Canada day: le origini il 1 luglio 1867

Canada day: le origini il 1 luglio 1867

Il Canada Day è la festa nazionale canadese che si celebra ogni 1° luglio per commemorare l’anniversario della Confederazione. Questa ricorrenza ha una storia complessa che riflette l’evoluzione del Canada da colonia a nazione sovrana, un percorso segnato da tappe legislative fondamentali e da un crescente dibattito sul suo passato coloniale e sul rapporto con le popolazioni indigene.

Dalla colonizzazione al dominion: la nascita del Canada

Per comprendere l’importanza del 1° luglio occorre fare un passo indietro. Il territorio oggi noto come Canada passò dal controllo francese a quello britannico nel 1763, dopo la Guerra dei sette anni. Il 1° luglio 1867, con l’entrata in vigore del British North America Act (oggi noto come Constitution Act, 1867), il governo britannico unificò tre delle sue colonie – la Provincia del Canada, la Nova Scotia e il New Brunswick – in un’unica entità. Questa unione non creò uno stato indipendente, ma un Dominion autonomo all’interno dell’Impero britannico. I Dominion, come l’Australia e la Nuova Zelanda, potevano formare un proprio governo pur rimanendo legati alla Corona britannica.

Caratteristica Dominion Day (1867-1982) Canada Day (post-1982)
Simbolismo primario Celebrazione del legame con l’impero britannico e della lealtà alla corona. Affermazione dell’identità nazionale canadese, multiculturale e sovrana.
Tipo di celebrazioni Parate militari, salve di cannone, inno britannico (“God Save the Queen”). Concerti, fuochi d’artificio, discorsi del primo ministro, cerimonie di cittadinanza.
Prospettiva storica Enfasi sui “padri fondatori” e sulla costruzione di una nazione coloniale. Riflessione critica sul passato, inclusi i dialoghi di riconciliazione con le popolazioni indigene.

Perché il nome è cambiato da Dominion Day a Canada Day?

La festa nazionale fu conosciuta come Dominion Day fino al 27 ottobre 1982, quando il nome fu ufficialmente cambiato in Canada Day. Questa modifica, avvenuta sotto il governo del Primo Ministro Pierre Elliott Trudeau, non fu un atto puramente formale. Simboleggiava un passo decisivo nel processo di “patriazione” della costituzione canadese, culminato con il Canada Act 1982, che svincolò definitivamente il paese da ogni dipendenza legislativa dal Parlamento del Regno Unito. Il cambio di nome rifletteva la volontà di forgiare un’identità nazionale più inclusiva, che comprendesse anche i cittadini franco-canadesi e riconoscesse le radici indigene del paese, il cui nome “Canada” deriva proprio dal termine irochese Kanata, che significa “villaggio”.

Le controversie: una festa non per tutti

Il Canada Day è una ricorrenza divisiva, simile per certi versi al Columbus Day negli Stati Uniti. Per molte comunità delle First Nations, Inuit e Métis, il 1° luglio 1867 non rappresenta una data da celebrare, ma l’inizio di un’era di oppressione sistematica e di espropriazione territoriale. La creazione del Canada come nazione si intreccia con lo sfruttamento delle minoranze e con politiche assimilazioniste violente. Figure come il primo Primo Ministro, John A. Macdonald, sono associate a politiche di etnocidio, inclusa la confisca di terre e l’istituzione delle famigerate scuole residenziali. Per questo motivo, la festa è spesso occasione di protesta e di movimenti come #CancelCanadaDay, che invitano a una riflessione critica sulla storia del paese.

Come si festeggia il Canada Day oggi

Le celebrazioni odierne hanno abbandonato l’impronta prettamente militare del passato. Se un tempo le parate dell’esercito e l’inno inglese dominavano la giornata, oggi l’intrattenimento ha un ruolo centrale. A Ottawa, la capitale, e in tutto il paese si tengono concerti, festival e spettacolari fuochi d’artificio. Un momento molto atteso è il discorso del Primo Ministro. In anni recenti, sotto la spinta di leader come Justin Trudeau, la giornata ha integrato momenti di riflessione e riconciliazione. È diventata consuetudine che il capo del governo e il Governatore Generale (dal 2021 Mary Simon, la prima persona indigena a ricoprire la carica) partecipino a cerimonie con attivisti e leader delle comunità indigene per discutere dei risarcimenti e del percorso verso la verità e la riconciliazione.

Simboli come lo sciroppo d’acero, l’hockey e i grandi parchi naturali rimangono parte dell’immaginario collettivo di una nazione complessa, che guarda al futuro cercando di fare i conti con le ferite del proprio passato.

Articolo aggiornato il: 13/10/2025

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A proposito di Musco Francesca

Laureata in Mediazione Linguistica e Culturale, scrivo per dare sfogo alla mia loquacità e alle mie passioni. Quando non scrivo studio antropologia, guardo Drag Race e consumo mazzi di tarocchi.

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