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De Amicitia di Cicerone, consigli e riflessioni sull’amicizia

De Amicitia, le riflessioni sull’amicizia di Cicerone L’amicizia è un tema su cui si dibatte sin dall’antichità, sia dai tempi dei latini e dei greci. È uno dei primi affetti, dopo quello verso i propri genitori che prova l’infante, e nel corso della sua vita continua a procedere nel suo cammino intrecciando rapporti con i propri coetanei per condividere avventure e nuove esperienze. Ci si confida, si chiede un consiglio, aiuto e conforto, laddove lo sguardo del genitore deve essere assente. Nello svelare la parte più sensibile di se stessi ci si confronta in un rapporto sincero e onesto basato sulla fiducia. Eppure nel corso della crescita sono molti gli amici che si perdono e spesso la morte di ogni legame è causata dalle più svariate forme di tradimento della fiducia. Un cuore ferito non riesce più ad accettare quella persona nella propria vita, ma il rammarico e i bei ricordi condivisi faranno sempre parte di entrambi. È questo che spesso succede ed accadeva già nel passato. Autori come Cicerone, ma non solo, si sono interrogati sul significato dell’”amicizia”, ne hanno indagato i presupposti e le modalità per cercare delle leggi fondamentali da rispettare ed evitare così di sbagliare in un rapporto simile. Il De Amicitia è una sorta di codice dell’amicizia a servizio di tutti, che anche oggi può essere interessante leggere. Il trattato è stato dedicato all’amico Attico ed è proposto in forma dialogica. Lelio, rispondendo all’invito di Scevola e Fannio, espone il suo personale concetto ponendosi come modello di amicus e sapientia dopo la morte del suo fedelissimo amico Scipione. «E voi, io vi esorto ad attribuire alla virtù, senza la quale non può esservi amicizia, un valore così grande, da ritenere che, al di fuori di quella, niente vi sia meglio dell’amicizia […]L’amicizia migliora la felicità e abbatte l’infelicità, col raddoppiare della nostra gioia e col dividere il nostro dolore.» De Amicitia, Cicerone tra morale, etica e riflessioni sull’amicizia Un legame forte e duraturo, quando onesto, può alleviare i dolori e le sofferenze della vita, potendo sempre contare sulla comprensione di una persona fidata, sul suo abbraccio e reale interessamento. Condividere le belle notizie o i traguardi raggiunti permette di vivere a pieno la felicità che ne deriva, anzi la moltiplica, mentre il dolore, quando non ci si sente soli e isolati, sembra più sopportabile. Chiaro sembrava già ad Aristotele prima e a Cicerone poi, che non può esistere un’amicizia basata sull’utile o sulla convenienza e che per essere vera deve basarsi sulla virtù: «L’amicizia […] sembra piuttosto sorta dalla natura che dalla indigenza, più per l’inclinazione dell’anima con un ceto suo senso d’amore, che per riflessione sulla utilità che essa avrebbe poi avuto» Un altra riflessione sull’amicizia è che non è consentito agire contro morale, ferire l’altro volontariamente o danneggiarlo in qualche modo. «Si sancisca dunque nell’amicizia questa legge: che né chiediamo noi cose turpi, né richiesti, le facciamo» I concetti che vengono analizzati nel De Amicitia si basano sempre sull’ideale di perfezione, ma lo stesso Cicerone era ben consapevole di quanto sia raro e difficile […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Ernesto Bazan, intervista al fotografo di “Trilogie Cubane”

Ernesto Bazan, fotografo originario della Sicilia ma cittadino del mondo, giunge a Napoli con le sue “Trilogie Cubane”. La raccolta fotografica sarà in mostra dal 13 settembre al 13 ottobre 2018 presso il PAN – Palazzo delle Arti di Napoli. L’esposizione gode dell’appoggio da parte del Comune di Napoli, dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, nonché dell’aiuto di BazanPhotos. La carriera e la storia dell’attività fotografica di Ernesto Bazan coincidono con la sua vita personale: sin da quel giorno in cui decise di partire dalle tanto amate coste sicule per immergersi nel mondo, con anima e corpo. Approdato a Cuba, la terra caraibica diventa subito la sua seconda casa e nella sua memoria si fonde in un continuo gioco di sovrapposizioni e rimandi con la sua terra madre – ha dichiarato alla presentazione ufficiale della mostra al Pan tenutasi il 13 settembre -. Quest’amore confluisce nella macchina fotografica e porta alla realizzazione “Trilogie Cubane”, un progetto lungo 14 anni e diviso in tre raccolte: “Bazan Cuba”, “Al Campo” e “Isla”. In “Bazan Cuba” lo sguardo è rivolto all’essenza della vita, si intrufola nelle case, guarda dallo spioncino della porta le tracce di una vita semplice ma fortemente legata alla cultura locale e alle tradizioni. In “Al Campo” irrompe il colore, le immagine sono vivide, raccontano la vita dei contadini e la campagna dalle mille sfumature. Con “Isla” il punto di vista cambia, tornano il bianco e nero e l’obiettivo si allontana dalle realtà individuali per aprirsi sugli ampi paesaggi offerti dall’isola. Una vita condotta da giramondo, con i piedi saldi a terra e l’anima che già vola altrove nel vento. La “Trilogia Cubana” è uno dei progetti fotografici di Ernesto Bazan che meglio riflette la sua smania di conoscere e scoprire. È stato molto interessante approfondire, con questa intervista, la conoscenza del fotografo italo-cubano Ernesto Bazan e del suo lavoro in mostra al PAN di Napoli. Intervista al fotografo Ernesto Bazan Ernesto Bazan nasce in Sicilia. Un giorno, zaino in spalla e sguardo al futuro, parte per inseguire il sogno della fotografia. Come ha scoperto questa sua grande passione e quando ha capito di voler fotografare per vivere? Dopo un sogno in cui ascoltai una voce che mi disse laconicamente: “Devi fare il fotografo.” Ci può parlare del suo percorso di crescita e di apprendimento dell’arte fotografica? Andai a studiare fotografia a New York alla “School of Visual Arts” e poi cominciai a viaggiare per le riviste come fotografo freelance. Aver fatto parte di Magnum Photo è stato importante per il suo lavoro? È stata un’esperienza durata due anni. Poi si sono aperte altre strade. Cosa cerca in una foto e cosa rappresenta per lei da un punto di visto emotivo? Cerco l’essenza della vita, momenti di quotidianità intrisi di poesia che possano provocare un’esperienza più intima con il soggetto fotografato. Nella fotografia chi sono i suoi modelli di riferimento? E per questo lavoro si è ispirato a qualcuno in particolare? Il mio mentore è Robert Frank grande […]

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Recensioni

“Eracle” al Pompeii Theatrum Mundi nel segno dell’impotenza

È stato messo in scena il 19 sera lo spettacolo teatrale “Eracle”, uno dei molti che rientrano nella programmazione estiva del teatro Stabile di Napoli e rappresentato al Pompeii Theatrum Mundii. Le antiche rovine dell’anfiteatro romano si popolano dei tanti personaggi che danno vita allo spettacolo. Ponendosi in controtendenza, “Eracle” sceglie di non puntare su una scenografia scarna e pochi ma intensi attori, ma preferisce colpire lo spettatore in tutti i suoi cinque sensi. Il battere dei tamburi, le musiche dal retrogusto moderno per essere forse meglio comprese da una platea variegata, danze che prendono tutto lo spazio respirabile in scena, costumi molto articolati e dai forti colori, fumi di incenso che si diffondono dell’aria… tutto travolge completamente chi assiste allo spettacolo. La sonorità è un elemento preponderante e si esprime anche con i frequenti rintocchi che gli eroi fanno sulla propria armatura, con le frequenti grida urlate per dolore, per paura, per il senso di impotenza, che assurge a protagonista della tragedia. Sinossi di “Eracle” La storia è quella di Eracle. Partito per superare tutte le sue fatiche, lascia a Tebe sua moglie Megara, suo padre e i suoi tre figli, sicuro della loro sicurezza sotto lo sguardo benevolo del re Creonte. Ciò che l’eroe ignora, è che nel corso degli anni il ruolo di re di Tebe è stato strappato violentemente dal corpo esanime di Creonte e che a commettere l’omicidio altri non è che Lico, originario dell’Eubea, dall’indole tirannica e folle. Desideroso di essere trattato con onori e rispetto, invidia l’affetto che l’intera città tebana custodisce per il suo eroe e pensa di poter ottenere anche questo, come il potere, con la forza. Una personalità codarda, meschina, incapace di un’attenta analisi del suo ruolo e dei comportamenti umani, ma tesa ad afferrare tutto con prepotenza ed arroganza. Quindi, mosso dalla paura di una futura vendetta da parte dei figli di Eracle e dall’invidia verso quest’ultimo, pianifica l’assassinio della donna e dei pargoli. Ma ecco il ritorno dell’eroe salvifico, che uccide il tiranno e salva il nucleo familiare, eppure la tragedia è ancora ben lungi dal dirsi conclusa. Seguendo il modello dell’”Eracle” di Euripide, giungono le Furie, mandate dalla vendicativa Era, per rubare il senno dell’eroe e condurlo ad ucciderlo moglie e figli. Rinsavito, medita il suicidio, ma viene salvato dall’arrivo dell’amico Teseo, che gli offre una seconda possibilità per continuare a vivere. Lutto e comicità convivono sullo stesso palco L’intento della regista Emma Dante è quello di analizzare i meccanismi che si celano dietro al potere e le sue degenerazioni, ma soprattutto di dare risalto alla figura femminile, portatrice di una sensibilità diversa, nella tragedia antica. Così tutti i personaggi, tradizionalmente maschili, vengono recitati da donne dalle lunghe chiome e il ruolo da protagonista di Eracle viene messo da parte, per far spazio ai soggetti inermi, indifesi e in balia degli eventi: Megara e i suoi figli. Sono loro che in scena non possono far altro se non assistere ad una trama che si snoda avanti ai loro […]

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Food

Masseria Guida ad Ercolano ospita “Territori da Gustare”, un galà di gusto e beneficenza

Torna con successo la seconda edizione di “Territori da Gustare” presso la Masseria Guida di Ercolano. L’evento, organizzato dall’“Associazione Radici”, ha goduto della collaborazione di Laura Gambacorta e Fabio Oppo per raccogliere fondi destinati alla Fondazione Istituto Antoniano di Ercolano. I destinatari saranno i bambini autistici desiderosi di imparare l’arte della panificazione, infatti l’Istituto metterà a loro disposizione un corso gratuito tenuto dal maestro Domenico Filosa di San Sebastiano al Vesuvio, mentre il ricavato della serata sarà usato per coprire i costi delle assistenti dei piccoli. Una seconda edizione gestita con eleganza e senza inutili sfarzi, volta alla qualità delle pietanze e delle bevande proposte. Per l’occasione sono giunti da tutta l’Italia ben 60 artigiani del food and wine che hanno portato ciascuno un pezzo della terra d’origine nelle proprie ricette. Una serata trascorsa in armonia, colorata da volti sereni e sorridenti, entusiasti di prendere parte ad un’iniziativa solidale e al contempo di godere delle tante squisitezze enogastronomiche che gli chef con generosità hanno presentato al pubblico. Una passeggiata alla Masseria Guida tra piatti colorati, profumi e vini di qualità Durante l’evento che si è svolto alla Masseria Guida il 25 giugno, è stata lunga e piacevole la passeggiata tra le varie pietanze, un trionfo di colori e aromi che avvolgevano i presenti, attirandoli ai piatti con la stessa curiosità che spinse Ulisse dalle Sirene. Ma stavolta la scoperta non ha deluso ed è stata all’altezza delle aspettative. Tanti i piatti presenti ed oltre i classici abilmente rivisitati come i tranci di pizza e la pizza fritta di Francesco Gallifuoco, la salsiccia piccante cotta alla brace, i latticini del Caseificio Chirico e i tartufi di TartufLanghe, anche pietanze più elaborate. Tra i tanti chef, ha preso parte con la sua arte culinaria all’evento benefico anche la chef Fabiana Scarica. Miglior chef emergente Sud Italia 2013 e miglior giovane chef del 2016 con il premio ‘Vent’anni”, ha presentato la “Giardiniera di sgombro”.  La ricetta prevede lo sgombro in giardiniera,  chiamato così perché lo sgombro viene cotto come fosse in giardiniera, quindi la parte acida viene rappresentata dallo sgombro, mentre le verdure, che di solito sono in giardiniera, vengono qui scottate o fatte in crema ed accompagnate da miele al peperoncino e da polvere di olio di sesamo. Altri piatti che hanno attirato l’attenzione sono state due rivisitazioni di piatti classici. La “caponata siciliana”, resa con acqua di pomodoro, crostini e alici sotto sale, e la reinterpretazione della “panzarella”. Questo piatto tipico della regione toscana, una sorta di caponata fatta a base di zucchine, melanzane, peperoni e pomodori, che è stata trasformata in un gelato con alla base un biscotto al pepe, quindi una sorta di frolla speziata, e un’alice in carpione, ossia fritta e poi marinata. Un piatto che gioca sulle temperature e le consistenze. Anche per le bevande c’era un’ampia scelta, a partire dalla possibilità di dissetarsi con la birra o di degustare vini bianchi e rossi. Tra i vari, il birrificio artigianale DonJon e quello Menabrea di “Il Torchio” si sono presi cura degli amanti […]

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Food

Risorge “Il Falangone” con un menù tutto da provare!

Sul territorio di San Giuseppe Vesuviano sorge “Il Falangone” storico ristorante/pizzeria ai piedi del Monte Somma. In una posizione privilegiata, si estende per tutta la sua lunghezza strizzando l’occhio ad un panorama incantevole, che con il calare del sole dà il meglio di sé. Le vetrate, che sostituiscono le pareti, proiettano il cliente nel mezzo del cielo, mentre gli interni ampi e luminosi danno al ristorante un tocco di eleganza in più. La nuova gestione ha voluto puntare sulla versatilità della struttura, che si adatta a diversi tipi di clientela, e su un team giovane e competente. “Il Falangone” in occasione della serata “Pizz’art… perché ogni pizza è un’opera d’arte” ha sfoggiato un menù gourmet di degustazione incentrato sulle gustose pizze proposte da Nunzio Marino e dai suoi aiutanti Pasquale e Gennaro. “Il Falangone” presenta un menù gourmet di pizze con vini appositamente scelti Ad ogni pizza è stato opportunamente associato un vino diverso in modo da esaltare i sapori dei prodotti scelti. Il momento degli assaggi è stato inaugurato dalla classica Pizza Margherita, abbinata ad un “Otto Uve – Gragnano della Penisola Sorrentina” di Salvatore Martusciello. Parallelamente a ciascuna portata si è potuto apprendere qualche insegnamento dal sommelier Ernesto La Matta, Consigliere Regionale su base territoriale dei Comuni Vesuviani. Infatti proprio l’ “Ais Campania” ha curato gli abbinamenti tra le pietanze e le bevande presentate nel corso della serata. Con precisione certosina La Matta ha spiegato come assaporare un buon vino, la storie e la provenienza di tutti quelli serviti a tavola, spiegando anche quali siano le caratteristiche della bevande che le permettono di esaltare i gusti della pizza corrispondente. Tanti piccole digressioni che hanno reso possibile apprezzare ulteriormente il menù proposto. In un clima cordiale e conviviale la serata si è svolta senza imprevisti tra i diversi assaggi. La Pizza Ortolandia ha conquistato gli amanti delle verdure con un’ottima crema di melanzane, peperoni, zucchine, provola di Agerola, olio estratto a freddo e scaglie di parmigiano reggiano stagionato 30 mesi. La bevanda bianca scelta è stata “Villa Dora – Vigna del Vulcano – Lacryma Christi del Vesuvio doc.” dal luminoso colore giallo paglierino e dal sapore fresco e delicato. Il trio di pizze si chiude con la Pizza Tartufona, condita con datterino giallo del Vesuvio, provola di Agerola, tartufo nero, salsiccia di maialino nero casertano, pepe, scaglie di parmigiano reggiano stagionato 30 mesi, olio extravergine bio. Stavolta il vino proposto, “Villa Dora- Forgiato – Lacryma Christi del Vesuvio doc.”, era di un rosso inteso con note violacee e molto intenso all’olfatto con note speziate di cacao e liquirizia, ottimo quando abbinato a sapori forti come le carni rosse. Una gustosa sorpresa: la pizza dolce A sorprendere è stata l’ultima pizza servita, che si distacca completamente dal trio precedente perché dolce. Una gustosa bizzarìa nata dalla collaborazione tra Nunzio Marino ed il pasticcere Antonio Benedetto. La serata non poteva non concludersi nel migliore dei modi con questa portata che riscontra la sua unicità anche nel nome, “Mustachoc“. Crema pasticcera, vaniglia con ricotta e menta, fragole […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Cenando sotto un cielo diverso: mangiare e ridere facendo del bene

Torna l’evento di beneficenza “Cenando sotto un cielo diverso” nella sua edizione estiva che, come ogni anno, si svolgerà nel bellissimo Castello medioevale di Lettere. L’ideatrice dell’iniziativa è la psicologa ed esperta di food e beverage, Alfonsina Longobardi, che sin dall’inizio ha sempre creduto nelle potenzialità del territorio e si è battuta, anche con altri eventi, per metterlo in risalto. Insieme all’organizzazione da lei fondata nel 2013, “Tra cielo e mare”, si è occupata di raccogliere fondi per le persone con disagi psichici e di altra natura, schierandosi dalla parte di quanti spesso vengono esclusi o dimenticati dalla società. Uno dei tanti obiettivi che l’associazione cerca di conseguire è quello di avvicinare le persone andando oltre i problemi che affliggono alcuni, cercando di creare un ponte che unisca il mondo dei “sani” con quello dei più “disagiati”. Acquisendo negli anni un consenso sempre maggiore, “Cenando sotto un cielo diverso” vuole anche dare una spinta nella valorizzazione del territorio campano, mettendone in risalto le bellezze naturali, il patrimonio enogastronomico e le figure professionali che se ne prendono cura. Infatti il format prevedere anche un’edizione invernale “on the road” presso una location di volta in volta diversa per conoscere e mettere meglio in risalto il territorio. “Cenando sotto un cielo diverso”: Francesco Albanese testimonial dell’evento In occasione dell’edizione estiva verranno coinvolti più di 90 professionisti, tra chef, pasticceri, pizzaioli, produttori del territorio campano e non, insieme a tante persone che parteciperanno alla serata di beneficenza. La kermesse avrà luogo il 24 giugno presso il Parco Archeologico del Castello di Lettere per raccogliere fondi destinati all’acquisto di un ecografo da donare all’ospedale pediatrico Santobono Pausillipon di Napoli. Questo macchinario sarò collocato nel reparto di nefrologia del nosocomio guidato dal Prof. Carmine Pecoraro. Come testimonial di questa ottava edizione, sarà presente lo chef stellato Michele De Leo insieme all’attore, regista, autore e sceneggiatore napoletano Francesco Albanese. Non è la prima edizione in cui il regista accetta con grazia di esserne testimonial, mostrando sempre appoggio nei confronti di progetti di solidarietà e ponendosi in prima linea per aiutare i meno fortunati. Così spiega in prima persona in che modo darà il suo contributo nell’arco della serata: «Coordinerò in prima persona tutta la parte dell’evento legata all’intrattenimento. Tornando al mio rapporto con il cibo, il mio piatto preferito è la pizza che, tra l’altro, Alfonsina mi ha anticipato che sarà uno dei piatti principe della prossima edizione dell’evento. Sicuramente ci saranno degli spettacoli di cabaret in diversi punti della location e in orari diversi per consentire a tutti di farsi quattro sane risate.» Un progetto di inclusione nei confronti di chi viene troppo spesso escluso o allontanato dalla società, un’iniziativa sostenuta da molte associazioni di volontariato tra cui “I Disabili di Gragnano” e “Abili alla Vita”, creata proprio per aiutare i “diversi”, termine che Albanese non ama particolarmente: «dovremmo trovare un termine un po’ meno ruvido… Forse andrebbe utilizzata la parola “speciale” per indicare una persona meno fortunata.»

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Sfilata Moda all’Ombra del Vesuvio al MAV di Ercolano: tra sogni e tulle

I sogni dei ragazzi hanno trovato una prima realizzazione partecipando alla sfilata Moda all’Ombra del Vesuvio, nella speranza di vincere il Premio “Giovani Talenti della Moda” e poter così ottenere uno stage presso diversi atelier. Paola Mercurio e Gianni De Somma a presentare la serata tenutasi al Mav di Ercolano, ideata come ogni anno da Annabella Esposito, presidente dell’associazione Piazza di Spagna, che realmente crede nelle opportunità che si possono offrire ai giovani stilisti emergenti: «L’evento va avanti perché è sentito come proprio da tutti quelli vi ruotano intorno. Nonostante la bellezza delle loro creazioni, i ragazzi sono molto sfiduciati e credono poco in se stessi. Invece, devono sapere che la buona volontà, premia.» Con gli sguardi catturati dai vestiti indossati dalle splendide modelle, sono stati osservati i prodotti di tutti i giovani stilisti in gara dividendoli per tematiche: ora si distinguevano per le stampe dai colori molto vivaci su tessuti leggeri, ora per l’uso del tulle e degli accessori, ora per i colori pastello, le tinte sfumate e tessuti impreziositi. Moda all’Ombra del Vesuvio: tra emozioni e premi Due le grandi categorie che si sono sfidate in questa competizione sartoriale: la “Migliore Scuola”, vinta dal Liceo Carlo Levi di Portici che si è aggiudicato la Maison Valentino, e “Giovani Talenti della Moda”, nella cui sezione senior si è affermata Claudia D’Andrea. La giovane, laureanda in “Scienze della Moda e del Costume” all’Università di Roma “La Sapienza”, non è al suo primo riconoscimento, infatti ha già vinto in passato un periodo di formazione presso l’atelier Antonelli di Napoli. Si dichiara molto emozionata e grata per il premio vinto: «Questa è davvero un’occasione straordinaria, della quale dobbiamo ringraziare Annabella, che crede in noi e ci mette il cuore.»  In quest’occasione ha vinto uno stage all’atelier Ferdinand di Ferdinando Borrelli, insieme a Ramona D’Anna dell’Accademia Moda e Design di Maria Mauro. Della sezione seniors sono stati premiati anche Gianluca Zumbolo, del Liceo Boccioni-Palizzi di Napoli, e Giulia Simonetti, dell’ISIS Caravaggio di San Gennaro Vesuviano, che hanno vinto uno stage presso l’atelier di Giovanna e Nunzia Duraccio. Ma tante sono state le opportunità date ai giovani durante questo contest, infatti anche Domenico Iovino avrà modo di fare uno stage alla Pinù Couture, mentre Carla Autino, della Double Dea di Marano e Rosa Esposito della Scuola Bassolino di Casoria, farà uno stage alla Magia del Cucito di Pina Muti. A Paola Rossella Pica, del Liceo Munari di Acerra, e a Marianna Sorrentino, del Liceo A.Nifo di Sessa Aurunca, è stato destinato uno stage all’atelier di Vincenzo Casapulla, mentre a Francesca Pia Affinito, del Liceo di San Leucio di Caserta, uno dallo stilista Alessio Visone. I partner organizzativi scendono in campo per appoggiare i piccoli imprenditori Una serata ricca di sogni divenuti realtà grazie anche al partner consolidato della manifestazione “Confartigianato Imprese Napoli” che si espone in un mondo competitivo e appoggia ed incentiva i piccoli imprenditori. Proprio il Presidente Enrico Inferrera ha voluto consegnare il premio “Ulisse per Arte e Ingegno”, un premio che già nel nome porta con sé l’abilità dell’eroe omerico […]

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VitignoItalia 2018 torna con la sua XIV edizione al Castel dell’Ovo

VitignoItalia, al via la nuova edizione Anche quest’anno torna con la XIV edizione l’evento che rende il vino suo protagonista, VitignoItalia. Domenica 20 maggio il Salone dei Vini e dei Territori Vitinicoli Italiani verrà ospitato nella suggestiva cornice di Castel dell’Ovo, a Napoli. La tre giorni è stata organizzata volgendo tutta l’attenzione al dolce nettare di Bacco, offrendo l’opportunità di prendere parte a degustazioni, convegni ed incontro di vario genere. L’evento si qualifica come uno dei principali nel centro sud, almeno in questo campo, con la partecipazione di ben 250 aziende vitivinicole provenienti dall’intera Italia, dall’Alto Adige alla Sicilia, con una particolare attenzione alle cantine campane. La manifestazione dà la possibilità ai partecipanti di bere vino di qualità in un’ambientazione unica ed eterna, il Castel dell’Ovo, patrimonio dell’Unesco, volgendo lo sguardo al panorama che si può ammirare da questa location unica. VitignoItalia 2018 comprende la seconda edizione del “Napoli Wine Challenge” VitignoItalia è un appuntamento ormai fisso per gli estimatori del vino ed un evento in costante crescita. Quest’anno, infatti, è stata anche realizzata la seconda edizione del “Napoli Wine Challenge”. Si tratta di una gara tra vini, una kermesse tutta partenopea. Il concorso, realizzato in collaborazione con Luciano Pignataro Wine Blog e Doctorwine, prevedere che a selezionare i vincitori sia una giuria composta da esperti nel settore, tra cui anche Daniele Cernilli, giornalista noto nel campo enogastronomico. A prender parte alla gara sono i vini classificabili in cinque categorie: vini rossi, bianchi, rosati, spumanti e dolci. Al termine delle degustazioni i vincitori riceveranno  un premio, uno per categoria. VitignoItalia, vino e non solo Il Direttore di VitignoItalia, Maurizio Teti, sottolinea come l’interesse della tre giorni sia volto al vino e alla sua conoscenza sotto ogni aspetto: «Oltre alle degustazioni per il pubblico stiamo allestendo un interessantissimo programma convegnistico, con workshop e seminari condotti da personalità note del mondo del vino. Indispensabile poi, come sempre, l’aspetto business: per questo motivo, anche quest’anno, una delegazione di 25 buyer internazionali, proveniente da 17 differenti Paesi, incontrerà le aziende partecipanti in proficui B2B. Quella di saper combinare l’aspetto culturale a quello commerciale del vino rimane la peculiarità che caratterizza questa manifestazione fin dai suoi esordi.» La XIV edizione di VitignoItalia sarà anche la prima organizzata dalla nuova compagine societaria. I nomi già incontrati nelle precedenti edizioni sono quelli di Chicco de Pasquale, Maurizio Teti, Luigi Cremona e Roberto De Santis, a cui quest’anno si sono aggiunti quelli di Maurizio Cortese, Giancarlo Di Luggo (Fiart Rent) e Antimo Caputo (Farine Caputo).

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“DiscoDays”, arriva a Napoli la fiera per gli amanti del vinile

Torna la “Fiera del Disco e della Musica”, presso il Complesso Palapartenope di Napoli, con 50 espositori provenienti da tutta Italia. È un appuntamento fisso, che si tiene due volte l’anno per la diffusione della cultura musicale. Gli amanti della musica colgono puntualmente l’occasione per andare alla ricerca di rari dischi in vinili. La manifestazione si terrà il 12 e il 13 maggio, due giorni intensi pieni di eventi ed incontri, organizzati per venire incontro ai gusti musicali di tutti i presenti. In diverse fasce orarie sono state organizzate svariate mostre fotografiche e concerti di musica live. Per i partecipanti all’evento le sorprese non finiscono qui, tra i presenti saranno sorteggiati i vincitori di 2 biglietti per un concerto di Elio e le Storie Tese oppure 3 tessere dell’associazione “What’s on in Naples” per visite guidate gratuite sul territorio partenopeo. Al termine dell’evento è prevista la consegna del Premio DiscoDays a Renzo Rubino, un’unica produzione musicale in vinile, con lo scopo di promuovere l’ascolto di questo supporto, capace da sempre di incantare i suoi ascoltatori. Un altro Premio DiscoDays alla carriera andrà a “Il Balletto di Bronzo” di Marco Cecioni e Lino Ajello.  La Fiera del Disco e della Musica pensa anche alle famiglie. Il 13 maggio sono previsti due principali attività per ragazzi, che comprendono esperienze virtuali ed incontri a tema musicali. Mentre per chi vorrebbe esserci ma non potrà, ci penserà Radio Marte, partner dell’evento, che seguirà in diretta lo svolgersi del programma previsto. Si coglierà anche l’occasione per presentare la compilation su vinile “DiscoDays XX”, un doppio vinile da collezione in edizione limitata, solo 300 copie, con i brani degli artisti premiati negli ultimi anni a DiscoDays. Un incontro, moderato dal giornalista e critico musicale Donato Zoppo, presenterà una mostra di dischi dedicata al ’68, in occasione dei cinquanta anni dalla “Summer of Love”. Mentre per la ricorrenza della giornata dedicata all’ideatore dell’House Music, “I Love Frankie Knuckles”, DiscoDays ospiterà una marathon – Dj. A seguire, il programma completo. DiscoDays: il programma Mostra artistica “A proposito del 68” a cura di Cover Green Mostra fotografica “33fotogiri” di Fabio Foggia Mostra fotografica “C’è Musica nell’aria” a cura di Facenight Dj set all Day long (13 maggio) “I Love Frankie Knuckles” a cura di Facenight Body Art e Live painting di Monique’Art (13 maggio) Sabato 12 maggio 16.30 Presentazione mostra “A proposito del 68” 17.00 Presentazione Vinile Compilation DiscoDays XX 17.30 Simone Spirito Live 18.00 Micaela Tempesta Live 18.30 Presentazione album “La Chiave” di Franco del Prete e Sud Express 19.00 Lello Tramma Live 19.30 Renzo Rubino Premiazione + Live 20.00 Sabba Live 20.30 Sonakine Dj set Live 21.00 Cristian Brucale Live Domenica 13 maggio 11.30 Sara Tramma Live 12.00 Nevruz & Runway Totem Live 12.30 Il Balletto di Bronzo di Marco Cecioni e Lino Ajello Premiazione + Live 13.00 Niccolò Annibale Live 13.30 Fabrica Live 17.00 LeVacanze Live 17.30 Alan Wurzburger Live 18.30 Tartaglia & Aneuro Live 19:00 Premiazione vincitori contest fotografico “C’è Musica nell’aria” 19.05 Presentazione libro “Pop music, media e culture […]

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Attualità

Intervista ad Aurora Nobile, ballerina di “Ballando con te”

Aurora Nobile è una ragazza sedicenne di Nichelino che a suon di vittorie è giunta alla trasmissione televisiva “Ballando con le stelle”, per il torneo dedicato ai non-famosi “Ballando con te”. Ha battuto i concorrenti grazie alla bravura mostrata nelle esibizioni di Salsa Shine, un tipo di danza che le è valso nel 2016 il titolo di Campionessa Mondiale Salsa Shine per la IDO, nel 2017 quello di Campionessa italiana di Salsa Shine e negli ultimi anni il titolo di Campionessa Regionale, anche per l’hip hop e il classico. Non solo, infatti nonostante la giovane età, Aurora vanta altri numerosi trofei. Seguendo le orme del papà coreografo, ha cominciato a insegnare danza ai bambini, anche se al momento tutte le sue energie sono rivolte alla partecipazione al format televisivo. Dopo aver passato le selezioni, gareggiando con più di diecimila  ballerini, ha vinto nella sfida contro il gruppo di trenta ballerini di Ladispoli, e ora aspetta di sapere se potrà o meno continuare questa avventura a “Ballando con te”. Nel frattempo, per conoscere meglio questa giovane e semplice ragazza, le abbiamo rivolto qualche domanda. Intervista ad Aurora Nobile C’è un ballerino/a che consideri un modello di riferimento o che ti ha segnato particolarmente? Mi piace moltissimo Karen Forcano per la sua grinta e allo stesso tempo per il suo essere semplice al di fuori del mondo del ballo. Da dove nasce il sogno di dedicare la tua vita alla danza? Tutto questo è un sogno che si è sviluppato man mano nel tempo, ma che in fin dei conti ho sempre avuto fin da bambina, dato che in famiglia ballano e ballavano tutti. Cosa può insegnare la danza a una giovane donna in crescita come te? A me la danza ha insegnato la determinazione, la padronanza del corpo, l’eleganza, la sicurezza, il non arrendersi mai di fronte alle difficoltà, il sacrificio ripagato, il cercare di vincere superando se stessi non gli altri. Mi ha insegnato la libertà, la convinzione e mi ha donato la forza di portare avanti questa passione. Ritieni che la danza abbia migliorato la qualità della tua vita? In che modo? Penso che la danza abbia migliorato la mia vita dato che è soprattutto il mio punto di sfogo. Quando danzo non penso ad altro, è quel momento del giorno in cui scarico tutte le tensioni per immergermi in un mondo tutto mio. Cosa significa per te danzare? Per me la danza è poesia espressa in movimenti. Dietro le quinte, come ti prepari per andare in scena? L’attimo prima di andare in scena penso a tutti i sacrifici che ho fatto, che hanno fatto i miei genitori, al lavoro svolto fino ad ora e al cercare di trasmettere al pubblico ciò che provo io facendolo. Il mio rituale porta fortuna è la respirazione e l’autoconvinzione. Come definiresti questa esperienza a “Ballando con te”? Quest’esperienza è a dir poco magnifica, è un sogno che diventa realtà, un miscuglio di emozioni indescrivibili. È un’esperienza che auguro a tutti almeno una […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Daphne la danza del mito al Complesso di San Domenico Maggiore

A Napoli, la Sala del Capitolo di San Domenico Maggiore accoglie dal 27 al 29 aprile tra le sue mura e i suoi affreschi l’esibizione di danza Daphne La danza del mito della “Mda Produzioni Danza”. In scena tre ballerini: Carlotta Bruni e Rosa Merlino, che hanno prestato il loro corpo e il loro spirito nel rappresentare Dafne, la ninfa in fuga dall’amore non corrisposto del dio Apollo, incarnato da Luca Piomponi. Daphne la danza del mito: un ballo sull’incomunicabilità di un amore non ricambiato Si racconta il mito di Apollo e Dafne, narrato da Ovidio nelle “Metamorfosi”, in una danza che alterna ritmi lunghi con movimenti ampi e leggeri a ritmi violenti di inquietudine e paura. Apollo, reo di aver arrecato un torto ad Eros, viene colpito da una delle sue frecce appuntite e cade al suolo, letteralmente, sopraffatto dalle ragioni del cuore a cui neppure lui, dio del raziocinio, può scappare. Proprio l’incomprensione e la fuga sono due degli elementi sempre presenti nella coreografia di questo ballo; sgomento dinnanzi la forza di un amore cieco, inevitabile quanto inarrestabile, sia per chi improvvisamente lo sente esplodere nel cuore con un dolore quasi fisico, sia per l’oggetto di questo anelito che non si spiega un cambio di comportamento tanto repentino. Innegabile la bravura dei ballerini durante l’esibizione nel far trasparire i sentimenti dei loro personaggi, non soltanto con la tensione dei corpi in moto, ma anche con il semplice sguardo perso nel vuoto dell’incomprensione. Poi la fuga mista alla paura, la fretta di scappare da ciò che non si conosce, ma anche quella di soddisfare un desiderio. La coreografia di Aurelio Gatti ha voluto concentrarsi sui sentimenti di un amore non corrisposto, sul senso di profonda incomunicabilità tra le parti, la mancanza di un dialogo che, se reso possibile, avrebbe messo in evidenza un amore puro e sincero da parte del dio, e non solo un bisogno carnale, come invece probabilmente temeva la ninfa. Solo un bacio a Dafne, prima che la corteccia ne copri anche le labbra «Ninfa penea, fermati, ti prego: non t’insegue un nemico; fermati! Così davanti al lupo l’agnella, al leone la cerva, all’aquila le colombe fuggono in un turbinio d’ali, così tutte davanti al nemico; ma io t’inseguo per amore! Ahimè, che tu non cada distesa, che i rovi non ti graffino le gambe indifese, ch’io non sia causa del tuo male!» – Ovidio La ninfa Dafne, a sua volta, era stata colpita da Eros con una freccia dalla punta arrotondata, pensata appositamente per non ricambiare l’amore di Apollo. Ne segue per la fanciulla una profonda incapacità di analizzare la situazione, spingendola istintivamente ad una fuga irrazionale e disperata. Si apre in Dafne un dialogo interiore, fatto di domande che non incontreranno risposte, attimi di curiosità frenati dalla paura e dalla prudenza, uno spasmodico desiderio di fuggire da quel dio che vorrebbe in realtà solo il suo benessere. Un ballo tra le sue insicurezze più intime che viene rappresentato in scena dalle due ballerine che interpretano […]

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Food

“Campania stories”: degustazioni di vino non solo per estimatori

“Campania Stories” è una rassegna di vini prodotti su territorio campano aperta agli operatori di tutta Italia dal 5 al 9 aprile. L’edizione 2018 ha proposto diversi eventi giornalmente per garantire un coinvolgimento totale a chi decide di partecipare a quest’avventura. Così ad incontri più teorici e concettuali con brevi lezioni di degustazione vini, si sono alternati momenti dedicati alla pratica delle conoscenze ottenute. “Miriade & Partners s.r.l.” ha promosso gli eventi con la partecipazione di 90 aziende, Main Sponsor Ais Campania e Media Partner Luciano Pignataro Wine Blog. I vari momenti della rassegna, dei tasting e dei seminari sono stati immortalati e riuniti dall’hashtag #iobevocampano, che ha inglobato anche le foto scattate in occasione delle escursioni nei territori e nelle aziende. Durante la giornata dell’8 aprile è stata organizzata per la stampa e gli estimatori dei vini una degustazione di bianchi e rossi. Nell’area appositamente allestita all’interno di Palazzo Caracciolo a Napoli, sono stati fatti accomodare i presenti e sono stati proposti elenchi di vini con le dovute caratteristiche. Impeccabili sommelier hanno servito la bevanda, mentre i presenti erano intenti ad odorare ed assaporare, a prendere appunti e discorrere sulle qualità ora di un vino ora di un altro. Bianchi tavoli eleganti colorati dalle diverse tonalità di vini rossi e bianchi in grandi calici, il tintinnio dei bicchieri e le voci sommesse degli appassionati hanno riempito le mura del palazzo, che negli anni hanno ospitato personaggi emblematici della città. “Campania Stories”: alcuni vini scelti dalla stampa Per un iniziale avvicinamento ai vini, sono stati scelti dai presenti due bianchi. Per il “Pietracupa” si tratta di “Greco di tufo”, quindi di vitigni greco al 100%, dell’annata 2017. E’ il territorio irpinio a donarci questo buon bianco profondo e minerale. Anche le “Ormere” è un “Greco di tufo”, deve il suo nome agli olmi, che sovrastano il paesaggio irpino. Di vitigni greco al 100% e dell’annata 2017,  è un buon vino fermo. Per la selezione dei rossi la scelta è ricaduta su diversi esemplari. Il “Collefasani”, di vitigni primitivo 95% e aglianico 5%, è un rosso del 2015 “Falerno del Massico Primitivo Lapilli”.  Di vitigni primitivo 100%, all’assaggio è morbido e persistente, mentre alla vista si mostra con un intenso rosso rubino. “Contrada salandra” è un rosso a base piedirosso dell’annata 2014. “Campi Flegrei Piedirosso”, vitigni 100% piedirosso, presenta al gusto una certa pienezza ma con un buon equilibrio, grazie alla sapidità del terreno lavico. “Bosco de’ Medici” è “Vesuvio Lacyma Christi Rosso Lavarubra” del 2016. Di vitigni piedirosso 85% e aglianico 15%, ha un gusto rotondo e persistente ed un profumo e un colore che richiamano la frutta rossa matura. “Aia delle Monache” è un rosso a base Casavecchia, “TDV Casavecchia Il gallo di fretta canta all’alba lontana”, di vitigni casavecchia 100%. Rosso porpora, al naso si avvertono frutti rossi freschi, è una bevanda decisa ed appagante, contraddistinta da un retrogusto agrumato. “Alois” è un rosso a base pallagrello nero, “TDV Pallagrello Nero Cunto Murella” del 2014, di vitigni pallagrello nero 100%. Ha profumi floreali e speziati di viola, […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Festival MANN, il Don Chisciotte di Gek Tessaro meraviglia i bimbi

Domenica il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha ospitato il teatro disegnato di Gek Tessaro, che ha raccontato in modo molto originale la storia del più temerario dei folli, “Il cuore di Chisciotte”. La cifra di questo artista è quella di unire diverse arti e portarle “ad altezza di bambino” per spalancare un mondo immaginifico fatto di sogni, valori e buoni sentimenti, tenendo sempre attento lo sguardo verso i più adulti, che pure possono assistere a questi spettacoli per tornare un po’ piccini e per alleggerire lo spirito. “Il cuore di Chisciotte” di Gek Tessaro: un tenero uccellino che vuole solo spiccare il volo Lo spettacolo racconta la storia di Chisciotte come una favola: un uomo che ha letto e ha riletto tanti libri fino ad averli tutti nella testa, mescolati, confusi, che gridano al coraggio, alla libertà, all’avventura, all’amore, alla difesa del mondo dai cattivi! Così un giorno Don Chisciotte della Mancia, vestito di ferro per proteggersi il cuore, cavalca per il mondo e nel suo lungo viaggio trova il senso della propria esistenza, vive tutti quei nobili sentimenti di cui aveva solo letto e porta strenuamente, anche a dispetto della logica, avanti la sua lotta contro il mondo. Il racconto è fatto di parole, colori, animazioni e musica in una dimensione lirica in cui il piccolo spettatore viene proiettato.  I sentimenti di Don Chisciotte e il procedere della storia si trasformano nella musica che scandisce i ritmi dei disegni, la musica si trasforma nelle parole di Tessaro che racconta la favola in rima, la favola si trasforma in immagini che l’artista realizza dal vivo e che vengono proiettate su un grande schermo illuminato nella stanza buia. Mentre il buio avvolge la sala e Gek volge le spalle alla platea, i disegni vengono realizzati con diverse tecniche per dar vita alle scene poetiche e bizzarre: acrilico, collage, acquarello, inchiostri e sabbia. Al ritmo delle note compaiono i segni, i suoni gravi corrispondono a pennellate più dense, gli acuti ai graffi, finché il brano finisce e il buio inghiottisce tutto, si eleva solo la voce narrante in attesa del disegno successivo e del procedere della storia. Talvolta la scena viene animata anche da ombre di sagome, personaggi cesellati nel metello o nel cartoncino, che prendono vita sullo sfondo disegnato. Come il momento dell’apparizione di Don Chisciotte che cavalca buffamente al tramonto seguito dalle esclamazioni di meraviglia dei bimbi in sala. Ma il teatro disegnato si fa apprezzare anche dai più adulti, adottando un linguaggio profondo e offrendo spunti di riflessioni. Così il folle eroe si spoglia delle costruzioni letterarie e mostra il suo cuore: un uccellino in gabbia desideroso di spiccare il volo, di seguire i propri sogni e di gettarsi nel mondo per vivere la vita anziché leggere millanta storie di cavalieri vigliaccamente seduto e sordo al mondo. Nel nero della stanza viene proiettato un intenso cielo blu e un ramoscello in fiore su cui le linee gialle del pennello tracciano e colorano la sagome di un uccellino, mentre nell’impeto della […]

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Concerti

Festival MANN, Roberto Vecchioni canta al cuore dei suoi “ragazzi”

Il 22 sera Roberto Vecchioni ha tenuto un concerto nel Salone della Meridiana del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L’evento rientra tra quelli previsti dal FestivalMANN – Muse al Museo in 8 giorni dedicati alle più disparate espressioni artistiche e personalità d’eccezione. Il cantante durante questa edizione del Festival è stato anche nominato ambasciatore del Museo Archeologico dal Direttore del Museo Paolo Giulierini. Roberto Vecchioni è salito sul palco e l’evento ha assunto i connotati di una serata trascorsa tra vecchi amici che si rincontrano dopo tanto tempo. Un uomo tra gli uomini, non un mito, che ha portato con sé tutta la sua umanità, il suo carico di emozioni, mostrandosi senza maschere né difese sterili. Il peso dell’età, che pure avanza, non ha arrestato la sua marcia e sempre in groppa al suo Ronzinante lotta per la difesa dei sentimenti, dell’umanità, delle bellezze che l’uomo è capace di compiere, della poesia interna di tutti i suoi eterni “ragazzi”. Il professore rivolge uno sguardo gentile alla platea e non vede adulti – chi più, chi meno – seduti ad ascoltarlo, ma vede cuori senza età e con l’anima negli occhi pendere dalle sue labbra, in una magia di corrispondenze e commozioni. Festival MANN, Roberto Vecchioni canta il mito e l’animo umano Il concerto prosegue senza fretta, senza banali orpelli, senza spettacolarizzazioni e resta fedele allo stile essenziale del cantante. Tra le varie esibizioni dialoga con le persone sedute avanti a lui, scherza, racconta aneddoti di vita personale e ogni tanto sale in superficie l’attitudine da professore. Discorre del mito, che è l’essenzialità stessa delle cose, il racconto della scelta primordiale delle azioni e delle sensazioni che abbiamo tutti. Il mito è parola, nel momento in cui il suono invade il mondo, si propaga e da parola diventa storia. E quando nei suoi racconti raggiunge il climax dell’attenzione, quasi con incuranza, abbandona il discorso e si mette a cantare, con la leggerezza di un bambino nel cambiare gioco. La splendida Sala della Meridiana si riempie delle note e delle parole di Roberto Vecchioni e si mescola ai quadri, alle statue, alla storia, passato e presente. L’odore di marmo e bronzo ammoniscono che la storia non è morta ma è ancora viva, che noi siamo membri della razza umana e nutriamo gli stessi sentimenti e dubbi e paure e passioni degli antichi. Ed ecco che il professore torna a parlare dell’umanità, che nasce dai dubbi, dai problemi e dal volerli risolvere con la propria forza e il proprio senso della vita. Tra una canzone e una lezione si insinua la donna, tema caro a Vecchioni, sempre presente nelle sue canzoni e nelle sue riflessioni. Il suo conclamato amore per le donne gli ha portato, quasi per destino, solo nipotine e lui approfitta del concerto per omaggiarle ancora una volta. «Le donne hanno quel sentore di qualcosa di più alto – dice – di qualcosa che viene direttamente da Dio. L’amore di una donna è universale, è qualcosa che ti prende tutta perché tu […]

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Food

“Il San Cristoforo” con il nuovo ristorante “Line” offre un’esperienza unica

Alle pendici del Vesuvio, in un angolo bucolico della città di Ercolano – provincia di Napoli – sorge il Luxury Resort “Il San Cristoforo”. Circondato da circa 150 varietà di piante e rivoli d’acqua, si staglia nel verde lussureggiante il chiaro ed elegante complesso turistico appartenente alla famiglia Zeno, comprendente ampie sale per gli eventi, splendide camere per gli ospiti ed una lussuosa Spa. Il primo marzo i cancelli della struttura sono stati aperti ai giornalisti per presentare il nuovo ristorante a la carte “Line”, che ha scelto il giorno della festa della donna per l’apertura ufficiale. L’ambiente è intimo, con una capacità di 30 posti, circondato da un suggestivo agrumeto che d’estate ne può accogliere altri 30. Le distese di verde, che incorniciano il complesso, sono tagliate da piccoli sentieri che portano all’ingresso della struttura e al ristorantino, tinto all’interno di un rosso fiammante. Si respira tutta la natura e l’essenza del Vesuvio, dal rassicurante verde del parco, al rosso-lava degli interni. Il menù degustazione del “Line” de “Il San Cristoforo” La serata è trascorsa in un clima piacevole e sereno grazie alla superba organizzazione di Angela Merolla. Il menù degustazione presentato alla stampa ha avuto come filo conduttore i prodotti classici nostrani rivisitati dall’Executive chef Antonio Tecchia, dallo chef del “Line” Eduardo Giglio e dalla pasticcera Gelsomina Manna. Una cura particolare è stata riservata alla presentazione del piatto, sapientemente studiata in un preciso gioco di equilibri nei sapori, nei colori e nella disposizione dei singoli prodotti. Un ricco aperitivo ha dato il via alla degustazione con chips di riso dal sapore dei friarielli napoletani e dello zafferano, piccolissimi panini buns e molto altro. Uno degli antipasti che ha riscosso più successo è stato un piatto dalla disposizione quasi piramidale, l’uovo di quaglia ne è il protagonista, il suo sapore invade il palato e precede gli ingredienti sottostanti, in ordine tonno scottato, acciughe, maionese di acciughe, pomodorino confit e soncino disposti su una fresella. La cena vera e propria ha inizio con un piatto quasi architettonico, composto da triglia in camicia di guanciale, schiacciata di fave e le sue cimette, croccante spinacino e chutney di pomodoro. Le pietanze descritte sono state abbinate ad un Oltrenero Brut – Tenuta il Bosco, Oltrepò Pavese Docg, Pinot Noir vinificato in bianco, annata 2016 – e ad un Oltrenero Cruasè – Tenuta il Bosco, Oltrepò Pavese Docg, Pinot Noir, annata 2016 -. La degustazione è proseguita con un risotto al cacio, pepe, ostriche e lime ed un piatto di pasta mista – “Pastificio dei campi” – con piselli e pancetta affumicata, schiuma di provolone del monaco, fermentato limone dell’orto del ristorante e battuto di mazzancolle. A queste portate è stato abbinato l’Opimio Cru – Tenuta Ca’ Bolani, Friuli DOC Aquileia, Pinot Bianco, annata 2015. A seguire un altro piatto a base di pesce con un middine del mar nostro laccato al teriaky su pop-corn e insalatina di puntarelle abbinato ad un Sauvignon – Tenuta Ca’ Bolani, Friuli DOC Aquileia, annata 2016 -. In […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Dalí a Napoli, il Pan apre le sue porte al genio surrealista

Dalí è a Napoli! Il 28 febbraio è stata presentata alla stampa la mostra “Io Dalì” al PAN – Palazzo delle Arti Napoli, che sarà aperta al grande pubblico dal 1 marzo al 10 giugno. L’esposizione si incentra sulla figura poliedrica di Dalì attraverso disegni, video, fotografie, riviste e installazioni. Tutto è stato pensato per esaminare la sua principale opera d’arte: se stesso. La mostra è stata curata da Laura Bartolomé e Lucia Moni per la Fundaciò Gala-Salvador Dalì e da Francesca Villanti, direttore scientifico di C.O.R. – Creare, Organizzare, Realizzare – con la consulenza scientifica di Rosa Maria Maurell. Alla conferenza stampa erano presenti personalità d’eccezione come il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e l’Assessore Nino Daniele in rappresentanza del Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo, Montse Aguer, Direttrice dei Musei Dalì, Alessandro Nicosia, Presidente di C.O.R che ha realizzato la mostra, e Jesús Manuel Gracia Aldaz S.E. l’Ambasciatore di Spagna. Dalì: il surrealismo sono io «Il geniale pittore spagnolo, viene presentato in quest’occasione come un precursore dei tempi, un pioniere dell’arte del nuovo millennio; percepisce, prima di molti altri, l’importanza della cultura di massa e la trasforma in una piattaforma di promozione della propria opera, il palcoscenico dove poter declamare il proprio io. […] la mostra esplorerà l’anticonformismo di Dalì, analizzandolo come artista che sperimenta in tutti i campi della creazione, inclusi quelli più innovativi, come l’installazione e la performance.» – Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli La prima opera d’arte di Dalì è se stesso, la chiave per comprendere tutto il suo universo. Già nell’infanzia, segnata dalla morte del primo Salvator Dalì, morto nove mesi e dieci giorni prima di lui, iniziò a sviluppare un ego smisurato per non morire nel confronto e nella competizione con la figura del fratello morto, che tornava puntualmente in vita nelle parole dei genitori. Un creatore che non si è fatto incasellare, che non è rimasto prigioniero di una sola espressione artistica. Ma libero pensatore, pittore, disegnatore, scrittore, amante della scienza, catalizzatore delle correnti d’avanguardia, illustratore, designer, cineasta, scenografo. Dalì è questo molto altro: la giustapposizione di se stesso e del suo personaggio, della realtà e della leggenda, della vita pubblica e di quella artistica. Sapiente pittore, grazie alle tantissime ore trascorse dipingendo e studiando, era interessato alla visione e alla percezione. Una delle caratteristiche della mostra, che subito cattura l’attenzione degli spettatori e desta sgomento, è la quasi assenza dei dipinti. Il motivo è presto spiegato. L’esposizione non si incentra sul pittore Dalì ma sull’artista vero e proprio, indagando l’immagine che ha voluto dare di sé, lo scarto tra la leggenda e la persona reale, il modo in cui si è voluto presentare al mondo tramite i mass media. L’enigma dell’uomo coi baffi «L’uomo con i baffi più assurdi della storia con gli occhi costantemente spalancati quasi in ogni fotografia, come a voler dimostrare che lui vedeva il mondo diversamente da tutti” ci consegna il più attuale dei messaggi, perché l’unico modo per guardare il mondo e continuare […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Alla Villa Domi di Napoli “L’amore è”!

Il 21 febbraio Villa Domi a Napoli ha aperto le porte ad un evento esclusivo, la settima edizione del Charity Gala promosso da Maridì Communication e che vanta come testimonial l’attrice Alessia Fabiani, prossimamente al cinema tra gli interpreti di “Loro”, ultimo film di Paolo Sorrentino, e Nelson, già premiato come autore dei testi della colonna sonora del film “Ammore e Malavita”, attualmente in nomination al David di Donatello come Migliore Canzone Originale per il brano “Bang, Bang”. Gli invitati, esponenti del mondo dell’impresa e delle professioni, sono stati accolti nella bellissima e suggestiva villa napoletana dal panorama mozzafiato. Un live di sax e un leggero buffet di apertura hanno creato la giusta atmosfera per introdurre la sfilata di moda del maestro Bruno Caruso – che ha presentato le sue creazioni “Haute Couture” e “Bride Collection” -, il defilé del maestro pellicciaio Umberto Antonelli caratterizzato da nuance brillanti e tagli originali e il debutto in passerella di “Citarelli” shoes – azienda da 20 nel mondo delle calzature e degli accessori in pelle-. Il Progetto “Ludoteca” per fare del bene La serata di gala a Villa Domi ha vantato la presenza di molti ospiti provenienti anche dal mondo dello spettacolo per sostenere il Progetto “Ludoteca” dell’Istituto Pascale di Napoli. Si è voluto porre l’attenzione su quest’iniziativa destinata all’accoglienza e all’intrattenimento dei bambini, figli di amici e parenti dei pazienti ricoverati. Il prof Gallipoli D’Errico, presidente LILT Napoli, dopo i ringraziamenti di rito ha spiegato nel dettaglio in cosa consiste il Progetto “Ludoteca”: «Il progetto è molto ambizioso, è un progetto che portiamo avanti da molti anni noi della “Lega Italiana nella Lotta contro i Tumori”, la LILT, presso l’Istituto Pascal. E’ un progetto che vede la presenza di una ludoteca in un istituto che non cura bambini, quindi è veramente un qualcosa che ci invidiano molti paesi, perché è normale che una ludoteca sia in un ospedale pediatrico, ma non è normale che sia in un ospedale dove possono accedere minimo i 18enni. Diversi anni fa con il professore Santangelo, abbiamo pensato alla possibilità che i pazienti, soprattutto le donne ricoverate, potessero aver vicino i figli, trattenendoli in uno spazio ludico dove potevano giocare e dove sono trattenuti da personale specializzato, psicologi, vigilatrici d’infanzia e volontari. C’è il fornetto per riscaldare le merendine, c’è il fasciatoio per cambiare i bambini più piccoli e poi una serie infinita di giochi. Il nostro motto è divertirsi è bene, divertirsi facendo del bene è bellissimo e voi state facendo una cosa bellissima, di questo vi ringrazio.» Ospiti e personalità a Villa Domi di Napoli per sostenere il progetto  A sostenere questa bellissima iniziativa anche molti sponsor e esponenti dell’ambito medico scientifico. La dottoressa Matilde De Tommasis, farmacista da più generazioni che con il biologo nutrizionista Vincenzo De Honestis, ha illustrato i segreti alimentari  per una forma fisica perfetta ed una corretta “prevenzione”.  Per la cura del benessere psico-fisico dell’individuo con gli innovativi strumenti volti ad arginare l’handicap della sordità, le protesi acustiche di Otofarma SPA con […]

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