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FaceFood incontra l'orto con il Moera di Avella

FaceFood incontra l’orto con il Moera di Avella

FaceFood arriva al Moera di Avella: si tratta del format ideato da Lino D’Angiò in collaborazione con la giornalista gastronomica Laura Gambacorta

Come ci siamo finiti al Moera di Avella? Semplice: bei tempi andati, quelli in cui per fare una trasmissione serviva uno studio fisso, dei collaboratori e tutto il resto. Ma – non sottovalutiamo! – dovevamo starcene attaccati al tubo cadotico, in attesa che quello lì facesse una battuta o ancora quell’altro lì interpretasse un famoso.

Tutto questo è stato lentamente spazzato via da Internet che dal suo avvento – ci troviamo più o meno nel 1994/1995 – ha rivoluzionato il modo di godere della televisione e anche di fare televisione.

Un modo senza dubbio rivoluzionario e soprattutto godereccio è il format FaceFood, ideato da Lino D’Angiò in collaborazione con la giornalista gastronomica Laura Gambacorta, autorità negli eventi gastronomici in Campania e non solo.

FaceFood è un format decisamente innovativo, che prevede uno studio non fisso (infatti, si cambia di puntata in puntata, cioè di ristorante in ristorante), con la partecipazione degli ospiti in sala, dello staff di cucina e – soprattutto! – dei piatti in degustazione. Tra uno sketch sportivo, gastronomico e di gossip, si ride un po’ del pane quotidiano, prendendosi con leggerezza e gusto.

Abbiamo seguito FaceFood già alla sua prima presentazione presso La locanda del profeta; questa volta, dal centro di Napoli ci siamo spostati ad Avella, in provincia di Avellino.

L’occasione è stata stavolta l’evento La Dispensa del Moera, tenutosi il 5 ottobre: presentazione dei nuovi prodotti dello chef Francesco Fusco e famiglia che, oltre all’attività di degustazione, porta avanti una prolifica attività come azienda agricola.

Il Ristorante-Orto Moera ad Avella

Avella è da secoli una cittadina importantissima. A cavallo tra le province di Napoli ed Avellino, confinante con il Parco del monte Partenio, era conosciuta in antichità con il nome di Abella. Sede di un anfiteatro romano e di un castello medievale, possiamo dire che la cittadina è inoltre conosciuta dal mondo per le sue nocciole.

Il Moera di Francesco Fusco è una struttura che sorge appunto all’interno di un’aera di cinque etteri suddivisi tra noccioleto, uliveto ed altre coltivazioni. La sala è molto accogliente, intima e dà perfettamente l’impressione di “locanda” dove l’oste coccolerà con le primizie stagionali i suoi ospiti.

E’ un lungo processo, quello portato avanti da Francesco con sua moglie Diana, che però vede i suoi frutti, primo tra i quali una colta e folta clientela che ha partecipato alla cena spettacolo.

Le novità del Ristorante-Orto Moera

L’evento La Dispensa del Moera è stata l’occasione per presentare alcuni prodotti che vanno a rimpinguare la schiera già nutrita delle preparazioni che lo chef mette a disposizione dei suoi ospiti. L’idea è quella che il cliente, una volta assaggiate le specialità, possa portarle tranquillamente a casa per cimentarsi a sua volta negli “esperimenti”.

Chef Fusco è ferrato sulla preparazione di creme e composte dell’orto. Suoi cavalli di battaglia, il pesto all’aglio orsino (le cui foglie sono raccolte personalmente da lui, sulle montagne del Partenio circostanti) ed il pesto di pomodoro secco.

I nuovi prodotti, sempre creme, sono il pesto di nocciole e tartufo (fatto di nocciole avellane e tartufo stagionale che cambia di stagione in stagione), il pesto noci e curcuma ed una versione di chutney ai due pomodori (tondino e corbarino).

Grazie anche all’aiuto della scienza, Fusco cerca sempre di trovare delle creme dai fattori nutrizionali bilanciati. Infatti, le nocciole hanno un alto valore nutrizionale che si sposa bene con la buona quota proteica di proteine e fibre; gli oli delle noci sono accompagnati dalle elevate proprietà della curcuma, da tempo definito un superfood.

E’ possibile acquistare tutte le creme presso il Moera, oppure assaggiarle altrove: infatti, non sono pochi i ristoratori ed i pizzaioli che si cimentano in creazioni con i prodotti di Francesco Fusco.

Cosa abbiamo mangiato al Ristorante-Orto il Moera

Tra una chiacchiera di Lino D’Angiò, una con De Laurentis, un’altra di Maurizio Costanzo e le esternazioni estemporanee dello chef Giovannino Caccavacciuolo, si è svolta un’ottima degustazione di piatti a base dei prodotti autoctoni.

Principe della serata è stato – ovviamente – l’aglio orsino declinato in crema ed anche al naturale. C’è da dire che la platea degli astanti sarebbe stata l’incubo dei vampiri, ma la delicatezza di questo prodotto ha letteralmente conquistato tutti.

Finger Food: zeppoline all’aglio orsino; montanarina con pesto di pomodori e pesto di aglio orsino;

Antipasto: vellutata di zucca con riduzione di crema di Parmigiano Reggiano, chutney ai due pomodori e pesto di aglio orsino.

Primi piatti: ravioli con pesto di nocciole e tartufi irpini; risotto mantecato con curcuma e nocciole.

Selezione di formaggi a cura dei produttori locali

Dessert: ricotta mantecata, cioccolato, noci ed amarene.

Il tutto è stato accompagnato da Lacryma Christi rosso delle cantine Poggio Ridente di San Sebastiano al Vesuvio.

 


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