Cuccurucucù Paloma: il mondo grigio e blu di Battiato

Cuccurucucù Paloma

Cuccurucucù Paloma è uno dei brani più celebri di Franco Battiato. Più che una canzone, come succede spesso per il cantautore, è un vero e proprio testo poetico, dal significato profondo.

Il titolo deriva dall’onomatopea del verso delle colombe in lingua spagnola; il significato della canzone si basa sulla perdita di una persona amata e sulla sofferenza ad essa collegata.
La canzone fu scritta dal cantautore messicano Tomás Méndez nel 1954. Nel corso degli anni, il brano è stato utilizzato come colonna sonora in svariate opere cinematografiche.

Cuccurucucù Paloma: significato, temi e filosofia di vita

La canzone è una sorta d’elegia liceale, un romanzo di formazione “de minimis”, uno scorcio dell’io giovane, che esprime una profonda vocazione per la persona (l’io poetico) e poi per amore (Paloma).
Nelle canzoni, la primogenitura del richiamo colombale appartiene al messicano Mendez (1954), seguita qualche anno dopo dal più noto song di Harry Belafonte, il re del calypso.

Il Cuccuruccucù di Franco Battiato rappresenta il primo e riuscito esempio di rivisitazione del testo conciniano.

La rivoluzionaria rielaborazione del Maestro catanese

Ovviamente nel caso di Franco Battiato, si tratta, così come per altri celebri testi, di canzoni filosofiche.
L’illimitato è associato, tramite un parallelismo e attraverso la metafora, all’Infinito Leopardiano, in un susseguirsi di concetti che richiamano alla mente diverse suggestioni; in questo modo si crea, nel caso del cantautore italiano, un rapporto sospeso tra narratore ed ascoltatore. È come se fossero annunciati più concetti contemporaneamente, e non si riesce mai a comprendere quale sia quello principale. Tanti i temi che s’intrecciano tra loro, e difficilmente se ne viene a capo; forse è proprio questa la bellezza infinita della musica di Battiato.
Tutto ciò contribuisce a rendere le canzoni dell’autore incommensurabili, con parole che sfiorano i caratteri insiti nell’io, con filosofia e raziocinio.
Una connessione con l’universo, di cui Cuccurucucù Paloma rappresenta il fulcro di un’indagine narrativa e stilistica, nel modo in cui avviene nella poesia.

Ricordiamo che Franco Battiato, super conosciuto e molto apprezzato nell’ambito musicale non solo italiano, era un artista impossibile da etichettare, così come accade in questa canzone.
Anche in Cuccurucucù Paloma viene fuori l’immagine di un intellettuale che ha sempre guardato la società e il mondo da un punto di vista personale e originale.

Chi non ricorda Battiato? Chi non ne conserva le note in mente? Chi non si lascia ancora suggestionare dalle amabili note che proferiva il cantautore? E ancora i suoi testi volutamente ermetici, evocativi ed irriverenti, se non spensieratamente e (solo apparentemente) paradossali.
Se Cuccurucucù Paloma nasce come un fonema evocativo, il testo ricorda gli anni della giovinezza, quella che ancora rievoca ascoltandola oggi. Il testo, celebre e reinterpretato da numerosi artisti attuali, è un racconto per immagini, ma anche elementi tra loro dissociati, talvolta strani, inconciliabili, immersi in precisi contesti storici.
Le note del basso e della batteria sono talmente affascinanti e coinvolgenti che rendono la canzone quasi comprensibile a tutti. Cuccurucucù Paloma non è una canzone che s’impara a memoria, come si è soliti fare con i testi della musica moderna, ma si canta, col cuore e con la mente.

Quei significati estremamente profondi, diventano simulacro di grandezza… uno sposalizio con la vita.

 

Fonte immagine: Wikipedia

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