La Vita è Bella celebra Don Peppe Diana con “La Memoria che Vive”

Casal di Principe. Alla pizzeria La Vita è Bella il cibo diventa racconto, memoria e testimonianza civile. In una serata densa di significati ed emozioni, il locale ha presentato il percorso gastronomico “La Memoria che Vive”, un menù ideato per ricordare Don Peppe Diana, sacerdote simbolo della lotta alla camorra e del riscatto morale di un territorio. Un omaggio che prende forma nei sapori della tradizione, nella semplicità dei gesti quotidiani e nel valore profondo della condivisione, trasformando la tavola in luogo di riflessione, scoperta e commemorazione.

Cosa comprende il menù “La Memoria che Vive”?

Portata Piatto e Ingredienti
Apertura Il gesto semplice: crocchè di patate rosse di Letino.
Antipasto La tavola a casa: polpetta di manzo su ragù al pecorino.
Padellino Il tempo dell’attesa: crema di patate, baccalà e peperoni.
Pizza Identità Il rito della domenica: doppia cottura con ragù di braciola.
Dessert Memoria viva: spumone classico cioccolato e nocciola.

Un menù che omaggia Don Peppe Diana

Il progetto nasce dal lavoro congiunto dello chef e titolare Antonio Della Volpe e di Marisa Diana, sorella del sacerdote. Insieme hanno ricostruito, attraverso il cibo, i ricordi familiari e i gusti amati da Don Peppe, restituendo un menù che parla di terra, stagioni e affetti.

“Don Peppe amava il baccalà, la braciola, i piatti del pranzo domenicale”, ha ricordato Marisa Diana. “Venivamo da una famiglia contadina, vivevamo i sapori della terra. Lui amava i sapori del creato”.

E ancora: “La sua morte ha portato a un cambiamento radicale, il suo sacrificio ha reso il territorio un posto migliore. Oggi non saremmo qui se non avesse vissuto una vita all’insegna del dovere. Io faccio memoria, sono una docente, e questo sacrificio non deve andare perduto. Bisogna alimentare la memoria e tramandarla alle future generazioni”.

Il percorso gastronomico “La Memoria che Vive”

La degustazione a cui abbiamo partecipato, invitati dalla giornalista Laura Gambacorta, si sviluppa come un vero racconto, in cui ogni piatto rappresenta una tappa della vita e del pensiero di Don Peppe Diana. Come entrée Il gesto semplice, un crocchè di patate rosse di Letino, seguito da La tavola a casa, una polpetta di manzo su ragù al pecorino e riduzione di prezzemolo, piatti che richiamano immediatamente la cucina domestica e i sapori dell’infanzia.

A seguire, Il tempo dell’attesa, un padellino con crema di patate gialle, baccalà cotto a bassa temperatura e julienne di peperoni, e con Restare e resistere, pancetta di maialino casertano, patate cotte al forno, provola e riduzione di basilico.

Pizza in doppia cottura con ragù di braciola omaggio a Don Peppe Diana
Pizza in doppia cottura con ragù di braciola e riduzione di prezzemolo con pinoli e uva passa.

La pizza, un’identità territoriale e familiare

Ampio spazio è dedicato alla pizza, cuore dell’identità del locale, con Radici e identità, cotta nel ruoto con pomodoro San Marzano Dop, datterino liternese spadellato e grattugiata di parmigiano, e Il rito della domenica, in doppia cottura con ragù di braciola e riduzione di prezzemolo con pinoli e uva passa. Quest’ultima nasce dalla forte predilezione di Don Peppe Diana per le braciole, simbolo del pranzo domenicale e della convivialità familiare.

Dulcis in fundo, la memoria che resta

Ritorno, un bon bon fritto e asciugato al forno con crema pasticciera e confettura di mela annurca e cannella, le ghiottonerie di casa Lorena, e Memoria viva, uno spumone classico al cioccolato e nocciola realizzato dalla gelateria artigianale La Fenice. Questi sono stati i due dolci che hanno chiuso in bellezza la serata.

Spumone classico della gelateria La Fenice a Casal di Principe
Spumone classico al gusto nocciola e gianduia della gelateria artigianale La Fenice

Beverage e territorio

Nella sezione beverage spazio alle eccellenze di Casal di Principe, con i vini dell’azienda Cantine Vitematta, che produce Asprinio d’Aversa su terreni confiscati alla camorra, e con le birre del Birrificio Alba.

Chef Antonio Della Volpe titolare della pizzeria La Vita è Bella
Ritratto di Antonio Della Volpe

Antonio Della Volpe, formazione e visione

Il nuovo menù si inserisce nella visione gastronomica di Antonio Della Volpe, formatosi presso l’istituto alberghiero di Castel Volturno e cresciuto professionalmente in cucine di alto livello come quelle del Grand Hotel Parker’s, nella brigata dello chef Vincenzo Bacioterracino, e dell’Hotel Eden di Roma. Dopo l’apertura del primo locale a Trentola Ducenta nel 2007, il suo cammino nell’arte bianca si consolida con la vittoria della Pizza World Cup nel 2017.

Nel giugno 2021 apre la sede di Casal di Principe, un locale elegante e moderno con forni a vista e circa cento coperti. Dal 2025 è presente con Due Spicchi nella Guida delle Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso e nella guida Pizza & Cocktail di Identità Golose. Il menu propone tre tipologie di pizza, inclusa una originale versione ispirata alla cotoletta alla milanese, oltre ai padellini e a un’ampia sezione senza glutine.

Una memoria che diventa responsabilità

“La Memoria che Vive” è un gesto condiviso, che prende forma anche a tavola. Un modo per ricordare, per riconoscere la dignità di un territorio e per raccontare, attraverso i piatti, storie che non devono essere dimenticate. Dare spazio alla memoria, trasformarla in consapevolezza e in attenzione quotidiana, significa continuare a custodire i valori che Giuseppe Diana ha lasciato in eredità.

Fonte immagini: archivio personale e ufficio stampa

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