23 Marzo 1945, nasce Franco Battiato

Franco Battiato nasce il 23 marzo 1945. Si tratta di un talento multiplo di eccezionale rilevanza, soprattutto in Italia, dove si classifica come uno dei migliori cantautori del suo tempo. Il 23 Marzo 1945 segna la nascita di un grande musicista ma non solo: sboccia l’anima pura di uomo che ha saputo emozionare con la delicatezza profonda di chi possiede una rara sensibilità. 

Dalla nascita il 23 Marzo 1945 all’esordio della sua carriera

Franco  Battiato è originario di Catania, ha una formazione scientifica e da giovanissimo, in seguito alla morte del padre, si trasferisce a Roma e poi a Milano: quest’ultima diviene la sua stabilità come «città di nebbia» in cui inizia la sua attività di musicista.  Al “Club 64”, durante le serate di cabaret, si esibisce con la propria conoscenza della chitarra e suonando brani siciliani. Qui incontra Giorgio Gaber che era spesso tra il pubblico, il quale gli chiede di andare a trovarlo. «Il giorno dopo diventammo amici».  In questo modo Battiato ricorda il loro rapporto d’amicizia e d’immediata fiducia che avrebbe poi, non a caso, portato ad una collaborazione artistica. 

Battiato non porta a termine gli studi universitari perché si dedica interamente alla musica. Negli anni sessanta pubblica due singoli per la rivista Nuova Enigmatica Tascabile. Qui Battiato si firma ancora col nome biografico Francesco. Il cantautore muta differenti case di produzione e non si cimenta solamente nella musica. Viene definito talento multiplo perché la sua passione tocca anche l’ambito pittorico e cinematografico. Franco Battiato è, non a caso, uno tra gli artisti che ottiene negli anni il più alto numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco: vengono lui conferite tre targhe e un Premio.  Battiato era spesso predisposto alla sperimentazione: si dedica a differenti strumenti e svariate sonorità elettroniche, cantando tra pop e altri generi musicali a cui sa prestarsi bene,  dato che appaiono tutte forme perfettamente inclini ai suoi testi, alla sua voce e alla sua personalità. Gode del successo di un cospicua quantità di album ascoltati oggi come allora. 

Le numerose collaborazioni di Battiato

Durante gli anni l’artista si è avvalso di molteplici collaboratori. È necessario citare due figure determinanti: il musicista e compositore Giusto Pio e Manlio Sgalambro, filosofo. Dalla collaborazione con Pio, Battiato si avvale di grandi successi come quello indiscusso di Centro di gravità permanente, basato su teorie filosofiche che fanno riferimento alla difficoltà che l’essere umano ha nel trovare il proprio centro interiore che e è indispensabile per il controllo delle pulsioni emotive e, dunque, di quelle che sfuggono alla ragione.  Ancora, si menzionano i trionfi di: Voglio vederti danzare, Cuccurucucù, Bandiera Bianca. Si tratta di un ricco numero di brani nascenti e aventi successo grazie a questa vincente collaborazione. Circa la filosofia di Sgalambro, essa è presente nella produzione artistica di Battiato perché il filosofo fu autore di alcuni dei suoi testi. Inoltre, va ricordato che nel 1975 il cantautore partecipa al Festival del proletariato giovanile organizzato a parco Lambro dalla rivista Re Nudo. Qui presenzia accanto ad altre personalità artistiche molto note come, per esempio, F. Guccini, L. Dalla, G. Gaber, F. De Gregori ed A. Venditti.

L’intramontabile successo della sua musica 

Il 23 Marzo, pochi giorni dopo l’inizio della primavera,  è continua rinascita ogni anno. L’intramontabile successo dell’italiano talento multiplo risiede nella cura e nella potenza dei suoi messaggi. Battiato ricorda che: 

«Per capire bisogna ascoltare, serve animo sgombro: abbandonarsi, immergersi. E chi pretende di sapere già rimane sordo.»

Battiato non era un artista semplice. Sapeva immergersi nel mondo. Costantemente si documentava, era attivo in società e prendeva ispirazione dalla sua conoscenza sempre in divenire. Non mancano nei suoi brani richiami a scrittori e poeti della tradizione letteraria italiana ed estera come Leopardi, Proust, Pascoli. E, ad esempio, chiunque abbia l’animo predisposto all’ascolto, sente questo scoppiare d’amore attraverso le note e le parole di La Cura. Canzone d’amore per antonomasia, edita nel 1997 e giudicata dalla critica come “canzone italiana dell’anno” con cui Battiato ha poi partecipato al FestivalBar dello stesso anno. La canzone è ancora oggi capace d’adattarsi al sensibile canone che conosce solo una maniera: l’amore. Ha un impatto emozionale molto forte, quando la si ascolta ci si immerge in una dimensione altra, estremamente intima e profonda e il sentimento amoroso divampa. 

Un altro brano degno di nota , divenuto un classico di Battiato, è indubbiamente Prospettiva Nevki che fa riferimento alla principale strada di San Pietroburgo e si costerna di tratti poetici dalla carica emotiva unica:

«E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire. »

 

Fonte  immagine: Wikipedia 

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