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Eroica Fenice

Food

Cenando sotto un cielo diverso: eccellenze in mascherina!

“Cenando sotto un cielo diverso” ha riunito ancora una volta i napoletani nel segno della solidarietà. Quest’anno l’evento ormai saldamente radicato sul territorio assume ancora di più le caratteristiche dell’eccezionalità. In tempi incerti (causa Covid) è riuscito lo stesso a collezionare consensi, a rispettare la salute di tutti gli ospiti e i puntualissimi propositi di beneficenza. Anche per questa edizione gli introiti sono stati destinati alla costruzione di un laboratorio ludico-didattico per malati schizofrenici e all’acquisto di giocattoli per i bimbi del reparto di nefrologia dell’ospedale Santobono Pausilipon. La scelta della location per la serata del 29 settembre è ricaduta su “Villa Alma Plena” nel casertano. Vibrazioni positive emanate dagli ampi e signorili spazi hanno accolto le persone, garantendo lo scorrere fluido e piacevole dell’evento. I tavoli imbanditi con i piatti dei numerosissimi e fedelissimi chef della kermesse hanno rispettato ampiamente le distanze di sicurezza e la vastità dei diversi ambienti esterni ha garantito la tutela dello spazio personale di tutti i presenti, evitando calche e sovraffollamenti. La mascherina (d’obbligo!) non ha impedito di fruire appieno e serenamente delle pietanze esposte, grazie a qualche tavolo appositamente disposto. “Cenando sotto un cielo diverso” tra innovazione e tradizione Si riparte quindi alla grande con gli eventi enogastronomici. “Cenando sotto un cielo diverso” non ha fatto che confermare il suo primato nell’ambito con proposte molto variegate e sempre di qualità. Dagli abbinamenti più ricercarti ai must have, dalle sperimentazioni ai classici della tradizione, il tutto bagnato dal ricco sapore di vini dalle diverse caratteristiche e provenienze. E come suggerisce il concept di questa edizione, “Il Buono dopo la tempesta“, una delle peculiarità che accompagna da sempre il format è la bontà dei prodotti. Il primo assaggio a sorprendere è stata la classica focaccina di “Pizzeria INFORNO Pizza Birra & Brasserie” in tre declinazioni. La prima realizzata con prosciutto crudo stagionato 12 mesi, fichi e cipolla rossa caramellata con zucchero integrale di canna. La seconda con provola affumicata, mortadella di Bologna IGP e pesto di pistacchi cotti a vapore. La terza con stracciatella di latte vaccino, alici e pomodorini gialli del Piennolo DOP. Intanto Salvatore Spuzzo, chef di Villa Alma Plena, ha presentato il suo piatto con guancia di vitello, sponge di bagna cauda, funghi porcini e consistenza di ortaggi. APCN Team con lo chef Alessandro Carello è venuto da Napoli per portare la sua pietanza a base di cubo di bufala, pomodoro bruciato e perlage di basilico. Tra tutti i piatti, due chicche da non perdere sono state le proposte arrivate da “Garage Gourmand” e dal “Brigante dei sapori”. Nel primo caso il piatto si crea su una battuta di manzo alla colatura di alici con una salsa lardiata, zabaione salato e una spugna di spinaci. Nel secondo un bignè al nero di seppia con stracciata di bufala e tonno affumicato con fichi e concassé di verdure. Sebbene riduttivo riportare solo alcuni di tutti gli assaggi portati all’attenzione, “Cenando sotto un cielo diverso” si è dimostrato ricco di possibilità e confronti culinari. Alcuni […]

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Cucina e Salute

Autunno: le skills per viverlo alla grande!

È arrivato l’autunno. Le giornate diventano più corte, la luce va via prima, le piccole folate di vento secco inizieranno mano mano a diventare più intense così come l’umidità serale. Tutto ciò si ripercuote sul nostro benessere psico-fisico. Non è nuovo il concetto per cui gli umori delle persone subiscano inevitabilmente l’influenza dell’ambiente che le circonda e, in una fase di transizione come quella autunnale, ciò è valido anche per l’equilibrio dell’intero organismo. Si pensi ai repentini cambi metabolici, il senso di spossatezza, talvolta quasi apatia! Un toccasana per il benessere mentale è sicuramente in primis quello di stare all’aria aperta, approfittare delle belle giornate per riprendere l’attività fisica (abbandonata nella calure estive) ed entrare maggiormente in contatto con la natura. Con l’autunno la psiche affronta un progressivo ripiegamento interiore, al contrario della spinta propositiva della primavera, ora l’io riflette su se stesso. Può rappresentare un decisivo momento di introspezione e miglioramento se lo si affronta con un atteggiamento positivo ed equilibrato. La malinconia non deve essere quindi un nemico, si può vivere con dolcezza e scivolare con fluidità sugli alti e i bassi propri di questa stagione. Il senso dell’equilibrio e della natura ciclica della vita è proprio dello yoga e della meditazione, che diventano un ottimo strumento da adoperare in questa fase dell’anno. Autunno: tanta acqua ed energy food! Il corpo e la mente cercano di adattarsi all’inverno che verrà, quindi è nostro compito fornirgli tutti gli strumenti di cui avranno bisogno. Una delle prime cose che si notano in questa fase è un lieve rallentamento del metabolismo e sensazioni di gonfiore, a volte persino di disgusto, o attacchi di fame improvvisi! La prima arma è sempre e comunque l’idratazione. Non si contano le volte che le star e le modelle parlano dell’acqua come la soluzione a tutti i problemi e (anche se sono alquanto esagerate) si può dire che tutto comincia da lì. Una buona idratazione aiuta il metabolismo, mantiene la pelle idratata e fa smaltire meglio le tossine. Molto consigliati sono anche i cibi che apportano energia al corpo. Fanno al caso nostro le uova, ricchissime di vitamina B, le arance per la vitamina C e la frutta secca che è ricca di proteine. Via libera ai semini di tutti i tipi e dimensione: a base di frutta secca, semi di zucca, mandorle, noci, semi di sesamo. Rappresentano un po’ l’essenza della stagione che si lascia alle spalle la vita vissuta e semina nuovi propositi e idee su cui lavorare. La zucca in tavola non può mancare nei periodi down! Ricca di beta carotene, omega 3 e vitamine, contrasta l’ansia e lo stress, per non parlare delle sue proprietà antiossidanti. Invece le fibre, la melagrana, le castagne, le arance e le crucifere sono ideali per preparare il corpo all’inverno grazie all’azione di rafforzamento del sistema immunitario. La salute passa per la pelle del viso! Per prenderci cura del nostro corpo e della nostra pelle, bisogna inevitabilmente cominciare dal viso. La pelle è molto delicata e sensibile agli sbalzi […]

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Eventi/Mostre/Convegni

Le cortigiane arriva alla finale con tante proposte teatrali

“Le cortigiane – Corti teatrali al femminile” nella sua terza edizione da spazio all’universo femminile, di cui si parla con penna teatrale e nei suoi diversi aspetti. La serata finale è prevista il 28 settembre alle 20.30 nell’intimo e suggestivo cortile del Convento di San Domenico Maggiore (vicolo San Domenico Maggiore, 8A). Il concorso per attrici e attori si colloca all’interno del programma “Estate a Napoli 2020”. La visione de La Corte dei Sognattori (compagnia teatrale organizzatrice del progetto) è quella di una maglia larga che abbraccia tutta Napoli. Il contest non vuole essere fine a se stesso ma, come l’arte spesso fa, intesse legami e nodi e svolte ad ogni passo. Nel concreto c’è il sogno di aprire percorsi e spiragli a tutti gli attori che riusciranno a conquistare la stima dei professionisti presenti. Si pensi che la direzione artistica de “I Corti della Formica” nel corso di ogni edizione seleziona uno o più corti da inserire nella successiva edizione del suo festival! Un clima di reciprocità e compenetrazione tra i diversi concorsi teatrali presenti sul territorio per mettere in risalto anche repertori nuovi ed originali, voci fuori dal coro oppure ritorni su vecchi argomenti ma con nuovi approcci. Il mondo del teatro ha sempre bisogno di possibilità ed occasioni da cogliere ed a questa esigenza che vuole rispondere il format de “Le Cortigiane”. “Le cortigiane – Corti teatrali al femminile” non si è lasciata fermare dal covid! Di certo la situazione d’emergenza che ha travolto il Paese ha messo in ginocchio in diverse occasioni la cultura. Seppur aderendo alla campagna del Mibact restando a casa, “Le Cortigiane” e “La Corte dei Sognattori” sono riusciti a trovare una soluzione per non chiudere la porta al teatro da loro promosso. Ecco che quindi solo per quest’anno la terza edizione si è svolta on-line. Video di 10 minuti con le pièce teatrali dei partecipanti sono convogliati tutti al vaglio della Giuria tecnica che entro il 30 luglio ha decretato i 9 corti semi-finalisti. Da qui il viaggio è proseguito con votazioni a distanza: il pubblico ha potuto esprimere le proprie preferenze a suon di like fino al 6 settembre. Quindi tra la Giuria (composta dagli attori Ernesto Mahieux, Luca Gallone, Gianni Ferreri, Teresa Del Vecchio, Sergio Sivori, Ciro Priello, il compositore e direttore d’orchestra Domenico Virgili, i registi Mario Brancaccio, Gisella Gobbi, la casting director Marita D’Elia, la produttrice teatrale Laura Tibaldi De Filippo, lo scrittore comico Pino Imperatore, il critico teatrale Stefano De Stefano, il giornalista ideatore de “I Corti della Formica” Gianmarco Cesario e La Corte Dei SognatTori) e pubblico online il dado è stato tratto. La performance con maggior indice di gradimento è stata “Caffè Society” di e con Giulia Conte (compagnia “Alegrìa”), che con un totale di 1380 like ricevuti è entrata di diritto direttamente in finale. Gli altri corti avranno modo di esibirsi nel corso della serata finale: Alosya con Rossella Castellano, testo Luigi Parlato e Rossella Castellano; Le rose d’acciaio con Roberta Natalini, testo e regia Roberta […]

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Food

Barittico è la prima salumeria di mare nel vomerese

Ha aperto nel cuore del Vomero, in via Merliani 51A, la prima Salumeria di mare: il Barittico. Il progetto nasce dall’incontro di un gruppo vario ed eterogeneo unito dalla passione per il pesce e per le sue svariate declinazioni. Stiamo parlando degli ingegneri Bruno Sensenhauser e Stefano Toscano, l’economista Marco Matrecano e lo chef Vittorio Zigarelli, già insieme nel progetto Panamar, specializzato nei panini di mare. “Barittico” nasce con un’idea innovativa e un format senza precedenti sul territorio. La Salumeria di mare fa della sperimentazione il suo punto forte proponendo piatti come il salame di tonno, la porchetta di ombrina e la pancetta di salmone. Abbiamo intervistato i fondatori, che ringraziamo per la loro disponibilità, per scoprire com’è nata questa proposta culinaria alternativa ed originale. Intervista ai titolari di Barittico C’erano una volta due ingegneri, un economista e uno chef. Com’è nato questo gruppo e l’idea di aprire un’attività insieme? Il gruppo nasce 3 anni fa, quando abbiamo deciso di aprire Panamar. Inizialmente eravamo 3 amici che, dopo esperienze lavorative diverse, avevamo il sogno di realizzare un progetto nuovo. Poche settimane prima dell’apertura del primo locale di via scarlatti, conoscemmo lo chef. Ci fu subito unione di intenti e il progetto partì immediatamente. Cosa rende unico il format del Barittico rispetto a tutte le altre offerte di cucina di mare nel vomerese? Barittico è un format unico nel suo genere. Proponiamo taglieri con salumi di mare.  Un prodotto nuovo, frutto di anni di studio e prove in cucina. Com’è nata l’idea di tagliare il pesce a mò di carne? L’idea è nata dalla necessità di creare un prodotto diverso, nuovo e unico. Con orgoglio possiamo dire che barittico è il primo format italiano dedicato esclusivamente ai salumi di mare. L’utilizzo del pesce in modo alternativo caratterizzava già il vostro precedente progetto Panamar. Come mai avete scelto di aprire un nuovo ristorante sempre sulla linea del pesce piuttosto che creare un’alternativa di carne? Abbiamo scelto di continuare aprendo un format con prodotti ittici piuttosto che carne, perché, dopo anni di esperienza, ci sentiamo molto preparati. Il lockdown ha costretto alla chiusura già nelle prime fasi di preparazione del locale. Ciò ha inciso positivamente o negativamente sul progetto? Il lockdown ha inciso sicuramente in maniera negativa. Però ci ha spronato a migliorare, a cercare alternative e a creare valore aggiunto con misure straordinarie. Infine, a quale clientela si rivolge il Barittico? È da considerarsi un posto per mangiare a pranzo e cena o proponete anche aperitivi e piccoli assaggi? Barittico si rivolge a una clientela propensa a provare sapori nuovi. Proponiamo abbinamenti di prodotti ittici e cocktail. Al momento siamo aperti dalle 17 alle 2 di notte, siamo un format di aperitivi-apericena. Il menù è composto da 3 taglieri di dimensioni diverse, abbinati a prodotti di pasticcieria di mare, di rosticcieria di mare e crudi. Immagine copertina: ufficio stampa

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Libri

Romanzi da leggere d’estate: i nostri 6 consigli!

Romanzi da leggere d’estate, le nostre scelte Romanzi da leggere: vediamo quali sono i migliori per l’estate. Le ore scorrono lente sotto l’ombrellone o distesi al sole, i bagni non sono mai troppo lunghi. Con l’arrivo di agosto per molti arriveranno anche le vacanze vere e proprie, le tanto attese ferie da trascorrere nel segno del relax e della spensieratezza. Si cessano tutte le attività e ci si dedica all’ozio… non proprio tutte le attività. Per gli amanti dei libri leggere è un’attività indispensabile e a cui non si rinuncia, anzi, è un modo per riempire le ore di ozio e relax con avventure, mondi e sentimenti mai vissuti. Certamente il caldo non aiuta la concentrazione, e proporsi di riuscire a leggere “il librone” serio è una battaglia persa in partenza al solo pensiero. Sì, proprio “Quel libro”, quello che tutti i lettori non confesseranno mai di aver rimandato all’infinito, magari per anni, perché troppo importante per destinargli qualche ora distratta in treno, tra diversi impegni o prima di addormentarsi. Ogni lettore lo negherà, ma probabilmente ogni lettore ha IL suo libro rimandato di anno in anno con i buoni propositi di Capodanno. Alla fine passa talmente tanto tempo che agli amici lettori – non meno colpevoli, sia chiaro –  si dirà di averlo letto, e che sì «è proprio un capolavoro, non c’è alcun dubbio» e perché no, «ha anche scalato con un salto la gerarchia dei libri preferiti piazzandosi al vertice». Non c’è da prendersi in giro, IL libro verrà rimandato anche questa volta, ma è anche vero che l’amore per la lettura e la voglia di portarsene uno in vacanza o al mare non si estirpa con il buonsenso. Un po’ come la coperta di Linus, è necessario averne uno con sé. Quindi ecco per i più temerari e fedeli alla causa, una lista di romanzi da leggere pensati per consentirne la lettura nonostante il sole e il caldo infernale. Romanzi da leggere d’estate, i magnifici 6 Tre uomini in barca – Jerome K. Jerome. Tre amici viaggiano in barca per riposarsi dalle fatiche della vita londinese. Diverse le peripezie e le avventure che, grazie alla vis comica e alla filosofia spicciola, hanno reso questo romanzo parte integrante della storia della letteratura. I viaggi di Gulliver – Jonathan Swift. Capolavoro del fantastico e della satira. Tanti viaggi, peripezie, creature straordinarie, giganti e nani, popolazioni assurde popolano questo romanzo che, a torto, è stato relegato alla narrativa per ragazzi. Il barone rampante – Italo Calvino. «Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra, decide che non scenderà più. […] una vita tutt’altro che monotona, anzi: piena d’avventure, e tutt’altro che da eremita, però sempre mantenendo tra sé e i suoi simili questa minima ma invalicabile distanza» (prefazione di Calvino) Ecco la storia – Daniel Pennac. Tutto ha inizio quando un dittatore agorafobico (fittizio) decide di assumere un sosia. Le varie storie che il dittatore ripropone si intersecano tra realtà e […]

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Napoli e Dintorni

BAIAExperience è un’immersione virtuale nell’antichità

Baia sommersa riemerge e prende vita. I resti custoditi sul fondo delle acque dei Campi Flegrei oggi ci parlano e si mostrano con lo spendore delle origini. Tutto questo è reso possibile dall’ultimo progetto presentato dall’Associazione BAIAExperience che fornisce un tour virtuale e totalmente immersivo. Ci si immerge nella simulazione e si finisce letteralmente sott’acqua a passeggiare tra i resti degli ambienti termali romani in corrispondenza di Punta Epitaffio. Il visore di ultima generazione permette di vivere completamente questo viaggio e dai resti coperti di sabbia cominciano a risorgere le antiche mura e via via le stanze, i marmi, l’oggettistica, fino a ritrovarsi in un viaggio del tempo nell’antica Roma. Il ritrovamento dell’area riprodotta si deve alle ricerche archeologiche portate avanti dal 1984 dagli archeologi subacquei Nicolai Lombardo, Eduardo Scognamiglio e Gennaro di Fraia. Dai primi passi (anzi, i primi tuffi) in questo sito archeologico ad oggi, la tecnologia è nata, cresciuta e divenuta in grado di dare il proprio contributo alla scoperta. Ecco quindi verificarsi l’epifanico incontro tra l’archeologo Nicolai Lombardo e l’esperto in programmazione ed informatica Lello Di Francia. Prende piede l’idea di una riproduzione del sito sommerso unendo le loro competenze ed oggi questo sogno vede la sua realizzazione nel tour virtuale BAIAExperience. Con BAIAExperience si viaggia a ritroso nel tempo L’immersione virtuale dura 25 minuti durante i quali si passeggia tra i diversi ambienti termali guidati da una voce che introduce e spiega le varie ricostruzioni. Nulla è infatti stato lasciato troppo all’immaginazione nel rispetto del rigore scientifico che muove l’intero progetto. Le riproduzioni degli accessori sono garantite dalle comparazioni con gli utensili rinvenuti negli importanti scavi di Pompei ed Ercolano, la spartizione degli ambienti e altri dettagli sono stati ricavati confrontando i ritrovamenti con il grande sito archeologico di Ostia, infine i colori degli stupendi marmi riprodotti sono in realtà una certezza. Tra i granelli di sabbia del fondale marino sono stati trovati anche frammenti di diverse tipologie marmoree dalle variopinte tonalità. E laddove non vi è possibile procedere con deduzioni scientifiche o scoperte, si rispetta il mistero ancora da risolvere e non ci si forza ad azzardate supposizioni. Il riferimento va in particolare ad un’area del sito di Baia non ancora ben identificata. Si sa che è un unicum nel suo genere per la pianta esagonale e le nicchie disposte in diagonale, ma non si sa a quale scopo fosse destinata la realizzazione di tale spazio. Il tour fa brillare gli occhi a chiunque provi questa esperienza unica e appassiona gli esperti nel campo quanto lo spettatore, che per la prima volta riesce a vedere con i propri occhi una realtà spesso solo narrata nei libri. Il progetto è stato promosso e garantito dal Sindaco di Bacoli Josi Gerardo Dela Ragione, al fine di valorizzare e promuovere le bellezze custodite nel territorio. Difatti si tratta di un primato per i Campi Flegrei e un’innovazione nel campo del turismo, rendendo accessibile l’esperienza anche a chi non può praticare immersioni. Anzi, per i sub un’ulteriore tappa […]

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Napoli e Dintorni

Capodimonte apre le porte alla musica e al cinema

Il Real Bosco di Capodimonte negli anni si apre sempre più a scambi e contaminazioni con le diverse forme d’arte. Non solo il Museo custodisce e mette in mostra svariate esposizioni, ma quest’anno dopo aver ospitato alcuni appuntamenti del Napoli Teatro Festival, si apre a nuovi progetti e proposte per l’estate e l’autunno a suon di musica e cinema. Festival Musica Popolare del Sud Italia Arte è tale se esprime una visione, un sentimento, un messaggio e come non far spazio dunque in questo bucolico dialogo tra cultura e natura anche alla musica e al cinema? L’estate 2020 sui grandi prati del Bosco di Capodimonte risuonerà con le note della musica popolare napoletana. Un Festival del Sud Italia che si pone in una dialettica di continuità con i reperti esposti all’interno del Museo. Un legame esplicitato già nell’immagine che distingue il festival: due antiche tazze con raffigurazioni di classici balli napoletani! Gli appuntamenti si concentrano in una tre giorni che ha inizio l’8 agosto e termina in climax con uno speciale per la Notte di San Lorenzo. Il biglietto è gratuito e le persone potranno accedere in totale sicurezza (e nel pieno rispetto delle norme anti-covid) muniti di telo per potersi sedere sull’erba e lasciarsi trasportare da canti e ritmi popolari. Il primo giorno sono previsti la pizzica salentina “Core de Villani” e gli organetti calabresi de “Le Muse del Mediterraneo feat. Antonio Grosso e Ciccio Nucera”. Il 9 agosto è dedicato alla Tarantella di Paternopoli con “I virtuosi della Tarantella” e ai Canti della Terra di Pomigliano d’Arco con “Rareca Antica”. La magica Notte di San Lorenzo ospiterà invece una “Petit Ensemble MusiCapodimonte”, che con la voce di Aurora Giglio allieterà il pubblico in attesa delle stelle cadenti. Cinema con la rassegna “Monelli e Ribelli” Ma il Real Bosco di Capodimonte non si ferma qui. Ha in serbo un altro progetto culturale, stavolta legato al mondo nel cinema. In un rapporto via via più stretto con il mondo della cinematografia, il Bosco apre il suo cortile per appuntamenti di cinema all’aperto. Dopo una serie di reazioni positive da parte del pubblico e degli esperti a questo nuovo connubio, sembra ci siano in programma diverse idee per proseguire questo tipo di format. Per il momento si può star sicuri che per il mese di settembre verranno proiettati nei weekend film interessanti e dedicati a temi dell’infanzia e dell’adolescenza; da qui il nome della rassegna: “Monelli e Ribelli”. Si esplorano diverse realtà e storie per restituire un quadro abbastanza ampio delle realtà e delle difficoltà di questa fase di vita. L’11 settembre “Dililì a Parigi” di Michel Ocelot ci porta nel fermento della Parigi Belle Epoque, mentre con “Vincent” di Tim Burton, prodotto dalla Walt Disney, si segue la storia di un avido lettore di 7 anni. Il 12 settembre è dedicato ai più piccoli con “Il libro della giungla” di Wolfgang Reitherman e il 13 settembre ai bimbi cresciuti che conservano uno sguardo di fascino e magia sul mondo con […]

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Notizie curiose

La cometa verde di San Patrizio

Dal primo fino al 23 luglio, momento di massima vicinanza alla terra, sarà possibile ammirare la cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák. Per osservarla bene si consiglia di prepararsi all’avvistamento del 23 quando sarà in perigeo. Pur essendo visibile dall’emisfero boreale, è poco probabile che si riuscirà a cogliere il particolare colore verde della cometa. Quindi per chi si troverà nell’emisfero australe e per chi vorrà ammirarne il colore, c’è la possibilità di connettersi e registrarsi al sito della Slooh Community per accedere alla visualizzazione online dai telescopi fissati alle Canarie. Dove si trova la cometa verde di San Patrizio? La cometa sarà visibile dall’emisfero boreale e, in situazioni ottimali di clima e condizioni di luminosità, si potrebbe avvistare ad occhio nudo. Sarà opportuno ricorrere a binocoli o, ancora meglio, a telescopi. Ma dove indirizzarli? La cometa si troverà a metà strada tra la costellazione dell’Orsa Maggiore e quella del Dragone, a nord della volta celeste. Queste costellazioni sono circumpolari, ciò vuol dire che alle nostre latitudini non tramontano mai e che quindi sarà possibile procedere all’osservazione in ogni momento dal crepuscolo all’alba. La scoperta e il colore della cometa di San Patrizio La cometa 41P/Tuttle-Giacobini-Kresák prende il nome dai tre astronomi che in tre periodi diversi, e indipendentemente l’uno dall’altro, l’hanno scoperta. Il primo astronomo ad avvistarla fu l’americano Horace Parnell Tuttle nel 31 maggio 1858, poi il francese Michael Giacobini nel 1907 e infine fu la volta dello slovacco Lubor Kresák nel 1951. È stata scoperta tre volte proprio perché si tratta di una cometa periodica, di corto periodo, cioè che compie un giro attorno al Sole ogni 5 anni e mezzo – alla sua periodicità fa riferimento la lettera P. Inoltre la cometa 41P è una delle 4 periodiche delle “magnifiche 7”. La definizione di “cometa di San Patrizio” è causata dalla vicinanza alla festa, ma anche dal suo caratteristico colore verde. Infatti il nucleo, formato da ghiaccio e polveri, quando è in parte sciolto dal calore del Sole, rilascia il colore verde per la sua stessa composizione chimica. Però durante gli avvistamenti non sarà possibile ammirare il colore e si consiglia, in tal caso, di ricorrere alla visualizzazione online del fenomeno. Per gli amanti della fotografia Come si può leggere sul settimanale “Panorama”, ecco qualche suggerimento per chi volesse fotografarla. È necessario usare un treppiede e puntare l’obiettivo, senza zoomare, verso l’Orsa Maggiore. Basterà impostare il tempo di esposizione fino a 30-40 secondi e provare diverse sensibilità ISO, da 400 in su, con apertura massima di diaframma. L’assenza di sbavature, nonostante queste impostazioni, dovrebbe essere garantita dal fatto che la cometa si trova vicino la Stella Polare, e quindi risente poco del movimento della rotazione terrestre.

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Cinema e Serie tv

Intervista a Diego Macario. Il coraggio di guardare avanti è un inno alla speranza

“Il coraggio di guardare avanti” è un cortometraggio scritto, diretto e interpretato dall’attore e regista Diego Macario. Il progetto è nato in collaborazione con l’associazione “Angeli della Finanza“, con cui Macario condivide l’attenzione ad un tema molto sensibile di questi ultimi tempi: la crisi imprenditoriale. Realizzato con la partecipazione di Marilù Armani, Carmine Imbimbo, Nino de Santis e Paolo Perrotta, contiene le musiche originali di Luigi Scialdone – premio Donatello per le musiche di Gatta Cenerentola -. Nel corto si parla della crisi e di come si possa tradurre nel tentato suicidio da parte di chi viene repentinamente travolto dalla vergogna di perdere il proprio lavoro. Una storia verosimile che racconta il dramma personale di un uomo e del suo percorso per uscirne, intessendo un forte legame tra arte-cultura ed imprenditoria. Diego Macario con la sua produzione cerca di mandare un messaggio di speranza e di analizzare una crisi di cui i media parlano ancora poco. Lo abbiamo intervistato, per saperne di più. Intervista a Diego Macario Lei ha scritto, diretto e interpretato il cortometraggio “Il coraggio di guardare avanti”. Ci può raccontare di cosa parla? È un cortometraggio che descrive i momenti drammatici vissuti da un imprenditore, durante uno dei peggiori periodi della crisi economica. Fu costretto a chiudere la propria attività, ritrovandosi poi soffocato dalle mancate commissioni, dai debiti e dall’aumento delle tasse. Il protagonista si trova al balcone e racconta ad uno suo fantomatico vicino di casa, ma più in generale al pubblico, la sua storia, che finirà a lieto fine. La scena prende spunto dalla famosa scena del “caffè” tratta dall’opera “Non ti pago” di Eduardo De Filippo, al quale ho voluto rendere omaggio. Nel corto ci saranno delle similitudini anche con il clima attuale che cambia d’improvviso, così come può cambiare la vita inaspettatamente. Viene dato risalto alla realtà vissuta da molte piccole e medie aziende costrette dalla crisi economica a cessare la propria attività. Come è nata l’idea di trattare questo tema in particolare? Anni fa anche io avevo un’attività autonoma e proprio in quel periodo storico, mi sono ritrovato a “chiudere i battenti”. Da quel momento ho scelto di “rinnovare” la mia vita lavorativa attraverso l’arte ed il teatro ed oggi è il mio unico lavoro. A distanza di anni, ho avuto modo di incontrare l’associazione Angeli della Finanza, che si occupa di sostegno alle famiglie e agli imprenditori in difficoltà, alla quale, vedendo numeri spaventosi circa i tanti suicidi avvenuti (e che avvengono ancora oggi), ho proposto il mio progetto artistico per creare uno spunto di riflessione e dare utili informazioni a coloro che ne hanno bisogno. Nel suo percorso artistico ha spesso prediletto ruoli comici. La comicità è uno strumento da sempre usato per affrontare e dare risalto a tematiche sociali. Come mai in questo corto ha prediletto un approccio più “drammatico” e “realistico”, abbandonando il linguaggio comico? La comicità è il genere di teatro che preferisco e mi appartiene da sempre. Ritengo sia necessario, oggi in teatro, portare in scena momenti […]

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Cucina e Salute

Spaghetti Donuts: dall’Italia l’idea, in America la nascita

Dai laboratori dell’azienda Pop Pasta, arrivano gli Spaghetti Donuts, ovvero ciambelle di spaghetti. L’idea nasce dalla più tradizionale cucina italiana (o meglio napoletana) con la famosa frittata di pasta che incontra il pragmatismo, anche culinario, del suolo americano. Così a New York, precisamente a Brooklyn, la frittata di pasta diventa street food nella forma di ciambelle. I proprietari dell’insegna sono Luigi Fiorentino e Emy Gargiulo, due coniugi di origine italiana, che hanno presentato allo Smorgasburg – uno tra i principali mercati newyorkesi dedicati alla cucina di strada – questa rivisitazione pop e moderna della classica pietanza napoletana. Gli Spaghetti Donuts hanno presto attirato positivamente l’attenzione dei media e dei social, soprattutto per la versatilità, la semplicità della preparazione e perché, come cita lo slogan, è «Il cibo perfetto da portare ad un picnic o in spiaggia e non sporca come la pizza» senza dover rinunciare al sapore. Infatti ce n’è per tutti i palati: il gusto carbonara, pomodoro, sugo alla bolognese, aglio e olio, zucchine. Per prepararli in casa, la ricetta è davvero molto semplice. Dopo aver cotto la pasta, bisogna scolarla al dente e lasciarla raffreddare, ma si può anche ri-usare la pasta avanzata dall’ultimo pasto. A parte, in una ciotola vanno sbattute le uova, insieme al parmigiano grattugiato con sale e pepe a piacere. A questo punto si uniscono gli spaghetti, si ripone il tutto nelle formine per le ciambelle e si cuoce al forno oppure si frigge. Le diverse varianti si ottengono aggiungendo altri ingredienti al preparato con le uova. Un ottimo metodo per liberarsi degli avanzi in cucina e presentare una pietanza buona ed originale. Smorgasburg: oltre Spaghetti Donuts c’è di più Lo Smorgasburg Food Market di New York ha presentato come ogni anno, cibi nuovi e originali. Tutti vanno pazzi per gli Spaghetti Donuts, ma ci sono anche altre proposte che hanno incontrato il favore dei buongustai. Da provare sono, ad esempio, i John’s Juice, dei succhi di frutta (arancia, pompelmo, ananas, anguria, ecc.) serviti direttamente all’interno del frutto stesso con una cannuccia. Coloratissimi i dessert gelato filippini di Ube Kitchen, mentre i Raclette sandwiches di Baked Cheese Haus puntano la loro fortuna sul sapore prelibato. Tra le proposte hanno spopolato anche Destination Dumplings, una versione originale delle paste ripiene, e i Dulcinea Churros, una rivisitazione dei classici churros della cucina iberica e latino-americana.

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Notizie curiose

Il misterioso mondo felino. Le razze di gatti più comuni

L’amicizia tra i felini e l’uomo affonda le sue radici nell’alba dei tempi. Un rapporto in continua evoluzione che ha visto il gatto vivere nei pressi del focolaio domestico sin dai primi insediamenti agricoli e villaggi. Al contrario di molti altri animali, questo sinuoso amico dal pelo morbido non ha mai mutato il proprio carattere né “corrotto” la propria identità in funzione dell’umano di turno, ciò ha portato a diversi fraintendimenti sul piano comunicativo considerando che invece molte altre specie animali hanno trovato il modo di farsi comprendere adottato atteggiamenti specifici. Si può considerare uno degli animali con le migliori tecniche di sopravvivenza (di cui la proverbiale diffidenza) tanto che non ha mai rasentato l’estinzione e capace di provvedere completamente a se stesso. Probabilmente è proprio qui la chiave della sua indipendenza e della sua identità: non avendo bisogno dell’umano per sopravvivere, non sente il dovere di adattarsi e di farsi accettare, piuttosto lo sceglie come compagnia alla pari. Il felino è l’animale per eccellenza della fierezza e dell’eleganza, il mondo della letteratura ne è da sempre ipnotizzato cercando di cogliere l’anima nelle lame luminose dei suoi occhi e soffrendo, spesso, per l’apparente indifferenza all’amore e all’odio da parte degli umani. Invece chi ha avuto modo di condividere il proprio percorso con un felino per abbastanza tempo, sa cogliere il suo amore discreto, le sottili dolcezze e le tenerezze vestite di capricci. I gatti ormai popolano l’intero pianeta, infinite sono le razze pure e ancora di più quelle nate da incroci, tanto che si potrebbe dire che con grande probabilità esiste qualche razza non ancora catalogata! Le razze di gatti più comuni Elencare tutte le razze esistenti sarebbe, quindi, impossibile ma abbiamo selezionato le otto più diffuse. L’Angora Turco è originario della Turchia, presenta una struttura fisica slanciata dal pelo lungo e bianco, anche se oggi se ne trovano con varianti di colore nero, grigio, rosso e marrone. Invece gli occhi sono spesso arancioni, ma talvolta anche blu e in rari casi sono di colore impari. Il Certosino è un gatto di razza antica dal pelo corto e grigio e dagli occhi gialli. Sembra sia giunto in Francia grazie ai Cavalieri Templari di ritorno dall’Oriente. Il carattere di questo felino è molto affettuoso. Il Devon Rex ha il pelo corto e la struttura slanciata che termina con due orecchie molto grandi. È originario dell’Inghilterra. Il gatto Europeo si riconosce, invece, per il pelo corto e la cosa lunga e sottile. Con questo nome viene identificato il classico randagio ma è considerato un gatto di razza, proprio come gli altri. Il Maine Coon è una delle razze più antiche e originarie del Nord America. Ha il pelo lungo e denso, con una bella coda soffice e il corpo grande; esteticamente è davvero molto bello e può avere diversi colori di pelo. Il gatto Persiano è una delle razze più diffuse e conosciute di felini. Molto bello e tranquillo, è scelto di solito per gli ambienti domestici. Dal lungo pelo, necessita di continue spazzolate per rimuovere quello […]

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Cucina e Salute

Agopressione: quando il benessere è a portata di mano

Agopressione, cos’è e quando può essere utile Ormai è conosciuta da tutti la tecnica dell’agopuntura, che sta spopolando a livello internazionale. La rivalutazione della medicina alternativa a cui si sta assistendo nell’ultimo decennio è dovuta proprio al vantaggio di assumere molti meno farmaci, potendo risolvere problematiche in modo meno “dannoso” e più naturale per l’organismo. Una tecnica “gemella” dell’agopuntura è l’agopressione, o digitopressione, preferita da alcuni perché meno invasiva, non prevedendo la perforazione della pelle con gli aghi, e meno “traumatica” per chi è affetto da belonefobia (paura degli aghi, appunto). Agopressione, una tecnica orientale Si tratta di una tecnica terapeutica orientale dalle antiche origini, che è stata rivalutata a partire dal 1800, quando il medico Pietro Orlandini l’ha riportata all’attenzione del mondo medico. Consiste nella stimolazione – per lo più mediante le mani e i polpastrelli, ma anche con bastoncini di legno, piccoli martelli o  rotelline – di punti specifici del corpo umano, per alleviare molti disturbi a carico degli organi interni e dei tessuti. Manipolando le aree dolenti, si aiuta il naturale meccanismo di auto-rigenerazione del corpo. Quindi lo scopo dell’agopressione, come della medicina alternativa in generale, è quello di curare l’integrità dell’organismo umano, riconducendolo in una condizione di equilibrio. Invece la medicina tradizionale o allopatica si preoccupa direttamente di curare il sintomo della malattia mediante la somministrazione di farmaci. La digitopressione riesce ad aiutare l’organismo a guarire da solo perché i punti manipolati sono in collegamento con altri organi e tessuti, si crea così una situazione di causa-effetto. Agopressione, quali i benefici? La stimolazione porta il corpo a rilasciare endorfine, tra cui l’ossitocina (il cosiddetto ormone dell’amore), e fa avvertire presto un benessere diffuso, dovuto all’equilibrio di pressione, temperatura, difese immunitarie e distensione muscolare. Ma l’agopressione può apportare benefici anche, e soprattutto, a chi soffre di disturbi relativi ai vari apparati del corpo. Tra i problemi più trattati compaiono, ad esempio, difficoltà digestive, psoriasi, eiaculazione precoce, sinusite, lombalgie, iper e ipotensione, ma anche insonnia e nevrosi. Inoltre è stata recentemente pubblicata, sulla rivista Jama Oncology, una ricerca della University of Michigan Health System, da cui emerge che la tecnica della digitopressione riduce sensibilmente il senso di affaticamento nelle donne che si sono sottoposte alle cure per il cancro al seno: in sei settimane si è ridotto dal 27 al 34%. Certamente non è consigliabile sperare di curare patologie gravi con questa tecnica, ma può risultare molto utile proprio per rinforzare l’organismo, alleviare alcuni disturbi e combattere la tendenza a sviluppare determinate malattie. Molti truffatori si spacciano per esperti di agopuntura, quindi è vivamente raccomandabile rivolgersi a specialisti la cui professionalità sia certificata.

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Eventi/Mostre/Convegni

Davide Montuori: intervista sul progetto Fil Rouge

Intervista a Davide Montuori, wine artist.  Davide Montuori è un wine artist che ha unito le sue due più grandi passioni in un unico progetto. L’arte e il vino si fondono nella sua ultima mostra, resa fruibile anche online attraverso la galleria video pubblicata sui canali ufficiali. Si tratta di Fil Rouge, un format audiovisivo realizzato in collaborazione con il MAVV (Museo dell’Arte, del Vino e della Vite di Portici) che racconta in ogni puntata una singola opera, approfondendola non solo dal punto di vista tecnico, ma fornendo anche interessanti digressioni inerenti al tempo storico o al soggetto rappresentato. Lo abbiamo intervistato per saperne di più sulle sue opere e sul suo progetto. “La Celta” con Aglianico, Chianti e Dolcetto Piemontese è il quadro che apre la galleria video Fil Rouge. Si nota da subito il tentativo di collegare il video alla storia partendo dalle origini. In base a che criterio ha scelto le diverse fasi storiche nelle quali inserisce i suoi quadri? Il vino è “testimone” degli ultimi 9000 anni, e il suo consumo nelle civiltà antiche non è distante dal consumo odierno. Mi sono concentrato sulle società, che più di altre, hanno segnato un determinato periodo storico, raccontando di esperienze con cui è facile ritrovare aspetti della società contemporanea. Dietro al vino ci sono rituali sociali che restano immutati da millenni, dai festeggiamenti Celtici alle liturgie cristiane; dai banchetti medievali ai nostri selfie al winebar col calice alzato. “Le Romane” con Aglianico e Chianti tratteggia le atmosfere della classicità romana. Una cultura che dava una grande importanza al vino, ospite immancabile in diverse occasioni sociali e che diventa in quest’opera il fil rouge (è il caso di dirlo) con il soggetto rappresentato. In base a cosa sceglie la qualità di vino per la realizzazione di una determinata opera? La scelta del vino è data da due fattori, il primo è il gusto. Cerco nel vino una forza emotiva, capace di raccontare adeguatamente il contenuto morale dell’opera. Il secondo è il colore, poiché ogni vino ha il proprio colore, devo necessariamente valutarne l’intensità per accostarli e ottenere l’effetto di tridimensionalità desiderato. Nella resa artistica, che differenza c’è tra l’uso di una qualità di vino piuttosto che un’altra? Al di là di una resa cromatica, c’è da valutare un altro aspetto, quello della conservazione. Adopero per le mie opere spesso etichette D.O.C e D.O.C.G. Questo garantisce una mineralità autentica del prodotto e mi permette di non usare nessun additivo chimico in aggiunta. Come mai ha deciso di dedicarsi alla pittura con l’uso esclusivo del vino? Al contrario dei colori chimici, il vino “invecchia su tela”. Asseconda della tipologia e provenienza geografica, il vino muta di colore. In questi anni ho potuto vedere che tendenzialmente i vini del Nord protendono ai toni violacei, mentre quelli del sud protendono al “giallo pietra di tufo”. Questa caratteristica rende le opere più vive che mai e ben si sposa con noi esseri umani (protagonisti indiscussi della collezione Fil Rouge), che cambiamo idee e pareri, […]

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Fun e Tech

Amazon GO: fare la spesa con un piede nel futuro

Amazon sbarca nel settore della distribuzione alimentare con un approccio tutto nuovo che proietta il cliente nel futuro. Il colosso americano scrive sul sito ufficiale di GO: «Quattro anni fa ci siamo chiesti: cosa succederebbe se potessimo creare un’esperienza di acquisto senza cassa? Possiamo spingere i confini dell’apprendimento automatico fino a creare un negozio dove i clienti possono semplicemente prendere quello che vogliono e andare?».  È giunta la risposta: il supermercato di Amazon GO. Il primo e unico caso si trova a Seattle, di circa 170 metri quadri, destinato all’uso esclusivo dei dipendenti dell’azienda. Agli inizi del 2017 è terminata la fase di sperimentazione consentendone l’apertura al pubblico. Il negozio permette di acquisire diversi tipi di prodotti: dai cibi preparati ai prodotti da forno con latte e formaggi, dai marchi noti ai produttori locali, ma la chicca risulta essere l’Amazon Meal Kits, un cestino contenente tutti gli ingredienti necessari per un pasto per due pronto in 30 minuti. Amazon Go: un nuovo modo di fare shopping Ma come è possibile? Grazie all’uso della sensor fusion combinato al deep learning, tecnica applicata nella computer vision:  estraendo, elaborando e classificando le informazioni, questa tecnologia consente alle macchine di riconoscere le persone e le loro azioni. Quindi il cliente accede al proprio account Amazon dall’applicazione ed entra nel negozio, viene seguito da una fitta rete di telecamere mentre si muove tra gli scaffali, prende e posa prodotti per poi uscire senza fare nessuna fila e con il conto addebitato sull’account. Il colosso prevede il successo di questo nuovo modo di fare shopping al punto da avere in cantiere anche altri tipi di negozi. Si pensa, infatti, al classico grande supermercato col carrello in stile europeo e a grandi negozi in cui poter acquistare i prodotti al momento, ma anche ritirare quelli prenotati online. I limiti imposti dagli acquisti online avevano già sensibilizzato Amazon, che dal 2007 ha aperto negli Stati Uniti 16 punti vendita di Amazon Fresh, offrendo la possibilità di toccare con mano e comperare prodotti freschi. Nonostante i vantaggi offerti da questa nuova applicazione della tecnologia, sorgono dei dubbi. Anche se ci saranno addetti ai lavori per la sistemazione dei prodotti sugli scaffali, è prevedibile un consistente taglio dei posti di lavoro. Inoltre, non è chiaro come impedire l’ingresso a chi non possiede un account e come evitare i taccheggi. Risulta disarmante la perdita della privacy: tramite questa tecnologia Amazon classificherà i consumi e le abitudini dei consumatori e, con le informazioni ricavate anche dalla piattaforma online, potrà redigere una profilazione per ogni cliente. C’è da chiedersi se ne varrà davvero la pena.    

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Cucina e Salute

HiMirror delle mie brame, rendimi la più bella del reame

Per anni abbiamo visto la strega di Biancaneve domandare allo specchio chi fosse la più bella del reame e adesso la fantasia viene superata dalla realtà. Infatti ci sarà uno specchio che risponderà a tutte le donne che desiderano vedersi più belle. HiMirror Plus è uno specchio dotato di una fotocamera e di una memoria per il monitoraggio dei progressi. Dalle foto scattate riesce ad analizzare la pelle deducendone il tipo, la quantità di pori e lentiggini e gli eventuali danni. Non si ferma qui, in base alle informazioni ricavate, suggerisce anche prodotti da utilizzare e rimedi agli inestetismi. Inoltre propone tutorial per poter effettuare una corretta pulizia del viso, informa sulle condizioni meteo e nel particolare sull’intensità dei raggi UV e fornisce lo streaming della musica dai servizi online. Però bisogna utilizzarlo in combinazione con un altro gadget, HiSkin, che, appoggiandolo sulla pelle, ne fa un’analisi approfondita. Per le impostazioni dello specchio e per impartire i comandi bastano precisi movimenti delle mani, che vengono rilevati da un sensore di movimento posto nella parte inferiore. HiMirror Plus, un congegno che sembra a prova di dermatologo Ma a rendere felici le donne e la matrigna di Biancaneve è la capacità di dare consigli su come conviene truccarsi nelle diverse occasioni per essere sempre impeccabili. Lo specchio consiglia infatti il trucco giusto per un particolare tipo di luce grazie alla presenza di LED, che simulano 5 diversi scenari di illuminazione: passeggiata al tramonto, ambientazione all’aperto in una giornata soleggiata, in ufficio, in un centro commerciale o per negozi, in un ristorante o a un party serale. Volendo è già possibile acquistare questo specchio “magico” a 259 dollari, ma non si deve dimenticare che, dopotutto, Biancaneve restava la più bella del reame anche senza specchio!  

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Cucina e Salute

Uova di cioccolata ripiene, l’idea originale per Pasqua

Il tempo vola e la Pasqua si avvicina. Ai grandi e ai piccini saranno donate uova di cioccolato e tutti metteremo sù qualche chilo allegramente. Ma quest’anno potreste introdurre un elemento di novità nella tradizione… Personalizzare le uova di cioccolato Dato che la preparazione del classico grande uovo è un po’ lunga e articolata, un’idea più semplice e versatile da realizzare è quella di creare dei piccoli ovetti di cioccolata da riempire e guarnire in diversi modi. Possono essere un dono pasquale gradito a chi non vuole tentare il girovita con eccessive quantità di cioccolata, oppure un delizioso dessert per chiudere il pranzo pasquale. Innanzitutto occorre preparare la base. Si può optare sia per comprare un piccolo ovetto di cioccolata da riempire in un secondo momento, sia per creare una base dalla forma di un mezzo guscio. Nel primo caso, si consiglia di usare un coltellino con lama seghettata riscaldata su una fiamma, per tagliare a metà l’uovo oppure romperne solo la calotta superiore e inserire, in un secondo momento, il ripieno scelto. Qualora, invece, si volesse procedere alla preparazione, ecco di seguito gli step da seguire. Si tratta di una lavorazione molto semplice, che pertanto può anche prevedere il coinvolgimento dei più piccoli come aiutanti. Come preparare le uova di cioccolata ripiene Bisogna far sciogliere a bagnomaria 400gr di cioccolato del gusto preferito, per poi toglierlo dal fuoco e farlo raffreddare in una terrina. Intanto i piccoli aiutanti possono gonfiare dei palloncini, che saranno in un secondo momento immersi nella cioccolata fusa. Si prepara un foglio di carta da forno su cui bisogna versare un cucchiaio di cioccolata, allargando leggermente per formare la base delle uova. Adesso è il momento di immergere nella cioccolata un palloncino alla volta, rigirandolo più volte per formare più di uno strato e, dopo averli lasciati colare, si appoggiano sulle basi preparate in precedenza. Bisogna conservare i palloncini in frigorifero finché il cioccolato non si sarà rappreso completamente. A questo punto non resta che praticare un piccolo forellino in cima ai palloncini, tenendolo tra le dite per non farli scoppiare; lentamente i palloncini si sgonfieranno staccandosi dalla cioccolata. Così saranno pronti i gusci di cioccolato. Ripieni: quale scegliere? Una bella idea per creare un dessert fresco è quella di riempire un guscio di cioccolata con della frutta e una spolverata di zucchero a velo. Si può guarnire con delle foglioline di menta e fiocchi di panna oppure con una cialda. Un’alternativa è ricorrere alla panna cotta, al gelato, oppure, per i più esperti in cucina, si può realizzare un piccolo ripieno di tiramisù o di crema al mascarpone. Per dare spazio alla propria fantasia, si può creare una crema di base per divertirsi a personalizzare con diverse guarnizioni. Un suggerimento è adagiare al centro della crema un cerchio di albicocca sciroppata per simulare il tuorlo dell’uovo (la si può tagliare delle giuste dimensioni ricorrendo a un coppapasta). Le uova ripiene di crema possono anche essere usate come un dolce segnaposto, ponendo al centro della crema nell’uovo, l’iniziale del […]

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Attualità

Le automobili volanti ora sono una realtà con Airbus

“Un centinaio di anni fa i trasporti urbani sono diventati sotterranei, ora abbiamo un altro obiettivo: quello di volare. […] Siamo ancora in una fase di sperimentazione, ma prendiamo questo tipo di sviluppo molto seriamente” Questa la dichiarazione di Tom Enders, chief executive di Airbus. L’obiettivo di Airbus: automobili volanti con guida autonoma e a zero emissioni La partecipazione di Airbus, una della più grandi società al mondo per la progettazione di elicotteri civili e militari, è dovuta alla presentazione del progetto Vahana, ossia la creazione di auto volanti capaci di trasportare persone o merci, che si concentra sul tentativo di unire guida autonoma e intelligenza artificiale. La società ha già creato una divisione specifica, l’Urban Air Mobility, per sperimentare il decollo e l’atterraggio verticale di macchine volanti a uno o più posti. L’idea è di realizzare una sorta di taxi volanti a guida autonoma capaci di trasportare più persone e prenotabili con un’applicazione per smartphone. I test e le ricerche necessari sono già in atto, mentre si spera di cominciare la produzione già nel 2021. Al Salone Internazionale dell’automobile di Ginevra 2017 è stato presentato in anteprima mondiale il prototipo di un’automobile capace di procedere via terra e per via aerea, che ha lasciato tutti i presenti senza parole. Il nome è Pop.Up. e nasce dalla collaborazione di Italdesign e Airbus. Anche in questo caso la macchina è a zero emissioni e provvista di guida autonoma. È formata da una capsula progettata per accogliere i passeggeri, inoltre per avanzare via terra è provvista di un supporto gommato, dal quale si stacca per agganciarsi a una specie di grande drone con eliche per decollare e volare. La soluzione al traffico e allo smog In generale i trasporti verticali sono una priorità di Airbus, cosi come la visione di un futuro dove il traffico, problema che colpisce già molte grandi metropoli (tra cui Tokyo, Pechino, Mumbai, Londra, Mosca), sarà evitato così come tutto l’inquinamento atmosferico che ne deriva. Si pensi, infatti, che si prevede nel prossimo futuro una crescita demografica all’interno delle città del 10% rispetto alla situazione attuale, con conseguenti implicazioni sulla viabilità. Quindi sono facilmente deducibili i positivi effetti collaterali della diffusione di tali mezzi di trasporto aerei nel futuro. La società ha puntato tutto sulla visione di un mondo in cui ci saranno Vahana per il trasporto di persone e merci, City Airbus come autobus dei cieli e Starways, apposite infrastrutture per consentire ai mezzi di volare sulle città. Per tantissimi anni cartoni animati e film hanno fatto viaggiare la fantasia dei telespettatori con città futuristiche, il cui paesaggio era segnato proprio da tanti veicoli volanti. Presto saranno lontani i tempi in cui ci si limitava a sognare: presto quel futuro diventerà presente.

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