Siamo tornati alla Taverna La Riggiola, delizioso ristorantino in Vico Satriano 12 a Napoli, dopo la serata a tema “Natale in Casa Cupiello”. L’occasione è stata una degustazione vegetariana, organizzata appositamente per noi dalla giornalista Federica Riccio, una preziosa opportunità per testare alcuni dei nuovi piatti a firma dello chef Marco Montella.
Scheda tecnica e piatti forti
| Dettaglio | Informazioni |
|---|---|
| Chef | Marco Montella |
| Indirizzo | Vico Satriano 12, Napoli |
| Filosofia cucina | Prodotti a metro 0, pescato del giorno, tradizione contadina |
| Piatti forti (Mare) | Polpo e torzella, Filetto di pescato locale |
| Piatti forti (Terra) | Zuppa di ceci sultano, Pappardelle ai friarielli, Mescafrancesca |
| Prossimi eventi | San Valentino (14 febbraio) e serata maiale (26 febbraio) |
Indice dei contenuti
Un ritorno alle radici, tra identità e ascolto
Il nuovo menù di Taverna La Riggiola si muove nel segno di un ritorno consapevole alle origini. Non un cambio di rotta netto, sia chiaro, quanto piuttosto una riscoperta delle radici.
Sebbene il ristorante sia nato con una forte vocazione per la cucina di mare, come spiegato dallo stesso chef, nel tempo la proposta si è arricchita affiancando al seafood proposte di terra, di carne e vegetariane, pensate per «accontentare un po’ i gusti di tutti». Nelle scelte che oggi guidano la cucina, però, si avverte con più decisione un ritorno alla dimensione ittica: i piatti di pescato aumentano, la selezione si fa più articolata e questa componente torna a occupare uno spazio centrale.
Il legame con la stagionalità resta, in ogni caso, indissolubile grazie ai prodotti a metro 0 provenienti dall’azienda agricola del patron Micillo. Montella, ai nostri microfoni, ha sottolineato più volte il valore del lavoro del «Signor Pietro», che con passione e continuità fornisce alla cucina vere eccellenze del territorio, come i friarielli o i cavoli declinati in diverse varietà cromatiche. Ingredienti che richiedono tempo e cura anche dopo la raccolta: alcuni di questi, come racconta lo chef, vengono «stipati» e messi sott’aceto per essere preservati e valorizzati al meglio, perché rappresentano una vera chicca che nasce da un grande impegno in campagna.

Il mare secondo il pescato del giorno
In questo nuovo menù, il mare non è mai una vetrina, ma una prosecuzione naturale del racconto agricolo: stessa logica di stagionalità, stessa fiducia nella materia prima, stesso rispetto per ciò che arriva. Taverna La Riggiola lavora infatti con piccoli pescatori locali e con un fornitore di fiducia che contatta direttamente lo chef per segnalare il pescato disponibile, «che sia alle dieci di sera o che sia alle sei del mattino». Un rapporto diretto, fondato sulla fiducia e sulla disponibilità reale del prodotto.
Il mare dialoga costantemente con l’orto attraverso piatti studiati con cura e misura. Emblematico è Polpo e torzella, dove il mollusco, cotto a bassa temperatura, viene preparato con uno dei simboli della tradizione napoletana. Allo stesso modo, il filetto di pescato locale, servito con le verdure fresche dell’orto, racconta una cucina che si adatta a ciò che arriva, senza forzature, accettando il limite come valore.
La degustazione e la cucina dell’orto

L’attenzione per il mondo vegetale è centrale e si riflette in una cucina che rifiuta l’omologazione. Durante la nostra – buonissima – degustazione vegetariana, abbiamo potuto apprezzare:
- Zuppa di ceci sultano: un piatto che Montella definisce “semplice ma molto buono”, realizzato con un cecio calabrese che rende la preparazione particolarmente “setosa”.
- Mescafrancesca: servita in versione cruelty-free, dove la pasta mista ha sposato un ottimo “fagiolo a formella”.
- Pappardelle con crema di friarielli: rigorosamente dell’orto, lo chef ha ricordato come siano le ultime prelibatezze della stagione prima di “lasciare spazio alle patate”.
La parte dolce ha visto protagonista il pasticciotto, seguito da un semifreddo al cioccolato bianco dagli accenti aromatici di rosmarino e pepe, e l’immancabile caprese, senza glutine e senza lattosio.
Cantina e sala
Una menzione va anche alla cantina, ricca di etichette del territorio. Tra le referenze figura il vino della casa, prodotto da Massimo Del Pezzo nell’azienda Santo Spirito a Melizzano: la Falanghina DOC Fidentina 2023 e l’Aglianico DOC Taurulus 2023. La sala è curata con discrezione dal Maître Fabio Di Costanzo, coadiuvato da Wendy Nieva.
Gli eventi di febbraio
Il 2026 de La Riggiola si preannuncia super interessante. Per l’imminente San Valentino il ristorante ha preparato un menù fisso da 50 euro per permettere a tutti di godersi una serata davvero speciale, “senza spendere un’infinità”. Altro appuntamento da segnare in agenda è il 26 febbraio. In questa data si terrà la serata tematica “Del maiale non si butta via niente“. Come anticipato dallo chef, l’evento sarà un omaggio integrale alla tradizione contadina, con un percorso gastronomico a base di maiale che si snoderà “dall’entrée fino al dolce”.


