza di servizi igienici e sanitari di base portano spesso alla morte della mamma e del nascituro. Quando persistono problemi economici, le ragazze sono costrette a prostituirsi rischiando ogni giorno di contrarre HIV. Attraverso il sostegno a distanza si può fermare tutto questo! La vita di una bambina può davvero cambiare. Con il tuo aiuto le garantirai pasti sano, visite mediche periodiche e la possibilità di studiare. La scuola è un posto sicuro nel mondo, dove trovare aiuto, risposte e dove costruirsi il proprio futuro. Al suo interno viene anche fornito supporto psicologico e legale alle ragazzine vittime di abusi e vengono individuati i casi di futuri matrimoni forzati. Il sostegno a distanza è una carezza mandata da lontano, il sorriso gentile di chi aiuta una bambina a condurre la sua vita, ad avere possibilità e opportunità di crescita fornendo gli strumenti per vivere serenamente. Il sostegno a distanza rende libera una bambina di costruirsi il proprio domani!  

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Food

La 1a edizione del calendario “Un anno da chef” debutta a Pompei

Quest’anno per gli amanti del food ha inizio una nuova tradizione da non perdere. Il calendario Un anno da chef ripropone per ogni mese 12 chef selezionati per esseri distinti nella loro bravura dietro i fornelli. L’idea nasce dal fotografo Gianni Cesariello e dalla dott.ssa Allegra Ammirati e mira a riproporre l’immagine dello chef diversa da quella proposta dai tanti spettacoli televisivi incentrati sulla cucina oppure dall’idea predominante serie e rigida. Sì, perché una delle principali qualità che bisogna possedere per creare dei piatti splendidi è la creatività, il genio culinario e la capacità di saper restare nei canoni per poterli poi rompere con un’idea innovativa. La prima edizione di Un anno da chef debutta nel ristorante Il Principe a Pompei La serata, che ha avuto come cornice il magnifico ristorante Il Principe a Pompei, è stata inaugurata da un’ospite d’eccezione, lo chef Alfonso Iaccarino, Ambasciatore della Dieta Mediterranea, presente anche nel calendario in copertina. Dopo tanti anni di attività nel settore gastronomico, si è lasciato andare in un racconto sulla propria vita, i traguardi e i sogni realizzati e da realizzare ancora, fondendo vita e padelle in un’esperienza, come la sua, che riscopre la vita e la sua essenza proprio in cucina, dietro le quinte. «Per noi la grande cucina si fa nel campo, come i grandi vini in vigna. Il cibo è frutto di cose semplici: amore, passione, onestà, cultura, antropologia, storia. È vita dei popoli. Tanti sono i messaggi e le emozioni che il cibo e la cucina sono in grado di esprimere e di trasmettere. Ho sempre sentito forte dentro di me una grande responsabilità ed è per questa ragione che, mia moglie ed io, nel 1985 cominciammo a seguire la filosofia del biologico, tramite la nostra azienda agricola biologica Le Peracciole.» L’amore in cucina come base per il successo Con questo calendario nel 2019 gli chef fotografati entreranno con ironia nelle case degli italiani, portando con sé il fondamentale monito a divertirsi in cucina, perché le emozioni in un modo misterioso trapelano dai piatti e se non si sorride tra un fornello e un piatto, non serve a nulla cimentarsi nell’impresa. Dodici sono i professionisti fotografati distintisi per la loro bravura nel settore. Lo chef Aniello Abagnale è un “Personal Chef”, entrato a soli 14 anni per la prima volta in una cucina professionale, ha capito pian piano che questo era il suo sogno per poi immergersi in quest’avventura collezionando esperienze in rinomati ristoranti locali ed esteri. La sua passione lo ha portato a partecipare a vari Saloni ed Esposizioni Culinarie per l’Europa, ma anche ai mondiali in Germania, Austria e Svizzera collezionando medaglie dal bronzo all’argento. Lo chef Angelo Borghese, anche lui “Personal Chef”, vanta un lungo curriculum che lo attesta anche in Francia e Svizzera. Le sue creazioni si basano sempre sul rispetto degli ingredienti, prediligendo i prodotti stagionali e locali da reinterpretare ricercando sempre nuove evoluzioni all’interno della propria cucina. Il calendario prosegue mostrando lo chef Ciro Campanile, ” Executive Chef dell’ Elisabetta-Luxury Events”. Conosciuto per aver […]

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Comunicati stampa

Il “Premio Massimo Troisi” porta il sorriso a San Giorgio a Cremano

Il “Premio Massimo Troisi” porta il sorriso a San Giorgio a Cremano. La sua XVIII edizione si svolgerà durante tutto il mese di dicembre con tante novità e con una kermesse che strizza l’occhio alla comicità nazionale senza mai dimenticare le proprie origini e radici. I diversi luoghi che hanno accompagnato nella sua crescita Massimo Troisi ospitano oggi i numerosi spettacoli gratuiti e aperti al pubblico. Un’edizione che abbraccia il mondo del sorriso a 360° con l’indizione di diversi concorsi, i cui bandi resteranno aperti fino al 14 dicembre. Le competizioni nella categorie Attore Comico, Scrittura Comica e Corto Comico non saranno le uniche occasioni per esibire il proprio talento, infatti al Cremano Talent potranno dar prova della propria bravura tutti i giovani artisti sul territorio senza restrizioni di età o categoria. “Premio Massimo Troisi”, la presentazione del programma L’evento è stato presentato in una conferenza stampa durante la quale hanno preso la parola i responsabili della sua organizzazione, cogliendo l’occasione per illustrare il ricco programma previsto per la manifestazione di quest’anno. Il Sindaco Giorgio Zinno e il Direttore Artistico Paolo Caiazzo hanno inaugurato il dibattito, poi la parola è passata al regista Stefano Veneruso e la sceneggiatrice Anna Pavignano, con l’artista Lello Esposito, per entrare nel dettaglio delle novità che caratterizzano la XVIII edizione. “Quest’anno il Premio è diventato maggiorenne. Alla XVIII edizione vi saranno conferme e novità – ha dichiarato il Sindaco Zinno – Il “raggio Troisi” si è allargato con ospiti nazionali senza mai dimenticare lo spirito originario della kermesse che si basa sulla ricerca e valorizzazione dei talenti comici. Grazie alla Regione Campania che ha dimostrato di credere nel nostro Premio investendo sulla nostra città”. “Spettacoli, mostre, eventi, ospiti, concorsi: un grande evento contenitore culturale nel nome e nel ricordo di Massimo: questo è il Premio Troisi che mi pregio di dirigere per il secondo anno come Direttore Artistico – ha detto Caiazzo al margine della conferenza – accanto a me ho voluto per questa edizione le persone che hanno Massimo nel cuore e che hanno trascorso con lui momenti importanti di vita: è il caso di Enzo Decaro, Stefano Veneruso, Anna Pavignano come anche Gianni Minà. Il cuore quindi è al centro di questa edizione per il campus medico cardiologico, per il nuovo trofeo il “Minollo d’oro” di Lello Esposito e tante attività organizzata da uno staff che, nel nome di Massimo Troisi, ci sta mettendo… il cuore. E poi ci sono i giovani, che saranno i veri protagonisti della kermesse dedicata al talento e alla comicità”. Gli spettacoli  Venerdì 14 Dicembre ore 21,00 – FONDERIA RIGHETTI Spettacolo del LABORATORIO TEATRALE Massimo Troisi diretto da Eduardo Tartaglia realizzato durante l’edizione precedente del Festival. Sabato 15 Dicembre ore 21,00– FONDERIA RIGHETTI Come Alice Nel Paese Delle Meraviglie – spettacolo a cura dell’associazione teatrale “Uno spazio per il teatro” di Vincenzo Borrelli ed operante nel Centro Teatro Spazio. Domenica 16 Dicembre ore 19,30 – VILLA PIGNATELLI DI MONTECALVO Rosalia Porcaro : spettacolo – monologo Venerdì 21 Dicembre ore […]

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Teatro

Il musical Musicanti incanta omaggiando Pino Daniele e Napoli

Il vento soffia e porta al Teatro Palapartenope le melodie di Pino Daniele e una storia che si svolge tra i vicoli della sua amata città. “Musicanti”,in scena dal 7 dicembre, è un musical che racconta la storia di Antonio, un giovane fiorentino che per un lascito testamentario è costretto ad andare a Napoli. Scoprirà poi che il padre, mai conosciuto, gli ha lasciato tutto in eredità, compreso un locale storico del porto dove si esibiscono molti musicisti e artisti. Lo spettacolo si svolge sulle note musicali di Pino che si intrecciano perfettamente alla trama e si fanno portavoce dell’anima dei personaggi. Bravissimi gli attori che non hanno deluso nella recitazione ma neanche nelle performance canore. Il rischio di un flop era innegabile, già precedenti concerti dedicati al beniamino partenopeo aveva suscitato molte critiche, ma “Musicanti” fa eccezione. Accolto con estremo entusiasmo, è riuscito ad omaggiare non soltanto l’artista e le sue musiche, ma soprattutto la Napoli vista con gli occhi di Pino Daniele. Una città superstiziosa dalla pratica saggezza popolare, un piccolo mondo dove il caso e la fortuna hanno un ruolo di primo piano. L’anima della Napoli raccontata nelle canzoni e dal musical è come il vento che va e viene, porta novità e misteri, mescola le carte e spinge via, separa e unisce. Ed è così che Antonio giungerà a Napoli, un sussurro lo farà innamorare di Annarella e della città, un capriccio del destino gli farà riscoprire le proprie origini e riabbracciare in cuor suo il padre defunto. Le sonorità sono fortemente ispirate al jazz di Pino e ai suoni della città e hanno avvolto gli spettatori mantenendo sempre alta l’attenzione del pubblico. Il progetto è nato da un lavoro lungo tre anni e, finalmente, prodotto da Sergio De Angelis per Ingenius Srl e con la direzione artistica di Fabio Massimo Colastanti. La delicatezza e la verve comica dei testi si devono ad Alessandra Della Guardia e Urbano Lione, mentre la regia è opera di Bruno Oliviero. Il musical Musicanti è un omaggio a Pino Daniele e la sua Napoli «Simmo lazzari felici  gente ca nun trova cchiù pace  quanno canta se dispiace  è sempe pronta a se vuttà’  pe nun perdere l’addore  Simmo lazzari felici  male ‘e rine ma nun se dice musicant senza permesso ‘e ce guardà’  e cu ‘e spalle sotto ‘e casce.» Le canzoni del musical Musicanti sono tratte dai primi tre album dell’artista partenopeo ma di tanto in tanto compaiono anche altri grandi successi posteriori. Da “Na tazzulella ‘e cafe” a “Napule è”, da “Yes I know my way” a “Anima”, tutti i brani sono stati interpretati magistralmente dagli attori a cui va i merito di non aver tentato di scimmiottare Pino Daniele nel timbro o nello stile, ma di aver adattato i testi all’essenza dei personaggi interpretati, pur sempre nel rispetto delle canzoni originali. Un cast di tutto rispetto e molto ampio, le performance musicali sono state esibizioni dei “vecchi” musicisti di Pino Daniele: Hossam Ramzy, percussioni; Alfredo Golino, batteria; Fabio Massimo Colasanti, chitarra; Elisabetta Serio, tastiere; Roberto d’Aquino, basso; Simone Salza, […]

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