Caso Zona Bianca. Intervista a Luca Ferraris, portavoce dei Testimoni di Geova

Nei giorni scorsi, l’organizzazione religiosa dei Testimoni di Geova ha espresso pubblicamente la propria preoccupazione in merito ai contenuti trasmessi durante la puntata del 21 marzo 2025 della trasmissione “Zona Bianca” su Rete 4. Attraverso una nota ufficiale diffusa sul proprio sito, i Testimoni di Geova hanno definito la rappresentazione offerta dal programma come “gravemente distorta e discriminatoria”, denunciando la diffusione di informazioni ritenute false e potenzialmente lesive per l’immagine e la dignità dei loro membri.

Le contestazioni dell’organizzazione religiosa si concentrano in particolare sulle testimonianze presentate durante la trasmissione, giudicate parziali e prive di contraddittorio, tali da alimentare stereotipi e pregiudizi nei confronti di una comunità che professa la propria fede nel rispetto delle leggi e della libertà altrui. I rappresentanti legali dei Testimoni di Geova hanno inoltre sollevato dubbi sulla conformità della trasmissione ai principi fondamentali del giornalismo etico, sottolineando la mancanza di un’adeguata opportunità di replica per la comunità religiosa.

In un ulteriore sviluppo, martedì scorso, intorno alle ore 16:00, un ordigno di piccole dimensioni è esploso davanti alla porta d’ingresso della Sala del Regno dei Testimoni di Geova situata in piazza delle Camelie a Roma. L’organizzazione ha comunicato che, fortunatamente, nessuno è rimasto coinvolto, ma a scopo precauzionale le riunioni religiose previste per la serata e per il giorno successivo sono state annullate. I Testimoni di Geova hanno inoltre sottolineato che il luogo di culto colpito è lo stesso apparso di recente in un servizio della trasmissione “Zona Bianca“, che includeva contenuti da loro definiti diffamatori.

Di fronte a questi eventi, abbiamo contattato Luca Ferraris, loro portavoce, per offrire un’opportunità di chiarimento e approfondimento sulle questioni sollevate e sull’impatto di tali episodi sulla loro comunità.

1) Cosa avete da dire in merito alle accuse che vi sono state rivolte dalla trasmissione Zona Bianca e come commentate l’episodio dell’ordigno esplosivo nella vostra sede di Roma, avvenuto in seguito alla messa in onda di tali contenuti?

Le accuse che ci sono state rivolte dalla trasmissione “Zona Bianca” sono completamente infondate e diffamatorie e danneggiano ingiustamente la reputazione di una comunità che opera con trasparenza e rispetto per la legge, come dimostrato dal riconoscimento ufficiale della Confessione ottenuto con il D.P.R. 31/10/1986, N. 783. Sono affermazioni profondamente lesive per tutti i membri della nostra comunità che esercitano il proprio diritto alla libertà di credo e religione: oltre 250.000 Testimoni in Italia, e per estensione i quasi 9 milioni nel mondo. Riguardo al vile atto di cui siamo stati oggetto a Roma, siamo grati che nessuno sia rimasto ferito. Tuttavia, è impossibile non notare la sequenza temporale e il collegamento con la recente attenzione mediatica negativa e distorta nei nostri confronti. Ci auguriamo che le autorità competenti facciano piena luce sull’accaduto e che episodi di questo genere, che minano la pacifica convivenza e la libertà religiosa, non abbiano più a ripetersi.

2) Che misure interne prendete nei confronti di membri della vostra comunità che dovessero commettere abusi e violenze?

I Testimoni di Geova condannano tutte le forme di violenza e abuso. La tutela dei minori rappresenta per tutti i Testimoni di Geova una questione della massima rilevanza. La policy mondiale dei Testimoni di Geova sulla protezione dei minori afferma chiaramente che gli anziani non proteggeranno nessuno che abbia commesso un tale atroce crimine dall’essere perseguito dalle autorità. Esperti internazionali di tutela dei minori hanno confermato che i Testimoni di Geova sono un’organizzazione “sicura per i bambini” e che la loro policy e le loro pratiche di tutela dei minori “riflettono un forte impegno per la protezione dei bambini”. I Testimoni di Geova sono una delle pochissime religioni che hanno una procedura religiosa per determinare se un aderente (incluso un laico) accusato di abuso sessuale su minori debba essere allontanato dalla congregazione o se la persona possa continuare a farne parte.

3) Qual è il vostro approccio verso il mondo che non fa parte della vostra comunità?

In Italia ci sono circa 1.000 Sale del Regno aperte al pubblico, dove tutti sono i benvenuti. Tramite la nostra opera di evangelizzazione, siamo lieti di entrare in contatto con persone di altre religioni o non religiose che desiderano conversare con noi o seguire i nostri corsi biblici. Le nostre attività sono volontarie e gratuite, e siamo aperti nei confronti di chi non condivide la nostra fede con la massima trasparenza e il desiderio di uno scambio costruttivo e rispettoso, senza nessun obbligo di abbracciare la nostra fede.

4) Come si sostiene economicamente la vostra organizzazione?

La nostra opera è assolutamente volontaria e frutto di una scelta di fede. Non vengono sollecitate donazioni e tutte le nostre attività, inclusa la gestione delle contribuzioni volontarie dei fedeli, vengono svolte rispettando scrupolosamente la legge dello Stato e in piena trasparenza. Alle nostre riunioni l’ingresso è gratuito e non si fanno collette. I nostri ministri non si fanno pagare per servizi religiosi come battesimi, funerali o matrimoni e non raccogliamo denaro organizzando mercatini, lotterie, tombole, spettacoli, vendite o cene di beneficenza.

5) Qualora qualcuno venisse espulso o decidesse di sua spontanea volontà di uscire come verrebbe trattato?

In contrasto con quanto falsamente affermato, secondo cui chi viene allontanato dalla congregazione dei Testimoni di Geova sarebbe ostracizzato, in realtà una persona allontanata è invitata ad assistere alle nostre riunioni religiose, a cui è la benvenuta. Se si pente, la persona può chiedere di tornare a far parte della congregazione dei Testimoni di Geova. Tra familiari conviventi non c’è alcun cambiamento nella relazione sociale, e il matrimonio e gli affetti familiari proseguono. Nel 2017 la Corte di Cassazione italiana ha affermato chiaramente che i diritti fondamentali di una persona che è stata allontanata dalla congregazione non sono in alcun modo pregiudicati dalla libera scelta di alcuni individui, o anche di una categoria di individui, di non avere o interrompere relazioni a livello personale.

Fonte immagine: puntata di Zona Bianca, Mediaset (https://mediasetinfinity.mediaset.it/video/zonabianca2025/i-testimoni-di-geova-su-di-noi-solo-falsita_F313642401011C17)

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