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Eroica Fenice

Berlino festeggia i 25 anni dalla caduta del muro

Immaginate cosa significhi svegliarsi una mattina e trovare un filo spinato che separa la vostra città in due parti, immaginate cosa significhi non poter raggiungere, da un momento all’altro,  luoghi percorsi solitamente per andare a trovare un amico o per fare una passeggiata, immaginate di non poter più comunicare in nessun modo con chi, per puro caso, si trova ad abitare nella zona opposta della città, dall’altra parte del muro.

È il 13 agosto del 1961 e i berlinesi si ritrovano, nelle prime ore di una domenica mattina, una città divisa in due da un filo spinato che molto presto si trasformerà in un muro di 43 chilometri, un muro che terrà separata la città per 28 anni e che segnerà, da un lato, lo sviluppo parallelo e opposto di due anime all’interno della  stessa cit, dall’altro, influenzerà tutta la politica mondiale. Siamo infatti in piena “guerra fredda” e il regime sovietico decide di bloccare quel flusso di persone- quasi 3 milioni- che dal 1949 al 1961 si erano trasferite da Est a Ovest costruendo un muro rigorosamente bianco a ricordare la purezza del regime sovietico di fronte al capitalismo americano. Il Berliner Mauer diventa così il simbolo di una frattura insanabile non solo all’interno della Germania ma di tutta l’Europa, e diviene  l’immagine di quel confine invalicabile tra due mondi opposti incapaci di comunicare che  dominerà la storia della  seconda metà del XX secolo.

Trascorrono più di 28 anni da quella domenica mattina e, quasi in maniera inaspettata, dopo l’apertura della cosiddetta cortina di ferro, nella notte del 9 novembre 1989 il muro viene abbattuto. È un evento epocale che cambierà per sempre le sorti della Germania e dell’Europa e  che metterà la parola fine a quel bipolarismo che aveva spaccato in due l’Europa e il mondo già all’indomani del secondo conflitto mondiale. È una notte di festa per tutti i berlinesi: milioni di persone, in maggioranza giovani,  si riversano per le strade felici ed increduli, cantano e ballano e attraversano quella parte di città che gli era negata fino a poche ore prima. Prendere a picconate quel muro e oltrepassarlo dovette significare poter riabbracciare persone care dopo 28 anni e  riappropriarsi della propria città, della propria individualità e della propria libertà.

In quella notte storica io avevo solo due anni e non posso assolutamente ricordare il clima di gioia e di festa che si dovette respirare in quel momento non solo in Germania, ma anche in tutta l’Europa. Posso ricostruire i fatti attraverso le immagini dei telegiornali di quel giorno, i racconti, le foto, i libri e attraverso la conoscenza di una città come Berlino che, pur essendosi trasformata incredibilmente dagli anni della divisione,  ancora presenta segni di quella frattura dal punto di vista architettonico e culturale. Posso però provare a riflettere su ciò che non avrei mai  potuto fare se il muro non fosse stato abbattuto quella notte. La caduta del muro di Berlino significò infatti l’apertura delle frontiere e l’inizio della  libera circolazione di persone e idee. Quell’evento ha posto le basi per  l’integrazione, per la creazione dell’Unione Europea, per i progetti di scambio interculturale, per i viaggi alla portata di tutti e per la diffusione libera di lingue, culture e modi di pensare differenti. Posso quindi dire di essere figlia di quell’evento storico che ha portato, nel bene e nel male, allo sviluppo del mondo e della cultura europea di cui faccio parte.

Per ricordare  il venticinquesimo anniversario di quella notte storica  la capitale tedesca ha organizzato numerosi eventi per tutto il fine settimana. Oggi vi sarà una grande festa alla porta di Brandenburgo con ospiti come Peter Gabriel e Paul Kalkbrenner. L’evento sicuramente più atteso è il “Muro di Luci” (Lichtgrenze): un’istallazione che tocca i punti più significativi della città costituito da 15 km di palloncini ad elio  che ripercorrono il tracciato del muro  e che tra le 19,00 e le 20,00  verranno rilasciati in aria. Come hanno sottilineato gli ideatori dell’istallazione, i palloncini leggeri e luminosi rappresentano il modo migliore per ricordare, per antitesi, la pesantezza del muro che schiacciò la libertà del popolo tedesco per quasi trent’anni.

– Berlino festeggia i 25 anni dalla caduta del muro-

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