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Benevento: sì al registro per le Unioni Civili

Il 10 dicembre, a Benevento, è stato ufficialmente istituito il registro per le Unioni Civili, e la cittadina si è collocata come il secondo comune campano favorevole a tale iniziativa. Alle 15.30, il consiglio comunale beneventano si è riunito a Palazzo Mosti, sciogliendosi quasi tre ore dopo con la votazione in merito alle unioni civili: nella comunicazione ufficiale diffusa dal presidente del consiglio risultano 13 i voti favorevoli e 6 i contrari. Il sindaco Fausto Pepe ha sottoscritto il testo di “riconoscimento delle unioni civili”. Come primo firmatario figura il nome del consigliere De Nigris. «Stasera a Palazzo Mosti hanno vinto i diritti, hanno vinto le persone che li chiedevano e quelle che ne chiedono altri, ogni giorno, perché l’uguaglianza riguarda tutti», commenta sulla propria pagina facebook WAND, il Collettivo LGBT di Benevento.

Benevento mira a lanciare un messaggio al Parlamento nazionale

«Benevento lancia un segnale forte e chiaro ai nostri rappresentanti in Parlamento, unendosi al coro di Comuni che hanno detto no alla disuguaglianza e sì all’amore, che si sono rifiutati di chiudere le porte in faccia a dei cittadini, a causa di un paradosso legislativo tutto italiano che si fa sempre più singolare, sempre meno giustificabile», si legge sempre sulla pagina del WAND. Nello specifico, l’ordine del giorno della riunione del consiglio comunale chiedeva di istituire un registro delle Unioni Civili presso un apposito ufficio comunale, approvare un vero e proprio “regolamento comunale” in merito, chiedere all’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) di farsi promotrice di una campagna di sensibilizzazione sull’importanza dell’istituzione dei registri delle Unioni Civili, far sì che il Parlamento venga sollecitato a legiferare in materia, grazie alla diffusione di tali obiettivi, chiedere al Governo che nel prossimo censimento nazionale della popolazione venga dedicato un settore specifico al loro censimento. In questo modo, il sindaco Pepe non nega che non possano essere immediatamente e completamente risolte «le problematiche che la materia richiama» ma viene rafforzato «un indirizzo, già tracciato da centinaia di amministrazioni. [L’ordine del giorno] non chiama in causa la famiglia tradizionale, che meriterebbe altra attenzione e tutela, ma vuole contrastare una discriminazione in essere che penalizza tantissimi cittadini italiani come ribadito pure, tra gli altri, dalla Corte Europea per i diritti dell’uomo». Ricorda anche che l’Italia è in realtà uno dei pochi paesi in Europa, assieme a Romania, Bulgaria, Russia, Turchia, Repubblica di San Marino, Principato di Monaco, Cipro, Città del Vaticano, Ucraina, Bielorussia, Grecia e Polonia, «a non prevedere il riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso».

Sembra che le promesse fatte dallo stesso sindaco di Benevento al WAND siano state mantenute, suscitando persino parole piene d’orgoglio nel Primo cittadino, che ha definito l’istituzione del registro «uno degli atti politicamente più qualificanti assunti dall’assemblea». Il collettivo è riuscito a strappare un coinvolgimento anche da parte della Senatrice della Repubblica per il PD, Monica Cirinnà, che si spera in un futuro prossimo possa offrire qualcosa in più della sua parola.

È indubbiamente un grande traguardo che come regione dobbiamo vedere con orgoglio: c’è da puntare ancora al massimo per il conseguimento di un’effettiva uguaglianza dei diritti, ma per il momento si potrebbe dire di aver imboccato il giusto percorso.

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