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Eroica Fenice

Dante & Descartes

Dante & Descartes: la cultura non si compra, le librerie sì

Se ci riusciamo, Piazza del Gesù avrà la sua libreria per sempre

Così io e Giancarlo ci siamo lasciati ieri, con questa frase, detta da lui senza alcun tono enfatico da cinema e colta pienamente da me solo svariati minuti dopo che l’avesse pronunciata, che è tutto ciò di cui c’è bisogno per appoggiare la sua causa. Quella sua ferrea volontà di combattere per una libreria, la Dante & Descartes,  piena di pluralità, di tutti, e non privata. Ma per capirci tutti al meglio, bisogna fare un passo indietro.
Da pochi giorni, alla lunghissima lista di pagine Facebook se n’è aggiunta una in particolare “A Piazza del Gesù Nuovo 14 non volava una carta“, dove Giancarlo ha pubblicato una sorta di comunicato in cui spiega la sua personale battaglia e come aiutarlo, volendo.

Riassumendo in breve: Giancarlo è Giancarlo Di Maio, giovane proprietario della libreria Dante & Descartes, situata proprio in quella Piazza del Gesù Nuovo 14 già citata, ed è lì che da 5 anni tiene in piedi un baluardo di cultura contro la continua tempesta di disinteresse verso di essa. Fino ad oggi, Giancarlo è sempre stato semplice affittuario dello spazio, non sentendo l’immediata necessità di farlo proprio. Qualche tempo fa, gli viene notificato l’interesse di una seconda persona ad acquistare l’immobile, sul quale mantiene una forma di prelazione come precedente “proprietario” e ha un tempo prestabilito per esprimere la sua volontà di possederlo e comprarlo. Lì viene il bello, e il brutto.
Nonostante il desiderio di Giancarlo di mantenerlo, il tempo a sua disposizione non è infinito e la cifra che gli serve non è delle più esose, ma per raggiungerla ha bisogno di tutti, ma proprio di tutti quelli che amano Napoli e la cultura.

Dante & Descartes, oggi e qui 

Appena ho letto la storia di questa libreria, ho sentito il dovere di recarmi da Giancarlo per fare due chiacchiere e dargli, come potevo, una mano e il mio appoggio. Perché io non le ho dimenticate tutte le parole, le chiacchiere e gli infiniti bla bla bla fatti da me e tanti altri conoscenti sulla mancanza di spazi culturali, sulla necessità di una rivalutazione del Centro Storico che, pian piano, si sta trasformando in un coacervo di negozi di cibarie e affini, alle quali mai ci sogneremo di far guerra, ma che non sono l’unica cosa di cui bisogna nutrirsi e saziarsi.
Dante & Descartes non è un locale abnorme nel quale potete andare a farvi il giretto o il selfie (anche se non ho chiesto a Giancarlo la sua opinione sull’argomento), ma di grande ha di sicuro il cuore e la volontà. Perché per tenere aperto un piccolo spazio dove la cultura è unica dea e padrona in uno dei punti nevralgici della città, anno dopo anno, senza mollare, non solo non è facile, ma è eroico.
Chiunque ami la cultura, ami Napoli e ami definirsi Napoletano dovrebbe contribuire a questo progetto, anche in minima parte.
Non solo per Giancarlo, non solo per Dante & Descartes, ma per tutte le volte che ci siamo detti “Se solo avessimo potuto fare qualcosa” riguardo a fatti e vicende di un passato inglorioso.
Ora possiamo, tutti insieme.

Come contribuire:

Metodo 1: Cliccare qui e fare una donazione, alla quale corrisponderà un buono di eguale misura in libri.

Metodo 2: Recarsi direttamente alla libreria di Piazza del Gesù e fare una donazione personalmente, alla quale corrisponderà sempre un buono eguale.

Metodo 3: Parlarne a CHIUNQUE