Imbavagliati: riparte il festival internazionale di giornalismo civile

Imbavagliati: riparte il festival internazionale di giornalismo civile

Mentre la Mehari verde di Giancarlo Siani, simbolo dell’evento, è in giro per la Campania, al Pan, riparte Imbavagliati –  Festival internazionale di Giornalismo Civile.

Ideato e diretto da Désirée Klain, Imbavagliati vuole dare voce a tutti quei giornalisti che – come il giovane collaboratore de Il Mattino ucciso dalla Camorra trentatré anni fa – hanno subito o subiscono intimidazioni da associazioni criminali di stampo mafioso o rischiano la vita in regimi dittatoriali pur di fare il proprio mestiere: scrivere e raccontare la verità.

Giovedì 20 settembre alle ore 18 al Palazzo delle Arti di Napoli è stata inaugurata la quarta edizione del festival annunciando al pubblico un programma ricco di incontri, workshop e arte.

Fino a mercoledì 26 settembre sarà infatti possibile ammirare non una, non due, ma ben tre mostre legate al fotogiornalismo.

Tre mostre dedicate al fotogiornalismo per il Festival internazionale di Giornalismo Civile

A cura dell’Associazione “Studenti Contro la Camorra” è la mostra di Greta Bartolini “14 – per chi lotta”, una foto intervista dedicata alla giornalista de La Repubblica Federica Angeli. Minacciata di morte per le sue inchieste sulla mafia romana, Federica Angeli vive sotto scorta permanente dal 17 luglio 2013. Il lavoro che ha contribuito alla riuscita dell’operazione Eclisse (l’arresto di 32 persone appartenenti al clan Spada a Ostia) è raccontato dalla stessa giornalista nel libro A mano disarmata – Cronaca di millesettecento giorni sotto scorta e dall’obiettivo di Greta Bartolini (le foto che sono esposte nella mostra sono state selezionate dal libro “Sotto vita”).

Dedicata al ricordo dei grandi fotografi che hanno immortalato Napoli e la sua storia è, invece, l’esposizione “Scatti della memoria”. Dalle foto dello scudetto con Maradona agli scatti, non gioiosi ma non meno necessari, di omicidi, retate e fatti di cronaca nera, la mostra ricorda grandi fotoreporter come Mario Siano, Antonio Troncone, Franco Esse, Gaetano Castanò, Giacomo Di Laurenzio (Peppino), Guglielmo Esposito, Franco Castanò.

Tutti ad opera di Alfred Yaghobzadeh, fotografo iraniano vincitore del World Press Photo, sono infine i 100 duri scatti dell’esposizione “Faces of War”, a cura di Stefano Renna.

Presente all’inaugurazione di Imbavagliati, Alfred Yaghobzadeh ha spiegato con ironia la storia del suo impronunciabile nome. Classe 1979, Yaghobzadeh ha fotografato le prime pietre del muro di Berlino che crollava, ma soprattutto ha dovuto interrompere gli studi per via della rivoluzione che ha sconvolto il suo paese, ha fotografo per 13 anni il conflitto israelo-palestinese e, nel 2011, mentre documentava la Rivoluzione d’Egitto è stato ferito. Eppure, davanti al pubblico, sorrideva e gesticolava con energia, affermando: “ We can’t change the world but we can try to be nice”.

Gli imbavagliati da tutto il mondo

Altrettanta energia e tenacia hanno mostrato gli altri “imbavagliati” presenti alla cerimonia. Carolin Muscat, vincitrice del Premio Pimmental Fonseca 2018, ha richiamato l’attenzione sull’attuale situazione della libertà di stampa a Malta. Il premio è stato dedicato alla sua collega Daphne Caruana Galizia, la giornalista maltese uccisa in un attentato del 2017.

Non molto diversa la situazione in Uzbekistan denunciata dal giornalista Hamid Ismailov che ha ribadito quanto la solidarietà verso i giornalisti minacciati possa contare (Ismailov parlerà della sua esperienza venerdì 21 settembre con Fouad Roueiha e il vignettista Stefano Disegni).

Chang Ping ha accennato al problema della libertà di stampa in Cina, Giappone e Corea (e approfondirà il tema sabato 22 settembre insieme a Antonio Moscatello, Ottavio Ragone, direttore de “La Repubblica Napoli”, e le vignette di Riccardo Marassi).

Infine, Yassin Wardere, che lunedì 24 settembre terrà il convegno dal nomell lungo cammino verso la libertà. A 100 anni dalla nascita di Nelson Mandela, l’Africa è alla ricerca di alternative al neocolonialismo”, ha affermato che la vicenda di Siani assomiglia a quella dei tanti giornalisti che, soprattutto in Kenya, sono stati uccisi mentre svolgevano il loro lavoro.

“Figli di un’informazione minore” anche in Italia

Il tema di Imbavagliati 2018 (Figli di un’informazione minore) non riguarda, infatti, solo paesi lontani.  A sottolinearlo durante l’inaugurazione sono stati Désirée Klain, la direttrice artistica del Festival, Carlo Verna, presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e Claudio Silvestri, segretario del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania.

Quest’ultimo lunedì 24 settembre parlerà della difficile situazione della libertà di stampa sul web italiano insieme ad alcuni blogger minacciati come Marilù Mastogiovanni, Gaetano Gorgioni, Leandro Salvia, Luciana Esposito e Mario de Michele, direttore del giornale online CampaniaNotizie.com. Testimone di eccezione, in questo caso, sarà Paolo Borrometi (Presidente Articolo 21).

Al vernissage di apertura, infine, non poteva mancare Luigi de Magistris. Il sindaco di Napoli, ricordando la sua vicenda personale, ha affermato che il pluralismo viene dopo il racconto e che giornalisti e magistrati devono essere autonomi e indipendenti per il bene della democrazia. Come d’abitudine schiettamente polemico contro le posizioni dell’attuale governo, il Primo Cittadino si è poi augurato che le mostre siano visitate soprattutto dai più giovani affinché capiscano, attraverso la forza delle foto esposte, cosa sia la guerra e cosa significhi “Porti Aperti”.

Per ultimo ma non da ultimo, Enrico Tedesco, della Fondazione Polis che ha ribattezzato Imbavagliati in “Festival dello sbavagliamento” affermando che non è un caso che si svolga proprio nei giorni di commemorazione della morte di Giancarlo Siani la cui voce, dopo 33 anni dalla sua morte, ancora risuona.

La Fondazione Polis – il cui presidente è il deputato Paolo Siani, fratello di Giancarlo – è una delle associazioni che ha reso possibile la IV edizione di Imbavagliati. Prodotta dall’associazione dall’associazione culturale “Periferie del Mondo – Periferia Immaginaria” e promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Imbavagliati  2018 vanta l’alto patrocinio di Amnesty International Italia e il Comitato Unicef Campania e collaborazioni con la Federazione Nazionale della Stampa, l’Ordine dei Giornalisti Nazionale e della Campania, l’UsigRai, il Premio Roberto Morrione, il Sindacato Unitario Giornalisti della Campania.  

Il programma completo degli eventi è consultabile sul sito www.imbavagliati.it. Da non perdere, tra gli altri, l’incontro “Mai più soli” con l’ospite d’onore Giuseppe Fiorello (domenica 23 settembre ore 18).

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A proposito di Serena Laezza

Classe 1994, Serena di nome e apparentemente di fatto, dopo una maturità classica e il superamento della sindrome post Erasmus, sta per laurearsi in Lettere Moderne alla Federico II. Sta per decidere in quale parte del mondo vuole essere. Sta per capire come rispondere alla domanda: "Cosa vuoi fare da grande?". Nel frattempo, gira, vede gente, si muove, fa cose. Soprattutto legge, fotografa (male!), dorme (troppo), scrive (non la tesi, ovviamente).

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